XXVIII° Domenica del tempo ordinario

Anno Liturgico C
16 ottobre 2016

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

PRIMA LETTURA – Dal libro dell’Èsodo (Es 17,8-13)

In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm.
Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.
Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.

Dal Salmo 120
R. Il mio aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele. R.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. R.

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. R.

SECONDA LETTURA – Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2Tm 3,14-4,2)

Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Pregare sempre senza stancarsi”

Santa Teresa di Calcutta (1910-1997), fondatrice delle Suore Missionarie della Carità
No Greater Love

Ama pregare. Senti spesso il bisogno di pregare durante la giornata. La preghiera dilata il cuore fino a che possa ricevere il dono di Dio che è lui stesso. Chiedi, cerca, e il tuo cuore crescerà al punto di riceverlo, di custodirlo come tuo bene.
E’ grande il desiderio di pregare bene, eppure manchiamo di farlo. Allora ci scoraggiamo e rinunciamo. Se vuoi pregare meglio, devi pregare di più. Dio accetta il fallimento, ma non vuole che ci scoraggiamo. Ci vuole sempre più come bambini, sempre più umili, sempre più pieni di gratitudine nella preghiera. Vuole che ci ricordiamo della nostra comune appartenenza al corpo mistico di Cristo, che è eterna preghiera.
Dobbiamo aiutarci l’un l’altro nelle preghiere. Liberiamo lo spirito. Non preghiamo a lungo, le nostre preghiere non si prolunghino senza fine, siano brevi, piene d’amore. Preghiamo per quelli che non pregano. Ricordiamoci che chi vuole poter amare deve poter pregare.

