Parola Chiave

1Giovanni 2

Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.

Il buon pastore conosce ed è conosciuto dalle pecore e dal Padre e questo amore fa "buono", anzi "bello", il Pastore ed è il segreto della sua forza. È sempre l'amore il comandamento ricevuto dal Padre, che gli consente di "posare" la sua vita per le pecore e per il Padre, come si fa con le offerte sull'altare. E questo amore è così fecondo che raggiunge le pecore fino agli estremi confini. Gesù è pastore unico, Buon Pastore, perché si contrappone al mercenario che fugge davanti al lupo abbandonando le pecore. È la figura del nemico, del serpente antico. Il pastore buono, invece, offre la vita (la depone: gesto liturgico): egli è insieme sacerdote e vittima.
Trascrizione
22
aprile 2018

Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

Gesù rinvia al ricordo delle sue parole sul compimento delle Scritture in lui. È un lavoro della memoria che compone i fili che attraversano il corpo delle Scritture, la Legge, la Profezia e la Sapienza, con la vicenda umana di Gesù. La resurrezione può essere accolta e compresa solo grazie a un lavoro d'interpretazione della Parola. Gesù apre l'intelligenza per comprendere le Scritture. Questa intelligenza è un evento Cristologico: Gesù è oggetto e soggetto di essa. Nelle Scritture è contenuta l'intenzionalità salvifica di Dio.
Trascrizione
15
aprile 2018
Te Deum // Musica Sacra
  1. Te Deum // Musica Sacra
  2. Agni Parthene // Musica Sacra
  3. Isusova Molitva // Musica Sacra
  4. Preghiera di Gesù // Musica Sacra