Assunzione di Maria - Messa Vespertina

Anno Liturgico C
14 agosto 2013

Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia, alleluia.
Beato il grembo che ti ha portato!
Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,27-28)

In quel tempo, mentre Gesù parlava alle folle, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

PRIMA LETTURA Dal primo libro delle Cronache (1 Cr 15, 3-4. 15-16; 16, 1-2)

In quei giorni, Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l’arca del Signore nel posto che le aveva preparato. Davide radunò i figli di Aronne e i levìti.
I figli dei levìti sollevarono l’arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. Davide disse ai capi dei levìti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia.
Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa; offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti a Dio.
Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore.

Dal Salmo 131 (132)
R. Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.

Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata,
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi. R.

I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli.
Per amore di Davide, tuo servo,
non respingere il volto del tuo consacrato. R.

Sì, il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l’ho voluto». R.

SECONDA LETTURA – Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1 Cor 15, 54-57)

Fratelli, quando questo corpo mortale si sarà vestito d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
«La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?».
Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“La morte di Maria è un preludio della sua imminente glorificazione”
Giovanni Damasceno Homilia in Dormitionem

[1] “Come può la sorgente della vita passare attraverso la morte per giungere alla vita ? Come può ubbidire alla legge della natura colei che, nel concepire, ha superato le limitazioni della natura ? Come è possibile che il suo corpo senza macchia sia stato sottoposto alla morte ? Per rivestire l’immortalità, ella deve prima spogliarsi della mortalità, dal momento che lo stesso Signore della natura non ha rifiutato la pena della morte. Ella muore secondo la carne, ma distrugge la morte mediante la morte, per mezzo della corruzione dona l’incorruttibilità e fa della sua morte la sorgente della risurrezione.”
[2] “Se anche la tua anima tutta santa e beata si separa dal tuo corpo felicissimo e puro, come esige la natura, e il corpo viene consegnato ad una sepoltura uguale alle altre, ciononostante non rimane nella morte e non viene decomposto dalla corruzione. A colei che conservò intatta la verginità durante il parto, il corpo fu preservato incorruttibile e venne trasferito in una dimora più nobile e divina, non soggetta alla morte, ma destinata a durare per gli infiniti secoli dei secoli.”
[4] Bisognava che colei che aveva portato in seno, come bimbo, il Creatore, dimorasse nei tabernacoli divini.
Bisognava che la sposa che il Padre si era scelta, abitasse nella stanza nuziale del cielo…
Bisognava che la Madre di Dio diventasse partecipe dei beni del Figlio, e da tutta la creazione venisse celebrata come madre e serva di Dio. Sempre infatti l’eredità passa dai genitori ai figli. Invece in questo caso, come disse un saggio, le acque dei fiumi sacri scorrono all’indietro. Il Figlio ha asservito alla Madre tutta quanta la creazione.”