Trascrizione dell’Omelia

“Il Figlio dell’Uomo quando verrà troverà la fede sulla terra?” si domanda Gesù e non si sta riferendo probabilmente a quanto verrà alla fine del tempo, quando tornerà vittorioso, glorioso, per riscattare i vivi e i morti e liberarli per sempre, probabilmente quello che dice Gesù in questo Vangelo di Luca è riferito a quello di cui si sta trattando in questo brano, cioè alla necessità di pregare sempre, come dire: “Il Padre è disposto ad ascoltare e anche ad esaudire dunque manda il suo Figlio per venire incontro alla preghiera degli umili, dei poveri, dei lontani ma quando poi il Figlio arriva, che cosa trova? Che cosa c’è dietro la preghiera, dietro la domanda, dietro la richiesta di aiuto? C’è la fede o c’è un bisogno, una necessità per ora? Come si fa , dite voi, a distinguere se c’è la fede vera o se c’è una necessità, un bisogno? Come fai a vedere se l’amore è vero o se è legato al bisogno? Se è legato ad un bisogno, ad una necessità, avrà bisogno subito di una certa cosa, la può chiamare amore ma poi si stanca e finisce, se invece è amore vero attenderà il tempo opportuno e tutte le volte si perdonerà a celebrare quello che gli spetta secondo ciò che è giusto, ora qual è la giustizia in questa parola? Che cosa viene a stigmatizzare questo Vangelo e che cosa viene a farci comprendere? Cominciava dicendo: “In quel tempo disse Gesù ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre”, ora guarda bene, ma tu pensi che si possa pregare sempre senza smettere? No, tu pensi che ci sono dei tempi per pregare, che poi per pregare te la devi sentire, devi avere ambienti, luoghi, situazioni, condizioni e che comunque la preghiera non può durare oltre un certo tempo, sicuramente non pensi che si possa pregare sempre. Ma allora come sei in relazione a questo Vangelo? Perché questo Vangelo ti richiama alla necessità di pregare sempre senza stancarsi, allora se tu ti stanchi o se in cuor tuo hai stabilito che non si può pregare sempre, c’è qualcosa, c’è un mare tra te e questo Vangelo, un mare che andrà pure valicato, andrà pure attraversato. Gesù per mettere in evidenza il paradosso usa un parabola paradossale, cioè prende degli elementi che non possono stare insieme, nessuno li considererebbe come validi , perché? Una vedova chiede tutti i giorni giustizia ad un giudice disonesto, una vedova in Israele non conta niente, può andare quando vuole a chiedere giustizia nessuno la ascolterà ma quanto più un giudice disonesto, se un giudice è disonesto, può fare la giustizia? Ma certo che no! Allora due elementi veramente contraddittori e veramente paradossali, non possono prendersi ad esempio di niente, allora Gesù dice: “Ma se voi pensate che un giudice disonesto almeno si stanca di ascoltare una vedova che non va ascoltata, pensate ancora che Dio non vi ascolti?”, perché poi amici in fondo c’è questo nel nostro cuore, l’idea che Dio non ci ascolti e siccome non ci ascolta dobbiamo chiederlo a Padre Pio a Santa Brigida, non so, a qualcuno dei suoi amici, che gli parli, che glielo dica, che gli dica che noi abbiamo bisogno adesso subito .. allora Dio dice: “Va bene, allora Io voglio venire ad abitare con te, voglio venire ad illuminare la tua vita, voglio risiedere dentro la tua esistenza, fammi spazio, Io verrò e abiterò con te”, “Quando?”, “Sempre!”, “Come sempre?Abiterai sempre con me? Ma Signore, se abiterai sempre con me, quando ci sarà spazio per i miei fatti, per le mie cosette, per i miei piaceri, per i miei diversivi, per i miei divertimenti? Se tu vieni ad abitare sempre con me come faccio, non è possibile, facciamo così, facciamo fifty fifty, facciamo anche un po’ meno,tu vieni a stare un po’ e io poi vedo ..”, questa è la situazione della nostra preghiera, una preghiera che è un’oasi in un deserto di niente, una preghiera che come dicevamo prima ha bisogno di molte condizioni per esprimersi, questa non è una preghiera, questa è una preghiera pagana, sai perché? Perché una preghiera che abbia bisogno di un tempo, di un luogo, di condizioni, presume che il destinatario di questa invocazione stia dove? Da un’altra parte! Se sta in noi non c’è bisogno di trovare modi e tempi, sta in noi, sta con noi, basta solo ricordarselo, basterebbe solo esserne consapevoli costantemente che sta con noi, il nostro agire sarebbe costantemente una preghiera, l’attenzione all’altro sarebbe una preghiera, la pazienza, l’esercizio della pazienza e l’invocazione costante della parola di Dio, la parola di un Salmo che resta con noi, come quello di stasera, il Salmo diceva che il Signore veglia su di te quando esci e quando entri, cioè sempre. Allora io potrei uscire da qua e dirgli: “Signore tu vegli su di me quando esco e quando entro, non c’è un luogo presso il quale tu non mi accompagni e attraverso il quale tu non mi riporti a casa, cioè nella mia interiorità, anche se mi arrabbio anche se c’è qualcosa che mi contrasta, tu mi accompagni fin là, mi accompagni là dove sono umiliato, là dove sono messo in difficoltà e poi mi riporti a casa, tu sei sempre con me e allora se tu sei sempre con me, fa che io sia sempre con te”, questa sarebbe la preghiera, sarebbe la presenza dello Spirito in noi che continuamente si riferisce al Padre e ci mette nelle condizioni di vedere il volto del Figlio, che non ci giudica, che è uguale a noi, che si specchia in noi e chiede di specchiarci in lui, che ci risana le ferite, che non ci abbandona mai! Bella una fede così si o no? Ma è la nostra! Sarebbe la nostra, sarebbe la nostra solo se tu credessi che la preghiera possa essere incessante, solo che tu accogliessi questa verità e ti studiassi di vedere se è vero, “Ma come fai?” dici tu, guarda la Lettera di San Paolo a Timoteo che abbiamo ascoltato stasera, diceva San Paolo: “Timoteo tu conosci le Scritture fin dalla tua infanzia”, fai un esame di coscienza, tu le conosci dalla tua infanzia? No. Non dire che è troppo tardi, comincia ora, fatti accompagnare dalla chiesa, entra nel cuore della parola di Dio, vai a guardare se c’è una parola che parli alla tua vita, non ai tuoi sentimenti, non che ti accarezza, una parola che ti accompagna, che faccia luce sulla tua vocazione, che ti dica chi sei. Dice qua San Paolo a Timoteo: “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio, è utile per insegnare, convincere, correggere ..”, ma sai cosa vuol dire che è ispirata da Dio? Vuol dire che tutte le volte che la leggi lo Spirito è presente in questa parola, Agostino dice che la presenza reale di Cristo sta tanto nella comunione dei fedeli, tanto nella specie eucaristica, quanto nelle pagine della Scrittura, perché non vai a guardarle? Ti aiuterebbero, pensa che il sunto di tutta la Scrittura sono i salmi, Gesù prega i salmi, fino in croce prega i salmi dicendo: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato” (Sal 21) ma perché tu non conosci che questo è un salmo dubiti pure della fiducia di Gesù in suo Padre, vedi quanto siamo lontani? Ricomincia, ricomincia da qua, siamo quasi all’inizio dell’anno pastorale, tra poco sarà Cristo Re che ci metterà di nuovo di fronte alla contemplazione dei misteri di Cristo, ricomincia quest’anno, ricomincia gradualmente a considerare la possibilità di intrattenerti con lui e permettere a lui di intrattenersi con te, si, a permetterglielo, hai detto bene, a permetterglielo, cioè a fargli spazio dentro la tua vita non nelle camerette del tuo cuore, dentro le logiche della tua vita, là dove non ce lo avevi messo finora, là dove incontri l’altro, là dove chiedi perdono, là dove hai bisogno di perdonare tu stesso, là dove ti relazioni con la storia, e pensi che lui non entrerebbe in quella storia? Lui che ha mandato il suo Figlio nella carne non entrerebbe nella carne della tua storia di tutti i giorni? Si lascerebbe rinchiudere dentro una cappelletta, una chiesa, un tabernacolo, perché tu te ne ricordi ogni tanto? Non verrebbe a lottare con te? Non verrebbe a lui a scioglierti lui i nodi non qualcun altro? A illuminare i passi oscuri della tua esistenza? Certo che verrebbe! Per questo il Verbo si è fatto carne, per questo tu un giorno sarai fatto come lui, come un essere divino, come Dio ti ha pensato, fin dai secoli eterni … Amen!

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