Festa di Tutti i Santi

Anno Liturgico A
01 novembre 2014

Rallegratevi ed esultate perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli

Messa della mattina

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro.
Alleluia.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

PRIMA LETTURA – Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo (Ap 7,2-4.9-14)

Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».

Salmo 23 (24)
R. Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R.

Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli. R.

Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.

SECONDA LETTURA – Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 3,1-3)

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Affrettiamoci verso i fratelli che ci aspettano”
Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
(Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)

A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perché ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. È chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro.
Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri. Il primo desiderio, che la memoria dei santi o suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme all’assemblea dei patriarchi, alle schiere dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.
Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo? I santi desiderano di averci con loro e noi ce ne mostreremo indifferenti? I giusti ci aspettano, e noi non ce ne prenderemo cura? No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia. Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipiamo con i voti dell’anima la condizione di coloro che ci attendono. Non soltanto dobbiamo desiderare la compagnia dei santi, ma anche di possederne la felicità. Mentre dunque bramiamo di stare insieme a loro, stimoliamo nel nostro cuore l’aspirazione più intensa a condividerne la gloria. Questa bramosia non è certo disdicevole, perché una tale fame di gloria è tutt’altro che pericolosa.
Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra apparizione nella gloria. Frattanto il nostro capo si presenta a noi non come è ora in cielo, ma nella forma che ha voluto assumere per noi qui in terra. Lo vediamo quindi non coronato di gloria, ma circondato dalle spine dei nostri peccati.
Si vergogni perciò ogni membro di far sfoggio di ricercatezza sotto un capo coronato di spine. Comprenda che le sue eleganze non gli fanno onore, ma lo espongono al ridicolo.
Giungerà il momento della venuta di Cristo, quando non si annunzierà più la sua morte. Allora sapremo che anche noi siamo morti e che la nostra vita è nascosta con lui in Dio.
Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le membra glorificate. Allora trasformerà il nostro corpo umiliato, rendendolo simile alla gloria del capo, che è lui stesso.
Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni diritto. Ma perché la speranza di una felicità così incomparabile abbia a diventare realtà, ci è necessario il soccorso dei santi. Sollecitiamolo premurosamente. Così, per loro intercessione, arriveremo là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere.

