75° Anniversario Apparizione della Vergine della Rivelazione

12 Aprile 2022

75° Anniversario della Apparizione della Vergine della Rivelazione

 

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,21-33.36-38)

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

PRIMA LETTURADal libro di Isaia (Is 49,1-6)

Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua farètra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –,
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».

Salmo 70.
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza. R..

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami..R

Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio.R.

Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.R.

La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza,
che io non so misurare.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.R.

SECONDA LETTURA

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Unica è la morte al mondo e unica la risurrezione dei morti”.
Dal libro «Su lo Spirito Santo» di san Basilio Magno, vescovo

L’economia di salvezza di Dio, nostro salvatore consiste nel rialzare l’uomo dalle sue cadute e nel farlo ritornare alla intimità divina, liberandolo dall’alienazione a cui l’aveva portato la disobbedienza. La venuta di Cristo nella carne, gli esempi di vita evangelica, le sofferenze, la croce, la sepoltura, la risurrezione sono per la salvezza dell’uomo perché abbia di nuovo, mediante l’imitazione di Cristo, l’adozione a figlio di cui era dotato all’inizio.
Per l’autenticità della vita cristiana è dunque necessario imitare non solo i suoi esempi di dolcezza, di umiltà e di pazienza manifestati durante la vita, ma anche la sua stessa morte. Lo dice san Paolo, imitatore di Cristo: «Divenuto conforme a lui nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti» (Fil 3,11).
Ma come possiamo renderci conformi alla morte di lui? Facendoci conseppellire con lui per mezzo del battesimo. Qual è allora il modo della sepoltura e quale il frutto della sua imitazione? Prima di tutto è necessario interrompere il modo di vivere di prima. Ma nessuno può arrivare a tanto se non rinasce di nuovo, secondo le parole del Signore. La rigenerazione infatti, come emerge dalla parola stessa, è l’inizio di una seconda vita. Perciò prima di iniziare una seconda vita, bisogna por fine alla prima. A coloro che sono arrivati alla fine del giro nello stadio, si dà un po’ di sosta e di riposo prima di far loro iniziare un altro giro. Così anche nel mutamento di vita appare necessario che la morte si interponga tra la prima e la seconda vita, e che questa morte costituisca la fine della condizione precedente e l’inizio di quella futura.
E come debbiamo morire, cioè compiere la discesa agli inferi? Imitando la sepoltura di Cristo per mezzo del battesimo. Infatti i corpi di coloro che vengono battezzati, in certo modo sono sepolti nell’acqua. Perciò il battesimo significa in maniera arcana la deposizione delle opere della carne, secondo quello che dice l’Apostolo: «In lui voi siete stati anche circoncisi, di una circoncisione però non fatta da mano d’uomo, mediante la spogliazione del vostro corpo di carne, ma della vera circoncisione di Cristo. Con lui infatti siete stati sepolti nel battesimo» (Col 2,11).
E il battesimo, in certo qual modo, lava l’anima dalle brutture, che si accumulano su di essa a causa delle tendenze della carne, secondo quanto sta scritto: «lavami e sarò più bianco della neve» (Sal 50,9). Per questo motivo noi conosciamo un unico battesimo di salvezza, dal momento che unica è la morte al mondo e unica la risurrezione dei morti, delle quali cose figura è il battesimo.

Trascrizione dell’Omelia.

