Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.
MESSA DEL GIORNO – LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1,18-24)
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Parola di Dio
PRIMA LETTURA1)Dal libro del profeta Isaìa (Is 7,10-14)
In quei giorni, il Signore parlò ad Àcaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».
Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».
Parola di Dio
Dal Salmo 23(24).
Ecco, viene il Signore, re della gloria. R
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.R.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R
SECONDA LETTURA Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 1,1-7)
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!
Parola di Dio.
LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare
“La visitazione di Maria”.
Dal «Commento su san Luca» di sant’Ambrogio, vescovo
L’angelo, che annunziava il mistero, volle garantirne la veridicità con una prova e annunziò alla vergine Maria la maternità di una donna vecchia e sterile, per dimostrare così che a Dio è possibile tutto ciò che vuole. Appena Maria ebbe udito ciò, si avviò in fretta verso la montagna, non perché fosse incredula della profezia o incerta dell’annunzio o dubitasse della prova, ma perché era lieta della promessa e desiderosa di compiere devotamente un servizio, con lo slancio che le veniva dall’intima gioia. Dove ormai, ricolma di Dio, poteva affrettarsi ad andare se non verso l’alto? La grazia dello Spirito Santo non comporta lentezze.
Subito si fanno sentire i benefici della venuta di Maria e della presenza del Signore. Infatti appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, esultò il bambino nel seno di lei, ed ella fu ricolma di Spirito Santo (cfr. Lc 1, 41). Si deve fare attenzione alla scelta delle singole parole e al loro significato. Elisabetta udì per prima la voce, ma Giovanni percepì per primo la grazia; essa udì secondo l’ordine della natura, egli esultò in virtù del mistero; essa sentì l’arrivo di Maria, egli del Signore; la donna l’arrivo della donna, il bambino l’arrivo del bambino. Esse parlano delle grazie ricevute, essi nel seno delle loro madri realizzano la grazia e il mistero della misericordia a profitto delle madri stesse: e queste per un duplice miracolo profetizzano sotto l’ispirazione dei figli che portano.
Del figlio si dice che esultò, della madre che fu ricolma di Spirito Santo. Non fu prima la madre a essere ricolma dello Spirito, ma fu il figlio, ripieno di Spirito Santo, a ricolmare anche la madre.
Esultò Giovanni, esultò anche lo spirito di Maria. Ma mentre di Elisabetta si dice che fu ricolma di Spirito Santo allorché Giovanni esultò, di Maria, che già era ricolma di Spirito Santo, si dice che allora il suo spirito esultò. Colui che è incomprensibile operava in modo incomprensibile nella madre. L’una, Elisabetta, fu ripiena di Spirito Santo dopo la concezione, Maria invece prima della concezione.
Beata – disse – tu che hai creduto (cfr. Lc 1, 45). Ma beati anche voi che avete udito e creduto: ogni anima che crede concepisce e genera il Verbo di Dio e riconosce le sue opere.
Sia in ciascuno l’anima di Maria per magnificare il Signore; sia in ciascuno lo spirito di Maria per esultare in Dio. Se c’è una sola madre di Cristo secondo la carne, secondo la fede, invece, Cristo è il frutto di tutti, poiché ogni anima riceve il Verbo di Dio, purché, immacolata e immune da vizi, custodisca la castità con intemerato pudore. Ogni anima che potrà mantenersi così, magnifica il Signore, come magnificò il Signore l’anima di Maria, e il suo spirito esultò in Dio salvatore.
Come avete potuto leggere anche altrove: Magnificate il Signore con me (cfr. Sal 33, 4), il Signore è magnificato non perché la parola umana possa aggiungere qualcosa alla grandezza del Signore, ma perché egli viene magnificato in noi. Cristo è l’immagine di Dio: perciò l’anima che compie opere giuste e pie magnifica l’immagine di Dio a somiglianza della quale è stata creata, e mentre la magnifica, partecipa in certo modo alla sua grandezza e si eleva.
Trascrizione dell’Omelia.