TRASCRIZIONE dell’OMELIA

Un grande annuncio risuona nella chiesa tutte le volte che celebriamo questa solennità di tutti i santi al termine dell’anno liturgico, ovvero quando facciamo sintesi di tutto quello che si è operato, è cresciuto, è nato, intorno alle celebrazioni del mistero di Cristo dall’inizio dell’Avvento fino a Cristo Re, noi seguiamo il mistero di Cristo indagando nelle cose che Gesù ha detto e ha fatto, nelle cose che la chiesa celebra, questa bellezza meravigliosa che poi rifulge sul volto degli uomini che queste cose le hanno ascoltate, che le hanno amate, che le hanno scelte, che vi si sono uniformati, che sono stati come dicevano le beatitudini, puri di cuore così da poter vedere Dio. Allora davanti a questo mistero sarà necessario che anche noi chiediamo a Dio in questo momento quella purezza di cuore che ci permetta di vedere qual è il cuore, qual è il centro di questo mistero che celebra la vita dei santi. Io vorrei partire proprio dalla Prima Lettura, dalla Prima Lettera di San Giovanni Apostolo quando dice: “Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!” e poi: “noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato”, noi fin d’ora siamo figli di Dio, perché lo possiamo dire? Perché lo dice Giovanni? E perché noi e tutta la chiesa può dire, può affermare con certezza: “Noi siamo figli di Dio”, cioè noi siamo liberi in casa di nostro Padre, siamo capaci di entrare e uscire, possiamo fruire di tutte le cose che Dio Padre vuole donarci, di tutta la sua eredità, di tutto il suo tesoro, di tutta la grazia, perché possiamo dirlo? Perché portiamo il sigillo del Dio vivente, portiamo il Battesimo che ci ha acquistato questa figliolanza. Perché questo? Perché questa figliolanza fosse un vantaggio per noi solamente? Perché noi potessimo ritenerci dei salvati o forse dei privilegiati rispetto a tutto il genere umano? No,ma perché noi attraverso questa pienezza di grazia raggiungessimo tutto il genere umano, non escludendolo ma includendolo in una comune offerta di benedizione e di gloria. Come si fa però ad avere questa consapevolezza? Come facciamo a sapere che noi siamo figli di Dio e possiamo veramente agire in questo modo? Dice Gesù nelle beatitudini: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”, è un po’ il centro di tutte le beatitudini, e che vuol dire puri di cuore? Peccato che noi ci siamo fatti un’idea della purezza che è moralistica che è legata all’assenza dei peccati, figlio mio ma dimmi un po’, ma quand’è che tu avrai la certezza di essere completamente avulso dai peccati, quando? Allora Dio ti avrebbe messo nelle mani un progetto che è per te impossibile e perché? Sarebbe n Dio cinico, te ne rendi conto? Invece è un Dio liberante, chi sono i puri di cuore? La purità di cuore, preferisco parlare di purità e non di purezza perché per noi purezza ha assunto un significato moralistico, la purità di cuore al tempo di Gesù nel Vangelo di Matteo che parla agli ebrei, a quelli che vengono dall’ebraismo e sono entrati nella chiesa, la purità di cuore indica la purità rituale, indica cioè la capacità che questi uomini hanno di essere fedeli alla Legge che gli è stata data, è puro ciò che è stato dato secondo la Legge, è puro ciò che è macellato secondo la Legge per quanto riguarda le carni, cucinato secondo la Legge per quanto riguarda tutti i cibi, lavorato secondo la Legge riguardo agli indumenti, tutto ciò che riguarda la vita dell’uomo è puro se rispetta le regole che Dio ha fissate nella sua Torah, nel suo grande insegnamento che Israele celebra. Allora sta dicendo Gesù: “Chi pratica queste cose e chi si sente dentro la logica di Dio, costui è puro, siccome è puro può vedere Dio agire nella propria esistenza”, allora tu dirai: “Ma io non appartengo a quella tradizione, io sono stato “liberato” da tutti gli impegni eccessivi della Legge e allora come conquisterò questa purità del cuore?”, andiamo alla Prima Lettura quando il veggente, Giovanni, nell’Apocalisse si trova davanti a questa moltitudine immensa dei centoquarantaquattromila e il vegliardo gli domanda: “Chi sono? L’hai capito chi sono?”, lo potrebbe dire a te che ti avvicini a questo altare col desiderio di contemplare la Gerusalemme celeste, allora il Vangelo ti chiederebbe, l’Angelo che ti annuncia questa bellezza, ti chiederebbe: “Ma tu chi pensi che sono questi uomini e donne che vengono vittoriosi? Chi sono?” e tu che gli risponderai? Sono dei super eroi, dei campioni che io non raggiungerò mai come il demonio ti ha suggerito? Gente che non ce la farò mai ad uguagliare? “No!”, dice il vegliardo: “Questi sono quelli che si sono resi puri di cuore”, cioè