Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
MESSA DEL GIORNO – LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-52)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì».
Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Parola del Signore.
PRIMA LETTURADal primo libro dei Re (1Re 3,5.7-12)
In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda».
Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso?».
Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te molti giorni, né hai domandato per te ricchezza, né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».
Parola di Dio.
Dal Salmo 118 (119) .
Quanto amo la tua legge, Signore! R..
La mia parte è il Signore:
ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.R
l tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia. R.
Perciò amo i tuoi comandi,
più dell’oro, dell’oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. R.
Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici. R.
SECONDA LETTURA Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 8,28-30)
Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.
Parola di Dio.
LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare
“Sovrabbondo di gioia in ogni tribolazione”.
Dalle «Omelie sulla seconda lettera ai Corinzi» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
Paolo riprende il discorso sulla carità, moderando l’asprezza del rimprovero. Dopo avere infatti biasimato e rimproverato i Corinzi per il fatto che, pur amati, non avevano corrisposto all’amore, anzi erano stati ingrati e avevano dato ascolto a gente malvagia, mitiga il rimprovero dicendo: «Fateci posto nei vostri cuori» (2 Cor 7, 2) cioè, amateci. Chiede un favore assai poco gravoso, anzi più utile a loro che a lui. Non dice «amate», ma con squisita delicatezza: «Fateci posto nei vostri cuori». Chi ci ha scacciati, sembra chiedere, dai vostri cuori? Chi ci ha espulsi? Per quale motivo siamo stati banditi dal vostro spirito? Dato che prima aveva affermato: «È nei vostri cuori invece che siete allo stretto» (2 Cor 6, 12), qui esprime lo stesso sentimento dicendo: «Fateci posto nei vostri cuori». Così li attira di nuovo a sé. Niente spinge tanto all’amore chi è amato quanto il sapere che l’amante desidera ardentemente di essere corrisposto.
«Vi ho già detto poco fa, continua, che siete nel nostro cuore per morire insieme e insieme vivere» (2 Cor 7, 3). Espressione massima dell’amore di Paolo: benché disprezzato, desidera vivere e morire con loro. Siete nel nostro cuore non superficialmente, in modo qualsiasi, ma come vi ho detto. Può capitare che uno ami, ma fugga al momento del pericolo: non è così per me.
«Sono pieno di consolazione» (2 Cor 7, 4). Di quale consolazione? Di quella che mi viene da voi: ritornati sulla buona strada mi avete consolato con le vostre opere. È proprio di chi ama prima lamentarsi del fatto che non è amato, poi temere di recare afflizione per eccessiva insistenza nella lamentela. Per questo motivo aggiunge: «Sono pieno di consolazione, pervaso di gioia».
In altre parole: sono stato colpito da grande dispiacere a causa vostra, ma mi avete abbondantemente compensato e recato gran sollievo; non avete solo rimosso la causa del dispiacere, ma mi avete colmato di più abbondante gioia.
Paolo manifesta la sua grandezza d’animo non fermandosi a dire semplicemente «sovrabbondo di gioia», ma aggiungendo anche «in ogni mia tribolazione». È così grande il piacere che mi avete arrecato che neppure la più grande tribolazione può oscurarlo, anzi è tale da farmi dimenticare con l’esuberanza della sua ricchezza, tutti gli affanni che mi erano piombati addosso e ha impedito che io ne rimanessi schiacciato.
Trascrizione dell’Omelia.
Salomone si trova da giovane a ereditare il potere su Israele che gli aveva lasciato suo padre Davide, si rende conto che non ha la capacità di governare questo popolo dunque chiede a Dio il discernimento, cioè la capacità di capire ciò che è buono nelle sue scelte in modo che questo popolo stia bene, che lui non sia attirato da altre cose come purtroppo sarà nella sua vecchiaia, insomma che nulla si interponga perché questo popolo possa continuare a crescere e a vivere nella Legge. Ma c’è una cosa interessante che dice, perché ci serve come criterio di interpretazione, Salomone che parla con Dio dice: “Concedi al tuo servo un cuore docile perché sappia rendere giustizia al tuo popolo”, ora tu che capisci? un cuore docile che vuol dire che se una persona può condurre questo popolo? No, secondo questa mentalità un cuore docile e’ un cuore, cioè un luogo interiore al centro dell’umano, un cuore che conosce i criteri di Dio e gli è obbediente, per questo è detto che è docile, e’ docile a una Legge, e’ docile alla legge