Immacolata Concezione

Anno Liturgico C
08 dicembre 2015

Rallegrati, piena di grazia (Immacolata)

Messa della mattina

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia, alleluia.
Rallègrati, piena di grazia,
il Signore è con te,
benedetta tu fra le donne.
Alleluia.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

PRIMA LETTURA – Dal libro della Genesi (Gen 3,9-15.20)

[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».
L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Dal Salmo 97
R. Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R.

SECONDA LETTURA – Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (Ef 1,3-6.11-12)

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Immacolata Concezione”
Giovanni Duns Scoto
BENEDETTO XVI
UDIENZA GENERALE
Mercoledì, 7 luglio 2010

…….Egli nacque probabilmente nel 1266 in un villaggio, che si chiamava proprio Duns, nei pressi di Edimburgo. Attratto dal carisma di san Francesco d’Assisi, entrò nella Famiglia dei Frati minori, e nel 1291, fu ordinato sacerdote. Dotato di un’intelligenza brillante e portata alla speculazione – quell’intelligenza che gli meritò dalla tradizione il titolo di Doctor subtilis, “Dottore sottile”…

…..Non solo il ruolo di Cristo nella storia della salvezza, ma anche quello di Maria è oggetto della riflessione del Doctor subtilis. Ai tempi di Duns Scoto la maggior parte dei teologi opponeva un’obiezione, che sembrava insormontabile, alla dottrina secondo cui Maria Santissima fu esente dal peccato originale sin dal primo istante del suo concepimento: di fatto, l’universalità della Redenzione operata da Cristo – evento assolutamente centrale nella storia della salvezza – a prima vista poteva apparire compromessa da una simile affermazione. Duns Scoto espose allora un argomento, che verrà poi adottato anche dal beato Papa Pio IX nel 1854, quando definì solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. Questo argomento è quello della “Redenzione preventiva”, secondo cui l’Immacolata Concezione rappresenta il capolavoro della Redenzione operata da Cristo, perché proprio la potenza del suo amore e della sua mediazione ha ottenuto che la Madre fosse preservata dal peccato originale. I Francescani accolsero e diffusero con entusiasmo questa dottrina, e altri teologi – spesso con solenne giuramento – si impegnarono a difenderla e a perfezionarla.
A questo riguardo, vorrei mettere in evidenza un dato, che mi pare importante. Teologi di valore, come Duns Scoto circa la dottrina sull’Immacolata Concezione, hanno arricchito con il loro specifico contributo di pensiero ciò che il popolo di Dio credeva già spontaneamente sulla Beata Vergine, e manifestava negli atti di pietà, nelle espressioni dell’arte e, in genere, nel vissuto cristiano. Tutto questo grazie a quel soprannaturale sensus fidei, cioè a quella capacità infusa dallo Spirito Santo, che abilita ad abbracciare le realtà della fede, con l’umiltà del cuore e della mente. Possano sempre i teologi mettersi in ascolto di questa sorgente e conservare l’umiltà e la semplicità dei piccoli! Lo ricordavo qualche mese fa: “Ci sono grandi dotti, grandi specialisti, grandi teologi, maestri della fede, che ci hanno insegnato molte cose. Sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza, ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo… L’essenziale è rimasto nascosto! Invece, ci sono anche nel nostro tempo i piccoli che hanno conosciuto tale mistero. Pensiamo a santa Bernardette Soubirous; a santa Teresa di Lisieux, con la sua nuova lettura della Bibbia ‘non scientifica’, ma che entra nel cuore della Sacra Scrittura”….

