Natività di San Giovanni Battista

Messa di Ringraziamento
24 Giugno 2021

Ti darà un figlio e tu lo chiamerai Giovanni.

 

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 5-17)

Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso.
Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».

PRIMA LETTURADal libro del profeta Geremia (Ger 1, 4-10)

Nei giorni del re Giosìa mi fu rivolta questa parola del Signore:
«Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni».
Risposi: «Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane».
Ma il Signore mi disse: «Non dire: “Sono giovane”. Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti». Oracolo del Signore.
Il Signore stese la mano e mi toccò la bocca, e il Signore mi disse: «Ecco, io metto le mie parole sulla tua bocca.
Vedi, oggi ti do autorità sopra le nazioni e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare».

Salmo 70.
Dal grembo di mia madre sei tu il mio sostegno. R..

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi,
tendi a me il tuo orecchio e salvami. strong>R.

Sii tu la mia roccia,
una dimora sempre accessibile;
hai deciso di darmi salvezza:
davvero mia rupe e mia fortezza tu sei!
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio. R.

Sei tu, mio Signore, la mia speranza,
la mia fiducia, Signore, fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno.R.

La mia bocca racconterà la tua giustizia,
ogni giorno la tua salvezza.
Fin dalla giovinezza, o Dio, mi hai istruito
e oggi ancora proclamo le tue meraviglie.»R.

SECONDA LETTURA Dalla prima lettera di san Pietro apostolo. (1Pt 1, 8-12).

Carissimi, voi amate Gesù Cristo, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.
Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti, che preannunciavano la grazia a voi destinata; essi cercavano di sapere quale momento o quali circostanze indicasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che le avrebbero seguite. A loro fu rivelato che, non per se stessi, ma per voi erano servitori di quelle cose che ora vi sono annunciate per mezzo di coloro che vi hanno portato il Vangelo mediante lo Spirito Santo, mandato dal cielo: cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Voce di chi grida nel deserto”.
Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo

La Chiesa festeggia la natività di Giovanni, attribuendole un particolare carattere sacro. Di nessun santo, infatti, noi celebriamo solennemente il giorno natalizio; celebriamo invece quello di Giovanni e quello di Cristo. Giovanni però nasce da una donna avanzata in età e già sfiorita. Cristo nasce da una giovinetta vergine. Il padre non presta fede all’annunzio sulla nascita futura di Giovanni e diventa muto. La Vergine crede che Cristo nascerà da lei e lo concepisce nella fede.
Sembra che Giovanni sia posto come un confine fra due Testamenti, l’Antico e il Nuovo. Infatti che egli sia, in certo qual modo, un limite lo dichiara lo stesso Signore quando afferma: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni» (Lc 16, 16). Rappresenta dunque in sé la parte dell’Antico e l’annunzio del Nuovo. Infatti, per quanto riguarda l’Antico, nasce da due vecchi. Per quanto riguarda il Nuovo, viene proclamato profeta già nel grembo della madre. Prima ancora di nascere, Giovanni esultò nel seno della madre all’arrivo di Maria. Già da allora aveva avuto la nomina, prima di venire alla luce. Viene indicato già di chi sarà precursore, prima ancora di essere da lui visto. Questi sono fatti divini che sorpassano i limiti della pochezza umana. Infine nasce, riceve il nome, si scioglie la lingua del padre. Basta riferire l’accaduto per spiegare l’immagine della realtà.
Zaccaria tace e perde la voce fino alla nascita di Giovanni, precursore del Signore, e solo allora riacquista la parola. Che cosa significa il silenzio di Zaccaria se non la profezia non ben definita, e prima della predicazione di Cristo ancora oscura? Si fa manifesta alla sua venuta. Diventa chiara quando sta per arrivare il preannunziato. Il dischiudersi della favella di Zaccaria alla nascita di Giovanni è lo stesso che lo scindersi del velo nella passione di Cristo. Se Giovanni avesse annunziato se stesso, non avrebbe aperto la bocca a Zaccaria. Si scioglie la lingua perché nasce la voce. Infatti a Giovanni, che preannunziava il Signore, fu chiesto: «Chi sei tu?» (Gv 1, 19). E rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto» (Gv 1, 23). Voce è Giovanni, mentre del Signore si dice: «In principio era il Verbo» (Gv 1, 1). Giovanni è voce per un po’ di tempo; Cristo invece è il Verbo eterno fin dal principio.

Trascrizione dell’Omelia.

