I° Domenica del tempo ordinario

Anno Liturgico B
08 gennaio 2012

Battesimo del Signore

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

PRIMA LETTURA – Dal Libro del profeta Isaia (Is 55,1-11)

Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

SECONDA LETTURA – Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 5,1-9)

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio.

Trascrizione dell’Omelia

Ci sembra un po’ un mistero il Battesimo del Signore, visto che abbiamo un idea che ci viene dal catechismo, dalla sacramentaria, che ci dice che il battesimo è necessario affinché ci venga rimesso il peccato originario. Così, subito, ci viene da pensare: ma perché Gesù, allora, si è sottoposto al Battesimo? Ha forse bisogno di essere deterso da un peccato originale, Lui che non ha commesso peccato? Certamente no. Ma il battesimo che riceve Gesù non è ancora quello che abbiamo conosciuto nella Chiesa e attraverso il quale siamo entrati in questa offerta della Salvezza, della vita eterna, della Misericordia e del perdono, è un battesimo simbolico, che dice molte cose in realtà ma, soprattutto, ci offre anche una chiave di lettura su quella che è la prassi della nostra vita di fede, dopo aver contemplato nella teoria ciò che il mistero di Cristo ha svelato nel Natale di Nostro Signore.
Ripartiamo proprio da qui. Ci siamo avvicinati, ci siamo accostati, con tutta la tenerezza del cuore, ma anche con l’attesa del nostro Spirito, che ci ha preparato nell’Avvento e ci siamo messi ad osservare, a guardare, direi anzi meglio, a contemplare questo mistero nascosto dai secoli e rivelato in questo tempo, quale appunto il Natale del Nostro Signore, il fatto che racconta come la Parola di Dio, il suo Logos eterno, il suo modo di pensare, tutto quello che Dio ha in sé, è entrato dentro la storia, perché potessimo conoscerlo, relazionarci con Lui, entrarci in confidenza, nutrire non solo sentimenti ed emozioni epidermici, ma addirittura un rapporto profondo con questo Verbo fatto carne.
Lo abbiamo contemplato e ci siamo meravigliati che Dio, così, potente, così grande, per parlarci avesse adottato una logica così semplice, un bambino in una mangiatoia dentro una piccola stamberga, quasi a dirci: non abbiate paura se la vostra vita è una stamberga, non temete se la vostra non è una realtà molto importante, se il vostro linguaggio lascia il tempo che trova, perché, comunque, rendo sacro ciò che per te è solo fugace, temporaneo, inutile, troppo quotidiano, inadeguato, come sempre sperimenti, lo rendo possibile dentro questa tua storia.
Insieme un po’ ai pastori e un po’ ai magi, abbiamo visto questa realtà, ci siamo messi a guardare meravigliati e pieni di gratitudine, dicendo a Dio: meno male, parafrasando una preghiera che fa Gesù al Padre [Lc 10,21-22, vedi anche Mt 6,7], che volendo parlarci non hai usato delle filosofie astruse, troppo lontane, troppo metafisiche, non hai utilizzato linguaggi esoterici o nascosti, ma ci hai parlato in un modo semplice, ci hai mostrato l’amore trinitario, declinato nella storia umana attraverso la Sacra Famiglia e ci hai fatto vedere come la Tua Parola possa entrare dentro l’inutilità delle nostre molte, troppe, parole. E, come dicono gli Ebrei, questo ci sarebbe bastato, ma c’è una cosa che invece ci fa pensare che non poteva bastarci. Questo lo dici anche tu sempre, lo porti nel cuore, cosa?
