VI° Domenica di Pasqua

Anno Liturgico B
10 maggio 2015

Nessuno ha un Amore più grande di questo

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui..
Alleluia.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 9-17)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

PRIMA LETTURA – Dagli Atti degli Apostoli (At 10, 25-26.34-35.44-48)

Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».
Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Dal Salmo 97 (98)
R. A Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.

SECONDA LETTURA – Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1 Gv 4, 7-10)

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“DEUS CARITAS EST”
LETTERA ENCICLICA DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI (1)

1. « Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui » (1 Gv 4, 16). Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono con singolare chiarezza il centro della fede cristiana: l’immagine cristiana di Dio e anche la conseguente immagine dell’uomo e del suo cammino. Inoltre, in questo stesso versetto, Giovanni ci offre per così dire una formula sintetica dell’esistenza cristiana: « Noi abbiamo riconosciuto l’amore che Dio ha per noi e vi abbiamo creduto ».

Abbiamo creduto all’amore di Dio — così il cristiano può esprimere la scelta fondamentale della sua vita. All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Nel suo Vangelo Giovanni aveva espresso quest’avvenimento con le seguenti parole: « Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui … abbia la vita eterna » (3, 16). Con la centralità dell’amore, la fede cristiana ha accolto quello che era il nucleo della fede d’Israele e al contempo ha dato a questo nucleo una nuova profondità e ampiezza. L’Israelita credente, infatti, prega ogni giorno con le parole del Libro del Deuteronomio, nelle quali egli sa che è racchiuso il centro della sua esistenza: « Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze » (6, 4-5). Gesù ha unito, facendone un unico precetto, il comandamento dell’amore di Dio con quello dell’amore del prossimo, contenuto nel Libro del Levitico: « Amerai il tuo prossimo come te stesso » (19, 18; cfr Mc 12, 29-31). Siccome Dio ci ha amati per primo (cfr 1 Gv 4, 10), l’amore adesso non è più solo un « comandamento », ma è la risposta al dono dell’amore, col quale Dio ci viene incontro.

