Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali.
MESSA DEL GIORNO – LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,19-31)
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
PRIMA LETTURA1)Dal libro del profeta Amos (Am 6,1a.4-7)
Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti.
Parola di Dio.
Dal Salmo Sal 145 (146) .
Benedetto il Signore che rialza il povero. R..
l Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.
SECONDA LETTURA Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (1Tm 6,11-16)
Tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.
Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,
che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio,
il beato e unico Sovrano,
il Re dei re e Signore dei signori,
il solo che possiede l’immortalità
e abita una luce inaccessibile:
nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo.
A lui onore e potenza per sempre. Amen.
LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare
“Foste salvati gratuitamente”.
Dalla «Lettera ai Filippesi» di san Policarpo, vescovo e martire.
Policarpo e i presbiteri, che sono con lui, alla chiesa di Dio che risiede come pellegrina in Filippi: la misericordia e la pace di Dio onnipotente e di Gesù Cristo nostro salvatore siano in abbondanza su di voi.
Prendo parte vivamente alla vostra gioia nel Signore nostro Gesù Cristo perché avete praticato la parola della carità più autentica. Infatti avete aiutato nel loro cammino i santi avvinti da catene, catene che sono veri monili e gioielli per coloro che furono scelti da Dio e dal Signore nostro. Gioisco perché la salda radice della vostra fede, che vi fu annunziata fin dal principio, sussiste fino al presente e porta frutti in Gesù Cristo nostro Signore. Egli per i nostri peccati accettò di giungere fino alla morte, ma «Dio lo ha risuscitato sciogliendolo dalle angosce della morte» (At 2, 24), e in lui, senza vederlo, credete con una gioia indicibile e gloriosa (cfr. 1 Pt 1, 8), alla quale molti vorrebbero partecipare; e sapete bene che siete stati salvati per grazia, non per le vostre opere, ma per la volontà di Dio mediante Gesù Cristo (cfr. Ef 2, 8-9).
«Perciò dopo aver preparato la vostra mente all’azione» (1 Pt 1, 13), «servite Dio con timore» (Sal 2, 11) e nella verità, lasciando da parte le chiacchiere inutili e gli errori grossolani e «credendo in colui che ha risuscitato nostro Signore Gesù Cristo dai morti e gli ha dato gloria» (1 Pt 1, 21), facendolo sedere alla propria destra. A lui sono sottomesse tutte le cose nei cieli e sulla terra, a lui obbedisce ogni vivente. Egli verrà a giudicare i vivi e i morti e Dio chiederà conto del suo sangue a quanti rifiutano di credergli.
Colui che lo ha risuscitato dai morti, risusciterà anche noi, se compiremo la sua volontà, se cammineremo secondo i suoi comandi e ameremo ciò che egli amò, astenendoci da ogni specie di ingiustizia, inganno, avarizia, calunnia, falsa testimonianza, «non rendendo male per male, né ingiuria per ingiuria» (1 Pt 3, 9), colpo per colpo, maledizione per maledizione, memori dell’insegnamento del Signore che disse: Non giudicate per non esser giudicati; perdonate e vi sarà perdonato; siate misericordiosi per ricevere misericordia; con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi (cfr. Mt 7, 1; Lc 6, 36-38) e: Beati i poveri e i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli (cfr. Mt 5, 3. 10).
Trascrizione dell’Omelia.
