Assunzione della Beata Vergine Maria

Anno Liturgico C
15 agosto 2013

Magnificat

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia, alleluia.
Beato il grembo che ti ha portato!
Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,27-28)

In quel tempo, mentre Gesù parlava alle folle, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».
Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».

PRIMA LETTURA Dal primo libro delle Cronache (1 Cr 15, 3-4. 15-16; 16, 1-2)

In quei giorni, Davide convocò tutto Israele a Gerusalemme, per far salire l’arca del Signore nel posto che le aveva preparato. Davide radunò i figli di Aronne e i levìti.
I figli dei levìti sollevarono l’arca di Dio sulle loro spalle per mezzo di stanghe, come aveva prescritto Mosè sulla parola del Signore. Davide disse ai capi dei levìti di tenere pronti i loro fratelli, i cantori con gli strumenti musicali, arpe, cetre e cimbali, perché, levando la loro voce, facessero udire i suoni di gioia.
Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa; offrirono olocausti e sacrifici di comunione davanti a Dio.
Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore.

Dal Salmo 131 (132)
R. Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.

Ecco, abbiamo saputo che era in Èfrata,
l’abbiamo trovata nei campi di Iàar.
Entriamo nella sua dimora,
prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi. R.

I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli.
Per amore di Davide, tuo servo,
non respingere il volto del tuo consacrato. R.

Sì, il Signore ha scelto Sion,
l’ha voluta per sua residenza:
«Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre:
qui risiederò, perché l’ho voluto». R.

SECONDA LETTURA – Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1 Cor 15, 54-57)

Fratelli, quando questo corpo mortale si sarà vestito d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:
«La morte è stata inghiottita nella vittoria.
Dov’è, o morte, la tua vittoria?
Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?».
Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“La morte di Maria è un preludio della sua imminente glorificazione”
Giovanni Damasceno Homilia in Dormitionem

[1] “Come può la sorgente della vita passare attraverso la morte per giungere alla vita ? Come può ubbidire alla legge della natura colei che, nel concepire, ha superato le limitazioni della natura ? Come è possibile che il suo corpo senza macchia sia stato sottoposto alla morte ? Per rivestire l’immortalità, ella deve prima spogliarsi della mortalità, dal momento che lo stesso Signore della natura non ha rifiutato la pena della morte. Ella muore secondo la carne, ma distrugge la morte mediante la morte, per mezzo della corruzione dona l’incorruttibilità e fa della sua morte la sorgente della risurrezione.”
[2] “Se anche la tua anima tutta santa e beata si separa dal tuo corpo felicissimo e puro, come esige la natura, e il corpo viene consegnato ad una sepoltura uguale alle altre, ciononostante non rimane nella morte e non viene decomposto dalla corruzione. A colei che conservò intatta la verginità durante il parto, il corpo fu preservato incorruttibile e venne trasferito in una dimora più nobile e divina, non soggetta alla morte, ma destinata a durare per gli infiniti secoli dei secoli.”
[4] Bisognava che colei che aveva portato in seno, come bimbo, il Creatore, dimorasse nei tabernacoli divini.
Bisognava che la sposa che il Padre si era scelta, abitasse nella stanza nuziale del cielo…
Bisognava che la Madre di Dio diventasse partecipe dei beni del Figlio, e da tutta la creazione venisse celebrata come madre e serva di Dio. Sempre infatti l’eredità passa dai genitori ai figli. Invece in questo caso, come disse un saggio, le acque dei fiumi sacri scorrono all’indietro. Il Figlio ha asservito alla Madre tutta quanta la creazione.”