TRASCRIZIONE dell’OMELIA

Nel centrare questo mistero dell’Immacolata Concezione di Maria, la chiesa ci regala due letture che ci aiutano ad entrare nel cuore di questo elemento importante della fede. La Prima Lettura è l’origine della storia, Eva è chiamata la madre di tutti i viventi ma si potrebbe dire che Eva è la madre di tutti i viventi che sono nati con la logica del peccato originale, cioè con la logica del sospetto: “Ma Dio mi ama veramente? Ma Dio se ha creato anche la morte e permette il male si curerà veramente di me?”, un sospetto proiettato su Dio che poi diventa il sospetto che viviamo tutti e celebriamo in una liturgia terribile, nella liturgia delle relazioni in cui questo sospetto diventa esclusione, giudizio, etc., etc., tutte cose che viviamo tutti quanti noi e di cui siamo ben a conoscenza. Qua allora è la scaturigine della nostra ferita, abbiamo cominciato così, quando Dio ha voluto dirci qualcosa, quando ci ha chiamati all’esistenza, quando ci ha dato la possibilità di dare il nome alle cose, di cercare noi e stabilire noi la relazione tra le cose noi abbiamo detto: “Ma no, non ci crediamo, non ci fidiamo” e abbiamo dato altri nomi e continuiamo a farlo sempre col desiderio, badate bene, di essere più liberi e per essere più liberi siamo diventati invece più schiavi, più stolti e abbiamo creato più schiavitù. Allora questa è la storia, questa è la condizione nella quale tutta la realtà umana vive, nasce, cresce e muore ma dentro questa storia, possiamo dirlo, una storia di peccato, di relazioni sbagliate, una storia di dolore e sofferenza subita e restituita alla grande, dentro questa storia Dio ha fatto brillare una stella, quando ha voluto incarnare il suo Verbo, cioè quando ha voluto che il suo pensiero diventasse come noi e noi potessimo vederlo, conoscerlo e relazionarci con lui e guarire le nostre relazioni e guarire il nostro rapporto con lui, non chiamarlo più Dio ma chiamarlo Padre, non vederlo più come un essere lontano, discosto, egoista, che ha messo in moto il mondo e se ne è andato succeda quel che succeda, ma come un Padre Buono, che là dove il nostro peccato trionfa pure la sua grazia e la sua misericordia trionfa (Rm 5,20), quando Dio ci ha voluto parlare in questo modo, prima ancora di far nascere il Verbo in mezzo a noi, ha preparato un luogo, un luogo che fosse abbastanza simile a noi, abbastanza simile a lui, ricordando il Libro dell’Esodo diremmo una fessura nella roccia (Es 33,21-23) dove Mosè ha potuto contemplare la gloria di Dio passare, questo è la Vergine Santissima Immacolata, cioè una condizione di libertà, una condizione di libertà che le desse la possibilità di dire si o no a qualsiasi invito da parte dell’Onnipotente, perché questa è la libertà, la libertà non è che Maria dica di si, la libertà è che Maria possa dire anche di no altrimenti sarebbe condizionata, noi facciamo fatica a pensare questo, usiamo altri criteri per capire quando si è liberi, Maria invece lega sempre la libertà al bene, ciò che è bene può essere scelto come tale anche quando è incomprensibile, anche quando supera la possibilità che ha questa donna, questa ragazza, di conoscere le cose di Dio, tant’è che quando l’Angelo le appare e le dice: “Ti saluto piena di grazia, il Signore è con te”, lei rimane turbata ma quando l’Angelo le dice che lo Spirito Santo scenderà su di lei e che concepirà, lei dirà: “Come sarà possibile questo visto che non conosco uomo?”, che non è una obiezione come la faremmo noi: “Io non conosco uomo, non compro niente, non è possibile!”, guardate che questa è la nostra storia, perché se Dio viene a bussare alla porta del tuo cuore e dice: “Ehi! Quanti anni hai? 20,30, 60, 75, 80? Io ho deciso di prenderti oggi per farti testimone, martire per questa epoca”, tu che dici? “Io? Non è possibile”, perché? “Perché io sono ricco del mio peccato e dunque se alla fine tu mi chiami a testimoniare gli altri vedranno il mio peccato, non vedranno la tua grazia”, chiaro? Capite come stiamo messi noi? Stiamo messi così, noi non diremmo a Dio: “Come è possibile questo?”, noi diremmo: “No, questo non è possibile, abbiamo altre cose, altre difficoltà, altri ostacoli”, Maria invece cosa dice? Quali sono le condizioni di impossibilità? L’Angelo le dice: “Nulla è impossibile a Dio” e Maria risponde: “Eccomi sono la serva del Signore”, “Nulla è impossibile a Dio”, quel peccato originale che ci aveva messi nelle condizioni di non poter attendere nulla, di non poter attendere più nulla di nuovo … guardate amici, che lettura avete voi della storia? Come andrà la storia, andrà a finire bene o andrà a finire male? Non dite quello che sapete di dover dire, dite quello che raccontate alla