XXVI° Domenica del tempo ordinario

Anno Liturgico B
27 settembre 2015

Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala

Messa della mattina

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità.
Alleluia.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,38-43.45.47-48)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

PRIMA LETTURA – Dal libro dei Numeri (Num 11,25-29)

In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito.
Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento.
Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».

Dal Salmo 118
R. I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti. R.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato. R.

SECONDA LETTURA – Dalla lettera di san Giacomo apostolo (Giac 5,1-6)

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage.
Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“L’esorcista estraneo al gruppo dei discepoli.”
IL CONSENSO DEGLI EVANGELISTI – LIBRO QUARTO
di Sant’Agostino

6. 7. Marco proseguendo scrive: Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome, perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare. Se la tua mano ti scandalizza, tagliala; è meglio per te entrare nella vita monco che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue ecc., fino alle parole: Abbiate in voi il sale e state in pace fra voi. Dice Marco che il Signore tali parole le pronunciò subito dopo aver rimproverato i discepoli che non avrebbero dovuto opporsi a colui che scacciava i demoni nel nome di Cristo senza appartenere al gruppo dei suoi seguaci. Nel suo racconto inserisce dettagli non riferiti da nessun altro evangelista mentre altri dettagli sono riferiti dal solo Matteo e altri da Matteo e da Luca ma in circostanze diverse. Questi due evangelisti poi seguono un altro ordine, senza agganci con l’episodio riportato da Marco a questo punto, di colui che scacciava i demoni nel nome di Cristo senz’essere del numero dei discepoli. A mio avviso e siccome Marco merita fiducia penserei che il Signore disse anche a questo punto quel che aveva detto già in altre occasioni, e lo fece in quanto l’operato di colui che non apparteneva al gruppo dei discepoli rientrava abbastanza logicamente nel divieto generale con cui si proibiva di operare prodigi nel suo nome. Così infatti scrive Marco subito appresso: Chi non è contro di voi è per voi. Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome, poiché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. In questa maniera diede a divedere che nemmeno quel tale cui accennava Giovanni e che aveva dato lo spunto per l’attuale discorso del Signore era così al di fuori della comunità apostolica da aggredirla come farebbe un eretico. Era come uno di quei tanti che non se la sentono di ricevere i sacramenti di Cristo ma nello stesso tempo sono così favorevoli al nome cristiano da accogliere in casa i cristiani e tributar loro questi tratti di benevolenza senz’altro motivo all’infuori della loro adesione al cristianesimo. Di queste persone il Signore dice che non perderanno la loro ricompensa. Non che costoro per la benevolenza verso i cristiani debbano ritenersi sicuri e tranquilli finché non siano lavati dal battesimo di Cristo e non siano incorporati all’unità della sua Chiesa; tuttavia quel loro lasciarsi dirigere dalla misericordia di Dio è certo un buon auspicio che arriveranno alla mèta, per partire poi con sicurezza da questo mondo. Quanti sono di questo numero, già prima d’essere parte della comunità cristiana le sono più utili che non quegli altri che, pur portando il nome cristiano e partecipando ai sacramenti della Chiesa cristiana, diffondono dottrine tali che chi si lascia persuadere finisce con loro nella rovina eterna. Chiamando questi scandalosi con nomi tratti dalle membra del corpo, quali mano o occhio, il Signore ordina che chi scandalizza dev’essere staccato dal corpo, cioè messo fuori dalla comunione con l’unità, essendo preferibile entrare nella vita senza gente siffatta anziché essere gettati nella Geenna insieme con loro. Se poi si parla di una separazione da costoro è perché non si dà l’assenso al male che essi divulgano, cioè non si subiscono i loro scandali. Che se della loro perversione sono al corrente tutti i buoni in mezzo ai quali essi convivono, occorre allontanarli da tutt’intera la comunità dei buoni, senza eccezione, anzi li si deve escludere dalla stessa partecipazione ai divini sacramenti. Se al contrario essi sono conosciuti come tali solo da poche persone mentre la maggioranza è all’oscuro della loro infedeltà bisogna tollerarli, come nell’aia prima che arrivi il momento della vagliatura si tollera la pula insieme col buon grano. Non si deve consentire che si instauri con loro una vera comunione, che sarebbe riprovevole, né a causa loro si deve abbandonare la comunione con i buoni. Tale comportamento tengono coloro che hanno sale in testa e mantengono la pace con gli altri.

