Maria Santissima Madre di Dio

Anno Liturgico B
01 gennaio 2015

I pastori trovarono Maria, Giuseppe e Gesù

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente,
in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

PRIMA LETTURA – Dal libro dei Numeri (Nm 6, 22-27)

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro: Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”. Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Salmo 66 (67)
R. Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R.

SECONDA LETTURA – Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati (Gal 4,4-7)

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Il Verbo ha assunto da Maria la natura umana”
Dalle «Lettere» di sant’Atanasio, vescovo
(Ad Epittèto 5-9; PG 26, 1058. 1062-1066)

Il Verbo di Dio, come dice l’Apostolo, «della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli» (Eb 2, 16. 17) e prendere un corpo simile al nostro. Per questo Maria ebbe la sua esistenza nel mondo, perché da lei Cristo prendesse questo corpo e lo offrisse, in quanto suo, per noi.
Perciò la Scrittura, quando parla della nascita del Cristo, dice: «Lo avvolse in fasce» (Lc 2, 7). Per questo fu detto beato il seno da cui prese il latte. Quando la madre diede alla luce il Salvatore, egli fu offerto in sacrificio.
Gabriele aveva dato l’annunzio a Maria con cautela e delicatezza. Però non le disse semplicemente colui che nascerà in te, perché non si pensasse a un corpo estraneo a lei, ma: da te (cfr. Lc 1, 35), perché si sapesse che colui che ella dava al mondo aveva origine proprio da lei.
Il Verbo, assunto in sé ciò che era nostro, lo offrì in sacrificio e lo distrusse con la morte. Poi rivestì noi della sua condizione, secondo quanto dice l’Apostolo: Bisogna che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e che questo corpo mortale si vesta di immortalità (cfr. 1 Cor 15, 53).
Tuttavia ciò non è certo un mito, come alcuni vanno dicendo. Lungi da noi un tale pensiero. Il nostro Salvatore fu veramente uomo, e da ciò venne la salvezza di tutta l’umanità. In nessuna maniera la nostra salvezza si può dire fittizia. Egli salvò tutto l’uomo, corpo e anima. La salvezza si è realizzata nello stesso Verbo.
Veramente umana era la natura che nacque da Maria, secondo le Scritture, e reale, cioè umano, era il corpo del Signore; vero, perché del tutto identico al nostro; infatti Maria è nostra sorella poiché tutti abbiamo origine in Adamo.
Ciò che leggiamo in Giovanni, «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14), ha dunque questo significato, poiché si interpreta come altre parole simili.
Sta scritto infatti in Paolo: Cristo per noi divenne lui stesso maledizione (cfr. Gal 3, 13). L’uomo in questa intima unione del Verbo ricevette una ricchezza enorme: dalla condizione di mortalità divenne immortale; mentre era legato alla vita fisica, divenne partecipe dello Spirito; anche se fatto di terra, è entrato nel regno del cielo.
Benché il Verbo abbia preso un corpo mortale da Maria, la Trinità è rimasta in se stessa qual era, senza sorta di aggiunte o sottrazioni. È rimasta assoluta perfezione: Trinità e unica divinità. E così nella Chiesa si proclama un solo Dio nel Padre e nel Verbo.