gente di fuori! Che raccontate alla gente di fuori, che le storie come finiscono? Male, cominciano così, così, e finiscono male e come siete contenti di avere ragione nel dire che la storia di quello è finita male: “Proprio come avevo detto io!”, quel matrimonio, quella relazione, è vero o no? Questo siamo noi, dei testimoni sbagliati, dei segnali stradali che indicano altre direzioni, non quelle giuste. Invece noi cristiani crediamo che tutto andrà a finire bene perché Dio tiene le fila della storia, ci versa il vino migliore alla fine di questo banchetto e dunque siamo sicuri che molte delle cose buone le dobbiamo ancora vedere nonostante i pericoli, le difficoltà, la violenza, l’aggressione, il peccato che ancora bussa alle porte della nostra coscienza. Bene, allora come ci mettiamo, come ci mette la chiesa davanti a questo mistero, davanti alla storia? Ci mette davanti a una porta santa, la porta della misericordia. Che cosa fa Dio? Dio apre una porta di misericordia che è come il cuore di Maria, non è la porta di Eva per la quale tutti i viventi sono entrati e hanno commesso lo stesso peccato, è la porta della Vergine. Che cosa fa Dio quando ci guarda nella nostra impossibilità, nelle nostre difficoltà? Non usa una legge che ci è sfavorevole, non usa un giudizio che ci mette in soggezione, non usa dei progetti che sono troppo più grandi di noi così che noi possiamo dire: “Non è possibile” ma ci apre questa porta per dire: “Anche se il tuo peccato fosse come lo scarlatto, io ti aspergerò con issopo e tu sarai mondato, sarai più bianco della neve”, è Isaia (Is 1,18), questo è il cuore di Dio! Quando allora noi guardiamo a questa porta aperta, alla volontà della Vergine che aderisce alla volontà di Dio e del suo progetto, noi vediamo come Dio ci viene incontro, ci viene incontro rimettendoci nella possibilità di essere liberi, il peccato ci aveva reso schiavi, lui ci ha ridato la possibilità di essere liberi. E vediamo un po’, come faresti tu a rendere libera una persona? Pensa bene, arriva un peccatore che sa di aver peccato, che ha fatto delle cose che tu proprio puoi dire che sono un peccato, come fai a rimetterlo nelle condizioni di essere libero? Lo metti in galera? Lo giudichi? Ma se tu lo giudichi e lo giudichi davanti agli altri e mormori contro di lui, costruirai intorno a lui una prigione invisibile ma che diventerà una maledizione e costringerai anche gli altri a fare ugualmente, costruire prigioni per il prossimo, come si fa allora con un peccatore che viene, che vuole e che deve tornare ad essere libero e figlio di Dio? La chiesa dice: “A questi peccatori che si avvicinano noi rimettiamo non solo il peccato ma anche la pena”, questo è il nostro Giubileo, allora la dichiarazione di libertà che Dio fa alla nostra vita oggi, è una dichiarazione di libertà che tiene conto della nostra immagine e somiglianza, che tiene conto del nostro desiderio di essere riconciliati ma soprattutto tiene conto del fatto che noi siamo nati per essere liberi e la sua verità ci rende liberi (Gv 8,32) e questa libertà ci permette non di tornare al peccato, dice San Paolo (Rm 6,15), ma di onorare la sua misericordia, di dire al mondo quanto è grande e liberante la sua misericordia e noi stiamo aspettando per vedere con quale linguaggio la chiesa in questo tempo si aprirà alla misericordia, una chiesa fatta di leggi inflessibili che vanno a raggiungere il peccato per rinchiuderlo nell’impossibilità della sua crudezza, della sua malizia, non sarebbe una madre, ma neanche una chiesa che lo coprisse facendo finta di niente sarebbe una madre, questo non sarebbe pedagogico, ma questa chiesa sta rinascendo ancora e ancora e ancora, si apre alla possibilità che molte di queste ferite vengano guarite, noi questo attendiamo ancora una parola di Dio che si incarni nella storia, questa è la nostra speranza, questa è la nostra fede, questo sarà anche il nostro Natale, questa sarà la nostra coscienza tornata ad essere un po’ come l’Immacolata Concezione, una visione della storia liberante, una visione della storia che promuove l’uomo, che non lo uccide, una visione della storia in cui noi possiamo ricominciare a testimoniare l’amore di Dio davanti a gente che lo nega in tutti i modi. “Come è possibile questo?”, tu mi dirai, visto che non conosci le possibilità per realizzarlo, lo Spirito Santo che ha permesso che la parola di Dio diventasse carne, che le parole di Dio diventassero la tua preghiera, che l’amore di Dio diventasse il tuo stesso desiderio di raggiungerlo, quello Spirito farà in modo che questa chiesa si rinnovi e che tu sia messo nella possibilità di realizzare il Regno, di testimoniare la misericordia dell’Onnipotente.