Trascrizione dell’Omelia

Avete risposto nel Salmo: “Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia” e veramente il Signore ci ha rivelato la sua giustizia, ora noi abbiamo un concetto di giustizia diciamo così “giustizialista”, cioè quando vogliamo fare la giustizia generalmente facciamo male a qualcuno mentre invece la giustizia che fa Dio la fa per il bene, lo sai no? C’è una differenza abissale tra la nostra giustizia e quella di Dio, Dio non fa male a nessuno, noi invece quando diciamo è giusto o non è giusto, sicuramente stiamo aprendo a qualcuno e chiudendo a qualcun altro. Così come non abbiamo un concetto di giustizia, così anche non abbiamo un concetto autentico di amore, noi abbiamo legato troppo l’amore al sentimento e pensiamo di definirlo sempre dentro la famiglia dei sentimenti, cosicché il nostro amore, come tutti i sentimenti, nasce, cresce e muore. Lo capisci che questo non può essere l’amore di Dio, perché se l’amore di Dio fosse un sentimento che nasce, cresce e muore, noi, carissimi, ve lo dico così proprio tanto per rassicurarvi, saremmo già perduti, anzi, non ci saremmo proprio, perché già molte generazioni prima di noi hanno così tradito Dio e così allontanato Dio con le ingiustizie fatte, che Dio sicuramente si sarebbe sicuramente stancato, come noi diciamo di stancarci e di perdere l’amore del Signore …, chiaro? Ma allora, questo amore di cui parla Gesù in questo Vangelo che abbiamo ascoltato di Giovanni, che amore è? Che cosa è? Come lo possiamo capire? Come lo possiamo intendere? Ma soprattutto il sospetto che tutti abbiamo, una volta capito l’amore di Dio, può diventare anche il nostro amore o rimane l’amore di Dio e noi ci teniamo il nostro amore umano? Saremo capaci di agire l’amore di Dio o alla fine dovremo dire: “No, noi amiamo in modo umano, quindi amiamo poco, ci stanchiamo e Dio speriamo che non si stanchi mai”, questo è decisivo tu lo capisci, vivere o non vivere questa fede significa conoscere o non conoscere Dio, per questo la Prima Lettera di Giovanni diceva che chi non ama non ha conosciuto Dio, perché non ha conosciuto che cos’è l’amore: “Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio” , questa è la chiave di lettura: “chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore”, che vuol dire? Che cos’è? Guarda bene, dice Gesù che l’amore perfetto è dare la vita per i propri amici, quale vita Gesù ci ha dato? Come è possibile che se lui dà la vita noi abbiamo la vita? Lo capisci questo? Se io do la vita qualcuno non avrà la vita, continuerà a vivere come è finché non muore, che vuol dire che Gesù può darci la vita e quindi farci diventare non più servi ma amici? Anzi se lo vuoi sapere questo è proprio un criterio di discernimento, se hai capito che cos’è questo amore e la vita che ti dà Gesù Cristo sei amico, cioè sei in casa, se invece pensi ancora che la vita sia un’altra cosa, l’amore sia un’altra cosa, sei ancora servo e te ne accorgi che sei servo perché ti senti schiacciato, oppresso, solo, abbandonato, messo alle strette, sempre in difficoltà, piangendo da un confessionale all’altro … quando ci vai. Allora vediamo un po’, cos’è questa vita, cos’è questo amore? Dice Gesù che lui ha dato la vita per noi, che ci ha fatto diventare amici con questa vita, quale Gesù? Quel Verbo che era presso Dio (Gv 1) che noi non conoscevamo, che ci era precluso, non sapevamo chi fosse, un Verbo che è presso Dio, che conosce Dio e se lo poteva tenere per Sé tutta l’eternità ed invece dice San Paolo che questo Verbo pur essendo della stessa natura di Dio, è Dio Egli Stesso, non considera questa prerogativa un tesoro geloso (Fil 2) ma volentieri la mette da parte, chi lo farebbe? Volentieri mette da parte questa prerogativa ed assume la condizione nostra, amici la nostra, capisci? Lui vive l’amore con il Padre, come si chiama l’amore che vive con il Padre? Spirito Santo. E lo Spirito Santo, amici, non è proprio un sentimento eh …!, non è neanche un venticello, non è neanche una fiammella, nemmeno una colomba, lo Spirito Santo è una persona nella Trinità, è Dio Egli Stesso, questo noi crediamo. Allora cosa fa il Verbo? Assume la nostra carne! E’ un bel salto, perché? Perché nella relazione con il Padre questo amore è una persona, nella relazione con noi, nella carne, l’amore che cos’è? Lo abbiamo detto, è un sentimento, si poteva veramente stancare, veramente stancare e quando ha scoperto che c’era Giuda in mezzo a loro, che Pietro l’avrebbe tradito, etc., quando ha cominciato a vedere queste cose proprio nella nostra carne, proprio con il nostro senso di giustizia, si sarebbe potuto stancare e dire: “Io questo amore non lo provo più, fate come vi pare, andatevi a farvi friggere, io me ne torno al Padre” e invece la passione che Dio Padre ha avuto per l’uomo, per questo l’ha creato, il Figlio ce l’è venuto a raccontare. È come se ci avesse detto: “Uomo che vivi nella carne le tue difficoltà, che vivi nella storia la tua fragilità, che ti senti schiacciato, oppresso perfino da te stesso, dai giudizi che fai, dai peccati che subisci tuoi e quelli degli altri, uomo, il Padre ti ha amato, per questo ti ha creato, io te lo vengo a raccontare e perché tu ci creda prendo la tua carne, assumo la debolezza assumo il peso dei giorni, il peso della vita, quello che a te ti scandalizza tanto, la carne … la carne ti scandalizza? Dipende no? La carne degli altri ti scandalizza, quando tuo marito non ti vuole più ti scandalizza, quando tua moglie non ti va più non ti scandalizza