Trascrizione dell’Omelia

Questo breve racconto contenuto nel Vangelo di Luca, appare ai nostri occhi come una piccola cronaca dei fatti che accaddero intorno alle vicende della nascita del Signore, tutto quello che accadde intorno alla sua famiglia alla grotta di Betlem ma c’è nel cuore di questo racconto un’affermazione che ci fa entrare nel mistero di questa festa, di questa solennità che la chiesa celebra il primo giorno dell’anno, dice: “Quando furono passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima di essere concepito nel grembo di sua madre”, anche questo sembra solo un fatto di cronaca, così gli aveva detto l’angelo e così era stato chiamato, Gesù, un nome qualsiasi,no, non un nome qualsiasi, negli Atti degli Apostoli, Pietro, nel giorno di Pentecoste dice a tutti: “Non è stato dato altro nome nel quale è stabilito che possiamo essere salvati, nessun altro nome sotto il cielo” (At 4,12), non c’è un’altra via per la quale possiamo ritenere di essere salvati e questo nome è importante perché dice da dove viene la salvezza, Gesù infatti è: “Dio salva”. Dunque è Dio che interviene nella storia per strapparla da una divisione profonda che il pensiero serpeggiante fin dalle origini ha seminato nel suo cuore, questa divisione profonda che diventa separazione o esperienza di separazione, di tradimento, di solitudine, di dolore, di difficoltà, di giudizio, di calunnia, di tutte quelle cose del quale il nostro mondo è pieno e qualche volta purtroppo il nostro mondo ecclesiale peggio di quello fuori, come se noi non avessimo mai conosciuto il Cristo, come se noi non fossimo stati mai liberati. Dunque il nome di Gesù è una iniziativa di Dio, il nome di Gesù dice qual è l’iniziativa di Dio, una iniziativa di cui gli uomini hanno sentito parlare al culmine di una rivelazione, non come un miracolo, perché lo sapete? L’annunciazione dell’angelo alla Madonna non è un miracolo. No, è un disegno preciso di Dio, non gli è scappato dal sacco, è un momento che Dio ha pensato prima della fondazione dei secoli: “Io voglio intervenire a favore dell’uomo, perché l’uomo mi conosca e conoscendomi si riconosca, si sappia amato, pensato, giustificato, destinato alla divinizzazione, come faremo? Andremo e attraverso le parole dei profeti e attraverso i fatti della storia lo condurremo pian piano, fino alla consapevolezza dell’amore che io voglio donargli. E poi? E poi lo visiteremo, lo visiteremo come l’Amore stesso vi abita la Trinità, entreremo nella sua storia con il desiderio di fargli conoscere che tutte le cose sono state pensate con un unico atto d’amore e questo atto d’amore è racchiuso nella esistenza del Figlio di Dio”. Allora questo brano dice che quando sono arrivati i giorni in cui questo Figlio nella storia, sottoponendosi alla Legge, non rigettando la Legge di Dio, la Torah, ma sottomettendosi alla Torah ha compiuto questo precetto e gli è stato messo il nome cioè il nome che indica il progetto stesso dell’Onnipotente così come l’angelo lo ha annunciato. Allora noi perché diciamo che questo assunto è importante per celebrare oggi questa solennità? Perché la maternità divina non è un dogma che la chiesa si è inventata per dare una corona in più, come facciamo noi pagani, alla statua della Madonna, questo è il riconoscimento prima di tutto di una fede che parte dal basso, cioè che viene dagli uomini di fede. Si racconta che mentre si celebrava il concilio di Efeso in Turchia nel 431 d.C. che ha dichiarato questo dogma della maternità divina, la gente fuori le porte gridava ai Vescovi dentro: “Madre di Dio! Madre di Dio!”, per dire: “Così l’abbiamo pensata, così l’abbiamo conosciuta, riconoscetelo, svelti ratificatelo perché questo sia consegnato alla fede di tutte le generazioni”, “Madre di Dio”, con chi ce l’avevano? Ce l’avevano con quegli uomini pagani che invece dividevano la Madre di Gesù dalla divinità di Gesù: “Lei è stata solo la madre di Gesù”, una categoria che ritornerà nella storia anche successivamente e anche molto di recente diciamo nella storia del cristianesimo: “Solo la madre di un uomo”, come se Gesù si potesse dividere, come noi pensiamo perché siamo divisi, dividere in uomo da una parte e Dio dall’altra, una volta è uomo una volta è Dio, quando fa i miracoli è Dio, quando non li fa è uomo, quando cammina sulle acque è Dio, quando invece mangia con gli altri è uomo, quando soffre è uomo, quando risorge invece è Dio … ma questi sono pensieri da vecchiette, da stupidi, da pagani proprio bassi, bassi, Gesù non è mai solo Dio e non è mai solo uomo, Gesù è l’uomoDio, vero Dio vero uomo diciamo nel “Credo”, sempre queste due realtà sono allacciate e a noi conviene che sia così, ci conviene saperlo che sia così, perché se l’umanità di Gesù è sempre legata, unita per sempre dalla nascita anzi dal concepimento, per tutta l’eternità unita alla divinità allora anche la nostra carne, quando sarà riscattata dal Verbo, sarà una con la divinità per sempre, non saranno più due davanti a Dio come ci siamo immaginati, perché tu la vita eterna te la immagini tu davanti a Dio, io là e Tu di qua, Dio qua dove? E tu di qua dove? E gli altri dove stanno? Dice Gesù nel Vangelo di Giovanni: “Come io e te siamo una cosa sola, siano anch’essi una cosa sola” (Gv 17) e chi sta davanti? E chi sta dietro? E chi sta