Trascrizione dell’Omelia

L’apostolo ed evangelista Giovanni, dopo i fatti della risurrezione e ascensione al cielo di Gesù e dopo la discesa dello Spirito Santo, quando ormai si avvicina all’ultimo periodo della sua esistenza terrena prima della sua morte, compone questo Libro incredibile che è l’Apocalisse. Lo compone da visionario, cioè come uno che riesce a guardare la storia dentro la quale sta vivendo la sua esperienza di fede, una storia controversa e contraddittoria, una storia che sembra incunearsi dentro un vicolo cieco, Roma che ha distrutto Gerusalemme, sta pensando di distruggere anche la Chiesa nascente con le persecuzioni ed i cristiani cominciano a domandarsi: “Ma se il Figlio di Dio è risuscitato, ma se la nostra sorte è per il cielo, perché siamo entrati in questa sofferenza?”, allora Giovanni scruta il mistero di Cristo così come ha imparato durante la vita storica di Gesù, a porre la testa sul petto del Signore come ci racconta egli stesso la sera della cena del tradimento di Giuda (Gv 21,20), cioè così come aveva imparato a conoscere i pensieri intimi di Gesù e a scrutarli durante la vita e riguardando la storia come la guarderebbe Gesù, racconta quest’immagine bellissima della “donna vestita di sole e vidi nel cielo aperto l’Arca dell’Alleanza”, come a dire che il patto che Dio aveva fatto con il suo popolo fin dall’Antico Testamento è rimasto conservato, nonostante il Tempio non ci sia più, in un luogo. Importante questa categoria amici, il Tempio di Gerusalemme non c’è più, l’Arca non c’è più, ma Giovanni la vede nascosta al centro della gloria di Dio è “una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi”, sta pensando Giovanni alla Chiesa, una donna che è incinta una donna che in ogni epoca, anche dopo i fatti della morte e risurrezione, anche in un’epoca così controversa come quella in cui si trova, l’epoca delle persecuzioni, questa donna non sta morendo, non è messa da parte ma è ancora incinta, non sta finendo ma è ancora pregna della grazia dell’Onnipotente e questo figlio che porta è il Cristo per la generazione che viene anche in mezzo alle persecuzioni. Questa ‘donna vestita di sole’, dice Giovanni nella sua visione, sta per partorire ma un dragone con sette teste e dieci corna, si sta riferendo a Roma, alla Roma imperiale, sette teste per dire sette colli, dieci corna per dire dieci re, questo potere imperiale cioè il modo di pensare del mondo, il mondo dell’economia, quello della politica, il mondo della ragione dello stato, il mondo che snobba la realtà di Dio, il mondo che guarda con sufficienza le promesse dell’Onnipotente, questo mondo con i suoi meccanismi, con la sua vanità, cerca di uccidere, di mangiare, di eliminare questo Figlio, che è il Cristo, che questa donna vuole partorire. Guardate come è attuale questa immagine, come è attuale un mondo che vorrebbe cambiare le logiche dell’Altissimo e farle diventare logiche di convenienza, ma quante volte l’avete sentito anche voi: “Ancora credi nella chiesa? In Dio posso credere ma nella chiesa no!” per dire che non è possibile pensare ad un Dio che abbia una mediazione. Questa è la visione che ha Giovanni e quando la Chiesa legge l’Apocalisse e vede nella figura di questa “donna vestita di sole” che Dio proprio per toglierla dalle mani della Roma imperiale la mette nel deserto, la fa fiorire nel deserto perché al tempo di Giovanni già cominciava a fiorire nel deserto una devozione che poi è stata quella dei grandi Santi la cui esperienza spirituale è giunta fino a noi, la mette nel deserto, la mette al riparo dalle logiche del mondo, perché arrivi il tempo in cui questo Figlio deve essere partorito. La Chiesa (i Padri) vede in questa figura da sempre, vede l’immagine della Vergine Maria, una realtà, una forma, un modello per noi per osservare, per guardare la Chiesa nella sua purezza, nella sua vera identità e qual è la vera identità della Chiesa amici? La vera identità della Chiesa è quella, come Maria, di non avere sospetto sul piano di Dio, di non avere dubbi che Dio non voglia portare a compimento il suo piano. Qual è la Chiesa che piace a Dio? Una Chiesa perfetta, dove tutti gli uomini sono perfetti? Io e voi non apparterremmo a questa Chiesa! Qual è la Chiesa che noi stiamo guardando e che piace a Dio? È una Chiesa che sempre, in tutte le epoche, si fida della parola del Signore e sa che questa si compirà, dunque vale la pena gestarla, vale la pena raccontarla agli uomini, regalare questa speranza agli uomini, perché tutti attendano questo parto del Figlio dell’Altissimo. Proprio per questo oggi la liturgia ci fa vedere questa immagine di Maria che è assunta in cielo, ce la fa vedere là dove possiamo comprendere il merito che ha potuto preservarla dalla corruzione e conservarla presso il cuore dell’Altissimo e ci racconta il Vangelo di Luca un episodio che tutti conosciamo, la visitazione della Beata Vergine Maria a Santa Elisabetta, non l’abbiamo capita mai questa cosa, ci sembrava sempre che Maria dovesse andare ad aiutare la cugina anziana a partorire, che ne so io, quelle immagini che abbiamo noi un po’ pietose ma in realtà Maria non era a data a caso da Elisabetta, Maria aveva ascoltato dall’Arcangelo Gabriele una parola: “Tu sarai la madre del Figlio dell’Altissimo, lo Spirito Santo ti coprirà con la sua ombra” (Lc 1,26-38), cose che questa donna non poteva comprendere, non poteva capirle, oltre al fatto di sapere che “non conosceva uomo”, Maria non poteva immaginare come avrebbe potuto portare il Figlio dell’Altissimo, vuoi un esempio di questo? Te lo faccio subito, poiché Maria era