Non può bastarti una consolazione solamente intellettuale. È vero, so che hai un pensiero eterno, so che sta insieme al tuo amore eterno, so che quando vogliono manifestarsi lo fanno proprio alla mia portata, questo dice che sei grande e misericordioso, ma io come farò ad entrare in relazione con te? Come capirò dentro la contraddizione della mia storia personale, nella contraddittorietà della relazione che vivo con gli altri uomini, difficile, complessa, piena di ostacoli, come comprenderò che tu ci sei? Come conoscerò che mi ami, nella malattia, nella morte, nell’inimicizia, nella solitudine, dentro tutto quel tracciato che è la nostra realtà umana, così come la sperimentiamo. Come lo capirò?
Il Battesimo del Signore, questa icona, ci viene incontro per spiegarci in maniera semplicissima come funziona. Parto per dirlo dal brano della Lettera di Giovanni [1 Gv 5, 1-9] che avete ascoltato con devozione sicuramente, ma sono sicuro che non l’avete compreso. Provo a raccontarla e vediamo se è vero. Vi si afferma ad un certo punto “Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue”.
È chiaro no? Capito? Una esplicitazione che sicuramente hai colto… “Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità”. Puoi dire anche amen, ma poi dentro …
Ma non solo, Giovanni ribadisce ancora questo concetto, quasi a volerlo spiegare e continua: “Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi”. Chiarissimo… È una prassi a portata di mano della tua fede… Guarda bene, invece, perché qui si gioca veramente l’ortodossia della fede. Fermiamoci qui. Cosa vuol dire che tre sono quelli che rendono testimonianza: l’acqua il sangue e lo Spirito?
Prendiamo la prima. Nella storia della memoria di Israele, l’acqua ha un’importanza molto grande, perché era quella condizione che ha permesso all’uomo di concepirsi in un modo nuovo. Nel diluvio universale [Gn 6,17-18ss.e 7,17] è stata pensata come la nuova Alleanza che Dio fa con l’uomo buono, l’uomo giusto, che è Noè con la sua famiglia, dopo aver spazzato via tutta l’iniquità e la stoltezza. Ma l’acqua è anche il pericolo costante e indeterminato nel quale l’arca si trova a viaggiare, senza sapere quando tutto finirà. L’acqua era anche all’inizio della creazione [Gn 1,2], lo Spirito di Dio aleggiava su questa indeterminata realtà delle acque. Si aprirà con il Mar Rosso [Es 14, 21-22] davanti ad un popolo che nasce, e lo farà di nuovo, quando questo entrerà a prendere possesso della sua identità nel Giordano [Gs 3,11-17.4, 1-11]. L’acqua sarà quella che il Signore dominerà [Mt 14,24-31], camminandovi sopra e mostrando agli uomini che anche l’incertezza, l’instabilità, non è una condizione sfavorevole, ma che può essere attraversata, addirittura agevolmente, come mostrerà chiamando Pietro ad uscire dalla barca. Allora, l’acqua è una memoria antica che quando celebri con l’aspersione, con il segno della Croce che fai entrando in Chiesa, ricordandoti del tuo Battesimo, in cui hai l’immagine di essere immerso nelle acque della morte e rinascere vittorioso, è una logica, un modo di dire la salvezza che viene da Dio. È la Scrittura che dall’Antico Testamento ti ha preparato ad accogliere un dono. Ti ha disposto ad accogliere Dio, ti ha fatto passare, è un Mar Rosso che si apre, è un criterio di pensare degli uomini che è squarciato da Dio, affinché tu possa capire di cosa si sta parlando.
Basta la lettura dell’Antico Testamento ad entrare nella salvezza? Basta pensare al Battesimo per entrarvi? Siete battezzati, perciò siete tutti salvi? Basta? Manca qualcosa. L’acqua l’abbiamo vista sgorgare dal fianco [Gv 19,34] squarciato del Cristo, ci salva, ci purifica, ci rinnova, è sufficiente? Manca qualcosa, non all’acqua, non al Cristo, manca qualcosa a noi.