TRASCRIZIONE dell’OMELIA

Quasi che Giovanni questo apostolo amato dal Signore si fosse dimenticato della tradizione che è riportata nella Scrittura circa quei due personaggi che si trova nella Torah, nel cuore della Bibbia ebraica, come si fosse dimenticato di quei due personaggi Eldad e Medad che facevano parte del gruppo dei settanta anziani che Dio aveva, attenzione, eletto, scelto, quindi li conosceva, li aveva chiamati attraverso Mosè perché si recassero sul monte per sentir parlare il Signore. Che era successo? Era successo che questi non erano andati, avevano mancato a questa vocazione ma il Signore, poiché è generoso, anche a loro poiché eletti, aveva fatto il dono della profezia non essendo presenti alle pendici del monte, cominciarono a profetizzare in mezzo all’accampamento, quindi forse in un luogo in cui non è conveniente parlare delle cose di Dio se la gente non le capisce, però comunque questi non sono stati impediti da Mosè anche quando Giosuè si risente e dice: “Ma come? Questi stanno predicando in questo modo sconveniente, impediscili!” e Mosè dice: “No, fossero tutti profeti in Israele, fossero tutti gli scelti anche profeti, tutti gli eletti fossero consapevoli di essere stati eletti per essere profeti” e non per essere degli scaldabanchi senza arte né parte come degli ignavi dello Spirito. Ora torniamo invece al nostro brano del Vangelo in cui si ripresenta un po’ questo episodio in cui Giovanni appunto dice, dimenticandosi questa cosa: “Gesù, qualcuno sta scacciando demoni nel tuo nome, impediscilo!”, Gesù dice: “Nessuno può fare miracoli e parlare male di me, chi non è contro di noi è con noi”, che sta dicendo Gesù? Sta dicendo: “Quando Dio, in mezzo al popolo di Israele, che è già un popolo eletto, ha fatto arrivare questa parola definitiva che è l’incarnazione del Verbo, che sono io in mezzo ala popolo di Israele, chi mi ha conosciuto sa che Dio finalmente si è manifestato, se lo ha capito, anche se non ha aderito ancora alla nostra realtà, se lo ha compreso in forza della sua elezione, che risale al tempo di Abramo, anche in forza della sua elezione, costui è ammesso a compiere miracoli nel mio nome”. Tu dici: “Che storia è questa? Che storia è questa che io devo capire di quei due e di quelli che fanno miracoli nel nome di Gesù, ma di che si sta parlando?”, bene, guarda un po’ qual è la storia nostra, tu sei eletto? Lo sai se sei eletto? Sei stato scelto? Ti comporti come se non lo fossi, non perché fai cose cattive, no, no, non voglio dire questo, ma ti comporti come uno che passava e si è fermato, ha ascoltato, poi però si dimentica perché ha molte cose da fare. Ti sei dimenticato che tu sei scelto! Due volte scelto. Sei stato scelto certamente quando Dio ti ha pensato, dice la Lettera ai Romani che quelli che Dio da sempre ha conosciuto, da sempre, quindi prima che nascessero, questi li ha chiamati per essere conformi al Figlio suo (Rm 8,29) e poi questi li ha riempiti di grazia, li ha giustificati, perché? Per glorificarli cioè per ridargli quello che hanno perduto con il peccato originale. Tu sei uno di quelli che è stato chiamato, pensato da Dio e chiamato perché avevi perso la comunione con lui, tu non lo sapevi ma il peccato originale che ha conferito alla tua natura umana la difficoltà di fidarti di Dio, questo ti ha impedito di saperti un chiamato. Allora Dio non solo ti ha pensato, ti ha chiamato all’esistenza, ti ha offerto la grazia, dice la Lettera ai Romani, come te l’ha offerta? Chiamandoti nel Battesimo. Come ti ha chiamato nel Battesimo? Gli stolti pensano che il Battesimo sia una specie di registro delle presenze della chiesa in cui tutti pagano la tassa al Papa per questo alcuni imbecilli si sbattezzano ma tu invece nel Battesimo sei stato chiamato per essere arricchito, di che? Della consapevolezza che ti manca di sapere che sei stato pensato. Perché tu non sai che cosa vuol dire che sei stato pensato da Dio, ti trovi nell’esistenza ma c’è una parola nel Libro della Sapienza che