"Ciò che occhio non vide"

Teologia visiva della Basilica di San Paolo
12 ottobre 2017

#10 “Ciò che occhio non vide” – La catena d’oro dei ritratti dei papi, cornice della basilica

 

La suggestiva “cornice d’oro” dei ritratti papali della basilica fa da sfondo a questa nuova puntata della serie con P.Edmund, che ci accompagna ancora invitandoci a riflettere sul valore ecclesiale della “successione apostolica” e sulla lunga e “ininterrotta” catena di grazia che consente ancora oggi la diffusione del vangelo affidato ai primi discepoli del Cristo.

“Il giudizio dello storico non contempla il miracolo della grazia, Dio sceglie chi vuole e la debolezza umana magnifica la gloria di Dio (…) Nell’ambiguità della storia umana, il giudizio deve essere sempre cauto. Attraverso momenti sia alti che bassi, la successione continua fino ad oggi e la tradizione è salvaguardata. Lo Spirito Santo non smette di pervadere la Chiesa, confermando la promessa di Gesù Cristo: ‘Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.” La basilica di S.Paolo, coronata dalla sua lunga catena di ritratti, ci propone un filo di sicurezza, una conferma di speranza, una striscia di grazia.”

Sul finire della puntata parleremo anche dei luoghi “non visibili” della basilica, alcuni dei quali, come un corridoio nascosto nella parte superiore del transetto, hanno ospitato per un breve periodo durante la seconda guerra mondiale sia dissidenti politici che ebrei perseguitati dal nazifascismo. Anche questa curiosa notizia sarà spunto di meditazione e di dialogo.

Ricordiamo che la nostra guida d’eccezione P. Edmund Power *, abate emerito della basilica, ci accompagna con le sue riflessioni in un viaggio virtuale nell’edificio, alla scoperta di quella “teologia visiva” che ha tracciato nel suo libro “Ciò che occhio non vide” **, dedicato a questo gioiello dell’architettura cristiana e alla figura dell’apostolo delle genti.

P. Edmund ci guida a una “lettura teologica” della basilica: non più, o meglio non solo, l’attrattiva dell’opera d’arte, ma un affascinante cammino alla ricerca della “parola di Dio” che è “pronunciata e proclamata” dalla basilica stessa.

Durante la serie “pregheremo, mediteremo e contempleremo” la realtà della Basilica, per scoprire che esiste un modo profondo e ricchissimo di guardare alla realtà teologica e spirituale di questo magnifico edificio che custodisce i resti mortali di S.Paolo: un approccio nuovo e allo stesso tempo antico perché fonda le sue radici nella tradizione della “lectio divina” monastica.

**Dall’introduzione del libro “Ciò che occhio non vide… Teologia visiva della Basilica di San Paolo fuori le Mura”, Edmund Power, Lateran University Press, 2014
“Da più di 10 anni, vivo e prego nella basilica di San Paolo fuori le Mura”, dice l’autore, P. Edmund Power OSB, abate di San Paolo; “conosco il suo silenzio della notte o di buon mattino, la curvatura di ogni arco, lo sguardo sia sereno che addolorato di ogni santo o peccatore rappresentato in questo luogo animato dalla presenza di Dio”. Sulla base di tale conoscenza, elaborata attraverso la contemplazione del volto della seconda più grande basilica di Roma, l’autore scrive di come l’edificio nella sua interezza e nei suoi particolari, possa divenire un’icona, che illumina gli occhi e il cuore, della persona che cerca Dio.  (…) La basilica è un simbolo di incarnazione: dell’unione armoniosa di materia e spirito. Pur essendo monumento dedicato alla fede dinamica e instancabile dell’apostolo San Paolo, primo teologo del Nuovo Testamento, l’edificio più profondamente, con la sua arte e architettura, celebra il Cristo che ha trasformato la vita di Paolo. Qualsiasi persona in cammino, che brama la dimora di Dio, è invitata a leggere e contemplare la basilica che è al tempo stesso parola e icona.”

* P. Edmund Power, dell’Ordine di San Benedetto, nato a Hemel Hempstead, in Inghilterra nel 1952. Entrato nell’Abbazia inglese di Douai, ha compiuto gli studi filosofici all’università di Exeter, e quelli teologici all’università di Londra, dove ha conseguito il dottorato di ricerca. Ordinato sacerdote nel 1978, ha insegnato in Inghilterra per alcuni anni prima di essere inviato a Roma dove è stato priore del Collegio Sant’Anselmo sull’Aventino. Dal 2005 al 2015 è stato Abate della millenaria Abbazia di San Paolo fuori le Mura.

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