Trascrizione dell’Omelia

Per entrare in questo mistero grande dell’assunzione della Beata Vergine Maria, dovremmo fare un po’ un esame di coscienza ma non l’esame di coscienza dei nostri peccati, no, dovremo andare a guardare gli elementi che fondano la nostra speranza, che informano la nostra fede e quelli che ci fanno attendere la manifestazione del piano di Dio dentro la carità della Chiesa, cioè dovremo andare a guardare i fondamenti del nostro essere cristiani, diremmo del nostro Battesimo. Perché? Perché è importante sapere che cos’è questa festa che altrimenti la Chiesa non chiamerebbe Solennità, è importante sapere che cos’è questa assunzione della Beata Vergine e, soprattutto, è importante sapere come e se ci riguarda, perché se riguarda solamente la Vergine Maria sarebbe paradossale che un fatto che riguarda solo Lei debba essere posto all’attenzione di tutti i fedeli. Se è posto alla venerazione, ognuno di noi è chiamato a scorgervi qualche cosa che lo riguarda personalmente in questa storia ed eternamente per quanto riguarda il piano di Dio così come sarà nell’eternità. Allora andiamo a vedere bene di che stiamo parlando. Primo: come consideriamo l’assunzione in cielo della Beata Vergine Maria? Come un miracolo? E’ forse un miracolo? Se è un miracolo allora è un fatto che sta fuori dalla possibilità di aderirvi, accade ad una persona, non è detto che debba accadere ad altri. Se è un miracolo riguarda veramente solo Lei. Allora che cosa è questa assunzione del corpo della Vergine? La liturgia ci fa capire che questo è strettamente legato alla immacolata concezione della Vergine, allora noi subito qua pensiamo: “Certo, siccome è immacolata è tutta pura, siccome è tutta pura deve andare in cielo, ovviamente!” ed anche qua, ci riguarda questo? Non ci riguarda, perché? Perché noi non siamo tutti puri e dunque non pensiamo di entrare con lo stesso diritto in cielo come ci è entrata Lei, allora siamo fuori di nuovo … che cos’è veramente questo mistero? Di che stiamo parlando? Che cos’è l’Immacolata Concezione, l’immacolatezza della concezione di Maria? È il suo affrancamento, fin dalla nascita, dal peccato originale. Maria non ha il peccato originale, che tradotto in lingua corrente vuol dire che Maria non ha sospetti. La forza del peccato originale, lo diceva questa Seconda Lettura dalla Lettera di San Paolo ai Corinzi: “La forza della morte è il peccato” (1Cor 15,54-57), la forza del peccato originale è il sospetto, noi nel Battesimo siamo liberati dal peccato originale ma resta dentro di noi un libero arbitrio, una libertà di scegliere di aderire senza sospettare del piano di Dio oppure col dubbio, col ‘sano dubbio’ diremmo noi da pagani, col sano dubbio che forse Dio non farà quello che ha detto, e mi pare questa sia proprio la nostra condizione. Sappiamo che c’è la vita eterna, lo sappiamo, ma non la annunciamo, se noi lo sappiamo e non la annunciamo mi pare abbastanza chiaro che non ci crediamo. Se io so che una cosa è vera ed è grande e riguarda tutti che dite? Lo dirò a tutti, lo dirò con slancio, con passione, lo farò sapere a tutti gli uomini di buona volontà, se io la tengo per me, la faccio entrare dentro la mia preghiera intima con Dio e non la racconto a nessuno, anzi, non mi preoccupo nemmeno, che poi questo è un problema nostro, di capirla, di chiarirla, di entrarci, di sapere veramente che cos’è per farlo sapere anche agli altri, così gli altri entrano anche loro in questa fede, vuol dire che io non ci credo e questa è veramente la nostra vita, noi nutriamo un sospetto: “E’ vero Signore che Tu ci vuoi bene, però ci sono delle cose intorno a noi che non è che ci tornano troppo”, allora com’è questa cosa? “E’ vero Signore che c’è la vita eterna, però ci rimane dentro un ‘sano terrore’ della morte … ma non sarà così sano?”. “E’ vero Signore che il Cristo è risorto, ma noi risorgeremo?” e non mi dite che queste domande non hanno posto nel vostro cuore, non mi dite che questi problemi non accendono in voi paura, depressione, ansia e tutte quelle cose che poi diventano il linguaggio con cui noi incontriamo gli altri, sapete, noi incontriamo gli altri con il cuore diviso, perché? Perché siamo paurosi, chiaro no? Bene, allora l’immacolatezza di Maria è una condizione con la quale Lei non dubita, infatti davanti all’Arcangelo Gabriele Lei non dice: “No, ma non è possibile!”, dice: “Dimmi com’è possibile perché io non conosco uomo”, l’Angelo le spiega una cosa che Maria non capisce però Lei ha compreso che viene da Dio e dice: “Ecco, io sono la serva del Signore”(Lc 1,34), guarda un po’ se la tua fede ti spinge fino a questo livello, fino al punto di dire: “Sia fatta la Tua volontà”, ma non quando arrivano le ‘analisi del sangue’, no, ora, oggi, nella tua vita, tu puoi dire a Dio: “Ecco, io sono il tuo servo, disponi della mia vita, che cosa vuoi fare di questi anni della mia vita? Vuoi fare di me un annunciatore? Vuoi fare di me un servo della Verità? Vuoi fare di me un tuo amico perché io possa raccontare agli uomini qual è il progetto del Padre? Io ci credo, lo voglio fare, sono tuo!”