hanno lavato le loro vesti, il loro modo di pensare, le loro decisioni, le loro logiche, tutto ciò che li riguarda nella vita, non nelle cose spirituali che non si sa quali sono, nella vita e nella storia hanno lavato tutti i loro criteri dentro la logica dell’Agnello, nel sangue dell’Agnello, infatti la logica dell’Agnello è il sangue dell’Agnello, la logica dell’Agnello è la capacità di offrirsi, di morire e di risorgere, il Triduo Pasquale al centro della nostra fede, noi non crediamo che raggiungeremo con le nostre forze questo traguardo, noi sappiamo che siamo stati riscattati dalla sua offerta, da tutte le cose che ci mettevano in difficoltà rispetto a Dio e dunque quell’offerta che si è riversata su di noi come pienezza di grazia attraverso il Battesimo e i sacramenti, questa offerta ci rende puri di cuore, come? Magicamente? Facciamo il sacramento ed usciamo fuori cambiati? No, questa offerta è valida e funziona e produce grazia e salva gli uomini se tutti i nostri pensieri ricominciano a funzionare secondo il pensiero di Dio. “Ma che vorrà dire?” , mi dirai tu: “Ma come faccio io a lavare le mie vesti nel sangue dell’Agnello cioè a cambiare la mia identità e a renderla pura grazie all’osservanza dei comandamenti di Dio?”, sai come funziona? Funziona così, ora te lo dico almeno quando uscirai da qua saprai che cosa ha fatto il Signore per te! Lavare le vesti nel sangue dell’Agnello significa: d’ora in poi non vivere la fede solo dentro il recinto della chiesa ma guardare ogni aspetto della vita, amici ogni aspetto della vita, dentro questo dono di grazia che Dio ti ha fatto. Ma dici: “Ma quali aspetti della vita? Quelli che riguardano le preghiere …?” no, tutti gli aspetti della vita! “Devo decidere, cosa farò? Farò questo o farò quello? Tu Signore cosa faresti? Farò un figlio o non lo farò? Lo terrò o non lo terrò? Mi comporterò in questo modo o in questo modo?”, non usare due logiche, non usare due modi di pensare, non dividere questa unità che Dio ha fatto in te donandoti il suo Spirito ma ascolta la voce di questo Spirito e rimani legato a queste logiche, non sono norme troppo difficili per te, l’unica difficoltà,l’unica, te lo dico perché tu lo sappia, non è metterle in pratica, l’unica difficoltà è crederle, l’unica difficoltà è aderirvi, perché il peccato ci ha fatto sapere che forse Dio non vuole il nostro bene, perché il demonio ci ha ingannati dicendo: “Guarda che Dio più ti avvicini più ti prenderà, più cose vorrà perciò rimani a debita distanza, dubita del suo amore, dubita della sua bontà, rimani a distanza non ti fidare” e noi gli abbiamo creduto, per questo ripercorrere questa via a ritroso, ritornare a Dio con fiducia ci costa, perché siamo stati vittime delle logiche del peccato, allora lavarsi da queste logiche del peccato che sempre dicono che noi non saremo mai amati, trasformati e riscattati totalmente da Dio e prendere invece quelle che Dio ci ha dato, lo Spirito in noi sempre ci ricorda questa grazia che Dio vuole darci, sempre ci abilita a guardare con attenzione, ma non solo, più noi useremo questo modo di pensare da Dio e più saremo puri di cuore, vediamo un po’, se noi saremo lavati, puri di cuore, grazie a questo che cosa vedremo? Vedremo Dio: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”, ma dove sei? Ma dove ti trovi? Ma possibile che una parola ti raggiunge e tu neanche te la ricordi? “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” ed è quello che il tuo spirito desidera vedere, desidera contemplare è proprio il motivo per cui il tuo spirito vive e pulsa dentro di te! Hai visto? Non c’è nessun altra cosa che è stata sufficiente per tacitarla, non i piaceri del mondo, non la ricchezza se mai l’hai raggiunta, non l’onore degli altri, non la considerazione, nulla lo ha consolato questo spirito umano che tu porti dentro, se non lo Spirito di Dio che quando lo incontra sempre gli racconta le cose di Dio e ti ravviva e ti rialza e ti benedice e ti fa grazia e ti spalanca le porte del Regno, non solo un giorno quando vedrai Dio faccia a faccia ma te le spalanca già ora quando devi far luce su quei recessi della tua esistenza dentro i quali non hai ancora saputo come muoverti e cosa decidere. E sia la preghiera dei santi che come incenso (Ap 8,3) continuamente nella liturgia celeste sale a Dio ad ottenerti questa grazia, non ritenerti più d’ora in poi uno che non ce la farà mai, saresti un ipocrita, ritieniti piuttosto uno che ha bisogno di chiedere a Dio di poter tornare a guardare ciò che Egli stesso vi ha posto e cioè la sua grazia, la sua gloria, la sua benedizione, la sua stessa santità, la sua stessa divinità.