È il Vangelo di Giovanni, è Giovanni che pone la sua testa sul petto di Gesù per chiedergli: “Ma chi è costui che ti tradirà?” con una grande tenerezza, è il discepolo che Gesù amava, così si definisce, e probabilmente è anche il discepolo che avrà la possibilità di contemplare il giudizio di Dio nel Libro che scrive dall’Apocalisse, dico questo perché noi siamo in un momento della Settimana Santa, in cui ci prepariamo al Triduo Pasquale, abbiamo davanti agli occhi la morte di Gesù, il viaggio al Calvario portando la croce, insomma tutti gli argomenti più duri del mistero di Cristo e poi ci prepariamo alla resurrezione di Cristo vedendovi anche la nostra sorte, la nostra vocazione a stare sempre con Lui. Ma vi dico questo anche perché, in questo tempo in cui stiamo attenti a tutte queste cose e anche in questo tempo in cui siamo un po’ oppressi da molti pensieri, siamo appena usciti o forse stiamo uscendo, chi lo sa se stiamo uscendo, da una pandemia di cui non si conoscono veramente i contorni, e poi stiamo assistendo alla barbaria umana che si sta producendo in un modo veramente inatteso, chi l’avrebbe detto che dopo la seconda guerra mondiale, in Europa, avremmo avuto un dramma come questo. Non ci interessa sapere chi sono i colpevoli e chi sono le vittime, ci interessa sapere che cosa c’è nel nostro cuore quando noi ascoltiamo queste cose, vediamo queste cose, nel nostro cuore c’è il giudizio, c’è la rabbia, c’è la ribellione, allora noi non siamo tanto diversi da chi si fa guerra, nel nostro piccolo anche noi partecipiamo in qualche modo. Siamo invece chiamati a guardare oltre, per questo io volevo tornare a Giovanni, a guardare non oltre per dire: “Passerà questo e ci saranno altre cose”, no, a guardare oltre quello che ci appare, oltre quello che ci viene incontro e ci mette in difficoltà. E chi può aiutarci?Beh, stavolta, lo possiamo dire, può aiutarci Lei. Perché? Perché fa i miracoli perché è mediatrice di grazie, perché appare ogni tanto a qualcuno o dice qualche cosa? No, il motivo per cui ci può venire in soccorso lo ha tra le mani. Guarda quasi come se pensasse: “A chi darò questo Libro? A chi rivelerò questo disegno di Dio?”, veramente questo disegno sarebbe già rivelato, ha in mano il Libro della Rivelazione. Sapete, Cornacchiola aveva deciso di diventare protestante, quindi probabilmente lui aveva in mano una Bibbia protestante, quando è venuto qua a scrivere contro Maria, pensate, era analfabeta quasi, e nella sua Bibbia, l’ultimo Libro di quella Bibbia protestante, si chiama la Rivelazione, noi lo traduciamo in un altro modo, lo traduciamo l’Apocalisse. Ora, quando noi diciamo Apocalisse, che ci immaginiamo? Guerre, terremoti, carestie, un macello. L’Apocalisse invece è il termine greco della parola rivelazione e la Rivelazione è il desiderio che la Vergine ha di far conoscere, a tutti gli uomini, qual è il giudizio di Dio, che non è un giudizio di condanna, di distruzione come noi desideriamo qualche volta che sia .. per gli altri, non per noi. No, è un giudizio di redenzione, per questo Gesù è morto, è un giudizio di salvezza, è vero, forse noi non ce lo meritiamo, noi siamo nel peccato, siamo lontani, può darsi, ma i modi perché noi torniamo a meritarlo, quelli li conosce Dio, Egli sa che è il Figlio di Dio e per questo motivo ha dato sulla croce il suo sangue e li sa la Vergine, pronta ad aprire questo Libro il giorno che gli uomini non avessero più giudizi terribili nel loro cuore, il giorno in cui gli uomini non desiderassero più fare giustizia degli altri, dei cattivi, ma si disponessero invece a guardare al cuore di Cristo per intravvedervi la bellezza della misericordia di Dio. Allora a settantacinque anni da tutto questo, in questa settimana così speciale, in questo tempo così particolare della storia, noi imploriamo la Vergine e le chiediamo finalmente di consegnarci la chiave di questo testo così difficile, di riaccendere in noi la speranza, non la paura .. quella viene da un’altra parte non viene certo da Dio, la speranza ed un cuore purificato per guardare alle cose di Dio, senza nessun timore, senza nessun dolore. Sapete anche Pietro, ha detto a Gesù in questo Vangelo, alla fine, quando Gesù ha annunciato che se ne sarebbe andato, Pietro gli disse, ce lo immaginiamo anche con un certo dolore personale: “Signore dove vai .. dove vai?”, per dire: “Ma io dove ti seguirò ancora? Me lo hai detto sempre seguimi, dove ti vedrò ancora?” e Gesù gli rispose: “Dove io vado tu per ora non puoi seguirmi, mi seguirai più tardi”, ecco io spero che questa parola di Gesù ti raggiunga con la stessa forza con cui ha raggiunto il cuore di Pietro, che pure lo rinnegherà tre volte come Gesù gli ha annunciato in questo brano, per ora forse noi non possiamo seguire questo progetto, forse non siamo pronti per entrare in questa Pasqua, ma lo seguiremo più tardi, quando giungerà la nostra ora, quando giungerà l’ora del mondo, quando finalmente Dio sarà tutto in tutti. Sia lodato Gesù Cristo.

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