dice che Dio nulla disprezza di quanto ha creato se no non l’avrebbe neanche creato. Dunque se tu ti sai creato, se ti sai chiamato, se sei un esistente vuol dire che Dio ti ha veramente pensato prima che tu fossi e quando ti ha fatto entrare in questa storia, perché tu non soccombessi alla storia, ti ha donato un criterio buono nel Battesimo, ti ha messo cioè nella possibilità di saperti chiamato e di essere un figlio di Dio, Gesù ce l’ha ottenuto questo con la sua morte in croce. Dunque due volte sei stato eletto, quando sei stato pensato e quando sei entrato nell’esistenza, poi ti è stato chiesto, questo è il terzo appuntamento importante: “Ma tu che sei stato chiamato e sei stato reso anche consapevole di questa chiamata, aderisci a questo? Lo desideri nel cuore? Vuoi avere lo Spirito di Dio libero in te di dire le parole del regno?”, e tu hai detto: “Si”, quando l’hai detto? Il giorno della tua Cresima, quel giorno quello Spirito che ti era stato promesso nel Battesimo, ha cominciato a parlare, così che tu sei in parte attaccato alle cose del mondo e della vita e in parte porti una nostalgia di infinito che si chiama vocazione alla vita eterna. Ci siamo? Allora mettiti d’accordo bene con queste due cose che si muovono dentro di te, da una parte ti senti chiamato alla vita eterna, dall’altra senti l’incapacità di aderire a questo piano. Vediamo un po’, secondo te per uscire da questa difficoltà che cosa dovresti fare? Fare le opere buone? Se ci riesci, se capisci quali sono, se sei pronto per farle … Di che cosa hai bisogno? Vediamo un po’, vuoi che te lo dica? Hai bisogno del dono che è fatto a tutti i cristiani della chiesa, hai bisogno del discernimento. Il discernimento, se tu cristiano ce l’avessi questo discernimento, ti capiterebbe come Eldad e Medad e come questi che fanno miracoli in nome di Cristo anche se non hanno ancora aderito alla sua chiesa. Cioè, se tu aderissi a questo piano di Dio che è stato fatto per te e dicessi il tuo si, mettendolo al centro della tua esistenza, allora tu avresti il discernimento anche in mezzo al mondo dove proprio mostri di non averne, infatti guarda bene, tu adesso esci fuori dalla chiesa, vai a trovare l’amica tua che sta non so dove, ti metti a paralare e tutti i criteri che vengono dalla fede si fanno da parte e poi vi entrano quelli del supermercato, quelli da quattro soldi: “Ma che stai scherzando? Ma te lo dico io, ma figurati …”, tutti quei criteri che non danno la vita, tu dici: “Ma è grave?”, te lo dico, è grave! Lo dice Gesù: “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una mola d’asino e lo buttassero in mare” e uno se l’immaginava: “Chi sa chi è questo che scandalizza, questo cattivo barbablù che si mangia i ragazzini? E’ da buttarlo nel mare”, non essere giustizialista, questo barbablù sta dentro di te, che cosa mangia questo barbablù? Non i bambini degli altri ma i tuoi bambini, cioè i tuoi pensieri secondo Dio, la tua vocazione alla profezia, il tuo discernimento, tutto ciò che Dio ti voleva dare con abbondanza, chi se lo mangia? Il barbablù che sta dentro di te. Chi è? E’ il pensiero del mondo. E’ il pensiero secondo la carne, ma non la carne quella che pensi tu, no, no, la logica stupida del mondo che si rivale, che odia, che giudica, che compra, che calunnia, questa si mangia tutto ed impedisce a questo dono dello Spirito, che è il discernimento, di uscire fuori. Se tu invece aderissi a questo dono con riconoscenza, allora il discernimento farebbe capolino in mezzo ai tuoi rapporti, uscirebbe fuori quando meno te l’aspetti e una parola santa, secondo Dio, tu potresti dire anche in quei luoghi dove gli uomini si aspettano invece dei giudizi da quattro soldi. Allora uno potrebbe dire: “Questo non è nessuno eppure dice parole secondo il regno”. “Certo”, dice Mosè: “Fossero tutti profeti in Israele, fossero tutti profeti!” e noi potremmo dire oggi: “Fossero tutti profeti nella chiesa”, fosse cioè tutta gente che, come dice Giacomo nella sua Lettera, quando