XIX° Domenica del tempo ordinario

Anno Liturgico C
20 ottobre 2013

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di Lui

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

PRIMA LETTURA Dal libro dell’Èsodo (Es 17,8-13)

Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle.
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole.
Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.

Dal Salmo 120 (121)
R. Il mio aiuto viene dal Signore.

Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R.

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele. R.

Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. R.

Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. R.

SECONDA LETTURA – Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2Tm 3,14 – 4,2)

Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù.
Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre”
Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona
Esposizioni sui Salmi, 37,14 (Nuova Biblioteca Agostiniana – riv.)

« E dinanzi a te sta ogni mio desiderio » (Sal 37, 10)… Il tuo desiderio è la tua preghiera; se continuo è il desiderio, continua è la preghiera. Perché non invano ha detto l’Apostolo Paolo: « Pregate senza interruzione » (1 Tes 5, 17). Forse noi senza interruzione pieghiamo il ginocchio, prostriamo il corpo, o leviamo le mani verso Dio, per adempiere all’ordine: Pregate senza interruzione? Se intendiamo il pregare in tal modo, credo che non lo possiamo fare senza interruzione.
Ma c’è un’altra preghiera interiore che non conosce interruzione, ed è il desiderio. Qualunque cosa tu faccia, se desideri quel sabato, non smetti mai di pregare. Se non vuoi interrompere la preghiera, non cessar mai di desiderare.
Il tuo desiderio continuo sarà la tua continua voce. Tacerai se cesserai di amare. Chi sono quelli che hanno taciuto? Coloro dei quali è detto: « Poiché ha abbondato l’ingiustizia, si raggelerà la carità di molti » (Mt 24, 12). Il gelo della carità è il silenzio del cuore; l’ardore della carità è il grido del cuore. Se sempre resti nella carità, tu sempre innalzi preghiere; se sempre innalzi preghiere, sempre desideri; e se desideri, ti ricordi della pace eterna.