Amen.

Messa Vespertina

 

TRASCRIZIONE dell’OMELIA (Messa Vespertina)

Tutte le volte che leggiamo questo brano dell’Annunciazione, restiamo così, emozionati i fronte alla semplicità di questo racconto e chissà ancora una volta nell’incapacità di comprenderlo appieno. Bene, vediamo di entrare in questo aspetto della fede che la chiesa oggi mette davanti ai nostri occhi per vedere che cosa ci riguarda di questa immacolata concezione della Vergine. Vorrei partire dalla Seconda Lettura, un brano tratto dalla Lettera agli efesini di San Paolo, è un inno cristologico, cioè è un componimento nel quale appare al centro Cristo e tutta la realtà ordinata a lui, questo vuol dire, e dice questo inno: “Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo”, cioè è benedetto Dio che quando ha pensato a noi ci ha pensato con una benedizione che non appartiene a noi, appartiene a lui, quindi puoi stare ancora a guardare senza la necessità che tu dica nulla, solo che ascolti questo annuncio, la benedizione è nascosta in Dio. Poi dice san Paolo: “In lui …”, nel Figlio “Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo, con la finalità che possiamo diventare santi e immacolati davanti a lui nell’amore”, chiamati ad essere santi e immacolati davanti a lui nell’amore cioè nella relazione, mica diventare santi e immacolati odiando tutti gli altri, nella relazione. “predestinandoci a essere per lui (addirittura) figli adottivi”, ora guarda bene, guardati, di fronte a questo annuncio che Paolo ti fa: ti sai chiamato ad una relazione ancora prima che nascessi? Ti sai chiamato a una comunione con lui nell’immacolatezza, cioè nella libertà di poter aderire, lui ti guarda, ti cerca e tu lo guardi e aderisci, come due amanti che non frappongono nulla in questa relazione se non un desiderio reciproco di incontrarsi e di diventare una cosa sola, ci ha predestinato per questo, ci ha pensato con questa finalità e se tu guardi in questa direzione, forse ti viene dentro qualche desiderio, magari la contempli con un certo gusto interiore, però poi torni indietro ti guardi e dici: “Ma io come potrei immaginare me immacolato davanti a Dio, al suo cospetto addirittura con tutte le mie relazioni guarite, con tutte le mie relazioni risanate”, mica parlo solo di quelle di questo tempo, parlo anche delle relazioni con quelli che sono stati e che forse sono state difficili, anche nel tempo che ho vissuto, allora quando guardi a questo dici: “Ma possibile che tu veramente mi hai fatto con questa finalità? Tutto quello che io penso, tutto quello che io faccio, le relazioni che io vivo, la realtà come la vedo contraddice questo piano”, due sono le cose, o hai ragione tu e noi viviamo nell’ignoranza o abbiamo ragione noi e tu non esisti, perché l’evidenza dei fatti ci suggerisce proprio il contrario, cioè che è impossibile per noi vivere questo rapporto con lui santi e immacolati nell’amore come dice San Paolo. E questo sarebbe già un ostacolo, poi ce n’è un altro, questo fa parte dell’evidenza dei fatti ancora più comuni, quelli che pensate tutti, quelli che avete nel cuore anche in questo momento, la possiamo tirare fuori ed esorcizzarla, questa è una consapevolezza, sbagliata, che è peggio di un demone, se uno dovesse cacciarti un demone ci metterebbe meno tempo, ma tirarti fuori questa idea che hai, questa è un’opera proprio difficile e qual è questa idea che hai? “Va bene Signore, hai ragione tu, veramente noi siamo chiamati a questo e in fin dei conti scopro