una donna come te, una persona umana come noi, guarda bene, se oggi l’Arcangelo Gabriele, che altri non è che la Chiesa che dall’ambone ti dice: “Tu sei chiamato ad essere testimone della gloria dell’Onnipotente, tu sei chiamato ad essere evangelizzatore in questo tempo, sei chiamato ad essere un martire in questo tempo”, vediamo un po’, che cosa hai pensato? Che non ce l’avessi con te, che stiamo scherzando, che è solo un esempio, perché questo non può riguardarti, perché questo non può essere la tua sorte, perché tu nel frattempo hai altre cose da fare, impegnatissimo fino al collo e poi non sei un santo che puoi portare il Signore … “che ci andasse qualcun altro”, non è questo che hai pensato? Anzi dillo più chiaramente, non hai pensato: “Signore, mi piacerebbe pure parlare di te a tutti gli uomini ma oltre a non avere le capacità, sono anche mediocre, sono un peccatore, sono un peccatore …”, fai di questo peccato di cui dovresti vergognarti un alibi per non fare la volontà di Dio e Dio invece ha scelto proprio te. Allora la Vergine Maria come te, si trova davanti a questa parola, potrebbe dire come te: “Ma Signore, io a Nazareth non sono adatta, non sono sposata ma come è possibile?”, invece no, Maria quando capisce che questa parola viene da Dio e che Dio può compiere ciò che annuncia, dice: “Eccomi sono la serva del Signore”, allora l’Arcangelo, come Dio si chinasse sulla umiltà di Maria come è cantata nel ‘Magnificat’, si china verso di lei e dice: “Guarda Maria ma c’è un esempio anche per te, sai tua cugina Elisabetta è vecchia e sterile eppure sta già aspettando un bambino, sta già aspettando, questo è il segno per te”, cioè sta dicendo l’Arcangelo a Maria o a te se vuoi: “E’ vero che è difficile capire questa cosa ma guarda c’è un Elisabetta nel mondo, c’è questa generazione nel mondo, questa che c’è adesso, che è sterile, quanto tempo è passato adesso dai fatti del Signore, ormai è sterile,si è allontanata, eppure porta dentro di sé un germe, porta dentro di sé qualcosa che è stata fecondata in qualche modo, c’è bisogno che qualcuno glielo vada ad annunciare, c’è bisogno che qualcuno vada a svegliare questa attesa, a convincere l’Elisabetta di questo tempo che il Signore è venuta a visitarla”. Allora Maria parte, va da Elisabetta ed è meraviglioso questo incontro perché quando si incontrano Elisabetta se ne accorge, il desiderio che porta dentro si muove, il sogno che porta nel grembo comincia ad animarsi, dice: “Ma allora a che debbo che la Madre del Signore venga a me, appena ti ho vista, appena ho sentito la tua voce, quando ho sentito la voce della tua obbedienza, anche io che sono una creatura qualsiasi, ho cominciato a gioire”, sarebbe l’esperienza di ogni cristiano che avesse il coraggio di evangelizzare veramente, non con quelle quattro parole che diciamo noi: “Dio ti ama” e poi ce ne andiamo, evangelizzare veramente, con tutta la vita. Solo davanti a questo episodio Maria comincia con il suo ‘Magnificat’: “Ecco Dio s’è ricordato della sua Alleanza e l’ha compiuta veramente, questo è il tempo” e Lei si sente al centro di questo tempo, dopo di che nel Vangelo di Luca non parlerà più fino alla fine del Vangelo quasi, ormai Lei è consapevole, questa è la Chiesa amici. Allora perché noi pensiamo all’Assunzione della Beata Vergine, perché pensiamo che la sua carne non è marcita nella tomba, non si è corrotta? Perché? Perché Dio ha fatto un miracolo? Ma proprio no! Dio non ha fatto un miracolo, Dio ha semplicemente rivestito di gloria questa donna che senza peccato non ha sospettato della sua fedeltà, non ha sospettato della sua parola ed ha consegnato se stessa perché la sua parola diventasse carne. Siccome la parola di Dio è diventata carne in Lei, la sua carne è diventata ‘infettata’di gloria, intrisa di eternità, non poteva più morire. Allora tu diresti: “Ma allora questo dogma dell’Assunta non è una cosa da capire solo per i teologi, no questo è per me, se io comincio a fare una lotta aperta contro i peccati e contro il sospetto che Dio non voglia il mio male ma che voglia fare di me il suo Santo, il suo annunciatore, allora io posso cominciare ad aprirmi a questa proposta, se lo faccio il suo Verbo verrà mi rivestirà della sua gloria cambierà il mio modo di essere e di pensare, farà di me una presenza della sua santità, se Dio farà questo, non permetterà alla mia carne di corrompersi. Capisci cristiano quanto è importante saperlo per te? Se cominci a prendere distanze da quella logica del mondo, della Roma imperiale, del mondo che sta fuori di qua, che nega la bellezza dell’Onnipotente, la manifestazione della sua gloria e cominci a credere ed a operare in questo senso, allora la vita di Dio abiterà in te, lo Spirito dell’Altissimo produrrà dentro la tua carne le fattezze del Figlio di Dio, tu lo vedrai, lo contemplerai, te ne sentirai invaso totalmente, questa sarà la promessa della tua vita eterna, tra poco ti accosterai qua, assumerai il corpo di Cristo, lo assumerai non perché si scavi una nicchia dentro le tue preghierucce ma perché diventi una cosa sola con te e ti salvi e ti riscatti e ti ricompri e non permetta che alcuna cellula della tua esistenza umana si perda con la morte, si perda con la tomba, si perda con la malattia che porti, con la vecchiaia che porti, con le difficoltà che ti senti addosso, che non si perda più, che non sia più umiliata ma che rifletta la bellezza dell’Altissimo. Questo Spirito accenda in te questo desiderio e porti a compimento questa volontà del Signore.

Sia lodato Gesù Cristo.

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