Trascrizione dell’Omelia

Come Gesù conosce il cuore degli uomini, così bene che quando vuole insegnare loro una parola che abbia la capacità di penetrare la loro esistenza trasformandola, usa degli esempi straordinariamente paradossali, proprio perché sa che l’uomo quando fa delle obiezioni a Dio fa delle obiezioni paradossali, inaccettabili. Guardate se vi riconoscete un po’, dice che: “Gesù dovendo insegnare la necessità di pregare sempre …” e qua già ti ha raggiunto il dubbio: “Pregare sempre, si fa presto a dire pregare sempre ma tu preghi sempre? Mica si può pregare sempre”. Gesù dice di pregare sempre ed in cuor tuo c’è già un taglio da fare non si può pregare sempre, allora Gesù dice: “Bene, siccome so già l’obiezione che tu farai, io ti metto questa parabola dentro un contesto veramente inaccettabile”, qual è? Questo: “C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno”, cioè era un giudice disonesto, ora se un giudice è disonesto, che giudice è? Ci dovremmo aspettare che la sua giustizia non sia vera, non sia autentica, un giudice disonesto non è possibile ma Gesù prende lo stesso in prestito questo personaggio che è abbastanza lontano dalla realtà della fede che noi questa sera vogliamo guardare insieme. Dall’altra parte rincara la dose dicendo che: “C’era anche una vedova, che andava sempre da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario”, a noi sembra la cosa più normale di questo mondo che una vedova vada da un giudice a dirgli: “Fammi giustizia” ma la vedova è come un extracomunitario qui da noi oggi, se va da un giudice a chiedergli giustizia il giudice gli risponde: “Ma chi ti conosce! Ce l’hai la cittadinanza? Sei italiano? Io non te la posso fare”, una vedova è una donna senza cittadinanza in Israele al tempo di Gesù, una donna che non ha diritti, che non può accampare diritti, se aveva il fratello del marito da poter risposare, secondo la legge dell’evirato, allora poteva ancora sperare qualcosa ma se rimane vedova non è nessuno, nessuno la deve ascoltare. Allora, una vedova che nessuno la guarda ed un giudice che è addirittura disonesto, dice Gesù: “Bene, avete presente questo paradosso? Io vi dico che questo giudice ascolterà questa donna perché è insistente, questo è un esempio paradossale ora se l’uomo disonesto ha la capacità di rispondere alla vedova importuna, tu pensi che Dio sia come un giudice disonesto?” Capisci cosa sta dicendo Gesù? Ti sta costringendo a dire a te stesso con fermezza chi è Dio per te, allora se la preghiera è una cosa che Dio non ascolta, dillo chi è Dio, se pensi che la preghiera non raggiunga Dio e Dio non la esaudisca, allora che cosa hai capito di Dio? Che Dio è capriccioso, che Dio a volte fa a volte no, secondo come gli va? È così? Guarda che il demonio di questo ti ha convinto, che Dio ascolta ma poi mica si sa se ti esaudisce. Allora Gesù conclude dicendo: “E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente”, il problema è un altro, il problema non è che Dio faccia aspettare o meno chi gli fa domanda, il problema è qual è la consistenza di questa domanda, su che cosa poggia questa domanda, che cos’è che tu gli stai chiedendo a Dio? In un altro brano Gesù dirà: “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!” (Lc 11,11-13), darà lo Spirito cioè darà Se Stesso! Quando la richiesta dell’uomo non si incontra con la generosità di Dio? L’uomo chiede sempre al Padre delle cose che non sa a cosa gli servono, che cosa gli chiede ad esempio l’uomo? Gli chiede di vivere sempre, cioè gli chiede la salute, allora Dio direbbe: “Bene, te la do la salute, per fare che? Rispondi, per fare che? Lo sai per fare che? Perché chiedi la vita? Chiedi la vita santificata, chiedi la vita pneumatizzata, cioè con lo Spirito Santo e quella, durasse anche un giorno solo produrrebbe dove il trenta, dove il sessanta dove cento per uno” (Mc 4,20), la vita intera piena di cose mica sempre produce questo. Allora voi direte: “Ma come si fa?”, come hanno detto una volta i discepoli a Gesù: “Signore queste cose che dici sono veramente meravigliose ma sono troppo difficili, allora come si fa a metterle in pratica?” (Gv 6,60) allora guardate la celebrazione eucaristica come ci aiuta, mette nella nostra bocca una parola, siccome sa che non l’abbiamo capita ci mette sulla bocca una preghiera e noi l’abbiamo fatta, forse eravamo distratti ma dice: “Alzo gli occhi verso i monti da dove mi verrà l’aiuto il mio aiuto viene dal Signore che ha fatto il cielo e la terra” (Sal 97), che vuol dire che: “Il mio aiuto viene dal Signore che ha fatto il cielo e la terra”? Dove sta scritto? Sta scritto nel Libro del Genesi dove è scritto che il Signore ha fatto il cielo e la terra, il salmo continua dicendo “Egli è il tuo custode, è come ombra che ti copre”, dove sta scritto? Sta scritto nel Libro dell’Esodo quando si parla del passaggio nel deserto di Israele, poi ancora: “Egli ti proteggerà quando esci e quando entri”, dove sta scritto questo? Sta scritto in Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio dove si dice che è il Signore che ci fa uscire dall’Egitto ed è Lui che ci fa entrare nella Terra Promessa. Allora dirò: “Signore io alzo gli occhi verso la parola di Dio, verso i monti di Israele e cerco su questi monti l’aiuto, come farò’”, il Signore direbbe: “Vieni …” siamo nella Liturgia di questa sera, come diceva la Prima Lettura: “Vieni, con Mosè, Aronne e Cur, siedi se sei stanco, siedi sulla fede della Chiesa, sulla comunione dei santi, quelli che stanno in cielo e quelli che sulla terra pregano ed intercedono anche per te, siedi, il sacerdote Aronne e Cur terranno le mani alzate e tu novello Mosè, come Cristo su questo monte del Calvario intercederai per la storia, per il mondo e Amalek non potrà combattere contro di noi e il nemico cioè la realtà quotidiana, quella dei giorni, quella che è cattiva dice San Paolo (Ef 5,16), quella che è contraddittoria che sempre ti mette davanti quello che non puoi fare e sempre ti dice che stai andando alla morte, che tutti i giorni ti mostra le tue rughe per dire che invecchi, quella realtà si farà da parte e sarà sconfitta”, dice ancora la Prima Lettura che abbiamo ascoltato stasera che tutti gli amaleciti a causa della preghiera di Mosè moriranno a fil di spada, quale spada? La spada della parola di Dio. Sei andato a San Paolo Fuori le Mura, cos’ha San Paolo in mano? La spada! Non era un tiratore di scherma, la spada è la parola di Dio che ha la capacità di fendere la storia e di sconfiggere i pensieri viziosi o i vizi capitali, chiamali come vuoi, tutte le realtà che vengono a casa tua a disturbarti, a distrarti dalla preghiera perché tu non serva il Dio del cielo ma serva i bisogni bassi della tua esistenza. È la storia mia, è la storia vostra, è la storia di tutti ma questa è la speranza alla quale siamo chiamati. Allora quando Gesù dice: “Ma il Figlio dell’uomo quando ritornerà, troverà la fede sulla terra?”, noi abbiamo pensato: “Ci sarà ancora la cupola di San Pietro?” ma non è questo quello che il Figlio dell’Uomo verrà a cercare sulla terra, sulla terra verrà a cercare le vergini sagge (Mt 25,10) con l’olio delle lampade che sono pronte a mezzanotte quando arriva lo sposo e dicono: “Ti stavamo aspettando, eravamo prese da molte distrazioni ma siamo rimaste qua, avevamo un olio che c’ha aiutato”, quale olio? La preghiera che unge il nostro cuore, che unge la nostra carne, che fa brillare il nostro volto (Sal 104,15) e ci ricorda sempre che con questo olio siamo stati consacrati per la vita eterna. Ora guarda, questa è la giornata missionaria, si, vi chiediamo anche di collaborare alle missioni, per quello che potete nonostante le molte tasse che gravano in questo tempo ma siate missionari cioè consapevoli annunciatori di questa attesa, dite al mondo che noi stiamo aspettando, la ‘beata speranza’, stiamo aspettando che torni il Salvatore che ci ha promesso che resterà con noi fino alla fine del tempo (Mt 28,20), torni e si manifesti qui in questa storia , torni e si faccia conoscere, faccia brillare il suo volto, lo mostri davanti agli uomini qua dentro le nostre contraddizioni nonostante la nostra debolezza, davanti agli occhi dei nostri nemici. Questa amici è la nostra fede, per questo viviamo, per questo moriamo, per questo cresciamo, per questo ci battiamo, per questo offriamo unanimi il nostro cuore al Dio Signore nostro Gesù Cristo.

Amen

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