Battesimo del Signore

Anno Liturgico A
12 gennaio 2014

Appena battezzato, Gesù vide lo Spirito di Dio venire su di lui

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia
Si aprirono i cieli e la voce del Padre disse:
«Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!».
Alleluia

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 3,13-17)

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

PRIMA LETTURA Dal libro del profeta Isaìa (Is 42,1-4.6-7)

Così dice il Signore:
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento.
Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Salmo 28 (29)
R. Il Signore benedirà il suo popolo con la pace.

Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo. R.

La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza. R.

Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre. R.

SECONDA LETTURA – Dagli Atti degli Apostoli (At 10,34-38)

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga.
Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti.
Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui».

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Conviene che così adempiamo ogni giustizia”
San Gregorio Nazianzeno (330-390), vescovo, dottore della Chiesa
Discorso 39, per la festa delle luci ; PG 36, 359

Giovanni dà il battesimo, Gesù si accosta a lui, forse per santificare colui dal quale viene battezzato nell’acqua, ma anche di certo per seppellire totalmente nelle acque il vecchio uomo. Santifica il Giordano prima di santificare noi e lo santifica per noi. E poiché era spirito e carne, santifica nello Spirito e nell’acqua (Gv 3,4).

Il Battista non accetta la richiesta, ma Gesù insiste : “Io ho bisogno di essere battezzato da te”, dice la lucerna al Sole (Gv 5, 35), l’amico allo Sposo (Gv 3, 29), colui che è il più grande tra i nati di donna al primogenito di ogni creatura (Mt 11,11 ; Col 1,15). Colui che aveva esultato di gioia nel seno di sua madre dice a colui che era stato adorato nel seno di sua madre, il precursore dice a colui che si è appena rivelato e chi si manifesterà alla fine dei tempi: “Io ho bisogno di essere battezzato da te”. Potrebbe aggiungere: “dando la mia vita per te”; infatti sapeva che avrebbe ricevuto il battesimo del martirio…

Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto l’intero cosmo. Vede i cieli aprirsi, quei cieli che Adamo aveva chiuso per sé e per tutta la sua discendenza, quei cieli preclusi e sbarrati, come il paradiso dalla spada fiammeggiante (Gen 3, 24). E lo Spirito testimonia la divinità di Cristo : si presenta simbolicamente sopra colui che gli è del tutto uguale. Una voce proviene dalle profondità dei cieli, da quelle stesse profondità dalle quali proveniva Chi in quel momento riceveva la testimonianza. Lo Spirito appare visibilmente come colomba e, in questo modo, onora anche la nostra carne divinizzata.

