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Omelie

Vendi quello che hai e seguimi.

La strada per la salvezza sta nello spirito di sapienza, che non è il sapere tante cose, ma la capacità di assaporare la verità di Dio. Essa non è frutto di ingegno umano, ma è donata da Dio a chi la chiede con la preghiera. Ha quindi un valore supremo: nulla di terreno può esserle paragonato, nemmeno la luce, perché la sapienza, viene da Dio, ed è quindi la luce che mai tramonta. Dove la si trova questa sapienza soprannaturale? La risposta è nella lettera agli Ebrei: è unicamente nella parola di Dio che si può trovare la sapienza; quella parola/sapienza che discerne i sentimenti e i pensieri del cuore, entrando nel più profondo del cuore e dell'anima. Questa parola/sapienza di Dio entra dentro di noi, nella mente e nel cuore, ci legge dentro e ci mette in pienezza davanti allo sguardo di Dio.
14
ottobre 2018

L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto. (Messa del mattino e della sera)

La Genesi ci riporta all'origine dell'umanità, quando Dio, dopo la creazione dell'uomo, Adamo, crea la donna, Eva, come ?aiuto che a lui corrisponda?. Il racconto, simbolico e teologico, con queste prime parole, indica già il tipo di rapporto che la donna avrà con l'uomo; non gli è identica, ma gli corrisponde; come una mano, che non è identica all'altra, ma le corrisponde perfettamente, così che mettendosi l'una di fronte all'altra come controparte, insieme fanno un tutt'uno, completandosi a vicenda.
Trascrizione
07
ottobre 2018

Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

Essere aperti e accoglienti è proprio del cristiano e della Chiesa; è molto più che una semplice tolleranza; è la radice della libertà e dell'uguaglianza di tutti gli uomini, intesa come fraternità universale. Solo Gesù va seguito. E lui ha fatto una sola strada, quella del servizio e del dono della propria vita. Sarà Lui, dunque, a riconoscere e a stabilire chi è ?dentro? e chi è ?fuori?. A noi soltanto la possibilità - per grazia - di amare. Solo a Dio il giudizio; anche perché, prima del momento ultimo e definitivo della morte, c'è sempre la possibilità di sbagliare, di scambiare il grano per zizzania e viceversa.
Trascrizione
30
settembre 2018

Il Figlio dell’uomo viene consegnato… Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.

Tra Gesù e i discepoli si evidenzia una profonda distanza; i discorsi del Maestro non vengono compresi, o in modo inadeguato. Pietro, dopo aver dichiarato la fede in Gesù, lo rimprovera quando ascolta l'annuncio della passione; i discepoli discutono su chi è il più grande di loro; Giacomo e Giovanni chiedono di avere i posti a fianco di Gesù; i discepoli non riescono a guarire un epilettico, poi scacciano dei bambini che Gesù, invece li addita come condizione per entrare nel Regno. È evidente che la logica di Dio è diversa - altra - dalla nostra. Occorre che Gesù spieghi e faccia comprendere.
Trascrizione
23
settembre 2018

Tu sei il Cristo… Il Figlio dell’uomo deve molto soffrire.

I discepoli, finalmente, riconoscono Gesù come il Salvatore. Ben presto capiranno che è il Messia sofferente. L'evangelista Marco unisce strettamente la confessione di Pietro e il presentimento della passione; fin dall'inizio c'è la domanda su chi è Gesù. Qui, a Cesarea di Filippo, è data con trasparenza la risposta: Gesù è il Figlio dell'uomo incamminato verso la croce. E da qui in avanti la croce sarà il solo tema. Cosa dicono gli uomini di Gesù? Più importante è cosa dicono i suoi, quelli che hanno ricevuto la confidenza del Regno di Dio. La professione di Pietro - Tu sei il Cristo - è la prima voce umana che riconosce e proclama Gesù come il liberatore atteso. Non è ancora la fede nella sua divinità. Forse è questo il motivo della proibizione di Gesù di non parlarne a nessuno prima che venga compresa la croce, la sofferenza, il rifiuto.
Trascrizione
16
settembre 2018

Fa udire i sordi e fa parlare i muti.