Sia lodato Gesù Cristo.

Messa Vespertina

 

TRASCRIZIONE dell’OMELIA (Messa Vespertina)

Se vogliamo celebrare questa solennità superando anche la devozione per tutti i santi, per le donne e gli uomini di Dio che hanno servito e seguito l’Agnello dobbiamo trovare una porta che ci apra il sentiero qui all’ingresso in questa parola che abbiamo ascoltato questa sera, una porta che ci faccia comprendere come questa realtà della santità è un dono per noi, non è un traguardo, un dono di grazia ma è anche un pegno ed un premio che Dio ha preparato e custodisce per ciascuno di noi. Bene, vorrei provare ad aprire questa porta proprio dal Vangelo che abbiamo ascoltato e prima di aprire questa porta ci fermiamo un attimo sull’atrio a vedere che cos’è che ci impedisce … dice una beatitudine, l’ultima: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia”, tu l’hai abitata questa beatitudine? L’hai vista? L’hai vissuta? Hai benedetto Dio perché ti sei sentito perseguitato per causa sua e dunque hai percepito questa beatitudine? Tu mi dirai: “Ma come io avrei dovuto fare questo? Quando mi sarei accorto? Quand’è che mi perseguitano a causa del Signore?”, perché alla gente non gli importa niente di Dio, si è vero non gliene importa niente di Dio però mi guarda costantemente e guarda se io agisco secondo i criteri del mondo o secondo i criteri di Dio e quando mi vede usare i criteri di Dio mi ferma e mi dice: “No, non si può fare più adesso usiamo i criteri nostri, altrimenti? Altrimenti puoi essere anche perseguito penalmente, adesso segui le cose come le pensiamo noi, questo è principio di libertà, di democrazia, di uguaglianza per tutti”, guarda un po’, di uguaglianza per tutti tranne che per quelli che credono! Allora io mi accorgo che se lavo le mie vesti nel sangue dell’Agnello cioè se io mi muovo dentro una logica che è la logica di Dio, al mondo non va più bene, non va più bene allora mi toglie questa libertà o almeno ci prova, come fa a farlo? Amici mica bisogna andare tanto lontano, ci stanno questioni che si stanno avvicinando e per le quali … ho sentito dire che nelle scuole, anche nella scuola materna, non si può più dire mamma e papà, si sta abolendo la festa della mamma, che era pagana, perché adesso non va bene più e tu capisci dove siamo? Non voglio fare polemica però ci viene chiesto conto di questo. Allora io non riesco a vivere questa beatitudine perché quando qualcuno mi dice: “Tu questo non lo devi fare perché non si fa così”, allora io sto male mi sento giudicato; ma perché mi sento giudicato dagli altri? Mi sento giudicato perché io un problema ce l’ho, una difficoltà di comprensione ce l’ho, non solo ma mi sono accorto di avere anche difficoltà nel seguire le vie di Dio, avrei voluto seguirle ma non ci sono riuscito anche perché non le ho conosciute, anche perché non le ho mai approfondite dunque mi sento in difficoltà rispetto a questa chiamata alla santità anche rispetto agli altri che mi giudicano e mi mettono in difficoltà; che cosa mi manca? Cosa dovrei fare per conoscere veramente Dio e per sapermi salvato, amato da lui e messo al riparo anche da queste accuse? Per vedere Dio che cosa devo fare amici? Ditemelo voi, che cosa mi serve? Non lo sapete? Ma che state a fare qua? La purezza di cuore, lo diceva il Vangelo, dove eravate? “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”, non c’hai creduto, se ci avessi creduto lo avresti detto no? La purezza di cuore, bene, questa è la porta, per questa dobbiamo entrare, è un po’ stretta ora vedrai … non si apre, questa purezza di cuore, che cos’è? Essere come bambini cioè: “Non ho fatto niente ho le mani tutte pulite, mai detto, mai fatto, mai pensato, mai visto niente”, questa è la purezza di cuore? Amici se questa è la purezza di cuore ditemi chi entrerà qua? Nessuno, è chiaro, perché abbiamo mormorazioni, pensieri, sospetti, giudizi, di tutto e di più senza scendere negli altri peccati quelli più sporchi, allora non potremmo entrare ma è questa la purezza di cuore che è chiesta qua per vedere Dio? No amici, la purezza di cuore è la purezza di Dio, cioè la purezza che Dio ci ha affidato raccontandoci come ragiona lui, come l’ha raccontato? Attraverso la sua Legge, Dio ha donato la Torah agli uomini il Vangelo di Matteo che parla agli ebrei che entrano nella chiesa, sta dicendo loro che la purezza di cuore è propria di quelli che mettono in pratica i precetti della Torah, il puro secondo la Legge è quello che fa le cose che stanno scritte nella Legge, così la pensa l’ebraismo, tu dirai: “Ma io non appartengo all’ebraismo, non sono tenuto all’osservanza di questi precetti; allora quale sarà per me la purezza di cuore?”, sarà l’osservanza, non certo dei precetti ma di quelle logiche che Gesù ha inaugurato e quali sono? E come si fa a capirle? Io farei come quelli che oggi stiamo celebrando, farei come i santi, mi metterei un po’ nei panni, se me lo permettete, di qualcuno di questi