ascoltano la parola non se la dimenticano al di fuori del cancello ma come un ascoltatore attento la porta con sé finché non diventi carne, finché on diventi comprensibile, finché questa parola non diventi il volto di Cristo in mezzo agli uomini, per questo sei qui e per questo tra poco riceverai il corpo di Cristo, per essere abilitato ad essere come lui, capisci? Saresti un dono di discernimento in mezzo ad un mondo disperato, anzi il mondo aspetta che tu ce l’abbia questo discernimento. Allora continua Gesù,però questa è la storia, Dio fa questa elezione, fa questa chiamata e siccome è fedele a Se Stesso e alle cose ha fatto, dona pure la grazia ma tu hai detto: “Però io ho da fare delle cose”, allora Gesù dice: “Se la tua mano ti scandalizza”, ti scandalizza non è che la mano ti dà scandalo perché la mano fa cose brutte, come pensate, scandalon vuol dire inciampo, ti fa inciampare, ti fa fare tante cose nel mondo che non servono al regno, “Se il tuo piede ti scandalizza”, che cosa farà mai il piede per scandalizzarti secondo la tua mentalità? No, se il tuo piede ti è di scandalo, se ti porta dove tu non hai la capacità di esercitarlo questo discernimento, se ti porta chissà dove “Allora taglialo”, cioè impediscigli di crearti un problema. “Se il tuo occhio ti è di scandalo cavalo” , amici miei se i nostri occhi fossero di scandalo e dovessimo cavarceli saremmo una genia di ciechi, lo sapete bene. Ma che cosa vuol dire questo? Vuol dire che se ti è di scandalo quello che vedi, metti da parte la verità del tuo occhio, fallo ragionare insieme all’altro occhio, al cuore e alla mente, fallo ragionare secondo le Scritture, fallo ragionare secondo il cuore di Cristo, fallo ragionare secondo il suo Santo Spirito che ti è stato dato in questa elezione. Allora il tuo occhio sarà un occhio limpido, l’occhio di un profeta, l’occhio di un mago addirittura, al tempo dell’esodo l’occhio di un mago chiamato a maledire le tende di Israele (Nm 22) ebbe il dono da Dio di vedere in queste tende la presenza di una stella, di una profezia, di un grande personaggio che sarebbe arrivato, la chiesa vi legge il Cristo. Se Dio non ha impedito ad un mago venuto da oriente di poter vedere il Cristo in mezzo alle tende di Israele, perché non dovrebbe dare a te che sei figlio, che sei eletto, che sei amato, per il quale Cristo ha dato il suo sangue, perché non dovrebbe dare a te la capacità di avere uno sguardo limpido sulla storia e poter vedere il Cristo dove non c’è, dove non sembra, dove non appare. Ma non sei tu chiamato a questo? Ma se tu passassi ancora il tempo a stigmatizzare il male: “No, quelli no, quelli sono cattivi! Quegli altri dovrebbero morire! Quelli bisognerebbe fare giustizia” e non vedi invece la morte redentiva del Cristo, allora tu non sei un profeta, non sei un profeta. Allora guarda, se mi hai capito fin qua, ti do un consiglio, un consiglio semplice: visto che tutto quello che ti appartiene ti scandalizza, nel senso che ti ostacola per essere un profeta, quando fai il tuo esame di coscienza, lascia perdere tutti i tuoi peccatucci che non interessano a nessuno, guarda quali sono gli ostacoli e chiedi a Dio che ti liberi “… Forse la mia intelligenza, forse la mia supponenza, forse la mia paura, mi fa giudicare, forse il fatto che io mi senta giudicato porta a mormorare, Signore guarda il mio peccato e guariscilo, come un buon samaritano versa sulle mie ferite vino e olio, guarisci la mia vita, guarisci il mi cuore, che io possa tornare a vedere la storia come la vedi tu che fai piovere sul campo del giusto e del peccatore, come la vedi tu che recuperi anche l’anima perduta e la fai diventare un tuo figlio, come l’ha vista il Cristo che lascia le novantanove pecore per andare a cercare quella perduta”, sia questa la tua preghiera e io ti dico, te lo prometto anzi in nome della chiesa, che se questa sarà la tua preghiera che è una preghiera autentica, Dio la ascolterà e noi torneremo ad essere un popolo profetico in mezzo alla storia.

