La Chiesa nella Sacra Scrittura

Una scrutatio di Padre Enzo sulla Chiesa
18 giugno 2016

La Chiesa nella Sacra Scrittura

i-banchetti-rinascimentali-L-0Qg3BL«Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.» (Romani 8,29-30).

La descrizione che Paolo fa del piano della salvezza in questi cinque passaggi sintetici, ci rimanda certamente al tema dell’elezione, ora rinnovata nell’economia del Regno che Cristo è venuto a compiere. Proprio Cristo sigla il passaggio tra i due piani salvifici: egli stesso è il principio di novità. Tutta la creazione è stata pensata in lui e dunque attraverso di lui è chiamata a realizzarsi. Se il peccato aveva compromesso il primo tempo di questo piano salvifico, nell’uomo nuovo torna a mostrare i tratti genuini della  sua elezione.

E’ qui che possiamo incontrare la Chiesa: un popolo rinnovato in cammino, guidato dal Buon Pastore verso il compimento del piano di Dio.

Possiamo allora rivisitare sinteticamente tutta questa epopea attraverso la Rivelazione. Distinguiamo cinque piani tematici che attraversano tutto il tracciato biblico:

  1. Creazione: in questo ambito originario Dio si rivela descrivendo un abbozzo del suo progetto di amore; è il Dio Creatore, che ha davanti a sè la creazione, opera delle sue mani. Egli la guarda bonariamente dichiarandola “buona”.
  2. Liberazione dall’Egitto: Dio manifesta la sua sollecitudine per ciò che ha creato scegliendosi un popolo e chiamandolo; dona a questo popolo una ketubah, un contratto di matrimonio nella Torah. E’ il Dio degli eserciti che cura e difende la sua proprietà in mezzo alle nazioni.
  3. Un lungo fidanzamento: Attraverso i profeti, uomini secondo il suo cuore, Dio si mostra vicino, provvidente, geloso, difensore, consigliere. Agisce come uno sposo. Il cantico dei cantici, l’unico libro che non menziona il Nome di Dio, in realtà lo definisce e riconosce come l’amante e Israele come l’amata.
  4. Nozze di Cana: Il matrimonio/banchetto cui Gesù fa costantemente riferimento nelle sue parole, mostra caratteri di eternità nel racconto delle nozze di Cana: un vino buono versato alla fine, una prospettiva nuova fedele alla Rivelazione ma aperta alle novità. Si intravede il passaggio da popolo dell’alleanza a convocazione missionaria, appunto la Chiesa. Qui lo sposo è Cristo e la sposa è la Chiesa.
  5. Pentecoste: La ketubah di Dio e Israele, il contratto che noi abbiamo incontrato nel dono della Torah, viene ora scritto nelle tavole di carne del cuore umano. Una caparra/dote viene versata nel cuore e nella vita del cristiano: il dono dello Spirito. Come nella pentecoste ebraica, la festa di Shavuot, si fa menzione del dono della Torah, così nella Pentecoste evangelica questa legge dell’amore, ormai identificabile col pensiero stesso di Cristo, penetra come un fuoco l’anima dei credenti. I due amanti nella Pentecoste sono lo Spirito di Dio e lo spirito dell’uomo. Da qui cominciano a parlarsi per la salvezza del mondo.

Questa allora la genesi della Chiesa: una tradizione antica, che ha come origine il progetto della creazione, continuamente rinnovata dalla presenza del Cristo che parla all’uomo di ogni tempo.

Padre Enzo

[intervento registrato per la trasmissione “Le parole della misericordia” di Radio Più www.radiopiu.eu]

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