Beati i poveri in spirito.
MESSA DEL GIORNO – LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,1-12)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore.
PRIMA LETTURADal libro del profeta Sofonia (Sof 2,3; 3,12-13)
Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell’ ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».
Confiderà nel nome del Signore
il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.
Parola di Dio.
Dal Salmo Sal 145 (146) .
Beati i poveri in spirito. R..
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.
SECONDA LETTURA Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (1Cor 1,26-31)
Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.
Parola di Dio.
LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare
“Cristo ci ha chiamati al suo regno e alla sua gloria”.
Dalla «Lettera ai cristiani di Smirne» di sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire
Ignazio, detto anche Teoforo, si rivolge alla chiesa di Dio e del diletto Figlio suo Gesù Cristo. A questa chiesa, che si trova a Smirne in Asia, augura di godere ogni bene nella purezza dello spirito e nella parola di Dio: essa ha ottenuto per divina misericordia ogni grazia, è piena di fede e di carità e nessun dono le manca. È degna di Dio e feconda di santità.
Ringrazio Gesù Cristo Dio che vi ha resi così saggi. Ho visto infatti che siete fondati su una fede incrollabile, come se foste inchiodati, carne e spirito, alla croce del Signore Gesù Cristo, e che siete pieni di carità nel sangue di Cristo. Voi credete fermamente nel Signore nostro Gesù, credete che egli discende veramente «dalla stirpe di Davide secondo la carne» (Rm 1, 3) ed è figlio di Dio secondo la volontà e la potenza di Dio; che nacque veramente da una vergine; che fu battezzato da Giovanni per adempiere ogni giustizia (cfr. Mt 3, 15); che fu veramente inchiodato in croce per noi nella carne sotto Ponzio Pilato e il tetrarca Erode. Noi siamo infatti il frutto della sua croce e della sua beata passione. Avete ferma fede inoltre che con la sua risurrezione ha innalzato nei secoli il suo vessillo per riunire i suoi santi e i suoi fedeli, sia Giudei che Gentili, nell’unico corpo della sua Chiesa.
Egli ha sofferto la sua passione per noi, perché fossimo salvi; e ha sofferto realmente, come realmente ha risuscitato se stesso.
Io so e credo fermamente che anche dopo la risurrezione egli è nella sua carne. E quando si mostrò a Pietro e ai suoi compagni, disse loro: Toccatemi, palpatemi e vedete che non sono uno spirito senza corpo (cfr. Lc 24, 39). E subito lo toccarono e credettero alla realtà della sua carne e del suo spirito. Per questo disprezzarono la morte e trionfarono di essa. Dopo la sua risurrezione, poi, Cristo mangiò e bevve con loro proprio come un uomo in carne ed ossa, sebbene spiritualmente fosse unito al Padre.
Vi ricordo queste cose, o carissimi, quantunque sappia bene che voi vi gloriate della stessa fede mia.
Trascrizione dell’Omelia.
Viene sempre per consolarci questa parola delle Beatitudini e però tuttavia la scopriamo sempre un po’ distante dalle nostre aspettative. Aspettative appunto, cioè quell’atteggiamento che noi nutriamo nei confronti delle cose che devono accadere. già mettiamo del nostro e aspettiamo che diventino come pensiamo noi. L’attesa invece della giustizia di Dio può capire meglio questa logica delle Beatitudini, perché sa aspettare, nella virtù della speranza, che finalmente si producano tutte le condizioni perché l’uomo possa sperimentare queste conseguenze delle difficoltà che vive presentemente. Così che quelli che sono nel pianto sapranno di essere consolati se sapranno attendere una parola di Dio che finalmente scioglierà questo nodo che li tiene oppressi e così quelli che hanno fame e sete della giustizia, ma ce n’è una, a me piace forse più di tutte le altre, sebbene oggi me ne prenderei un’altra per me, ma ce n’è una nel cuore di queste Beatitudini, che dice: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio”, tutte le volte che l’ascolto dico: “Ma tu Cristiano lo vuoi vedere Dio?”, tu diresti: “Ma certo!”, bene, quando? Forse un giorno quando starai da un’altra parte, non so, davanti alla gloria, questo è l’oggetto della tua aspettativa o questa è la finalità della tua speranza? Cioè, come prepari il tempo perché questa cosa sia possibile? La purezza di cuore … il diavolo ci ha ingannato, ci ha fatto credere che la purezza di cuore è una condizione di perfezione assoluta, ora ditemi voi, chi tra voi può entrare in questa perfezione? Se qualcuno alza la mano mi preoccupa … me ne vado! E i tuoi amici ci possono entrare in questa perfezione? Tu ci fai entrare in questa perfezione, solo i Santi e ce li fai entrare dopo che per tutta la loro vita li hai perseguitati, questa è la storia. Allora non può essere questa perfezione qua che ci interessa, ma la purezza di cuore in effetti vuol dire un’altra cosa, almeno secondo il Vangelo di Matteo che parla con un consesso ebraico, dunque sanno cosa vuol dire la purità rituale, la purità di cuore, vuol dire che il cuore, cioè il luogo dei pensieri, perché nell’antropologia il cuore non è il cuore matto, matto da legare e tutte quelle altre scemenze che abbiamo cantato noi a San Remo, il cuore è il luogo dei pensieri, il luogo delle valutazioni, è