di Dio, per gli ebrei è docile rispetto alla Torah. Dice il Salmo 1 che un uomo che si comporta così, che medita la Torah del Signore di giorno e di notte, poi porterà frutto a suo tempo, e’ come albero che affonda le sue radici in questa sapienza e dunque le sue foglie diventano medicamentose. Dunque la sapienza, la saggezza, e’ sì un dono che viene da Dio ma da Dio prima di questo è venuta la Legge, e’ venuta la sapienza di Dio. Purtroppo noi la chiamiamo Legge e ci sembra che sia il codice civile, penale, no, la Legge sono i Cinque Libri del Pentateuco, sono il modo che Dio ha di pensare l’umanità e di condurla liberandola anche dall’Egitto etc. . Dunque avere un cuore docile e’ quello che chiede Salomone. Praticamente Salomone sta chiedendo a Dio: “Fa che la Legge che tu hai dato a questo popolo si incarni in me, che io l’abbia sempre nel mio cuore, che gli obbedisca e allora saprò obbedire anche al mio prossimo e allora saprò sempre che cosa fare” … questo è il discernimento! Se il discernimento, come dice qualcuno, avesse bisogno del coraggio, là ti puoi ingannare, ti puoi ingannare perché se non hai La legge di Dio nel tuo cuore puoi pensare che il coraggio ce lo devi avere per, non so, per eliminare qualcuno e lo fai e questo non è secondo Dio! Molti uomini dittatori, despoti, hanno pensato che la rabbia che avevano fosse coraggio, ma hanno fatto il male, invece il discernimento fa sempre il bene. Poi l’insegnamento di Gesù in questa parabola che abbiamo ascoltato, in questo racconto che abbiamo ascoltato del Vangelo, e’ interessante, ancora ci fa capire meglio che cos’è questo dono del discernimento quando dice che il regno dei cieli … il regno dei cieli non pensare all’aldilà, il regno dei cieli è la giustizia di Dio che per noi non è una pagina di un codice, la giustizia di Dio per noi è Cristo, Lui è la giustizia di Dio. Colui che è venuto nella carne, ha capito subito e bene che avrebbe dovuto morire per salvare l’uomo, ha interpretato l’amore del Padre come necessità di guarire l’uomo con il proprio sangue. Dunque questo è il Regno dei Cieli, e’ come pensa Dio, e’ il pensiero di Dio, e’ ciò che Cristo ci ha fatto conoscere. Allora dice: “ Il regno dei cieli e’simile a un tesoro nascosto in un campo e un uomo lo trova, lo nasconde, poi va pieno di gioia e …”, eccetera lo sai. Così anche il mercante che trova una perla preziosa, vende tutto e prende quella perla. Ora attenzione l’annuncio di questo Vangelo per te sta qua. Il campo non è un’altra storia, non è un’altra realtà, non è un’altra condizione come forse pensi tu: “Se io avrò tutto questo … allora farò”, non farai niente! Il campo ce l’hai già, e’ la tua vita, il campo sei tu! Tu proprio, come ti chiami? Tu sei il campo, non te ne sei ancora accorto ma Dio, il buon seminatore, ha posto al centro di questo campo un seme buono, un tesoro nascosto, e’ rimasto forse ancora nascosto perché ti lamenti, perché giudichi, perché stai male, perché fai sempre guerra, forse è rimasto ancora nascosto. Ma se tu con sapienza e con un’unità di cuore facessi come quest’uomo del Vangelo, allora compreresti questo campo, cioè acquisteresti tutto quello che ti riguarda e cominceresti a scavare per trovare questo tesoro che c’è certamente, certissimamente o come il mercante che trova la perla preziosa al centro della propria vita e la compra e vende tutto il resto. Allora gli uomini e le donne di Dio nel corso della storia della chiesa dall’incarnazione del Verbo in poi, soprattutto dalla Resurrezione in poi, quelli che si sono ritirati nel deserto o quelli che hanno vissuto con coraggio le cose della vita, questo hanno fatto, hanno scavato al centro di se stessi per trovare questa perla preziosa e finalmente poterla assumere nella sua totalità. Che cosa hanno fatto concretamente? Hanno fatto il discernimento come diceva alla fine questo Vangelo, quella barca piena di sentimenti che è il tuo cuore, piena di giudizi, tutte le cose che hai raccolto nella tua vita, fa un po’ l’elenco, le cose buone sicuramente che tu ti ricordi, quante cose cattive, che le racconti sempre a tutti quelle che hai ricevuto non quelle che hai fatto, quanti pesci ci stanno buoni e cattivi nella tua barca, nella tua esistenza! Allora quello che ti suggerisce Gesù Cristo in questo momento è: “Guardali bene, elimina quelli che non servono e tieni quelli che sono buoni”. Come farai a capire che sono buoni? Perché vengono da Dio, perché la rivelazione, cioè la Scrittura, te lo dirà. Perché il Magistero della Chiesa te lo consegnerà e ti aiuterà a comprenderlo. Perché l’esperienza dei Santi ti renderà comprensibile quello che per te sembra tanto difficile. E infine ma direi quasi all’inizio, l’argomento più importante, la preghiera! Non