uomini che quando l’hanno visto poi si sono sentiti chiamati e l’hanno seguito, per esempio uno, il primo, Pietro. Vi ricordate? Sul lago di Galilea Gesù gli dice: “Getta le reti” e Pietro: “Ma perché devo usare questa logica, io sono un pescatore ho la mia e la mia logica mi dice che di giorno non si gettano le reti”, questo sei tu, questo siamo noi no? “Ma non si fa, ma che mi stai dicendo?”, e il Signore: “Getta le reti, non hai pescato la notte? Fai così”, (Lc 5) Pietro getta le reti e pesca, riempie due barche di pesci, lo guarda e dice: “Stai lontano, perché io sono un peccatore!”, dunque parte da dove stai tu adesso è un peccatore ha fatto solo un atto, si è fidato. E poi ancora e ancora e ancora, Pietro si avvicina, si allontana, ascolta, guarda, sta bene attento a vedere tutto quello che Gesù fa e ad un certo punto da peccatore rispettoso che era che gli ha detto”Non ti avvicinare sai io sono peccatore poi magari pecchi pure tu, non, no, stai lontano” ad un certo punto inizia a diventare anche un po’ maestro e quando Gesù gli chiede: “Chi dite che io sia?” , Pietro subito: “Tu sei il santo di Dio”, lo sapeva? Non lo sapeva. Quando deve ragionare ancora come uno che non è puro di cuore e Gesù gli dice: “Adesso andiamo a morire a Gerusalemme”, Pietro dirà: “No, no, no, io te lo impedirò!”, addirittura si mette a dargli consigli. Che cosa fa stavolta Pietro? La stessa cosa, usa la propria logica, la logica dell’uomo che dice che se dobbiamo andare a morire non ci si va, chiaro? “Dobbiamo andare a morire? No, mi aggiusto una cosa e non ci vado a morire”, amici per andare a morire, mica si intende solo andare sul patibolo, andare sulla croce, andare a morire significa andare ad incontrare l’altro sapendo di poter sopperire, di poterci rimettere, andare incontro al nemico sapendo che quello può farti del male, fidarsi di una storia sapendo che quella sarà impegnativa, semplicemente andare al matrimonio ed esservi fedeli fino alla fine già basterebbe, già basterebbe, figuriamoci che logica è questa, il mondo ragiona in un altro modo. Ma Pietro si mette là, ce la fa? Lo capisce? Non lo capisce, non lo capisce fino alla fine Pietro, non lo capisce fino a quando Gesù sta là al sinedrio (Gv 18,12-27) e lo stanno condannando a morte e qualcuno gli domanda: “Pietro tu non stavi mica con lui?”, “Io, no, quando mai!”, “Ma ti ho visto io, parli come lui”, “Non lo conosco!”, “Ma si, c’eri anche te”, “Non conosco quell’uomo”, ragazzi ma questo è il santo che dite voi? Il traguardo? Non è il traguardo questo, questo è un uomo come te, che non riesce a vedere in Gesù la divinità perché vede che questa divinità si sta inchinando davanti ai sommi sacerdoti, agli scribi, ai farisei, ai Romani e a tutti, allora dice: “No, ora finché si scherza si scherza ma la santità non può sottomettersi, non può essere schiacciata dalla superbia degli altri, allora io difenderò questa santità”, lo facciamo anche noi quando pensiamo di difendere le cose sante o semplicemente quelle che diciamo noi e non ci mettiamo in dialogo con nessuno anzi escludiamo gli altri. Ma quand’è che Pietro capirà questo? Pietro capirà questo quando si sentirà guardato da Gesù, quando lo incontrerà dopo la resurrezione e Gesù gli dirà: “Pietro mi ami tu più di costoro?” (Gv 21), rimettendogli in mano la vocazione con la quale lo aveva chiamato dall’inizio; allora guarda bene, tu hai una vocazione con la quale sei stato chiamato dall’inizio, ti è stata data il giorno del tuo Battesimo, da allora in poi Dio ti ha mandato molte parole perché tu usassi questo modo di pensare suo, lo applicassi nella storia per vedere se funziona e ti sentissi amato, dentro questo operare tu avresti squarciato il cielo e visto Dio ma hai avuto paura e non l’hai fatto, fallo! Fallo ora, comincia adesso, comincia a fare così, comincia a fidarti, aspetta che Dio si mostri e man mano che si mostra e man mano che tu ti fidi di più e lui ti fa dei doni perché tu lo conosca meglio e tu più volentieri vai verso di lui e lui ti manda la grazia per affrontare quegli ostacoli che ti fanno paura e allora tu sei più disposto a dare la vita per lui e allora in questa logica tu farai come Pietro ed entrerai con lui dentro questa porta della beatitudine dove finalmente la palma della vittoria ti sarà consegnata. Capisci amico, non è il posto in paradiso il traguardo del nostro cammino ma è lo stare con Dio che è meglio che stare in paradiso o meglio se vuoi stare in paradiso devi pensarti come se stessi nel cuore di Dio, questa santità non ti si appiccica addosso ma ti trasforma totalmente, ti abita, si confonde, se così si può dire, con la tua stessa vita, con il tuo stesso desiderio, con tutto quello che ti riguarda e allora né morte né vita, né presente né futuro, nessuna difficoltà al mondo potrà separarci più dall’amore di Dio in Cristo Gesù (Rm 8,38).

Sia lo dato Gesù Cristo.

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