Gesù allontana il sordomutodalla folla, in disparte; gli mette le dita negli orecchi e gli tocca la lingua con la sua saliva. L'orecchio finalmente si apre all'ascolto e la lingua canta la lode a Dio con ciò che esce dalla bocca del Figlio di Dio che, guardando su al cielo, sospira il comando dello Spirito: Effatà! Apriti! La potenza è nel gesto e nella Parola. In ogni miracolo di Gesù l'azione è compagna della voce. Nel segno si manifesta la volontà del Padre, nella parola l'energia del Figlio. Non sono due realtà diverse, perché il Padre e il Figlio vogliono la stessa cosa perché sono una sola cosa. Il dono dello Spirito viene sempre quando il Padre fa il suo segno per mano del Figlio ed il Figlio dice la sua parola con gli occhi rivolti al Padre. Si riapre l'udito e si scioglie la lingua: il sordomuto parla correttamente. Non serve raccontarlo in giro, perché il dono della parola è per dar lode a Dio. Eppure quanto più Gesù raccomanda il Silenzio, tanto più la voce si diffondeva. Come la parola sovrabbonda, così è della pienezza del cuore; il bene è incontenibile, si diffonde da solo. E qui è lo Spirito a straripare.
Trascrizione
09
settembre 2018

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.

Gesù smaschera l'ipocrisia nascosta sotto le apparenze legali e sacrali, riportando al cuore del decalogo e della genuina Parola di Dio. Condizione per sedersi al banchetto della comunione con Dio è la consapevolezza di non essere migliori degli altri, ma tutti bisognosi della misericordia e dell'amore del padre, il solo che ci rende giusti e degni ai suoi occhi. L'ipocrisia dei farisei e degli scribi si mostra persino nelle domande poste al Signore; non per imparare, ma per coglierlo in errore. Un'ipocrisia raffinata. Si sta attorno a Gesù non per essere salvati, ma per discuterci e contraddirlo, smentirlo, screditarlo. Così protestano perché mangia con i peccatori, perché i discepoli non digiunano, perché guarisce di sabato e per altri dettagli negli usi e costumi. Gesù, più che ai piatti e alle stoviglie, guarda a quello che c'è dentro e separa le labbra dal cuore. Scambiarli è idolatria. La posta in gioco, il centro del problema (e la sua soluzione), è il cuore degli uomini, capace anche di contaminare la creazione, non il contrario.
Trascrizione
02
settembre 2018

Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna.

I discepoli soffrono la difficoltà che sarà di sempre per tutti coloro che vogliono essere di Cristo, i cristiani: come si può accettare che tutto il mistero di Dio sia contenuto e manifesto nella persona di Gesù? La fede è arrendersi a questo incontro tra Dio e l'uomo che avviene nella carne e nel sangue di Gesù Cristo, Figlio di Dio e Figlio dell'uomo. L'inaudito e l'assolutamente nuovo è nostro: un Dio abbassato fino a me perché io sia alzato fino a lui. È il mistero dello Spirito che dà vita alle ossa secche e polverose. La domanda di Gesù ai dodici - "Volete andarvene anche voi?" - non è provocatoria, ma pungente, per scuoterli e smuoverli a "stare con lui". E la risposta di Simone chiamato Pietro, scaturita dalla fede, raggiunge la cima della conoscenza: non ce ne andiamo - e dove potremmo? - perché sappiamo per esperienza che tu sei il Figlio di Dio.
Trascrizione
26
agosto 2018

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Gesù passa da "io" a "la mia carne", segno che questa indica la sua umanità offerta fino alla morte. Un discorso realistico, non metaforico, che spiega l'obiezione dei Giudei. Così la samaritana pensava all'acqua del pozzo e Nicodemo che bisognava rientrare nel seno della madre. Anche l'Eucaristia non è una metafora; tutt'altro. Quando mangiamo il pane, mangiamo la carne; quando beviamo il vino, beviamo il sangue, partecipando all'umanità di Gesù, alla sua vita donata. È un mangiare che equivale all'unione profonda tra due persone.
Trascrizione
19
agosto 2018

Prese a mandarli.

Gesù manda i dodici a predicare in povertà - proprio come la vita di Gesù - per liberare da ogni forma di prigionia sotto gli spiriti impuri. Gli inviati ad annunciare il Vangelo devono essere poveri perché hanno un solo pane, che è Gesù. La nostra logica vuole che dopo la vita viene la morte. La logica della fede, invece, dice che dopo la morte c'è la vita e che il successo segue il fallimento. È la logica della croce, la logica di Gesù e deve essere anche la logica della Chiesa che vuole essere fedele alla chiamata e alla missione ricevute dal Signore.
Trascrizione
15
luglio 2018
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Preghiera di Gesù // Musica Sacra
  1. Preghiera di Gesù // Musica Sacra
  2. Agni Parthene // Musica Sacra
  3. Isusova Molitva // Musica Sacra
  4. Te Deum // Musica Sacra