E il sangue. È la tradizione, tutto quello che l’umanità ha sperimentato. Uomini e donne hanno conosciuto la Grazia di Dio, lungo le epoche te l’hanno scritta, raccontata, mostrata, dipinta, costantemente. Con tutta questa cultura questa generazione crede nella salvezza operata dal Cristo sulla croce? No. Alcuni credono, molti hanno rifiutato, e in ogni generazione respingono ancora questo messaggio. Questo sangue che Cristo ha pagato sulla croce può salvarci e quando ci raggiunge ci salva, ma questa tradizione ancora non ci aiuta totalmente. Non siamo ancora capaci di dare la nostra risposta.
Giovanni dice che il terzo testimone è lo Spirito. Che cosa fa? Quando hai ricevuto una tradizione e, attraverso il sangue, entri nella storia consapevole che questa può diventare carne, ti metti là pronto ad aspettare. Puoi fare tu la salvezza? No, ma c’è un momento in cui Dio opererà un fatto, tu comprenderai questa Parola e capirai che la testimonianza dello Spirito rende la tua storia una storia nuova, rende te un uomo nuovo, rende tutto quello che riguarda il Cristo una fede credibile, tutto il linguaggio di Dio, della Bibbia e della Chiesa una realtà possibile, che puoi conoscere e praticare.
Hai bisogno, allora, non solo dei documenti della fede, non solo della testimonianza di chi ha vissuto questa fede, ma hai bisogno della tua esperienza della fede.
Il Battesimo del Signore ti dice che in ogni momento in cui entri in questa speranza, rappresentata dall’acqua e in questa carità, rappresentata dal sangue, fai un’esperienza di fede, perché Dio dice: qui ti ho scelto, qui ti ho cercato e incontrato, “questo è il mio figlio prediletto in cui mi sono compiaciuto” [Mc 1, 11], come a dire mi compiaccio in te quando trai dalla Scrittura, dall’esperienza e dalla storia tutto quello che voglio dirti e aspetti, attendi, che mi manifesti.
Cosa convincerà il mondo? Non le nostre prediche, non la nostra teologia, non le nostre riflessioni, e nessuno di quei libretti di pseudo-spiritualità che mettiamo in commercio, quello che salva il mondo è la trasmissione della fede autentica che sgorga dalla tua esperienza personale ed è tradotta nel linguaggio degli uomini, grazie al fatto che anche tu lo parli.
Dio sempre si compiace di questo nuovo figlio generato, si è compiaciuto del Suo Figlio prediletto, dirà San Paolo [1Cor, 15,20-23] “primizia di coloro che sono morti”, cioè il Figlio di Dio, il Cristo, e si compiace anche di te quando docile entri in queste acque delle morte, docilmente acquisisci questo sacramento, docilmente attendi che Dio si manifesti e celebri una volta che si è rivelato questa gioia in mezzo agli uomini che Dio ti ha permesso di conoscere.
Un uomo, un cristiano, che si lamentasse dalla mattina alla sera, perché c’è Tizio, perché c’è Caio, perché quell’altro ha fatto così, che non aspettasse nulla, che stesse solo a lamentarsi dell’acqua che lo raggiunge alla gola e del sangue che gli fa paura quando mai conoscerebbe questo Spirito.
E qui, dice Isaia [Is 55, 1-11], venite, non abbiate paura, non c’è niente da temere, acquistate gratuitamente il vino e il latte, la sapienza e la sostanza, venite tranquilli, non vi sarà chiesto nulla se non la semplicità del cuore, l’umiltà, la capacità di attendere, la speranza, appunto, e Dio volentieri ti riverserà il suo frumento con una misura pigiata, scossa e traboccante [Lc 6,38] e sai perché? Mentre dico queste parole pensa a Gesù che esce dall’acqua, a Dio Padre che proferisce le parole ascoltate nel Vangelo [Mc 1, 7-11] e lo Spirito che sta nell’esperienza dei primi cristiani. Guarda questa icona e ascolta cosa dice ancora Isaia [Is 55, 10-11]: “perché come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fatta germogliare”, in modo che dia il seme al seminatore e il pane da mangiare a tutto il mondo, “così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero”. La mia parola passa per la tua vita, attraversa il campo pieno di sassi della tua esistenza, lo irriga, lo fa germogliare, lo feconda, perché produca il bene e gli uomini se ne accorgano. Alla fine, quando la mia parola tornerà a me, allora, raccoglierà anche quello che ti appartiene, conquisterà anche quello che ti riguarda, prenderà con sé tutto quello che si chiama con il tuo nome e lo porrà nel cuore stesso di Dio.
