Assunzione Beata Vergine Maria (vigilia)

Anno Liturgico A
14 agosto 2014

Beato il grembo che ti ha portato!

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia, alleluia.
Beati coloro che ascoltano la parola di Dio
e la osservano.
Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)

In quel tempo, mentre Gesù parlava alle folle, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

PRIMA LETTURA – Dal primo libro delle Cronache (1 Cr 15, 3-4. 15-16; 16, 1-2)

In quei giorni, Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l’arca del Signore nel posto che le aveva preparato. Davide radunò i figli di Aronne e i levìti. I figli dei levìti sollevarono l’arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. Davide disse ai capi dei levìti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia. Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa; offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti a Dio. Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore.

Salmo 131
R. Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.

Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata,
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi. R.

I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli.
Per amore di Davide, tuo servo,
non respingere il volto del tuo consacrato. R.

Sì, il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l’ho voluto». R.

SECONDA LETTURA – Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1 Cor 15, 54-57)

Fratelli, quando questo corpo mortale si sarà vestito d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
«La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?».
Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Santo e glorioso è il corpo della Vergine Maria”
Dalla Costituzione Apostolica «Munificentissimus Deus» di Pio XII, papa
(AAS 42 [1950], 760-762. 767-769)

I santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell’Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata; ne spiegavano ampiamente il significato, ne precisavano e ne approfondivano il contenuto, ne mostravano le grandi ragioni teologiche. Essi mettevano particolarmente in evidenza che oggetto della festa non era unicamente il fatto che le spoglie mortali della beata Vergine Maria fossero state preservate dalla corruzione, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste glorificazione, perché la Madre ricopiasse il modello, imitasse cioè il suo Figlio unico, Cristo Gesù.
San Giovanni Damasceno, che si distingue fra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l’Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore, quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio».
San Germano di Costantinopoli pensava che l’incorruzione e l’assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: «Tu, come fu scritto, sei tutta splendore (cfr. Sal 44, 14); e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta».
Un altro scrittore antico afferma: «Cristo, nostro salvatore e Dio, donatore della vita e dell’immortalità, fu lui a restituire la vita alla Madre. Fu lui a rendere colei, che l’aveva generato, uguale a se stesso nell’incorruttibilità del corpo, e per sempre. Fu lui a risuscitarla dalla morte e ad accoglierla accanto a sé, attraverso una via che a lui solo è nota».
Tutte queste considerazioni e motivazioni dei santi padri, come pure quelle dei teologi sul medesimo tema, hanno come ultimo fondamento la Sacra Scrittura. Effettivamente la Bibbia ci presenta la santa Madre di Dio strettamente unita al suo Figlio divino e sempre a lui solidale, e compartecipe della sua condizione.
Per quanto riguarda la Tradizione, poi, non va dimenticato che fin dal secondo secolo la Vergine Maria viene presentata dai santi padri come la novella Eva, intimamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta. Madre e Figlio appaiono sempre associati nella lotta contro il nemico infernale; lotta che, come era stato preannunziato nel protovangelo (cfr. Gn 3, 15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, su quei nemici, cioè, che l’Apostolo delle genti presenta sempre congiunti (cfr. Rm 5 e 6; 1 Cor 15, 21-26; 54-57). Come dunque la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e il segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la comune lotta si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale, secondo le affermazioni dell’Apostolo: «Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria» (1 Cor 15, 54; cfr. Os 13, 14).
In tal modo l’augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l’eternità «con uno stesso decreto» di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata nella sua divina maternità, generosa compagna del divino Redentore, vittorioso sul peccato e sulla morte, alla fine ottenne di coronare le sue grandezze, superando la corruzione del sepolcro. Vinse la morte, come già il suo Figlio, e fu innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli.