di lato? E chi da un’altra parte? Divisioni umane, stolte divisioni umane, una cosa sola con Dio. Allora chi ha compreso questo mistero capisce di chi è madre Maria, non è madre di un uomo che porterà a compimento il progetto di Dio, Maria è madre del progetto di Dio, di un progetto di Dio che vuole entrare nella storia, chi può capirlo questo? Lo capisce l’uomo che conosce il modo di manifestarsi di Dio, lo conosce l’uomo che ha bevuto, mangiato nella Scrittura, della parola di Dio, che si è mosso dentro la parola di Dio, che i fatti che accadevano li ha capiti, compresi, spiegati e raccontati dentro il grande racconto della salvezza, che è la parola di Dio, lo capisce l’uomo che ha compreso come Dio agisce nella storia degli uomini e lo sa dalla parola di Dio, lo capisce l’uomo che non ignora le Scritture e San Girolamo su questo è chiaro, dice: “L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo”, vuol dire che se tu togli le Scritture perché non ti va di conoscerle, il Cristo di cui parli te lo sei inventato tu, è un’immagine, un santino, devozione ma non è il progetto di Dio, guarda che è importante questo, è importante perché la storia vuole essere interpretata con quel criterio, con questa presenza grande che è il Figlio di Dio. Allora quello che i vescovi decidono nel 431 d.C. a Efeso è che la Madre di Gesù è anche la Madre del progetto di Dio cioè è la Madre di Dio, dunque se è la Madre di Dio e dirà poi la chiesa soprattutto successivamente con la scuola francescana, sarà anche immacolata cioè pensata, prima della nascita, come una adatta a portare questo progetto di Dio. Che cosa doveva avere? Doveva avere la libertà di scegliere senza sospetto, non di scegliere quello che gli pare ma senza sospetto, perché vedete amici, se noi potessimo scegliere senza sospetto sceglieremmo sempre il bene ma siccome abbiamo il sospetto non sappiamo mai cosa scegliere, spesso ci troviamo a scegliere il male, quando ce ne accorgiamo? Quando ne paghiamo le conseguenze, una logica malata, profondamente malata e diventa maestra di logiche altrettanto malate e questo male si è diffuso ormai ovunque, in ogni pensare, in ogni agire, intorno a noi e purtroppo dentro di noi. Allora pensare alla maternità divina oggi significa ripensarci come uomini capaci di portare una parola che ancora deve prendere carne dentro la nostra vita, questo mistero ci chiama a diventare Madre di Dio nel senso che possiamo riconcepire il Cristo, perché amici quello che ci è chiesto è proprio questo, riconcepire il Cristo, credere ad una parola che viene dall’angelo, cioè viene dalla liturgia, dalla chiesa, dall’ambone, attendere che questa parola si compie, comprendere come questa parola che abbiamo ricevuto sta insieme alle altre parole che portano il nome delle persone che conosciamo o che non conosciamo, finché Dio non racconti con tutte queste parole come ha voluto amare e salvare l’universo. Chi si può mettere fuori da qua? Il peccatore, il peccatore che chiede una deroga, che dice: “No, adesso no, un altro giorno, adesso ho da fare due o tre cosette, adesso c’è la vita, poi c’è la fede, poi c’è la chiesa, poi c’è quello, poi c’è quell’altro …” questo è il peccatore che dice il salmo, che cammina su due strade, l’uomo che ha le doppie vite, fa una cosa di qua e una cosa di là, terribile, lo capite? Non sto parlando solo delle cose morali, sto parlando di un pensiero diviso, di un pensare scisso, di un pensare in opposizione, se tu lo sapessi cristiano che questo pensare scisso è l’origine del tuo male, della tua sofferenza, della tua solitudine, dell’incapacità di scegliere il bene, dell’incapacità di fondare una vita credibile, se tu lo sapessi saresti libero veramente. Allora la Madre di Dio ti porge oggi questa possibilità, ti dice: “Credi che nella tua carne Dio possa manifestare la sua volontà”, allora comprenderesti quello che dice San Paolo in questa Lettera ai Galati: “Fratelli quando è venuta la pienezza del tempo (cioè questa che noi rappresentiamo qui) Dio ha mandato il suo Figlio nato da donna, sotto la Legge per riscattare quelli che stavano sotto i precetti della Legge (e qual’era il motivo?) perché ricevessimo l’adozione ha figli”, uno schiavo, un servo, per quanto umile e sottomesso, ha sempre due pensieri, il proprio e quello del padrone, un figlio no, un figlio sa che il pensiero del padrone è il proprio pensiero, il Figlio sa che il pensiero di suo Padre è il proprio pensiero ed il proprio pensiero è apprezzato dal pensiero del Padre e dunque il figlio vive libero in casa, il servo no, decidi in cuor tuo se vuoi vivere in questa realtà da figlio o da servo. Chi lo deciderà? Lo deciderà lo Spirito dice San Paolo qua nella Lettera ai Galati, lo Spirito che ti è stato dato perché tu sappia che tutte le volte che ti rivolgi a Dio non ti rivolgi ad un padrone cattivo, cinico, lontano, ti rivolgi ad un Padre che ha pensato la storia per te e te dentro la storia ed ha messo la Madre del suo Figlio come garanzia visibile, concreta, sperimentabile, che tutto ciò che gli appartiene non è un tesoro geloso (Fil 2), ma è per te, per la tua vita. Esci allora dalla mediocrità ed entra nella storia vera, quella che ti fa essere protagonista della gloria.

Sia lodato Gesù Cristo.

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