Trascrizione dell’Omelia

Come abbiamo detto all’inizio della celebrazione, sono molti i motivi contenuti in questa immagine del Battesimo di Gesù, vale la pena entrarci dentro, osservarli con cura perché ci possono essere di grande vantaggio nella contemplazione del mistero di Cristo ma anche nella contemplazione della nostra adesione al mistero di Cristo. Innanzi tutto questo strano episodio di Giovanni che si mette a battezzare nel Giordano, che cosa sta facendo? Sta facendo un battesimo di conversione cioè sta praticando un battesimo che è segno di un passaggio, un passaggio dalla dipendenza dalla logica del peccato alla dipendenza dalla Torah, siamo ancora in un ambito diciamo così di Antico Testamento, Giovanni Battista è considerato forse l’ultimo profeta dell’Antico Testamento. In un Israele che si trova in una condizione veramente drammatica oppresso dalla dominazione dei romani in cui anche il culto risente di molte problematiche, non a caso ci sono due Sommi Sacerdoti, Giovanni che viene da un’esperienza che definiremmo oggi con le nostre categorie, mistica e che secondo una tradizione era passato tra gli esseni di Qumran nel Mar Morto una zona desertica depressa a 450 metri sotto il livello del mare, un posto veramente inospitale dove questi proto monaci, questi uomini, avevano costruito una comunità e si erano messi in testa di vivere veramente la Torah, con lo spirito attento, con il cuore pronto, diremmo con le categorie bibliche, con i fianchi cinti e la lampada accesa (Es 12,11), uomini che stanno aspettando l’avvento della luce, non a caso Giovanni l’evangelista dirà nel suo Prologo che questo Giovanni non era la luce ma era colui che stava dando testimonianza all’avvento di questa luce (Gv 1,6-7) fa forse proprio un richiamo alla permanenza del Battista presso gli esseni. Stanno aspettando la luce rispetto a che? Rispetto alla religiosità corrotta di Gerusalemme, distante dalla realtà di Qumran, sapete cos’è una religiosità corrotta? È una religiosità come la nostra cioè da qua a qua sono religioso e da qua a qua sono un’altra cosa, poi un’altra, poi un’altra e poi un’altra. Questa è una religiosità corrotta, io faccio il culto, prego, prego da solo, prego in camera, prego una volta una cosa una volta un’altra secondo come mi aggrada e poi però mi regolo come mi pare su tutte le altre cose, questa non è la fede, questa è una religiosità che può anche scadere nel paganesimo; questo è Giovanni Battista, uno che viene da una mentalità che noi oggi definiremmo integralista ma non lo è, è integrale: “Io credo in Dio, mi fido di Dio quindi vivo secondo Dio”, allora Giovanni sta dicendo a questa generazione di poveracci, di peccatori, di sperduti: “E’ arrivato il momento di prepararci perché la Luce è ormai molto vicina, Colui che stiamo aspettando sta per arrivare”. Mette tutta questa gente di fronte ad una liturgia, quale liturgia? Ce la dovremmo ricordare, il Giordano ricorda l’ingresso di Israele nella Terra Promessa, il Giordano si era fermato per far passare Israele dopo quarant’anni passati nel deserto (Gs 3,14-17), segno di cosa? Segno di un altro grande passaggio quello del Mar Rosso (Es 14,15-31), anche là il mare si è aperto perché Israele potesse passare. Allora che cosa ricorda a questa gente il battesimo nel Giordano? Ricorda la liberazione dall’Egitto, ricorda l’ingresso nella Terra Promessa, entrare nel Giordano ed uscire dal Giordano significa passare da una situazione di peccato ad una dimensione di luce, di accoglienza, questo è quello che avevano davanti agli occhi questi uomini, quando si avvicina Gesù, capite bene lo sconcerto non da parte della gente che non lo conosceva ma da parte di Giovanni che afferma di conoscerlo, Giovanni dice: “Ma come, tu vieni a farti battezzare da me? Ma che bisogno hai tu di fare questa liturgia di passaggio dalle tenebre, alla luce, dal peccato alla conversione? Che bisogno hai? Sei tu l’attore della vera conversione, sei tu quello che ci permette di conoscere la volontà del Padre”, l’avete ascoltato Gesù come risponde: “Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia”, per ora lascia fare ci ricorda un’altra risposta che Gesù darà alla Madre alle nozze di Cana, vi ricordate? “Non è ancora giunta la mia ora” (Gv 2,4) come dire: “Il mistero che mi riguarda nessuno lo conosce ancora, allora lascia che io entri nel Giordano, è evidente che non c’entro (direbbe Gesù) per farmi perdonare i peccati” ma tutto in Giovanni Battista si chiarisce quando Gesù entra nel Giordano perché appena entra nel Giordano e Giovanni lo battezza ecco che accade un fatto eclatante: “Si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui”, si aprono i cieli che cosa vuol dire questa categoria, che cosa ci fa pensare? Noi abbiamo ragionato su cose della terra, abbiamo pensato su cose che riguardano l’uomo, ragioniamo con logiche che stanno intorno alla nostra vita, che spiegano o non spiegano quello che ci