VIII° Domenica del tempo ordinario

Anno Liturgico A
27 febbraio 2011

Nessuno può servire a due padroni

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 6,34-34)

Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona. Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

PRIMA LETTURA: Dal Profeta Isaia (Is 49,14-15)

Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato,
il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?

SECONDA LETTURA – Dalla Prima Lettera ai Corinzi (1Cor 4,1-5)

Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, quanto si richiede negli amministratori è che ognuno risulti fedele. A me però, poco importa di venir giudicato da voi o da un consesso umano; anzi, io neppure giudico me stesso, perché anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore! Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.

Trascrizione dell’Omelia

Sion ha detto: Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato [Is.49,14]

Questa è la voce di coloro che fuori dalla Chiesa dubitano dell’Amore di Dio, perché facendo esperienza della ‘notte’, del dolore, della sopraffazione, non hanno uno che gli dica una Parola di salvezza, non hanno uno che li accompagna a comprendere che, dentro questa sopraffazione è nascosto un segreto, un mistero di Grazia che è destinato ad aprirsi, a manifestarsi nella sua grandezza e bellezza; non hanno nessuno che ricordi loro a cosa sono chiamati, dunque vanno alla morte dubitando di Dio, sospettando del Suo Amore e stringendo i denti di fronte a questa esperienza così difficile e inaccettabile. Ma si dimentica forse una donna del suo bambino, cosi da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero Io invece non ti dimenticherò mai….: anche se questo mondo si fosse dimenticato di Me, Io non mi dimenticherò di lui….; dirà subito dopo il profeta Isaia ecco ti ho disegnato sul palmo delle mie mani…
Dio quando ha fatto la creazione ha deciso di legarsi per sempre alla realtà che ha creato, una realtà che ha fatto ”uscire” da Sé, essa gli appartiene ed Egli appartiene ad essa ..Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me dice il Cantico dei cantici [Ct.6,3]. La realtà della creazione che puoi vedere e contemplare è fatta della stessa cifra del Suo Amore; mentre Dio desiderava metterla in atto vi ha posto dentro qualcosa che Lo riguarda, nulla è stato fatto senza il Suo Desiderio e la Sua volontà, la Sua stessa volontà è contenuta dentro le cose… Tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato, se avessi odiato qualcosa non l’avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa se Tu non vuoi? O conservarsi se Tu non l’avessi chiamata all’esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son Tue, Signore, amante delle vita, poiché il Tuo Spirito incorruttibile è in tutte le cose. [Sap. 11,24]. E ancora lo stesso San Paolo ci dice: la creazione attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio.. [Rm.8,19.: tutte le realtà create attendono per essere chiamate anch’esse alla destinazione di gloria.
L’uomo, centro della creazione, può e deve ricordare, a partire dagli uomini suoi fratelli e poi alla creazione stessa, di ”attendere”, perché Dio ha in mente di riconciliare a Se tutte le cose [Col.1,20], riscattarle, toglierle il dolore della morte per ricondurle a Se per sempre, nella vita eterna. Questo è ciò che Dio ha dato all’uomo centro di tutta la Sua creazione : il Desiderio di amarlo, la capacità, dando un nome a tutte le cose, la consapevolezza di una vocazione e missione, di ricondurre a Lui tutte le cose…..Io sono per il mio diletto… Io sono tutto per lei, dice Dio alla sua creazione…non esiste nulla che possa distogliermi da lei, siamo legati per sempre, è un sodalizio che nulla può rompere, neanche il peccato dell’uomo, neanche il maligno con la sua relativa potenzialità. Abbiamo smarrito questa Logica di Dio a causa della paura della morte, ”la malattia di un nostro caro ci ha sbattuto in faccia e ci sbatte in faccia la nostra sorte inevitabile, ci rivestiamo così di un qualcosa che ci da la sensazione di poter trascendere da noi stessi e di poterci ”salvare” da soli nascondendo le nostre rughe o un po’ della nostra vecchiaia, [oppure qualcuno dei nostri peccati], dietro un ”paravento” che da la sensazione di poter vivere ancora bene e gestire la storia che ci è stata affidata tra le mani”. Ma… chi di voi per quanto si dia da fare, può aggiungere un ora sola alla sua vita?[Mt.7,27, questi escamotage, lontani dall’essere risolutivi dei problemi, nascondono solo delle piaghe che con il tempo marciscono e che prima o poi fanno pagare il conto. Ti lasciano nell’indigenza dello Spirito e nell’incapacità di capire chi è Dio per te; ciò che prima ”contava” e ciò che ”mangi” cede il passo volentieri all’assurda e difficile legge della malattia, della morte, della solitudine, del dolore, cose che tutti condividiamo. Ci dice Gesù: per la vostra vita non affannatevi…. il Padre vostro celeste sa di che avete bisogno… Cercate prima il Regno di Dio e la Sua Giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini…: ”rivestiti dell’umanità del Cristo, ‘Unica Cosa necessaria’ e buona per te, non rivestirti dei tuoi paraventi poiché non ci sono delimitazioni tra le tue occupazioni la fede e la preghiera, la tua storia non è separata dal tuo Spirito”. …Io ho visto il Padre… l’ho contemplato…e dico al mondo le cose che ho udito da Lui…in verità, in verità vi dico il Figlio da se non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre, quello che Egli fa anche il Figlio lo fa… [Gv.5,19 – 8,13 – 10,22]: Io ho aperto i cieli, ho squartato la storia affinché voi vedeste almeno una parte della gloria di Mio Padre, cioè della capacità di rendere glorioso anche ciò che è legato al peccato. Di questo ne facciamo esperienza anche noi dopo che una Parola di perdono da Dio o da parte di un fratello perché viene da Dio, ci rialziamo finalmente, ci sentiamo riabilitati, consapevoli del valore della nostra identità. Per questo chiediamo perdono prima di ascoltare la Parola, affinché ogni Parola di Dio che viene in un terreno buono dia frutto e produca dove il trenta, dove il sessanta, dove il cento come la parabola del seminatore [Mt.13,3].
Chi fa esperienza della preghiera del perdono, fora una barriera, una muraglia cinese dello sconcerto, del dubbio e del sospetto, sperimenta l’Amore di Dio che è si, incomprensibile, ma,…. è il Cielo che si squarcia, ci fa vedere Dio come ci sta guardando. ..La preghiera dell’umile penetra le nubi; finché non sia arrivata non si contenta; non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto, rendendo soddisfazione ai giusti e ristabilendo l’equità..[Sir.35,17]. Il Cielo che si squarcia ci fa vedere la vera Promessa che Dio ha stabilito per noi e per tutta l’umanità; la tua preghiera sarà autentica quando non sarà volta alla tua salvezza personale ma volta al compimento della tua missione dentro l’umanità. ..Non affannatevi dice Gesù, cercate la chiave di lettura della storia con la Logica di Mio Padre, nell’esperienza del dolore e del male cercate di intravvedere la Logica che Io vi ho mostrato sulla croce, che parla dell’Amore di Dio; se tu la trovi, ciò che desideri e anche di più ti saranno date in aggiunta, ti saranno date in abbondanza fino a uscirti dalle orecchie…[Sal.37,3]. <> ….Signore la Tua bontà dura per sempre, non abbandonare l’opera delle tue mani.[Sal.138,8].

Sia lodato Gesù Cristo, Amen Amen.

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