le preghiere, quelle dalle quali ti distrai, ma lo stato della preghiera, cioè quell’azione dello Spirito Santo che non finisce mai, indefessa, sempre in atto, che parla al tuo cuore, che parla alla tua vita e tu non riesci ancora a sentirlo. Cosa devi fare per sentirlo? Elimina da te i pensieri cattivi, questo è il lavoro che fanno i Santi, questo non che si mettano a fare i raccontini che abbiamo trovato su … no, questo fanno i Santi: guardare con attenzione ciò che farebbe anche Gesù Cristo e togliere ciò che non appartiene alla vita di Cristo. Perciò quando tu dici: “Sì lo so, si dovrebbe amare il prossimo l’ha detto pure Gesù, però non è possibile” … così tu neghi l’autenticità della parola di Dio! Così ti comporti come un anticristo, perché dici: “La legge sarebbe questa ma io me ne faccio un’altra perché non sono in grado”, sei falso sei ipocrita, perché la forza per mettere in atto questo amore verso il prossimo Dio te l’ha già data! Sei tu che non te ne sei accorto, ce l’hai già, solo che non l’hai capito e come arriva la prima ondata di male subito ti arrabbi, giudichi, mormori, alzi palizzate. Ma tu vuoi vivere così? Guarda che la vita, te ne sei accorto, non è che dura molto. Vuoi vivere questa vita così? Sbattuto da una passione all’altra? Il demonio è stato furbo perché ti ha detto: “Guarda che se tu ti metti a lavorare su te stesso poi non vivi più, devi fare la volontà di Dio e non puoi fare la tua e poi vedrai quante prove ti darà il Signore e non ce la farai! Vivi libero! Vivi laico, fuori da questo sistema di valori”. Vivi laico, vai, vai pure lontano a vivere la tua laicità, poi quando verranno le tempeste immancabili, quando verranno, quando strariperanno i fiumi, immancabili anche quelli, cioè quando le passioni accenderanno tutto il sistema, allora questa casa, non costruita sulla roccia, sulla fedeltà di Dio, si sgretolerà, verrà meno, non ce la farà. Ora io mi rendo conto che detto così potrebbe anche spaventarti. Ma non ti spaventare anzi c’è una parola oggi nel cuore di questa liturgia, molti di voi la conoscono bene, dal capitolo 8 della Lettera ai Romani, cari romani leggete la Lettera ai Romani e soprattutto il capitolo 8 che dice: “Fratelli noi sappiamo” no non ci immaginiamo, “Noi sappiamo che tutto concorre al bene per quelli che amano Dio” e chi sono? “Sono quelli che Egli da sempre ha conosciuto” leggi te, Dio ti ha conosciuto da sempre, da sempre! Da prima che nascessi! “Quelli che ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, di Gesù Cristo”. Cioè quando ti conosceva ti guardava con gli occhi di suo Figlio perché sapeva che al momento opportuno il suo Figlio sarebbe venuto a istruirti, a salvarti, a sanarti, a consolarti, a farti sentire non più solo e oppresso. “Quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati” questo è chiaro, perché stai qua, ti ha chiamato Dio se no non stavi qua. Se ti ha chiamato è perché ti conosceva c’era un progetto per te. Te ne sei accorto? Quanti anni hai? Possibile che in tutti questi anni non ti sei accorto che avevi un progetto? Tu dici: “Ma io sono sposato/a anzi mi è andata pure male … poi i figli, quello, quell’altro, tanti guai … questo era il progetto?”, se è un progetto che non porta in sé la promessa della gloria non è un progetto, e’ stato un vivacchiare. Dice: “Quelli che ha chiamati li ha pure giustificati’ attraverso le prove, le difficoltà, attraverso la Scrittura, attraverso la sapienza, li giustifica, cioè li mette nelle condizioni di avere discernimento. “E quelli che ha giustificati li ha anche glorificati” … attento! Hai capito bene? Non ha detto: “Li glorificherà” come t’hanno detto all’asilo, al catechismo, che se tu fai tutte le cose buone dopo allora ti glorificherà! No, qua sta l’annuncio: li ha già glorificati! Dio ti sta già guardando come saresti salvo, come saresti dopo aver aderito alla sua volontà, alla sua Legge. Già questo ce l’hai e San Paolo è molto chiaro, in un altro luogo dirà che noi abbiamo lo Spirito come una caparra! Tu lo sai, se hai dato la caparra poi la casa te la danno, no? Che fa? Se no ti ridanno la caparra non so? Dunque tu ce l’hai già questa caparra dell’amore di Dio, ce l’hai già. Per favore Cristiano, accorgiti di averla, cercala in ogni occasione della tua vita, prima di lamentarti torna in te stesso. Ti dice Agostino: “Non andare fuori, torna in te stesso”, troverai questa caparra come un cuore pulsante, vivo, che ha la capacità di rendere vivi i tuoi pensieri, le tue relazioni e guarire tutte le ferite, pure quelle che hai fatto tu agli altri. Questa speranza non ti abbandoni mai, torna spesso a queste parole e ti accorgerai che una strada è pronta per te e desidera solo che tu vi entri. Sia lodato Gesù Cristo.