Sia lodato Gesù Cristo.

Messa Vespertina

 

TRASCRIZIONE dell’OMELIA (Messa Vespertina)

Due episodi che si somigliano un po’, sono un po’ analoghi, quello narrato nella Prima Lettura e quello che abbiamo ascoltato in questo Vangelo di Marco, fanno riferimento allo strano comportamento di alcuni individui, due nella Prima Lettura che abbiamo ascoltato, Eldad e Medad, sono due anziani, due dei settanta anziani che sono stati convocati da Mosè per salire sul monte Sinai ed ascoltare la parola del Signore. Questi non vi erano andati, pur invitati, quando sono stati chiamati non si sono recati ad ascoltare il Signore, sono rimasti nell’accampamento. Tuttavia proprio mentre sono nell’accampamento, quando il Signore parla a quelli che sono andati anche loro cominciano a parlare secondo lo Spirito cioè parlano profetando. A questo punto qualcuno si scandalizza, proprio Giosuè, questo giovanetto che serviva Mosè, che sarà il suo successore, gli dirà: “Ma questi stanno profetizzando, impediscilo! Non sono regolamentati non li hai mandati tu, impediscilo” e Mosè risponde in un modo tanto chiaro da una parte e tanto enigmatico dall’altra, dice: “Sei geloso per me? Ci fossero così tanti profeti in Israele”, perché? Perché questa è la vocazione di Israele, essere profezia per le genti, essere luce per le genti (Is 49,6), un popolo chiamato tra la gente meno capace, un popolo che non era né l’Egitto con la sua scienza, né la Grecia con la sua sapienza, né la Fenicia con la sua intraprendenza, non era nessuno questo popolo, pecorai! Questo sapete perché? Perché nessuno possa dire: “Noi che cosa faremo mai nella vita”, quello che erano stati chiamati a fare loro. Dio li aveva fatti uscire dall’Egitto affinché diventassero dipendenti da lui, dipendenti ma liberi, dipendenti che possono gloriarsi di dipendere da un Signore così generoso e così misericordioso. Che cosa avrebbero dovuto fare? Essere consapevoli del dono ricevuto. E qual è il dono ricevuto? Diremmo la Legge, la Torah, cioè cosa Dio vuole dal mondo, cosa Dio vuole dalla storia, avrebbero potuto, con l’uso della Torah, guarire il peccato di Adamo, ricondurre tutti i dispersi alla vera adorazione del Dio unico. E difatti sono educati in questo modo ma proprio in questo tempo dell’Esodo, questi due pur essendo chiamati ad essere dei profeti, loro non vanno ad ascoltare il Signore e poi si trovano a profetizzare. Bene, questo è l’episodio, dunque Mosè lo racconta dicendo: “No, assolutamente, anzi questa è una vocazione per tutto il popolo”, adesso andiamo al Vangelo. Anche qua succede qualcosa di analogo, Gesù è venuto a dire che il tempo è giunto, che tutto quello che era stato promesso nell’Antico Testamento ora diventerà attuale, per capirlo meglio ci ricorderemo di una parabola che Gesù racconta, quella del banchetto (Mt 22), vi ricordate? Un uomo molto ricco diede un banchetto ed invitò molti commensali, ad un certo punto manda i suoi servi a chiamare quelli che erano stati invitati perché entrassero nel banchetto, ma tutti dal primo fino all’ultimo cominciarono a scusarsi dicendo: “Io ho da fare, io sono impegnato …”, sapete, quelle cose che diciamo tutti quando il Signore viene a bussare alla nostra porta e allora sapete come va a finire, chiamano altri etc., etc. . Allora c’è una categoria importante, sono stati invitati e dunque chiamati e qua si innesta il problema che questa sera dobbiamo cominciare a guardare con molto interesse e con molta serietà. Pure noi siamo stati invitati, quando? Due volte. La prima volta siamo stati invitati quando Dio, dice la Lettera ai Romani al capitolo 8: “Quelli che Dio da sempre li ha conosciuti li ha anche chiamati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo”, ci ha scelti in lui e ci chiama ad essere come lui, ci ha pensati dall’eternità, ci chiama ad essere nella storia ognuno nell’anno in cui è nato, perché? Perché ci ha tirati fuori dal suo cilindro come un coniglio per fare un prodigio? No, ti ha