"Ciò che occhio non vide"

Teologia visiva della Basilica di San Paolo
09 marzo 2017

#2 “Ciò che occhio non vide” – La figura di Paolo

 

Pubblichiamo, dal canale di arte sacra, la seconda puntata dedicata alla famosa basilica papale, durante la quale approfondiamo con padre Edmund la figura di S.Paolo, “figura complessa e affascinante”, prendendo spunto da alcuni aspetti davvero particolari del quadriportico e della facciata della basilica.

Ricordiamo che la nostra guida d’eccezione P. Edmund Power *, abate emerito della basilica, ci accompagna con le sue riflessioni in un viaggio virtuale nell’edificio, alla scoperta di quella “teologia visiva” che ha tracciato nel suo libro “Ciò che occhio non vide” **, dedicato a questo gioiello dell’architettura cristiana e alla figura dell’apostolo delle genti.

P. Edmund ci guida a una “lettura teologica” della basilica: non più, o meglio non solo, l’attrattiva dell’opera d’arte, ma un affascinante cammino alla ricerca della “parola di Dio” che è “pronunciata e proclamata” dalla basilica stessa.

Durante la serie “pregheremo, mediteremo e contempleremo” la realtà della Basilica, per scoprire che esiste un modo profondo e ricchissimo di guardare alla realtà teologica e spirituale di questo magnifico edificio che custodisce i resti mortali di S.Paolo: un approccio nuovo e allo stesso tempo antico perché fonda le sue radici nella tradizione della “lectio divina” monastica.

**Dall’introduzione del libro “Ciò che occhio non vide… Teologia visiva della Basilica di San Paolo fuori le Mura”, Edmund Power, Lateran University Press, 2014
“Da più di 10 anni, vivo e prego nella basilica di San Paolo fuori le Mura”, dice l’autore, P. Edmund Power OSB, abate di San Paolo; “conosco il suo silenzio della notte o di buon mattino, la curvatura di ogni arco, lo sguardo sia sereno che addolorato di ogni santo o peccatore rappresentato in questo luogo animato dalla presenza di Dio”. Sulla base di tale conoscenza, elaborata attraverso la contemplazione del volto della seconda più grande basilica di Roma, l’autore scrive di come l’edificio nella sua interezza e nei suoi particolari, possa divenire un’icona, che illumina gli occhi e il cuore, della persona che cerca Dio.  (…) La basilica è un simbolo di incarnazione: dell’unione armoniosa di materia e spirito. Pur essendo monumento dedicato alla fede dinamica e instancabile dell’apostolo San Paolo, primo teologo del Nuovo Testamento, l’edificio più profondamente, con la sua arte e architettura, celebra il Cristo che ha trasformato la vita di Paolo. Qualsiasi persona in cammino, che brama la dimora di Dio, è invitata a leggere e contemplare la basilica che è al tempo stesso parola e icona.”

* P. Edmund Power, dell’Ordine di San Benedetto, nato a Hemel Hempstead, in Inghilterra nel 1952. Entrato nell’Abbazia inglese di Douai, ha compiuto gli studi filosofici all’università di Exeter, e quelli teologici all’università di Londra, dove ha conseguito il dottorato di ricerca. Ordinato sacerdote nel 1978, ha insegnato in Inghilterra per alcuni anni prima di essere inviato a Roma dove è stato priore del Collegio Sant’Anselmo sull’Aventino. Dal 2005 al 2015 è stato Abate della millenaria Abbazia di San Paolo fuori le Mura.

1 Risposta

  1. Matteo

    Riconosco il linguaggio, intriso della Parola di Dio, proprio dell’esperienza della Scuola di Preghiera, che mi è quindi familiare. Ma allo stesso tempo ritengo che le riflessioni e gli spunti contenuti in questa puntata e più ampiamente in questa serie siano più che validi anche fuori dall’esperienza della Scuola perché all’unisono con il desiderio del cuore dell’uomo, che è inquieto finché non riposa in Dio.
    Non credo che entrerò più nella basilica di San Paolo allo stesso modo dopo aver ascoltato questa puntata. Grazie.

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