XX Domenica Tempo Ordinario

Anno liturgico C
18 Agosto 2019

Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,49-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

PRIMA LETTURA -Dal libro del profeta Geremìa (Ger 38,4-6.8-10)

In quei giorni, i capi dissero al re: «Si metta a morte Geremìa, appunto perché egli scoraggia i guerrieri che sono rimasti in questa città e scoraggia tutto il popolo dicendo loro simili parole, poiché quest’uomo non cerca il benessere del popolo, ma il male». Il re Sedecìa rispose: «Ecco, egli è nelle vostre mani; il re infatti non ha poteri contro di voi».
Essi allora presero Geremìa e lo gettarono nella cisterna di Malchìa, un figlio del re, la quale si trovava nell’atrio della prigione. Calarono Geremìa con corde. Nella cisterna non c’era acqua ma fango, e così Geremìa affondò nel fango.
Ebed-Mèlec uscì dalla reggia e disse al re: «O re, mio signore, quegli uomini hanno agito male facendo quanto hanno fatto al profeta Geremìa, gettandolo nella cisterna. Egli morirà di fame là dentro, perché non c’è più pane nella città». Allora il re diede quest’ordine a Ebed-Mèlec, l’Etiope: «Prendi con te tre uomini di qui e tira su il profeta Geremìa dalla cisterna prima che muoia».

Salmo responsoriale Salmo 39.
Signore, vieni presto in mio aiuto. R..

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.R

Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude;
ha stabilito i miei piedi sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi. R.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore. R.

Ma io sono povero e bisognoso:
di me ha cura il Signore.
Tu sei mio aiuto e mio liberatore:
mio Dio, non tardare. R.

SECONDA LETTURA Dalla lettera agli Ebrei (Eb 12,1-4).

Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento.
Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Sale della terra e luce del mondoi”
Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo

«Voi siete il sale della terra» (Mt 5, 13). Vi viene affidato il ministero della parola, dice il Cristo, non per voi, ma per il mondo intero. Non vi mando a due, o dieci, o venti città o a un popolo in particolare, come al tempo dei profeti, ma vi invio alla terra, al mare, al mondo intero, a questo mondo così corrotto. Dicendo infatti: «Voi siete il sale della terra», fa capire che l’uomo è snaturato e corrotto dai peccati. Per questo esige dai suoi quelle virtù che sono maggiormente necessarie e utili per salvare gli altri. Un uomo mite, umile, misericordioso e giusto non tiene nascoste in sé simili virtù, ma fa sì che queste ottime sorgenti scaturiscano a vantaggio degli altri. E chi ha un cuore puro, amante della pace e soffre per la verità, dedica la sua vita per il bene di tutti.
Non crediate, sembra dire, di essere chiamati a piccole lotte e a compiere imprese da poco. No. Voi siete «il sale della terra». A che cosa li portò questa prerogativa? Forse a risanare ciò che era diventato marcio? No, certo. Il sale non salva ciò che è putrefatto. Gli apostoli non hanno fatto questo. Ma prima Dio rinnovava i cuori e li liberava dalla corruzione, poi li affidava agli apostoli, allora essi diventavano veramente «il sale della terra» mantenendo e conservando gli uomini nella nuova vita ricevuta dal Signore. È opera di Cristo liberare gli uomini dalla corruzione del peccato, ma impedire di ricadere nel precedente stato di miseria spetta alla sollecitudine e agli sforzi degli apostoli.
Vedete poi come egli mostra che essi sono migliori dei profeti. Non dice che sono maestri della sola Palestina, ma di tutto il mondo. Non stupitevi, quindi, sembra continuare Gesù, se la mia attenzione si fissa di preferenza su di voi e se vi chiamo ad affrontare difficoltà così gravi. Considerate quali e quante sono le città, i popoli e le genti a cui sto per inviarvi. Perciò voglio che non vi limitiate a essere santi per voi stessi, ma che facciate gli altri simili a voi. Senza di ciò non basterete neppure a voi stessi.
Agli altri, che sono nell’errore, sarà possibile la conversione per mezzo vostro; ma se cadrete voi, trascinerete anche gli altri nella rovina. Quanto più importanti sono gli incarichi che vi sono stati affidati, tanto maggior impegno vi occorre. Per questo Gesù afferma: «Ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini» (Mt 5, 13). Perché poi, udendo la frase: «Quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e diranno ogni sorta di male contro di voi» (Mt 5, 11), non temano di farsi avanti, sembra voler dire: Se non sarete pronti alle prove, invano io vi ho scelti. Così verranno le maledizioni a testimonianza della vostra debolezza. Se, infatti, per timore dei maltrattamenti, non mostrerete tutto quell’ardimento che vi si addice, subirete cose ben peggiori, avrete cattiva fama e sarete a tutti oggetto di scherno. Questo vuol dire essere calpestati.
Subito dopo passa ad un’altra analogia più elevata: «Voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 14). Nuovamente dice del mondo, non di un solo popolo o di venti città, ma dell’universo intero: luce intelligibile, più splendente dei raggi del sole. Parla prima del sale e poi della luce, per mostrare il vantaggio di una parola ricca di mordente e di una dottrina elevata e luminosa. «Non può restar nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio» (Mt 5, 14-15).
Con queste parole li stimola ancora una volta a vigilare sulla propria condotta, ricordando loro che sono esposti agli occhi di tutti gli uomini e che si muovono dinanzi allo sguardo di tutta la terra.