accade e ci riguarda ma c’è una logica che è sopra di noi che ci sfugge in molti momenti della nostra esistenza, questa logica si riesce ad intuire veramente quando si squarcia il cielo cioè quando l’uomo ha la capacità di contemplare la volontà di Dio come una volontà che è più grande, più alta della volontà dell’uomo, più vera, più autentica più luminosa, allora l’uomo scopre, lo fa nella preghiera, lo fa nella relazione con Dio, scopre che tutto quello che porta dentro ha già un nome, ha già una relazionalità, ha già una logica, non è quella che pensava prima ma è quella che ha pensato Dio. E qual è questa logica? … “vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento », chi assiste a questa scena, chi vive questa scena ha davanti a sé il Padre e lo Spirito che scende dal cielo come una colomba e non dice che lo Spirito è una colomba ma questa colomba gli ricorda che lo Spirito di Dio aleggiava sopra le acque all’inizio della creazione (Gen 1,2), allora cosa vedono questi uomini? Vedono qualcosa di straordinario, sulle acque del Giordano si sta facendo una nuova creazione, Dio sta separando di nuovo la terra dall’acqua, il Genesi dice che Dio ferma la superbia dell’acqua rispetto alla terra cioè la terra è il luogo dove l’uomo può vivere e l’acqua è la minaccia dell’uomo, allora Dio pone un limite alle acque (Sal 104,9) perché le acque non sovrastino le possibilità dell’uomo di cercare Dio, le acque per Israele sono il peccato, Dio pone un limite al peccato perché questo peccato non soffochi il desiderio dell’uomo di cercare Dio. Allora che vede l’israelita davanti a questa scena? Vede non solo Colui che desidera separare le acque dalla terra ma vede anche l’autore, il luogo in cui questa grazia si produce che è il Figlio di Dio, vede il Cristo, vede l’atteso, quello che diceva Isaia nella Prima Lettura quello che: “Non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta”, cioè vede Uno che viene ad incontrare l’uomo con i stessi passi dell’uomo, nella terra dell’uomo, con la carne stessa dell’uomo perché l’uomo conosca che ciò che Dio ha pensato nei cieli può compiersi sulla terra e questo è quello che lo Spirito viene a garantire con la sua presenza, la colomba ci fa pensare anche che questa presenza sia dolce, leggera, non invasiva, che non schiaccia l’uomo. “Questo è il Figlio mio prediletto, ascoltatelo” dirà il Padre il giorno della Trasfigurazione, cioè sta dicendo il Padre: “Questa è la logica dentro la quale opero la salvezza, Io che ho creato l’uomo lo ricreo, quando lo ricreo lo rifaccio non con un modello che mi passa per la mente ma con il modello con cui l’ho pensato, il mio Verbo” direbbe Dio, “lo rifaccio come l’ho pensato e testimone di questa ricreazione è lo Spirito che metto nel cuore della vita, nel profondo dell’esistenza dell’uomo” e sai a chi lo dice questo? Lo dice a te, allora tu dici: “Io che sono un peccatore sto davanti all’opera della divina Trinità” e questa dice: “Bene, io ti faccio una creatura nuova, lo faccio attraverso il Figlio” comincia da qua la predicazione di Gesù, “lo faccio attraverso lo Spirito”, la predicazione di Gesù si fissa nel cuore dell’uomo grazie alla presenza dello Spirito e l’uomo può ricordarsi della predicazione di Gesù grazie al fatto che c’è uno Spirito che loaiuta a ricordare, ce lo dirà Giovanni nel capitolo 16 del suo Vangelo, dunque un quadro, un’icona, nel quale la nostra salvezza diventa visibile, credibile, operabile, veramente concreta, quasi la possiamo guardare e noi prendiamo coraggio da questo perché sappiamo allora che anche la nostra preghiera non è vaga o intima o non so cosa, no, è una preghiera che entra dentro questa logica è una preghiera che il Padre conosce, che interpreta attraverso il Figlio, che porta a compimento nello Spirito e tutta la nostra vita diventa Trinitaria, tutta la nostra vita diventa come la vita del Figlio. Stai attento cristiano, te lo leggo in faccia, da una parte porti la meraviglia della contemplazione di questi misteri e dall’altra parte della tua faccia porti la difficoltà di ritenerli e l’incapacità di realizzarli, fattela passare questa febbre perché chi ti ha parlato di queste cose Lui ti permetterà di realizzarle, Dio che ha messo nel tuo cuore questa speranza Lui la porterà a compimento perciò fidati, lo Spirito ti è stato già dato, sei un battezzato, sei passato per quest’acqua, hai ricevuto questo dono che ha il potere di portarti dove Dio ti ha pensato, ti ha chiamato da sempre e non lo farà con le parole difficili della teologia neanche con le mie prediche stancanti, lo farà attraverso tanti segni con i quali già ha seminato il tuo terreno, lo farà facendoli germogliare e facendogli portare frutto, a te è chiesta una cosa sola, consapevolezza, attenzione, umiltà del cuore, capacità di attesa, sembrano tanti sentimenti ma è uno solo, uno solo è l’amore di Dio.

Sia lodato Gesù Cristo.

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