. La distanza che ti separa da questa possibilità, dice qual è il tuo attaccamento al peccato, dice qual è la tua lontananza da questo mistero che noi celebriamo. Allora, Maria è immacolata, non ha sospetti, vive la sua vita credendo sempre che quello che dice e fa il Figlio è vero, ascolta quello che fa e lo mette in pratica, ti ricordi alle nozze di Cana, quando Gesù le dice: “Che ho da fare con te o donna? Non è ancora giunta la mia ora” e Lei dice ai servi: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,4-5)? Lo dice a tutta la Chiesa: “Fate quello che vi dirà”, cioè: “Le parole sue conoscetele e fatele, fatele mentre le conoscete”, si fida totalmente così tanto che nel Sabato Santo, lei è l’unica, l’unica sulla terra, che sa che il Figlio risorgerà, non ha sospetti, non ha dubbi che questo accada, non incrocia le dita, non piange perché dice: “Me l’hanno levato chissà adesso che fine fa”, no, sarà la Maddalena che piange saranno gli altri che lo vanno cercando, i discepoli si disperderanno, non la Madre di Gesù e lo sappiamo dal fatto anche, che dopo la risurrezione, i discepoli, che ancora non comprendono che cosa è accaduto, stanno sempre intorno a lei, stanno sempre a guardare che cosa potrebbe loro indicare, che cosa potrebbe far loro comprendere della vita nascosta di Gesù, per capire meglio, per aderire di più, per agire come agisce lei, per agire affrancati da questa forza del peccato originale. Allora che cosa è successo in lei? Siccome ha sempre creduto e la risurrezione del Figlio stava nella sua vita prima ancora di vederla con i suoi occhi, tutto quello che la riguardava si è lasciato impregnare dello Spirito del Figlio, si è lasciato, diremmo noi con un termine molto brutto, ‘infettare’ dalla bellezza del Figlio, dalla gloria del Figlio di Dio. Lei è come se avesse visto tutto ciò che il Figlio ha voluto mostrare a noi, lo ha contemplato, lo ha scorto, diremmo con le parole di Giovanni l’evangelista: “Lo ha toccato il Verbo della vita” (1Gv 1,1) e lo ha creduto e quando l’ha toccato nella sua carne, credendolo in tutta la sua carne, si è rivestita di gloria, questa è la fede cristiana, fede che noi professiamo, la sua carne, tutta la sua storia personale, tutto quello che la riguarda si è rivestito di gloria, si è rivestito della natura divina del Figlio. Non a caso nelle icone russe che voi forse conoscete, la divinità avvolge la Vergine Maria con il suo colore rosso, mentre l’umanità, il colore azzurro, è quello che viene ricoperto. È tutta quanta avvolta della gloria del Figlio e siccome è avvolta della gloria del Figlio, non conosce l’angustia della morte ma vive questo passaggio, che gli orientali chiamano addirittura “La Dormizione”, per dire che non c’è dolore, come non c’è stato dolore nel parto, non c’è dolore alla morte, non vive la morte come la viviamo noi, non c’è paura, non c’è angustia, non c’è nessun pungiglione che le faccia male, aderisce a questo ulteriore mistero dell’esistenza, aderisce a questo ultimo piano che in realtà è il primo programma della salvezza ed entra in comunione per sempre con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo di cui è stata tempio specialissimo, Arca dell’Alleanza così la Chiesa addirittura la chiama. Ora veniamo a noi, nel Vangelo di Luca alla donna che diceva: “Beato il ventre che t’ha portato”che sembra proprio una donna delle figlie di Maria, delle nostre chiese, dei nostri santuari che dice a Gesù: “Beato il ventre che t’ha portato, il seno che t’ha allattato”, Gesù la guarda e ti guarda e ti dice, anzi, meglio ancora, se lo vuoi sapere, la Madonna della Rivelazione, che porta nel cuore il mistero dell’assunzione perché dice: “Il mio corpo non poteva marcire e non marcì”, ti guarda e ti mette davanti un Libro: è uno sconcerto, è un paradosso, è una realtà cruda, questo Libro che nelle sue mani rimane chiuso. È offerto a te perché tu lo possa aprire e aprendolo possa contemplare il piano di Dio, conoscerlo e raccontarlo, per questo sei nato, per questo sei al mondo, per questo Dio ti dà la sua grazia: per aprire questo Libro della vita e farne conoscere il senso agli uomini di questa generazione. Allora dice Gesù a questa donna, lo dice a te, lo dice a noi tutte le volte che noi ci avviciniamo: “No, non perché mi ha allattato e mi ha portato nel suo utero, ma perché ha fatto la volontà del Padre”, perché quando l’Arcangelo Gabriele è andato dalla Madre di Dio a dirle che avrebbe partorito un Figlio, Lei non ha detto: “Ma proprio adesso? Ma proprio io? Ma mica qualcun’altra?”. Non ha fatto come facciamo noi, non ha opposto nessun ostacolo la Vergine Maria, ha detto: “Eccomi, sono la serva del Signore, tutta la mia vita su questa terra non ha più senso, non ha più valore se non legata intimamente al piano che Dio vorrà mostrare dentro la storia di suo Figlio” e tutta la vita di Maria è così, non diventa ricca perché il Figlio è famoso, non diventa famosa perché il Figlio è grande, non diventa Regina dei Cieli perché il Figlio …, no, diventa modello di tutti i cristiani, perché tutti i cristiani aprano questo rotolo della salvezza, vi intravvedano il volto del Figlio di Dio ed imparino le vie che portano a Lui e le facciano diventare le proprie vie ed incamminino e portino altri dentro queste strade ed entrino dentro le porte della salvezza, ne dilatino gli stipiti perché tutta l’umanità sappia che cosa abbiamo contemplato, che cosa abbiamo visto. Davanti ai nostri occhi questo sta oggi: la storia di una donna totalmente gloriosa, la storia di una donna totalmente riscattata, una promessa per te per dire: “Tu, proprio tu, sei destinato ad essere totalmente riscattato, totalmente glorificato, totalmente assunto in cielo”, smettila di dire: “Non ci credo”, oppure quella giaculatoria odiosa che dici sempre: “E’ troppo difficile, non lo capisco”, smettila, apri il tuo cuore e la tua mente e lascia che Dio per mezzo del suo Spirito, secondo le promesse del Cristo, porti a compimento quest’opera.

Sia lodato Gesù Cristo.

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