chiamato perché tu nel tempo dell’esistenza che ti viene donato, lo conosca, ne apprezzi la sapienza e la possa restituire secondo il dono di grazia che ti è stato fatto. Questo è tutto il Vangelo! A chi? A tutti. dunque sei stato chiamato già una volta quando ti ha pensato. Ma siccome quando sei stato chiamato all’esistenza, tu che stai qua immagino che sicuramente sei stato pure battezzato, lì hai ricevuto un sigillo dice san Paolo, il sigillo dello Spirito (2Cor 1,22), una impressione, che riconosce nella tua materia, un tempo informe, la forma del volto del Figlio di Dio, così che tu ti possa specchiare in lui e andare avanti e procedere verso il bene guardando in lui i segni che dicono qual è la tua vocazione e obbedendo a questa vocazione che il Padre nella contemplazione del suo volto e della sua vita crocifissa, tu possa saperti un membro eletto di questa chiesa e nella misura del dono di grazie che ti è fatto, tu, proprio tu, sei chiamato ad essere un profeta. Ora anche nel caso del Vangelo di Marco qualcuno si mette a fare miracoli come Gesù e Giovanni, anche questo l’amato del Signore, il discepolo che era il più amato come Giosuè era amato da Mosè e sarà il suo successore, Giovanni dice: “Signore ma impediscili, questi stanno facendo miracoli nel tuo nome”, Gesù risponde: “Chi non è contro di noi è per noi”, sta dicendo proprio come ha detto Mosè: “Ci fossero così tanti profeti o così tanti uomini capaci di donare lo Spirito in Israele”, “Per questo io sono venuto” direbbe il Signore: “Perché tutti siano consapevoli del dono di grazia che hanno ricevuto, non c’è bisogno che abbiano un titolo e operino secondo questo dono di grazia se lo conoscono”. Allora, guardate che succede, questo ci aiuta a capire … per svegliare Giovannino che gli ha detto queste cose, Gesù gli fa una citazione del Vangelo, di Ezechiele, dice: “Chiunque gli darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico che in verità che non perderà la sua ricompensa” proprio questo era scritto nel profeta: “Chi darà da bere un bicchiere d’acqua al profeta riceverà la ricompensa del profeta”, dunque sta dicendo Gesù a Giovanni: “Voi avete la ricompensa dei profeti”, sta dicendo a voi oggi nella chiesa: “Voi siete destinatari della ricompensa dei profeti, dunque venite, avvicinatevi al monte Sinai ascoltate la voce di Dio che parla, siate consapevoli della chiamata che avete ricevuto, acquisite ciò che mancava alla vostra vita a causa del peccato e cioè la natura stessa del Figlio di Dio che vi viene donata con il suo corpo ogni Eucarestia alla quale partecipate, acquisite questo dono di grazia ed in ordine a ciò che avete acquisito gratuitamente, gratuitamente restituite, per chi? Per il mondo! Per la salvezza del mondo, per i poveri, smettetela di essere degli spettatori inerti che si emozionano a sentire le parole e se le dimenticano nel tragitto finché arrivano a casa, sappiate che siete chiamati per nome fin dall’eternità e che i vostri nomi sono scritti nel cielo” (Lc 10,20). Il Giubileo che vi viene donato non è per fare piazza pulita, o forfait dei vostri peccati ma perché voi vi ricordiate a quale caro prezzo di misericordia Dio vi ha comprato e agiate di conseguenza. Dove? In questo mondo. Quando? Ora! Non domani, ora! Lo dicevo all’inizio per scuotervi un pò, fate come se questo banchetto fosse l’ultimo della vostra vita e poi controllate un po’ che cosa vi mette a disagio. Allora non direste come a quella parabola del banchetto: “Ma io ho da fare ho comprato i buoi, ma io mi sono sposato, ma io tengo famiglia”, Gesù guardate che cosa dice: “Se la tua mano ti scandalizza”, cioè, sai qual è lo scandalo? Non è quello che facciamo noi sui giornali, le stupidaggini assurde di questa generazione, lo scandalon è un inciampo se la tua mano ti fa inciampare cioè se le azioni che fai nel mondo, le tue operazioni, le cose che fai nella tua vita, ti impediscono, cavale!, mettile da parte, non le prendere come scudo per non