La spiegazione di quello che è accaduto la darebbe, in questo punto del Vangelo, l’Evangelista quando richiama quello che aveva detto Isaia, quello che noi abbiamo ascoltato nella Prima Lettura, dice: “Ecco la vergine concepirà come aveva detto il profeta e sarà chiamato l’Emanuele cioè il Dio con noi”, ma il profeta, cioè Isaia, quello che noi abbiamo ascoltato nella Prima Lettura, lo sapeva che si riferiva a Maria? Siamo sei secoli prima di questi fatti, al tempo in cui Isaia fa questa profezia ad Acaz, re alla fine ormai della dinastia davidica, che stava celebrando la sconfitta, diciamo così, di una generazione che Dio aveva benedetta appunto nel re Davide. A questo re che tentenna, che non sa bene cosa vuole fare, ha paura, infatti quando Isaia gli dice: “Se hai paura chiedi un segno a Dio, qualsiasi segno, lassù nel cielo, qua giù sulla terra, qualsiasi segno”, più di così!? E qua Acaz mostra la sua fragilità, la sua debolezza e anche la sua meschinità perché dice: “No, non voglio, meglio di no”, è come facciamo noi certe volte: “Incrocio le dita, meglio di no”, non lo scomodiamo. E Isaia è molto duro: “Avete stancato la pazienza degli uomini, ora anche quella di Dio, ebbene io ti do questa profezia, la vergine concepirà. La vergine è una donna, una donna della tua casata, genererà un figlio, lo chiamerà Emanuele”, non dice però che vuol dire, dice solo che lo chiamerà Emanuele. Questo figlio sarà Ezechia, figlio di Acaz e cercherà di risollevare un po’ le sorti di questo regno che ormai e’ alla fine, siamo in prossimità della grande deportazione a Babilonia, quindi un disastro diremmo. Questa profezia dunque rimane confinata, o meglio, questo annuncio che fa Isaia rimane confinato a quei fatti che riguardano quel regno, quella persona, Acaz e il figlio che nascerà da questa donna. Perché allora Matteo, quando ci riporta la nascita di Gesù e quando fa dire all’angelo a Giuseppe che non deve aver paura perché la Vergine, come aveva detto il profeta, perché allora recupera questa cosa? Perché così funzionano le profezie, non sono mai comprensibili quando arrivano ma hanno una proprietà, una caratteristica importante, quella ci interessa, che proprio perché sono profezie sono destinate necessariamente a compiersi. Quando? Quando è ora, questo non capiamo noi, quando è ora, quando è il tempo. Per esempio tu sei stato battezzato se no non saresti qui, quando sei stato battezzato tu conosci la parola che Dio ha legata alla tua vita? Penso di no. Forse in qualche momento così, più intenso della tua preghiera, forse agli esercizi spirituali, che ne so io, in qualche momento di particolare devozione, forse hai compreso qualche cosa, forse una parola di un Salmo ti risuona dentro e tu non ci fai neanche caso, forse un certo modo di pregare ti attrae di più, a volte che altre, ma tu non sai che vuol dire, bene quella è la profezia! E’ chiusa, nascosta dentro il tuo essere, man mano che tu vai avanti nella vita senti risuonare qualcosa dentro di te ma non sai dargli parole, non sai comprenderla, non sai capirla, neanche Acaz capisce che cosa gli sta dicendo Isaia. D’accordo, non lo sa neanche lui, ma quando genererà la Vergine Maria, il Figlio di Dio, quando concepirà il Figlio di Dio, Matteo dice: “Sarà chiamato Emanuele, cioè Dio con noi”, si apre, si scioglie questa profezia fatta in Isaia. Finalmente alla nascita di questo bambino noi sapremmo che Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi ed era quello che stavamo aspettando. Bene quella parola che è stata nascosta al centro della tua vita, quando si aprirà? Non importa quando si aprirà, amico mio guarda adesso ti dico una cosa però non ci rimanere male, se non si e’ aperta fino adesso può darsi che si aprirà all’ultimo momento, quando prima di chiudere gli occhi a questa vita Dio ti concederà, grazie alla tua fedeltà, alla tua preghiera, al tuo desiderio, di vedere con quale parola ti aveva chiamato all’esistenza, là la vedrai, la riconoscerai e sarai riconosciuto da Dio e allora entrerai con lui a fare festa, entrerai con lui nella vita eterna, questo è nascosto già al centro del tuo essere, deve solo attendere il tempo del suo compimento. Per altri invece, grazie alla presenza dello Spirito e a una particolare vocazione, per altri è più semplice arrivarci durante l’esistenza, comprendere questa parola e adeguarvi tutta la vita. Quella si chiama vocazione, lo dice Paolo nella Lettera che abbiamo ascoltato: “Apostolo per chiamata”, non era un apostolo Paolo, non faceva parte dei dodici, per chiamata, cioè successivamente, dopo la morte e la risurrezione del Cristo, per chiamata anche lui entra in questo mandato e dice: “Per mezzo di lui abbiamo ricevuto anche noi la grazia di essere apostoli per suscitare l’obbedienza a Dio da parte di tutte le genti”, lo vive lui nella sua vita, così lo vive chiunque si sa chiamato da Dio a operare secondo questo progetto. Allora qual è l’annuncio di Natale per noi grazie a questa parola? L’annuncio del Natale è che c’è una sorpresa che deve essere ancora scartata nella nostra vita e si aprirà probabilmente, se tu lo desideri, anche questo Natale, una promessa che ti dice chi sei, perché sei qui, dove stai andando e quale cura Dio ha avuto per te per tutti i giorni fino a oggi. Ti sarà sfuggito, ti sei distratto, hai pensato ad altro, hai fatto pure i tuoi peccati, ma Dio non è venuto mai meno e Natale ti serve per ricordarti che questo seme, piantato al centro della tua esistenza, è destinato a germogliare, destinato per la tua salvezza se vi aderirai con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze e per la tua pena se invece lo disattenderai tutta la vita, ma se siete qua non credo che vogliate disattendere il piano di Dio. Dunque fidatevi, fidatevi! Noi celebriamo a Natale la festa della fiducia con una luce che dà chiarezza a tutte quelle cose che sono rimaste chiuse, nascoste, incomprensibili. Amico io lo so che al di là di questa speranza che la tua mente vorrebbe anche subito far entrare e gioire, io lo so che ci sono delle cose che ti opprimono, forse la vecchiaia, forse la malattia, forse il timore di una malattia o della morte, forse le divisioni che vivi a casa tua e che proprio ogni Natale si rinnovano come un problema, come una difficoltà che non sai raggiungere, ma io vorrei dirti questo: la profezia su di te è più forte di queste cose, è più grande! Celebrala, attendila finché non si verifichi, questo è il senso della speranza. Sperare vuol dire aspettare e nessuno di buon senso aspetta qualcosa che non accadrà, ricordatelo bene e la preghiera che farai, quella che ti accompagnerà fino al giorno di Natale, aprirà nel tuo cuore una comprensione maggiore, chiedilo oggi, chiedilo a Dio, con la certezza che lo otterrai. Sia lodato Gesù Cristo.