Trascrizione dell’Omelia

Ciò di cui Gesù lamenta la mancanza in questo brano che abbiamo ascoltato dell’evangelista Luca, è un oggetto della fede che non è derogabile, cioè che non è solo un aspetto così qualsiasi, è un aspetto fondamentale della fede, ci riconoscerebbero, certamente se ci amiamo, ma soprattutto ci riconosceranno e ci cercheranno, se scopriranno che noi abbiamo questo dono, questo oggetto. E sapete qual è? È il discernimento. Qua dice Gesù: “Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No vi dico, ma la divisione”, questa divisione indica proprio la possibilità di distinguere, di dirimere, di dire: “Queste cose stanno di qua, queste cose stanno di qua, io scelgo ciò che è buono”, è la sapienza dell’Antico Testamento, fin dal Libro del Deuteronomio, Dio continuamente dice all’uomo: “Ho messo davanti a te la via del bene e la via del male, ma scegli il bene” e l’uomo direbbe: “Ma qual è? E forse è la domanda che fai anche te: “ma qual è?”. Guarda, hai ascoltato un brano del Libro di Isaia, Prima Lettura, e alla fine all’invito che faceva il lettore: “Parola di Dio” tu hai detto: “Rendiamo grazie a Dio” ma questo brano racconta del momento in cui questo Geremia, proprio questo, è stato interpretato come un profeta scandaloso, antipatico, che veniva a dire cose che nessuno voleva ascoltare, lo mettono in una fossa piena di fango per dire il disprezzo nei confronti di questa profezia. Allora io ti dirò: “Dove hai messo tu la parola di Dio che ti è venuta a cercare? Quella parola che ti ha risvegliato e nel Battesimo ti ha fatto entrare nella storia della salvezza, in quale luogo l’hai posta? Si è accesa come una lampada così che anche altri hanno potuto vederne la luce e attraverso quella luce avere il discernimento per scegliere il bene e scartare il male o l’hai tenuta nascosta in un posto fangoso perché ti ha messo paura e hai pensato di non poterla capire e perché hai creduto di non poterla comprendere? Su cosa fonda la tua fede? Se la tua fede non fonda su elementi così forti, così potenti, lo vedi, vengono gli uomini di questo tempo e con una logica o con un’altra opposta, ti portano via la speranza. O cercano la forza degli uomini, che poi lascia dietro le spalle tanta violenza e tanto dolore, oppure mettono tutto allo stesso piano e creano altrettanta confusione. E tu quest’organo del discernimento lo stai usando per salvarti da questa generazione?”. Dice ancora Gesù in questo brano: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, come vorrei che fosse già acceso”, sai, al tempo di Gesù vari uomini si avvicinavano a lui e ascoltavano. Se si avvicinava un fariseo gli avrebbe detto magari: “Un fuoco acceso e Gesù è venuto a portarlo, forse è il fervore e l’amore per la Torah, il fervore nel metterla in pratica” e magari si sarebbe regolato così. Hanno fatto questo i farisei? No. Forse un sadduceo, uno che stava nel Tempio, avrebbe ascoltato Gesù dire queste parole: “E’ venuto a portare