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Duke Ellington incontra Martin Luther King
10 novembre 2016

#3 Anni sessanta: Ellington attivista per i diritti civili – Il primo concerto sacro

 

Nella nuova sezione dedicata agli audio proseguiamo insieme al maestro Agostino Marzoli* la serie di appuntamenti dedicati alla figura di Duke Ellington, uno dei più celebri compositori americani del XX secolo, narrata sullo sfondo della nascita del movimento per la difesa dei diritti civili dei neri negli Stati Uniti d’America.

In questa puntata affronteremo la genesi del primo concerto sacro del 1965. Preceduto dall’esperienza del musical My people, che Ellington compone nel 1963 in occasione della Century Negro Exposition per commemorare la fine della schiavitù degli afroamericani, il primo concerto sacro è qualcosa di diverso dalla tradizionale messa jazz: non è un dialogo con Dio, piuttosto “un parlare alle persone di Dio”. Nei giorni della prima rappresentazione Ellington dichiarerà alla stampa: “ora posso affermare apertamente ciò che ho sempre detto fra me e me in ginocchio”.

Le reazioni della critica saranno discordi. Molti si interrogheranno sul significato del concetto di musica sacra. Emblematiche le parole della Chiesa presbiteriana committente: “La musica tradizionale continuerà probabilmente ad essere la norma nelle chiese, ma questo concerto ha mostrato il possibile vantaggio di aggiungere varietà e altre dimensioni all’espressione musicale religiosa”. Un nuovo linguaggio del sacro, veicolo di un nuovo spirito e di un nuovo fermento religioso, espresso attraverso nuove forme musicali. Forse per la prima volta emerge con forza lo spirito ecumenico della ricerca musicale di Ellington e il suo stretto legame con la lotta degli afroamericani: è con la musica che Ellington darà voce al grido di rivolta del suo popolo.

Nonostante lo scetticismo, lo spettacolo avrà luogo comunque il 16 settembre 1965 e verrà ripreso dalle telecamere per essere trasmesso in televisione.
Insieme all’orchestra e allo stesso Ellington al pianoforte, il concerto includerà un coro di 70 voci, l’Herman McCoy Choir, e diversi solisti: i cantanti Jon Hendricks e Jimmy McPhail, l’attore di teatro Brock Peters e l’allora giovanissima scoperta di Ellington, la cantante gospel Esther Marrow.
La risposta del pubblico sarà entusiasta e così anche lo scetticismo di alcuni verrà spazzato via.
Un’agenzia stampa scriverà: “Ieri sera nella Grace Cathedral Duke Ellington ha parlato al Signore”.

Stay Tuned!

cop* Agostino Marzoli, musicista, insegnante ed esperto di jazz, si è diplomato in basso tuba al conservatorio “G. Rossini” di Pesaro. Ha svolto un’intensa attività concertistica sia in formazioni da camera che in orchestre sinfoniche con le quali ha partecipato anche a numerose tournée internazionali. Ha inciso un album di musica contemporanea elettroacustica e suonato in vari progetti artistici, spaziando dal jazz al teatro di prosa. Parallelamente alla sua attività di musicista si occupa di progetti di divulgazione musicale e alla didattica della musica. È da sempre appassionato e studioso di jazz e, nello specifico, ha focalizzato il suo interesse sulla musica di Duke Ellington, del quale possiede un’ampia collezione discografica e bibliografica.

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