Ora, questo brano del Vangelo di Luca non è un racconto di un fatto che Gesù riporta a questi farisei, è un modo di ragionare che i farisei conoscono bene, a partire dalle scritture una argomentazione che riguardi le cose importanti come in questo caso la conversione, la possibilità di fidarsi di Dio e non delle cose, non delle ricchezze. Dunque Gesù, come è solito fare, mette in campo un paradosso, come se fosse una storia, in realtà è una parabola, e parla di un certo ricco che appunto, come diceva anche la Prima Lettura da Amos, che viveva da buon tempone, viveva… vuoi un’immagine? Pensa alle grandezze che si muovono intorno al mondo della moda, niente a che fare con i nostri bilanci mensili, annuali, cose altissime, tutto quello che gira intorno, come se celebrasse qualche cosa che ha un valore, che ha un peso, sto parlando dell’alta moda evidentemente, tu lo sai invece che quel mondo dura quanto dura la sfilata che lo presenta, quanto dura quella economia che lo regge, poi passato quel tempo bisognerà pensare un altro modo di apparire. Dunque sembra gloria ma si svuota facilmente, sai come si chiama questo svuotarsi della gloria? I greci lo chiamano kenodoxia, che vuol dire vana gloria, vuoto di una realtà che sembrava pesare, vuota. Dunque questo ricco, come dice anche Amos nella Prima Lettura, è uno che si diletta in cose che non valgono, che non hanno valore. Diceva Amos all’inizio, che questa gente che vive così poi prende gli agnelli della stalla …, sapete cosa vuol dire? Vuol dire che esce dal rapporto con Dio al quale, come era uso in Israele nel Tempio, bisognava scegliere gli agnelli migliori per portarli al Tempio e sacrificarli, non si rende più conto delle cose che sono di Dio, guarda solo le cose che gli conviene prendere quando le vede. E un uomo che vede così, che guarda il mondo così, ha la vista bassa, vede solo le cose vicine, non sa vedere come va veramente la storia dell’uomo … così una premessa. Dunque questo uomo ricco è uno che si diletta nei piaceri. Fuori c’è Lazzaro, questo non lo prendete come un Vangelo di riscatto delle classi povere, è evidente che c’è anche questo, ma l’attenzione è su un altro aspetto. Questo povero invece si ciba delle briciole, cerca qualche cosa ma non ce l’ha, i cani vanno a leccare le sue piaghe, come succede a noi amici, quando la nostra realtà diventa grama per qualche motivo, per una malattia, la vecchiaia, la solitudine … la solitudine, la conoscete no? Quella delle persone che non hanno più il marito, che non hanno più la moglie, che non hanno più niente. Quando è così i cani vengono a leccarti le piaghe, cioè animali secondo quella mentalità impuri, cioè pensieri che non sono degni della tua vita, si avvicinano per consolarti come fanno i cani quando leccano le piaghe a qualcuno. Bene, questo è l’antefatto e dice Gesù a un certo punto muoiono tutte e due, solo che quest’uomo, non perché era povero evidentemente, va nel seno di Abramo, quell’altro, non perché era ricco, va negli inferi. Se fosse così allora sarebbe … bisogna … lasciate perdere la povertà, che tanto quella ce l’abbiamo già. No, evidentemente questo povero si è nutrito di qualcosa che l’altro ha disatteso, non ha conosciuto, proprio perché è abituato a passare il tempo senza grandi preoccupazioni. Allora Gesù rende plastiche queste figure, le fa parlare quasi facendo una scenografia di quello che sta accadendo e dice che questo ricco ha sete e allora dice ad Abramo: “Manda Lazzaro a portarmi un po’ da bere perché io non ce la faccio più in questa arsura, in questa fiamma che mi brucia” e Abramo dice: “No, non si può”, “Ma almeno una goccia”, “Non si può”, “Allora se le cose stanno così”, dice il ricco: “Io ho cinque fratelli che vivono come vivo io, avvisali, manda Lazzaro ad avvisarli” e qua Abramo dice una cosa interessante: “Hanno Mosè e i profeti, ascoltino quelli”, questo è per te! Ti ricordi quando Gesù prende Pietro, Giacomo e Giovanni e vanno sul Monte Tabor, chi c’è intorno a Gesù? Mosè ed Elia. Cioè Mosè e i profeti. Cos’è un miracolo? No, è la presenza dei testimoni che possono dire chi è Gesù davanti a loro e questi testimoni sono Mosè, per gli ebrei la Torah, i Cinque Libri della Torah, dunque l’autorità della Scrittura, e poi c’è Elia, cioè la profezia, quella chiave di lettura che rende la