Trascrizione dell’Omelia

Tutte le volte che incontriamo questa parola ci sentiamo un po’ in difficoltà perché ci sembra troppo dura, avete ascoltato? “Una donna alza la voce”, potrebbe trattarsi di un’occasione come molte che ci riguardano, come certe nostre assemblee di preghiera, certi luoghi in cui andiamo a pregare a cercare la grazia anche da parte della Madonna o da un santo, momenti in cui la nostra supplica diventa un pungolo quasi al cuore di Dio perché ci ascolti, perché ci esaudisca, ci guarisca, qualcosa del genere. Dunque una donna sta dicendo una cosa interessante: “Beato il ventre che ti ha portato”, come direbbe chiunque di noi: “Beata Maria perché è tua Madre, beata lei …”, quante volte lo abbiamo pensato, invocato, proclamato, in tante occasioni ma Gesù risponde in un modo lapidario che ci disorienta, c’è una avversativa nella sua risposta, dice: “Ma egli disse: “Beati piuttosto quelli coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano” è evidente che Gesù non può negare la beatitudine di sua Madre e Luca che ci ha tenuto tanto raccontando l’infanzia di Gesù e l’annunciazione dell’angelo a porre al centro di tutta la chiesa nascente proprio la vergine Maria, non può certo intendere che Gesù abbia voluto sminuire questa figura, come a dire: “Ma lascia perdere mia Madre pensa piuttosto a mettere in pratica la parola”, no, semmai questa dimensione lapidaria, forte, dura di questa risposta di Gesù, è per noi, è per il nostro cuore troppo piccolo, che cosa abbiamo detto noi? Abbiamo ascoltato una parola, anche Maria ha ascoltato un parola, un arcangelo gli ha parlato, cioè un messaggero da Dio, anche a noi ha parlato un messaggero da Dio, la chiesa ci ha parlato, ci ha parlato e ci ha detto: “Nulla è impossibile a Dio”, così come l’arcangelo ha detto alla Beata Vergine: “Nulla è impossibile a Dio”, può una vergine concepire un figlio senza un rapporto con un uomo? No, dunque perché avrebbe dovuto credere? E qua comincia già la nostra poca fede: “Eh, Lei ha creduto perché è la Madonna”, dunque Dio si sarebbe scelto una donna diversa dagli altri e se si è scelto una donna diversa dagli altri, il suo Figlio che ha a che fare con la nostra storia? Ma siccome Lui ha scelto una donna come tutti gli altri, solo privata del dubbio, del sospetto, solo questo, perché non avere il peccato originale, amici, significa questo, non avere il sospetto, quello che hai tu, che abbiamo tutti, dunque lei ha creduto subito ma solo per questo, non perché avesse delle particolari conoscenze o non so cosa, chiaro? Non ti scandalizzare perché è così, questo la chiesa crede. Anche a te questa parola ti ha detto: “Nulla è impossibile a Dio” e tu come hai risposto? “Signore è difficile ma come faccio io?” allora qua la chiesa ti direbbe: “Ma lo scopo della tua vita cristiana qual è? cosa vuoi? Ora cosa vuoi? Una guarigione? Una consolazione? Una carezza? Cosa vuoi? … Troppo poco, Dio non è venuto per darti una guarigione, una consolazione, una carezza, è venuto per darti il suo Spirito che vuol dire che Egli vuole darti tutto ciò che lo riguarda, tu vorresti di meno? E se tutto ciò che lo riguarda ti raggiunge e abita dentro la tua vita come tra poco accadrà nell’Eucarestia a cui ti accosterai, mangerai del corpo di Cristo, dunque se Lui ti dà tutto ciò che lo riguarda e lo Spirito perché tu lo possa comprendere e accogliere, quale può essere la tua finalità? Mezzo metro quadro di paradiso ottenuto con qualche sconto sui tuoi peccati? E’ chiaro che non può essere, è troppo poco, è troppo poco! L’Amore si paga con l’amore, non si paga con un po’ di devozioni da quattro soldi, si paga con l’amore, se Dio vuole darti Se Stesso è perché vuole farti tornare a farti essere come Se Stesso, sei fatto ad immagine e somiglianza, te ne accorgi? Non te ne accorgi, anzi non te ne accorgi tu ma non ti accorgi neanche che il tuo prossimo è fatto ad immagine e somiglianza, mica la vedi no? Cosa vedi nel prossimo? Tutte le cose che non ti piacciono, dunque non la vedi questa realtà ma c’è, sei fatto a immagine e somiglianza, che cosa ti impedisce? Lo abbiamo detto all’inizio della Messa, ti impedisce il tuo peccato, ti scandalizza, tu dici: “Ma se io ho peccato come posso essere il luogo della inabitazione dello Spirito?” e dunque rifiuti concettualmente ma anche operativamente questa offerta che Dio fa di Se Stesso alla tua vita e dunque gli chiudi la porta ma se tu chiedi perdono per il tuo peccato lo lasci in qualche modo libero di entrare nella tua vita e che farà nella tua vita? Ti trasformerà e se hai cominciato a dire si adesso, continua a dire una serie di si, tutti quelli che occorrono, nella preghiera, nelle azioni di ogni giorno, nell’esercizio della fede, della speranza e della carità, continua a dire tutta quella serie di si che ti faranno entrare in questa beatitudine, allora la tua carne sarà abitata dallo Spirito e la tua carne comincerà a trasformarsi, non sarà più, come dici tu, terra pè i ceci, non sarà più una realtà destinata a perire ma un luogo pronto per il cielo, trasformato”. Sapete la chiesa, avete ascoltato anche il Salmo, dice: “Sorgi Signore, tu e l’arca della tua gloria”, la chiesa, i padri, già la Lettera agli Ebrei e l’Apocalisse, ci tengono a mettere insieme l’immagine di Maria con l’arca dell’alleanza, perché come Maria ha portato questo patto nuovo, di cui Elisabetta si è accorta, vi ricordate no? “E come mai che la madre del Signore viene fino a me”, mica l’aveva visto ma l’aveva percepito, come l’arca dell’alleanza che quando passa tutti sanno che su di lei abita la presenza dell’Onnipotente, dunque tutti sanno chi si sta avvicinando. Allora quest’arca è la tua vita, è la tua carne, un luogo dove Dio abita perché sia salvata e come l’arca dell’alleanza secondo gli antichi è scomparsa, forse salita in cielo, così dicono i padri così la Lettera agli Ebrei, così l’Apocalisse, anche la tua vita è destinata ad essere conquistata totalmente dallo Spirito di Dio e portata presso l’Altissimo, dove? Non ti è lecito domandartelo perché non sai risponderti ma che la tua vita si può trasformare e può raggiungere questo obiettivo si incaricherà lo Spirito di ricordartelo, di mostrartelo e di aiutarti a credere, perciò non dire più è difficile e non dire più solamente, come questa donna: “Beata lei, beata,beata, … ave, salve regina”, dì piuttosto: “Beato io perché tu mi hai permesso con il tuo si di essere in qualche modo come te, uno che aspetta il riscatto di Dio sulla morte e sulla storia, beato me che sono stato visitato da una bellezza così grande, così autentica da potermici avvicinare con fiducia, per questo la chiamiamo Madre, beato me perché ho ricevuto come te una parola, l’ho accolta ed insieme a te entrerò nella stessa gloria alla quale il Padre ci ha destinato fin dalla creazione del mondo”. E’ questa l’intercessione di Maria amici, comincia a vederla come una cosa possibile e si realizzerà presto anche nella nostra vita.

Sia lodato Gesù Cristo.

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