Comprendi come è meraviglioso tutto questo… Capisci che il Battesimo del Signore diventa per te un ministero. Quasi ti viene il desiderio di uscire di qui e iniziare ad attendere, a guardare, a squarciare il cielo per scorgere se nella storia Dio si sia manifestato o si voglia manifestare e una volta che lo vedi, invece di metterti a raccontare apparizioni, profumi e tutte le cose che ti sono passate davanti agli occhi, di’ alla gente: so che Dio può manifestarsi, disponiti, preparati, e insieme celebreremo questa misericordia, questa gratuità, questa bellezza e questo splendore.
Chiudiamo qui il nostro tempo delle feste e il Signore con la Chiesa ci prendono per mano e piano piano, fino a Pasqua, ci mostrano attraverso la Parola, i fatti raccontati che riguardano il Signore Gesù Cristo, i misteri della Sua vita, tutto quello che la Chiesa ci mette davanti ci mostrerà come si fa a camminare in questa valle oscura [Sal 22(23)], appoggiati al suo vincastro, al suo bastone, che è appunto la Parola e la croce, per vedere come tutto questo si dipanerà e sarà comprensibile, attuabile, luminoso e salvifico.
Chiedo al Signore che stasera vi conceda tutto questo, vi apra a questa speranza, aspettando con voi che tutto questo giunga al suo compimento.
Sia Lodato Gesù Cristo
Padre Santo e Misericordioso,
tu ti chinasti verso di noi quando conducesti per mano il Tuo Figlio alle acque del Giordano e lavasti le nostre colpe nella Sua obbedienza, quando lo conducesti al Calvario. Degnati di venire in soccorso alla nostra debolezza e di fronte a questa offerta di Grazia sempre ci inclina a non poter o a non voler accettare, cambia il nostro cuore, convertici nel profondo, perché diventiamo tuoi figli, operai di questa vigna, di questa messe che già biondeggia per la mietitura.
Ti preghiamo Padre Santo e Misericordioso per la Tua Chiesa, dentro questa meravigliosa realtà, in questo utero fecondo, chiami gli uomini a rinascere di nuovo nell’acqua e nel sangue e attraverso lo Spirito li chiami a fare esperienza della tua Santità e della Gloria che hai voluto regalarci con il Tuo Figlio. Degnati Padre Santo di chiamare sempre la Tua Chiesa a questa testimonianza, dalle sempre un linguaggio che gli uomini di questa generazione possano comprendere e raccogliere.
Ti prego Padre Santo e Misericordioso per questi tuoi figli che contemplando l’icona del Battesimo di Gesù, ascoltano le parole della salvezza e bramano di poterle far diventare carne nella loro esistenza. Il Tuo Spirito santo e buono li conduca sulle vie della rettitudine, faccia conoscere loro le Tue vie e li faccia assistere alla manifestazione gloriosa del Tuo Figlio quando tornerà per sempre a salvarci

Te lo chiedo per Cristo Nostro Signore

Dopo la Benedizione, facciamo il Bacio al Bambinello che non è un atto di tenerezza scontata, ma benediciamo e rendiamo grazie a quella parola di Dio che si è fatta così semplice per noi e chiediamo, baciandola, di mostrarsi in questo tempo che la liturgia ci apre per conoscere le vie di dio e anche le nostre. Chiediamo a questa Parola di far luce sui passi della nostra vita, sulle cose che ci premono molto, quelle che hai a casa, nel tuo cuore, le attese profonde che questa Parola conduca ad un approdo sicuro e all’esperienza della Verità,

Agni Parthene // Musica Sacra
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