Torah, quella che tu dici: “ma è difficile” no? Quante volte ti sei chiesto: “Ma la Genesi, la creazione, ma Adamo ed Eva, ma saranno esistiti?”, ma certo che non sono esistiti, lo sai no? Ah no?E allora siamo perduti. Insomma la profezia che ha la capacità di interpretare le cose della Torah, della Legge perché tutti le possano … vuoi sapere, per esempio i Salmi, non sono proprio Libri Profetici ma sono Libri Sapienziali, dunque mettono nelle tue labbra, nel tuo cuore una prospettiva che ti fa entrare nel piano di Dio, cioè la Legge, e la rende vicina a te così che tu non dica più: “E’ difficile, chi la capisce, chi la conosce”. Allora dice Abramo: “Ascoltino Mosè e i profeti”, cioè: “Leggano le scritture”, cioè: “Entrino in questa sapienza che io ho donato loro attraverso la Scrittura, quella serviva a me a farmi conoscere, volevo che gli uomini conoscessero qual è il piano di Dio e non fossero sempre ignoranti”. Per renderla più vicina alle nostre cose, pensate a quante persone si avvicinano alla Confessione, svuotando il sacco delle cose che non gli vanno bene. Uno direbbe con semplicità: “Fratello mio, sorella mia, torna alla Scrittura, fatti guidare dalla sapienza della parola di Dio, entra nella preghiera dei Salmi, ascolta le parole dei profeti, chissà che non interpretino questa cosa che stai vivendo e che non si capisce” e quello ti guarda e dice: “Eh no padre, ma è difficile”, oppure qualcuno mi dice: “I Salmi? che libro è, dove si trova?” così … Allora guardate come termina questo brano del Vangelo di Luca, quando dice Abramo: “Ascoltino Mose’ e i profeti”, allora il ricco che aveva vissuto solo di cose esteriori, avanza ancora una scusa che è esteriore, dice: “No ma tu manda Lazzaro perché se vedono uno che ritorna dai morti allora il miracolo li convertirà”, non li convertirà … e Abramo dice: “Se non ascoltano Mosè e i profeti anche se uno torna dai morti non gli crederanno” e qua, in questo brano, Gesù sta interpretando esattamente quello che accadrà dopo la sua morte e resurrezione. Chi ha la sapienza della Scrittura lo riconosce, chi non ce l’ha, anche dopo la resurrezione, dubiterà che questa sia una cosa vera. Te lo dico, la Signoria del Cristo tu non la puoi conoscere se non hai la sapienza dello Spirito Santo. E la sapienza dello Spirito Santo è quella che lo Spirito di Dio ha usato per racchiudere le cose di Dio, del Padre, dentro le parole degli uomini per venire incontro a te. Così come lo Spirito di Dio perché tu conoscessi Dio faccia a faccia, non ti ha messo davanti né una statua né uno spettacolo né un miracolo ma il volto di un uomo, un uomo Dio ma un uomo che non ti mettesse mai in difficoltà, che non ti giudicasse mai, capisci? Allora, noi stiamo assistendo a un tempo veramente drammatico che porta con sé delle minacce, non si sono ancora chiarite, ma che stanno ormai sotto pelle in questa generazione, basta aprire un portale la mattina dell’Ansa o della stampa o quello che vuoi, per vedere come stanno andando le cose. E tu che fai cristiano? Incroci le dita? Ce l’hai una chiave di sapienza per capire quello che sta accadendo? E dimmi, mica avrai il dubbio che le cose di Dio non hanno niente a che fare con quello che accade? Cosa stai decidendo se parteggiare per uno o per l’altro o contro tutti e due oppure hai compreso che questo è un tempo della nostra storia? Noi adesso finiamo l’anno liturgico tra un po’ e entriamo nell’Avvento e in quest’Avvento diremo ancora, sempre che ci sia permesso, diremo ancora: “Maranatha, vieni Signore Gesù”, cioè diremo che la nostra fede non è una pratica di leggi, non è una pratica di cose buone per diventare migliori ma è una visione profetica sulla storia che chiede costantemente l’intervento di Dio attraverso l’avvento di Cristo. Noi verso questo stiamo camminando, raccogliamo l’eredità di generazioni che ci hanno preceduto e consegniamo a quelle che vengono questa speranza. Bene, rifletti su queste parole, magari se hai la possibilità a casa ritorna su questo brano, tanto adesso lo trovate subito anche su internet, tornate su queste Letture e mettetele in controluce per vedere se la storia che viviamo e quello che dicono queste Letture possano incontrarsi. Ne uscirai più sapiente, più forte, più coraggioso, più legato alla volontà di Dio. Sì lodato Gesù Cristo.