anche dentro di me che c’è l’impossibilità di mettermi davanti ai tuoi occhi santo e immacolato però devo ammetterlo, sento che è impossibile, ma sento questo desiderio, lo vorrei fare, ti vorrei credere, vorrei aderire a questo piano e dire: “Ma si, io mi ci metterò”, allora questa idea, ti suggerirebbe questo demone, ti direbbe: “Ma insomma, ma guardati bene, ma in tutti questi anni quante volte ci hai provato? A parte che non ci hai manco provato, ma se ci hai provato sicuro che non ci sei riuscito e dimmi, se non ci sei riuscito quando eri più giovane, avevi più possibilità, pensi di poterci riuscire ora? La tua vita è vecchia e sterile, dal punto di vista della fede ti accontenti ormai di quattro preghiere e basta perché non pensi di fare di più, ti sei perfino convinto che non ti sarà chiesto di più e non ti sarà dato di più” ed in questo do ut des della nostra relazione con Dio come ce la pensiamo noi non si opera nessun prodigio, non si osserva nulla che sappia di cielo, non si spera niente che possa ottenere in sé una rinascita autentica, e dimmi tu: come si fa sa questa prospettiva pensare la resurrezione, pensare alla morte come all’incontro con Dio, non si può, lo sai anche tu, una vita senza speranza, una fede che ormai la gente ha capito e dice che è una cosa culturale la nostra fede, una tradizione, adesso la tiriamo fuori, la mettiamo da parte poi quando non ci interessa la cancelliamo, come fai? Nel cuore di questo sconcerto, nel cuore di questa paura di non farcela, ecco una parola viene dal cielo, dal cielo non vuol dire dalle nuvole ma dalla relazione con Dio, Dio ci guarda e ci manda una parola che dice: “Questo tempo è per te un tempo benedetto”, “Benedetto? Che cos’ha di diverso dai tempi che ho trascorso?”. “Questo tempo è mio” ti direbbe Dio: “Dunque è benedetto, Io voglio parlarti come non ti ho parlato mai, perciò preparati, apri il cuore e le orecchie, ho una cosa da dire”, “ E che cosa mai Signore?”, “Ho da dirti che Io prenderò dimora dentro la tua vita”, “Come?”, “Io ti farò produrre una grazia che tu non immagini, entrerò nei tuoi fatti, entrerò nelle tue azioni, trasformerò i tuoi desideri, trasformerò il tu modo di sentire e di amare, Io ti farò concepire la redenzione, cioè metterò il mio Figlio al centro della tua vita e a partire da questo tu potrai cominciare a vivere una vita di grazia e gli altri si accorgeranno e fruiranno di questa grazia che vedranno uscire dalle tue azioni, dai tuoi pensieri, da tutto quello che fai”. “Ma come sarebbe possibile questo? vuoi forse dire che io verrò riconcepito di nuovo come dice Nicodemo a Gesù? Forse io devo tornare nel grembo di mia madre e rinascere (Gv 3,4)? Questa possibilità che tu mi dai che cosa vuol dire io posso resettarmi come le macchine? Io non ho la capacità di contenere questo messaggio”, allora ti direbbe ancora questa parola che viene dal cielo, cioè da Dio: “Non ti preoccupare perché lo Spirito produrrà questo dentro la tua vita” e qua tu stai proprio messo male perché quando pensi allo Spirito pensi addirittura a qualcosa di incorporeo e allora ti convinci che questa promessa è fatta di un materiale troppo alto, troppo incomprensibile, troppo difficile come dici sempre, troppo impalpabile , che sicuramente non ha a che fare con la storia. E invece no, perché lo Spirito di Dio è l’unico testimone tra il Padre e il Figlio e tutto quello che il Padre voleva fare nella creazione, che Cristo è venuto a salvare, lo Spirito ti permette