Omelie

Al Santuario della Vergine della Rivelazione

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Il Vangelo di Matteo ci mette di fronte a Gesù che affida ai Dodici la missione apostolica: dopo averne indicato i contenuti, li avverte che, se vi saranno fedeli, saranno senz'altro perseguitati. Ma, subito dopo - ed è il brano che si legge oggi - li incoraggia: "Non abbiate paura degli uomini", perché Dio conosce tutto: le persecuzioni da parte dei nemici e la fedeltà con le sofferenze di chi predica il Vangelo.
Trascrizione
25
giugno 2017

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Il pane è la sua carne! Il pane eucaristico è Lui, il suo essere uomo tra noi. Quel pane dà la vita eterna perché è umanità offerta, immolata per la vita del mondo, per renderci partecipi della vita divina. Nell'Eucaristia c'è un reale incontro con Gesù. Al centro del Cristianesimo non c'è un'idea, ma una persona molto concreta: Gesù Cristo, figlio di Dio e nostro Salvatore, Dio e uomo, crocifisso e risorto, vivente e presente in mezzo a noi.
Trascrizione
18
giugno 2017

Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Di notte, Nicodemo incontra Gesù per un lungo colloquio. L'anziano dottore della legge chiede al giovane rabbì di Nazareth le domande che contano: è possibile per l'uomo l'autentica libertà? Può diventare una persona diversa? L'esperienza e la cultura dicono a Nicodemo che l'uomo non può rinascere; ogni suo sforzo è destinato al fallimento. Gesù invece annunzia al rabbino dalle molte conoscenze che l'unica cosa che importa, "rinascere", è resa possibile da Dio col dono della croce e la forza dello Spirito.
Trascrizione
11
giugno 2017

Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.

Forte è il riferimento alla roccia dell'Oreb, essa stessa immagine di Dio, Roccia d'Israele, sorgente di tutto il bene per il popolo dell'esodo; l'acqua che scaturisce a fianco del Tempio dalla sorgente di Siloe ha lo stesso significato, perché il Tempio è come la roccia dell'Oreb. Nelle parole di Gesù c'è l'anticipo dello squarcio nel costato, da cui sgorgherà "sangue ed acqua". Ad aprire la sorgente sul monte fu la verga di Mosè; sul calvario fu la lancia del soldato. Nel tempo della Chiesa è la fede in Gesù a spalancare le porte del cenacolo sull'effusione dello Spirito Santo con i suoi sette doni.
Trascrizione
04
giugno 2017

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

Per l'ultimo appuntamento Gesù ha scelto di nuovo un monte, in Galilea: il monte è sempre stato il luogo privilegiato della manifestazione di Dio e la Galilea ha sempre indicato uno spazio di confine, di frontiera, di apertura. Monte e Galilea simboleggiano, insieme, l'incontro tra il cielo e la terra e l'apertura alla missione universale dei discepoli che sono inviati da Gesù a convocare la Chiesa per riunirla dai quattro punti cardinali del mondo. Nessuno è escluso dalla famiglia dei figli di Dio. Ma occorre che il nome del Padre dei cieli sia santificato su tutta la terra.
Trascrizione
28
maggio 2017

Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.

Siamo alla vigilia dell'Ascensione e della Pentecoste. Gli apostoli, dopo la Pasqua, sanno che non possono più vivere senza di Lui; non sempre lo hanno capito, ma sempre hanno sentito di appartenergli. Ora, nella stanza del cenacolo, sentono parole di addio e avvertono il cambiamento: "Orfani", "abbandonati", "non mi vedrete più". Viene loro chiesto di aver fiducia - fede - in Gesù che non vuole una separazione, ma una vicinanza più grande. Lo Spirito Santo più che "vicini" ci fa intimi di Dio stesso. Avvolti dall'amore del Padre che si è pienamente manifestato nel Figlio eterno, viviamo dello stesso spirito di unità e di comunione. Il teologo russo Sergej Bulgakov, nell'opera Il Paraclito, scrive: "L'ultimo discorso terreno di Cristo espone il mistero trinitario e glorifica la santissima Trinità: è la meraviglia delle meraviglie, il vangelo dei vangeli, la parola più dolce di Gesù dolcissimo".
Trascrizione
21
maggio 2017

Io sono la via, la verità e la vita.

Sono le parole di Gesù per il suo discorso d'addio. Alcuni fatti dolorosi stanno per accadere: sta per lasciarli, Giuda prepara la sua cattura, si preannuncia il rinnegamento di Pietro. Le ultime parole riassumono tutto il mistero. Se ascoltiamo veramente, sentiremo parole di consolazione: "Non sia turbato il vostro cuore"; di speranza: "Nella casa del Padre mio vi sono molti posti"; parole di signoria: "Io sono la via, la verità e la vita"; parole di vocazione esigente: "Chi crede in me compirà le opere che io compio". Per accogliere queste parole occorre la fede: "Abbiate fede in Dio e in me". Con la fede, le situazioni di turbamento, ma anche quelle di rinnegamento e di tradimento, si capovolgono.
Trascrizione
14
maggio 2017
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Te Deum // Musica Sacra
  1. Te Deum // Musica Sacra
  2. Preghiera di Gesù // Musica Sacra
  3. Isusova Molitva // Musica Sacra
  4. Agni Parthene // Musica Sacra