Il cuore nella Sacra Scrittura

Una scrutatio di Padre Enzo sul cuore
04 luglio 2016

La presenza totalizzante di Dio nella dimora del cuore umano

 

discesa-agli-inferi_1«Come acque profonde sono i consigli nel cuore umano,
l’uomo accorto le sa attingere.» (Proverbi 20, 4).

Ciò che si muove nel cuore umano non è certamente facile indagarlo, non solo nell’accezione del cuore umano come sede di pensieri, come è pensato nell’ebraismo, ma anche come centro di sentimenti e responsabile di emozioni, come forse semplicisticamente è cantato dalla mentalità occidentale. Per orientarci in questo profondo mare ci farà bene la parola di Dio, come è detto: “Alla tua luce, Signore, vediamo la luce” (Sal 35,10b) e “Lampada ai miei passi è la tua parola” (Sal 119, 105). Vorrei soffermarmi su due luoghi nei quali si fa menzione del cuore dell’uomo in relazione a Dio, per vedere se le azioni che ad esso si riferiscono possano meglio aiutarci a capirne la grandezza e il limite.

Si dice, in Dt 6,4, “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze”. Si tratta del celebre brano recitato quotidianamente dal pio israelita come una professione di fede, lo Shemà: appunto vi si raccomanda di amare Dio con tutto il cuore, come a dire che l’amore di Dio deve poter occupare intermente il luogo da cui formuliamo i nostri pensieri e i nostri giudizi. Una presenza totalizzante quella di Dio nel cuore umano, come la presenza nel Santo dei Santi raccontata da Isaia: “I lembi del suo manto riempivano il tempio” (Is 6, 1b).

Attraverso questa manifestazione della sua presenza Dio manifesta la sua volontà di coinvolgere integralmente il profeta nel progetto del suo Regno. La pienezza di Dio nel Santo dei Santi diventa piena consapevolezza per Israele circa la propria vocazione: è all’interno di questo luogo santissimo che si svolge la purificazione dei pensieri/parole di Isaia, perchè egli sia un profeta del Dio altissimo. Un cuore, una dimora abitata interamente da Dio rinnova i pensieri e i giudizi dell’uomo e fa delle sue parole una occasione di salvezza per tutti. Allora potremmo dire:”bisogna amare Dio con tutto il cuore poiché egli è unico, così potremo riedificare l’identità di ogni uomo distrutta e scempiata dal peccato e dal cattivo pensiero del maligno”. Tutto questo però, sembra far affidamento solamente alla volontà dell’uomo, che pure scaturisce dal suo cuore, dice infatti il Cabasilas* che il ricordo di Dio fa scaturire il desiderio del bene e che questo si traduce in azione salvifica. Il cuore dunque sarebbe capace di lasciar agire la volontà di Dio per realizzare il bene.

Ma come comincerà questo luogo eletto a diventare una “dimora pensante di Dio”, come si esprime S.Francesco, e a guarire la cattiva inclinazione? E’ proprio la riflessione sapienziale a venirci incontro, proprio da dove eravamo partiti. Dice infatti il libro dei proverbi: “Confiderai nel Signore con tutto il cuore” (Pv 3,5a), come a dire che ti accorgerai della presenza di Dio nella dimora del tuo cuore pregando nel segreto di questo luogo, per sperimentare la signoria nell’esigenza di pienezza e per gustare la sua compagnia nella consapevolezza della sua fedeltà. Con il tuo cuore lo amerai, con l’unificazione della tua volontà confiderai in lui.

Chi è allora l’uomo del discernimento che ha la capacità di sondare i consigli del cuore? Sarà l’uomo nuovo, riscattato dall’amore di Cristo che dopo la passione e la morte è disceso negli inferi del cuore umano e ne ha liberato l’intenzione primigenia del Creatore di amarlo e di essere riamato.

Padre Enzo

*Nicola Cabasilas, mistico e teologo bizantino del XIV secolo

[intervento registrato per la trasmissione “Le parole della misericordia” di Radio Più www.radiopiu.eu]

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