il fuoco sulla terra, allora andiamo al Tempio, accendiamo tutte le luci, celebriamo liturgicamente questa presenza”, hanno fatto così i sadducei con Gesù? No. Forse sarebbe venuto appresso a lui uno zelota, quelli che volevano combattere contro i Romani, Gesù dice: “Sono venuto a portare il fuoco”, quelli che fanno del partito di quelli che accendono i fuochi avrebbero detto: “Bene, allora facciamo il fuco insieme a Gesù, accendiamo tutto” era questo che Gesù voleva? Lo hanno compreso? Io potrei andare ancora avanti con tanti esempi, ma la domanda che voglio porre alla fine è questa: ma tu alla fine, di questa parola che cosa hai fatto? Ma tu davanti a Gesù che dice: “Sono venuto a portare la divisione d’ora in poi le logiche si capiranno solo alla luce della parola di Dio”, tu che diresti? Che sapienza hai? Che discernimento hai acquisito? Che capacità hai in questo mondo, in questa generazione, di dire due parole che abbiano valore e che possano tirarci fuori dall’ignominia, dalla stoltezza, dal giudizio, dal giustizialismo, dalla rabbia, da tutte le cose che si stanno infiltrando in un modo pazzesco anche nella chiesa. È importante che tu ti chieda dove sei ed è importante anche che tu impari a rispondere a questa domanda, perché il Signore oggi ti chiama, perché il Signore oggi ti affida una logica, tu dirai: “E’ qual è la chiave di lettura di tutto questo, cosa farò io?”, guarda, nella Seconda Lettura, dice la Lettera agli Ebrei: “Tenete fisso lo sguardo su Gesù autore e perfezionatore della fede” ed ancora: “Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si è sottoposto alla croce disprezzando l’ignominia, per questo si è assiso alla destra di Dio”, con questa parola la Lettera agli Ebrei ti dice che sei vuoi vincere sulla stoltezza di questo mondo devi assumere la logica della croce, devi lasciare che questa logica della croce ti porti agli inferi e dagli inferi ti faccia risalire, come Geremia dalla fossa, come il Salmo 40 che abbiamo pregato questa sera dicendo: “Ho sperato, ho sperato nel Signore ed Egli su di me si è chinato”, “io ero nella fossa della morte, nel fango della palude come Geremia, come il Cristo che non è stato compreso, capito, né amato, né accolto e Dio che mi ha visto nella morte mi ha ritirato fuori”. Questa alogica noi possiamo raccontare a questo mondo, questa parola noi possiamo consegnare alla speranza degli uomini e loro capiranno, diranno: “Se questi hanno sperimentato la grazia di Dio, se questi dalla morte sono risorti a una vita migliore, ad una vita autentica, se dai loro peccati si sono liberati ed hanno scelto secondo la logica di Dio, questa logica è buona e dunque la seguiremo perché paga, perché fa bene, perché dà la vita e non genera morte”. Lo Spirito di Dio illumini i recessi del tuo cuore, lo sgombri dai peccati e ti permetta di comprendere fino in fondo la bontà di questa parola. Sia lodato Gesù Cristo.

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