il centro dell’uomo, è quel luogo in cui chiunque, usando dei criteri che ritiene validi, esamina le cose che pensa e anche decide le cose che ritiene giuste. Ora il problema non è il cuore, il problema sono i criteri che usi, se tu usi i criteri del mondo, quelli dei proverbi, insomma i criteri: “No, no fai così è meglio, non ti preoccupare”, se usi quei criteri poi non sei certo che il tuo cuore possa fare delle scelte adeguate e mi pare che esperienze di questo tipo le avete fatte tutti, ti sei fidato e hai pagato, hai avuto aspettative per cose inutili e come ti sei ritrovato? Ti sei fidato di gente che voleva aiutarti, magari gli hai messo in mano tutto quello che avevi e cosa hanno fatto? E se non l’hanno fatto ancora lo faranno, stai pur certo. Dunque criteri di questo tipo non valgono. Allora dirai: “Come posso io rendere puro il cuore?”, c’è un Salmo che lo dice: “Come potrà un giovane tenere pure la sua via? Custodendo i tuoi precetti”, dunque io mi darò a conoscere i tuoi precetti, io guarderò attraversando la Sacra Scrittura come tu hai valutato quel fatto e quel fatto e quell’altro e quell’altro, tanto io lo so, Tu ci hai fatto conoscere questa sapienza anche dentro i paradossi e le contraddizioni degli uomini che l’hanno scritta questa parola, ci hai fatto conoscere qual è la fragilità dell’uomo ma anche qual è il rimedio che tu poni a custodia di questa fragilità così che questa possa guarire. Allora io cercherò nella sapienza che tu mi fai conoscere e cercherò con tutto il cuore, cioè con tutto quello che possiedo dentro, con tutta la mente, l’intelligenza, con tutto il tempo che ho a disposizione, cercherò di capire come ragioni Tu. Allora qua verrebbe ancora quel demonio a dirti: “Ma no! ma tu puoi ragionare come Dio? Ma non è possibile, ma sarai mica superbo?”, lui è superbo! perché il Dio che ci ha messo nelle condizioni di conoscere il suo pensiero non ci ha messo in difficoltà, ce l’ha fatto incontrare il suo pensiero, ce l’ha fatto incontrare in carne ed ossa perché nessun uomo in carne ed ossa potesse dire: “Ma i tuoi giudizi sono troppo alti allora io non li potrò mai mettere in pratica”, Tu il tuo pensiero, il tuo Logos eterno, il tuo Verbo l’hai fatto scendere dentro le nostre contraddizioni e ha pagato duramente a causa delle nostre contraddizioni e volutamente ha pagato per le nostre contraddizioni! Dunque dove vuoi nasconderti cristiano? Dietro il dito delle tue paure, delle tue idee da quattro soldi? Se Dio si china fino a te, tu non andartene da un’altra parte, innalzati fino a lui! E se lui ti propone una Legge che tu ancora non conosci, non sai apprezzare, che sempre dici che è difficile, fatti insegnare, fatti portare per mano, fatti guarire il cuore, così che i tuoi pensieri cominceranno a funzionare bene, perché sai, amico mio, ne hai bisogno. Certo se purifichi il cuore, cioè se il tuo cuore ragiona come Dio, tu lo vedrai Dio! E guarda che io ti dico che lo vedrai davvero, i santi, i personaggi della Scrittura che hanno purificato il loro cuore adeguandolo alla Legge, al pensiero di Dio, come Stefano, hanno visto i cieli aperti, squarciati. Finalmente si sono accorti che la storia non era come la pensavano, ma era diversa, valeva la pena. E guarda che tu ne hai bisogno! Guarda cosa hai proiettato sullo schermo della morte, robaccia, e ti spaventa. Ma chi ce l’ha messa? Tu. Se tu la potessi guardare come è, questa si squarcerebbe e tu vedresti la volontà di Dio favorevole alle tue attese, non pronto a punirti con la sofferenza e la morte fisica come se fosse l’ultima parola, ma aprirebbe da quella morte una porta perché tu possa contemplare le sue grandezze e la sua misericordia e godertela. Non è questo che dici di credere? Non è questo che tra poco proferirai davanti a tutta la Chiesa? Certo! Dunque fidati, fidati, Dio vuole fare questo. Poi una nota, alla fine di queste Beatitudini ce n’è una che penso tutti abbiamo sperimentato, se non l’avete sperimentata ve la insegno io che la conosco bene, che dice: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi”… per fare quale giustizia, quella di Dio? No, la giustizia falsa della loro invidia, della loro divisione interiore, della cattiveria che portano dentro e per tutte, della stupidità della quale si nutrono e nutrono le proprie relazioni con gli altri. Beh, se tu fossi incappato in questa difficoltà e avessi avuto queste critiche, questi giudizi, queste invidie, rallegrati ed esulta! Io per conto mio questo programma adotterò, mi rallegrerò perché saprò che Dio mi ha amato proprio quando tutto il mondo intorno ha pensato di dire cose contro di me. Io lo so che così tu Dio mi hai educato, così mi hai preso per mano, mi hai fatto camminare come dice il Salmo: “su aspidi e vipere, su leoni e draghi”, allora io conoscerò la tua potenza e la tua grandezza quando mi libererai da queste logiche di morte, di cattiveria, di invidia, eccetera. Quanto a te cristiano però te lo dico, non ci cascare, non ci cascare! Se hai parlato male di qualcuno mettiti in ginocchio, implora Dio che se ne dimentichi, perché questo è un peccato gravissimo, non è una cosetta così, è un peccato gravissimo e Dio quando ascolterà la preghiera di quello che hai criticato te ne chiederà conto, perciò convertiti prima. Sia lodato Gesù Cristo.