è chiaro no?! … Io questa carne invece la assumo, guarda! Ma secondo te, se io vivo col Padre un amore personale, al punto che questo Amore è una persona e vengo a vivere nella carne, che cosa ti lascerò di più importante e di definitivo che può cambiare la tua vita? Un sentimento? No, amico, non un sentimento, ti lascerò una Persona, ti manderò lo Spirito, io me ne andrò ma vi lascerò lo Spirito e questo quando arriverà sarà come una persona che parla con te, che parla al tuo cuore, che parla alla tua vita, che ti prende per mano, che ti fa passare nelle valle oscure dell’esistenza e tu appoggiato al suo bastone al suo vincastro non hai più paura (Sal 23), Egli ti versa un vino migliore alla fine del tuo tempo (Gv 2), Egli ti porta alle acque tranquille, prepara un banchetto davanti ai tuoi nemici, ai peccati che ti accusano, per dire che Dio ti ha amato, sei peccatore? Dio ti ha amato. Hai tradito? Dio ti ha amato. Hai fatto peccati incredibili, orribili? Dio ti sta amando, cioè ti sta donando la prerogativa che gli è cara, la sua stessa divinità. Tu che sei un po’ così, un po’ melenso, un po’ poveraccio, dici: “Signore tu mi dai la divinità? A me dai la divinità? Ma quando me la dai? Perché se mi dai la divinità lo devo sapere, devo prepararmi e poi non me la dare tutti i giorni, certi giorni si che sto meglio certi giorni no, dammela la Domenica in chiesa poi magari no perché sai ho altre cosette da fare” ed invece quando questa divinità ci raggiunge, trasforma la nostra vita e ci mette nelle condizioni di giudicare meglio tutte le cose, San Pietro in questa Prima Lettura che abbiamo ascoltato negli Atti degli Apostoli, quando va dal centurione Cornelio che non era circonciso, era romano, non era un ebreo, era un altro, era un diverso, era uno lontano, uno che noi diremmo: “Che c’entra con noi?”, poi si accorge che lo Spirito si poggia anche su di lui e allora dice San Pietro: “Mi sto accorgendo che Dio non fa alcuna preferenza di persone” e sapete quando lo dice Pietro, il primo Papa, nessuno scrive sui giornali che è comunista no?… “Mi sto accorgendo che Dio non fa alcuna preferenza di persona, dunque chi impedisce che questi entrino nella nostra comunione e siano battezzati?”. Che cosa ha visto Pietro? Ha visto in quest’uomo un aspetto dell’amore di Dio.” Ma è un altro, è un soldato, è un lontano, è un romano”, un romano vuol dire che è uno che sta soggiogando Gerusalemme e tutta la Palestina, ma come si fa ad amarlo? Lo vuoi sapere meglio? È come tua cognata che non puoi amare, come la tua vicina di casa che non saluti più, è come la persona che ti scandalizza tutte le volte che la vedi. Eppure Pietro si accorge che quest’uomo sta agendo con una sapienza che non appartiene al paganesimo, dunque capisce che ha qualcosa che riguarda Dio. Allora ecco che è comprensibile il comandamento di Gesù, tu Signore sei venuto a noi non solo per fare i miracoli che hai fatto, che erano belli, che erano interessanti e se ogni tanto li fai ci piacerebbe, ma tu sei venuto a dirci che l’amore con cui il Padre ti ha amato e ti ama è reversibile anche a noi, reversibile lo capisci no? La reversibilità anche per noi, anche se non abbiamo fatto niente, anche se non ce lo meritiamo, noi siamo capaci, come una pentola, capaci dell’amore di Dio che vive in noi non certo come un sentimento, scusate se ve lo ripeto, perché quando alla fine della Messa vi sarà detto: “Andate in pace”, non vuol dire andate a riposarvi, vuol dire: “Andate a dire alla gente che l’amore non è un sentimento, andate a mostrare alla gente che l’amore è personale, fate vedere a tutti gli uomini che l’amore è lo Spirito che scende su di tutti che salva tutti e che ha il compito di portare tutta l’umanità a Dio”, noi ne siamo gli annunciatori, noi ne siamo gli apostoli, noi ne siamo quasi i protagonisti insieme a Dio e allo Spirito, questo c’è stato attivato, in quel sacerdozio comune che fin dal Battesimo pesa sulla nostra vocazione personale. Dice Gesù una cosa che tu non credi, non credi, si hai detto: “Rendiamo grazie a Dio” ma non la credi ed è: “Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome, lui ve la concederà”, che vuol dire: “Se avete compreso che quello che vi viene donato non è un sentimento ma la qualità che è di Dio, cioè la santità, cioè la divinità, allora voi chiederete non più da uomini ma da uomini santificati, non più da organismi viventi ma da figli, da divinizzati quasi, da Dio, e dunque quello che pregherete, quello che chiederete, sarà quello che chiederei anche io che sono il Figlio del Padre e se il Padre ascolta me che sono suo Figlio, ascolterà anche voi quando vi saprete suoi figli”. Dunque pregare il nome di Gesù non vuol dire: “Signore, nel nome di Gesù, io ti chiedo … fammi comprare una macchina nuova” e tracchete arriva … Pregare nel nome di Gesù vuol dire pregare nel cuore della relazione trinitaria sapendosi non solo amati ma divinizzati, sapendosi riscattati e trasformati nello stesso Figlio di Dio. Noi non potevamo desiderare niente di più che questo, a noi non può essere chiesto niente di meglio che questo, non solo che viviamo questa realtà ma che la facciamo conoscere a tutto questo mondo disperato, disperso, schiacciato, abbandonato dolente che sempre si lamenta di tutte le cose, questa è la speranza che portiamo, non c’è bisogno di fare sorrisi e canzoni a tutti quanti, questa è la speranza su cui si fonda tutta la nostra vita.

Sia lodato Gesù Cristo.

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