conoscere la volontà di Dio, stai attento, quello che ti è dato di fare con le mani ti è donato da Dio perché a Dio ritorni. “Se il tuo piede ti è di ostacolo” cioè se il luogo in cui stai andando il tuo piede non lo riconosce, va da un’altra parte, segue altre indicazioni, tu fermalo, che non ti impedisca di incontrare il Signore, dove? Dentro la storia, dove si vuol mostrare. “Se il tuo occhio ti è di ostacolo”, perché vede le cose che non sono, le vede contraffatte a causa del peccato, sapete noi vediamo male perché il peccato è il nostro, non perché è degli altri, perché pure Gesù vede il peccato degli altri ma non si scandalizza, li perdona, noi vediamo il peccato degli altri, ci scandalizziamo e lo diciamo a tutti, questo è frutto del peccato non della giustizia, lo capisci no? Tu da Dio non vuoi questo, che guardi il tuo peccato e ti condanni, tu vuoi che Dio lo guardi e ti perdoni, fai uguale, sapete l’ha detto il Papa davanti a questi potenti: “Con la misura con la quale volete essere misurati misurate anche voi” (Mc 4,24; Lc 6,38), questi hanno sentito, hanno anche applaudito ma mica hanno capito. Il Papa diceva: “Voi nazione così importante, così apparentemente determinante, quando ficcate le vostre mani nella storia e le tirate fuori piene di sangue, state attenti! State attenti, perché la vostra democrazia che tanto vi esalta non sia trattata con la stessa misura con la quale talvolta avete trattato gli altri” non voglio fare nessuna polemica, voi lo sapete che il mondo è così. Sono troppo duro? Rileggiti la Lettera di Giacomo e vediamo se sono troppo duro, guarda che dice stasera: “Avete gozzovigliato sulla terra, vi siete saziati di piacere, vi siete ingrassati per il giorno della strage”, ma a chi lo starà dicendo? Agli ottentotti? A chi lo starà dicendo? Non lo dirà a noi? La Lettera si legge in chiesa, per chi? Per noi? Non abbiamo detto: “Rendiamo grazie a Dio” quando ci hanno detto “Parola di Dio”? Dunque è per noi? È un criterio per capirci? È uno strumento per guardarci dentro? È un motivo per chiedere perdono a Dio? Se non è tutto questo tu sei qua con il corpo ma non con il cuore, stai attento. Allora guarda bene, Dio ti ha pensato, ti ha chiamato all’esistenza, chiamandoti all’esistenza ti ha dato il sigillo dello Spirito, il giorno della tua Cresima ti ha chiesto: “Tu vuoi che lo Spirito che ti è stato donato cominci ad agire nella tua vita e nella storia?” e tu hai detto: “Si” e allora sei stato segnato con il Crisma, quel giorno non sei diventato un legionario di Cristo o un soldato come ti hanno detto a scuola le suore, quel giorno sei diventato uno in cui lo Spirito agisce ed attua il Regno di Dio, siine consapevole, ricordatelo ora, se hai una preghiera da fare a Dio, chiedi questo, te lo darà. Se vuoi fare un esame di coscienza non guardare tutti i peccatucci che hai fatto, che non gliene importa niente a nessuno, neanche a Dio, guarda piuttosto a quello che tu metti fra te e Dio alla difficoltà che tu hai posto tra la sua volontà e la tua chiamata, tra la capacità di conoscere la tua vocazione e la possibilità di attuarla, quello confessa a Dio e Dio ti aiuterà, Dio ti sfilerà questa spina, ti permetterà di essere uno strumento della sua pace, quello per cui Francesco fa quella bellissima preghiera, uno strumento della sua pace, perché tutti gli uomini possano attingere a questa sapienza e crescere e non diventare preda di colui che ci ha scandalizzato fin dal principio, quando eravamo piccoli, direbbe Gesù nel Vangelo di Marco (Mc 9,42) che gli venga attaccata al collo un mola di asino da macinare e che venga buttato in mare e cioè il demonio che ci ha convinti che Dio è cattivo che ha troppe pretese e che noi non le possiamo attuare, possa lo Spirito di Dio ridarti questa consapevolezza e così ridarti il tuo vero nome e tu lo conosca e attraverso questo possa conquistare la vita eterna.

Sia lodato Gesù Cristo.

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