di attuarlo oggi, lo Spirito, solo lo Spirito e a causa della presenza di questo Spirito, di questa riconciliazione con l’Amore Trinitario, l’Angelo ti direbbe: “Nulla è impossibile a Dio”. Forse hai capito tutto questo ragionamento, forse hai detto: “E’ persino bello però io non so proprio come si potrebbe attuare” e siccome non lo sai, la bontà del Padre ti ha messo davanti una figura, così vicina a te, così vicina a lui, che sapesse delle cose del cielo e almeno fosse pronta ad accoglierle e sapesse delle cose della terra, quelle che per te sono sempre un ostacolo, solo che lei, mancandole il peccato originale, cioè mancando del sospetto che è il demone vero che attanaglia la tua vita, il sospetto, il sospetto che ciò sia vero, il sospetto che l’Angelo sia una realtà possibile, sospetto che perfino Dio sia per me un Padre, bene, questa creatura che non possiede questo sospetto fa un’osservazione che non è un dubbio, che non è un sospetto, dice semplicemente: “Questo non sarebbe possibile, come sarà possibile visto che io non conosco uomo” e a questa creatura l’Angelo dice: “Lo Spirito del Signore si incaricherà di fare tutto questo” e perché rimanga un discorso comprensibile a lei e a te oggi, che ascolti queste parole: “Guarda tua cugina Elisabetta, era come te, vecchia e sterile, una vita che non si è mai capita, un desiderio che non è mai uscito fuori, coperto da mille disillusioni, da mille dolori e sofferenze, proprio la tua vita. Guarda tua cugina Elisabetta lei è vecchia e sterile ma sta già al sesto mese, è già pronta per partorire una storia nuova” e tu a chi crederai allora? Al maestro di tavola delle nozze di Cana (Gv 2,8-9) che viene a dire che il vino è finito e che oramai non si va da nessuna parte oppure al Signore della vita che trasforma l’insipienza dell’acqua nel vino migliore che deve essere ancora versato? E dimmelo, sarà versato nella tua esistenza? Tu sei uno degno di attendere che Dio faccia questo? Devi uscire da questo luogo con questa consapevolezza, devi dire al tuo cuore: “Si io credo che questo è possibile” oppure: “Io non credo”, ma bada bene, se tu dici che credi, lo Spirito del Signore, quando riceverai il corpo di Cristo, compirà tutto questo. Ma quando dici di non poterlo credere, come potrai avvicinarti a questa mensa? Non aver paura piccolo gregge (Lc 12,32), guarda la Vergine Maria, non era una donna particolarmente sapiente o che cosa, la sua sapienza la contempliamo nell’accoglienza del piano di Dio e tu fa lo stesso, non lo capisci questo piano di Dio ma accoglilo e man mano che si fa luce dentro di te, tu rendilo come farebbe una madre con un bambino che porta in grembo, nutrilo, gestalo con cura, non lo abbandonare appena nasce, fuori dalla porta della chiesa, non lo svendere nei giorni della settimana, non lo uccidere, non lo soffocare questo figlio che porti nelle relazioni con gli altri. Lascia che viva, che diventi adulto, quando sarà l’uomo nuovo in te allora tu conoscerai Dio, e lo vedrai faccia a faccia, non avrai più paura della morte, e tutto ciò che appartiene a Lui finalmente apparterrebbe anche a te. Questo la Chiesa oggi ti propone. E guarda: se si apre una porta della misericordia, questa porta non può avere che le sembianze della Vergine Maria che di questa misericordia è testimone, per sempre. Possa lo Spirito di Dio aprire il tuo cuore e la tua mente all’intelligenza di questa parola.

Sia lodato Gesù Cristo.

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