Ed eccoci qua siamo arrivati alla conclusione del 21° anno di Scuola di Preghiera, forse l’anno più paradossale che abbiamo vissuto perché l’abbiamo fatto sul web ed è curioso perché avendolo fatto sul web è stato seguito da persone che io non ho mai visto, stasera uscivo dal convento, mi preparavo per venire giù e due persone, due donne, stavano là fuori e guardavano: “State cercando qualcuno?”, “Si, volevamo sapere dov’è la Messa ..sua”, io non l’avevo mai viste! Curioso, guardate come si possono leggere qualche volta i segni dei tempi, noi quest’anno abbiamo avuto un Capitolo, la settimana scorsa c’è stato il Capitolo della provincia del centro dei Frati Minori Conventuali, un Capitolo decisionale, dunque tra qui e la prossima fase del Capitolo si stabiliranno alcune cose. Avevo chiesto io a tutta l’assemblea della Grotta, di pregare per le decisioni, per le cose e dissi pure: “Mi raccomando, non mettete in giro la voce che mi spostano”, da quella Domenica mi sono arrivate tante attestazioni di affetto e di dispiacere per il mio trasferimento! Ora ci riprovo, non lo dite, perché non sta scritto da nessuna parte, finora non è previsto, per adesso almeno. Però guardate come Dio ha predisposto le cose, io non avrei mai fatto delle cose sul web e anzi per tanti anni ho cercato di non apparire mai nelle immagini del web. Quest’anno però si è data questa possibilità, prima con il lockdown abbiamo provato a fare un po’ di compagnia a chi stava a casa con delle catechesi così, un po’ improvvisate. Poi non potendo ricominciare a settembre, siamo stati costretti a fare queste catechesi sul web, io non l’avrei veramente mai fatte, ma questa circostanza ci ha messi già con l’anima in pace che qualsiasi cosa accada, qualsiasi cosa Dio abbia disposto, noi abbiamo ormai un canale per entrare in relazione con le persone. Tanto che a settembre io certamente spero di ricominciare la scuola in presenza, ma mi trattengo lo stesso un appuntamento settimanale sul web perché ho capito che molte persone lo gradiscono, va bene, i giorni della settimana sono sette e pure le notti, quindi qualcosa faremo. Dunque un segno che prepara un tempo di passaggio, nel frattempo molte cose si stanno decidendo anche per quanto riguarda la Grotta, la gestione della Grotta, è interessante, chissà che cosa ci riserverà questo appuntamento con la storia, io non ho paura, non temo assolutamente, qualsiasi cosa si possa stabilire, perché io non ho mai cercato questa immagine di Maria della Grotta della Rivelazione, è lei che ha cercato me. In un modo grottesco all’inizio perché mi trovai a vederla in un posto improbabile e rimasi un po’ così, un po’ sufficiente davanti a questa immagine e poi questa ha fatto la storia con me. Quel Libro che noi interpretammo qualche anno fa, come il Libro della Sacra Scrittura che finalmente potevamo aprire con la Scuola di Preghiera, poi gradualmente è diventato quello che è, il Libro della Rivelazione, il Libro dell’Apocalisse, il Libro dei segni, quei segni che ci permettono di scrutare la storia e accompagnare la chiesa e il mondo verso l’appuntamento con Dio. Anche qua non dite in giro che l’Apocalisse è vicina, non ho detto questo, ho detto che noi ci prepariamo poi vedremo perché le letture di stasera, io neanche lo sapevo, ci hanno aiutato proprio a vedere in questa direzione. Dunque segni che si intersecano, che si incontrano, per dire qualcosa del tempo che viene, io da parte mia, ve lo dico sinceramente come gli anni scorsi, quando arriva la Messa finale, so che vado a celebrare l’Eucarestia di un gruppo che ha fatto un cammino di fede guidato da un altro, mi sembra di essere così, veramente fuori luogo, perché ho una visione delle cose che credo e che amo, ho un gusto delle cose che animano la mia vita e le mie speranze ed il mio desiderio è anche quello di comunicarlo. Però mi accorgo che dopo averlo comunicato in qualche modo durante l’anno, non mi appartiene più, appartiene a chi l’ha ascoltato, a me resta ancora e solo forse, ma è sufficiente, anzi è più che sufficiente, il desiderio, la visione, la passione interiore, il gusto di queste cose che in qualche modo la Scuola di Preghiera mi ha permesso di osservare una volta in più. Perché sapete, io ve l’ho detto tante volte, la Scuola di Preghiera io l’ho fatta per me, mica per voi, perché avevo bisogno di questa chiesa come una moglie, che mi costringesse, che mi tenesse sempre vivo, che mi aiutasse sempre a trovare gli argomenti e le parole. È stata la mia vita, in tutti questi anni, è stata una fortuna perché attraverso questo io sono potuto rimanere sempre attento alle cose che reputo interessanti. “Certamente”, voi direte, “ma sono servite anche a noi”, lo spero che siano servite anche a voi! siccome so che vi sono servite e che vi serviranno ancora, vorrei stasera, attraverso questa parola che noi abbiamo ascoltato, fare una sorta di esorcismo, di esorcismo sulle paure che avete, che manifestate qualche volta, su quell’onnipresente, reiterato alibi secondo il quale queste sono cose, ditemelo in coro: “difficili! Padre è difficile”. E poi anche quella paura di non essere in grado di non poter.. diceva il Libro di Geremia questa sera in maniera forte, di fronte alla chiamata che fa al profeta Geremia, dice: “Io ti conoscevo prima di formarti nel grembo materno, ti ho consacrato, ti ho stabilito come profeta delle nazioni”, sapete che doveva profetare Geremia no? Doveva profetare la caduta di Gerusalemme .. che bello! Pensate che gloria. Questo ve lo dico perché chi annuncia, annuncia sempre la distruzione del peccato anche quando il peccato si ammanta di tanto splendore e annuncia anche lo scioglimento della condanna, verso la speranza della vita eterna. E Geremia dice quello che dici tu: “Aimè Signore, ecco io non so parlare, perché sono giovane” tra parentesi c’è scritto: (è troppo difficile), “Ma il Signore mi disse: non dire che sono giovane (e che è troppo difficile) ma va da coloro che ti manderò e annuncia che io ti ordinerò”, ma tu lo sai? Lo sai che c’è un deposito che è presso Dio, un annuncio come un tesoro nascosto nel cuore di Dio pronto perché ti sia consegnato e perché tu, con i tuoi modi, con il tuo linguaggio, pure con le tue difficoltà, lo possa tradurre per qualcuno, vai a dire a Dio, che ha questo tesoro che passi per te, vagli adire che tu sei troppo giovane no, troppo vecchio, troppo .. manco quello. Interessante che qua Dio dice a Geremia anche quali sono i pericoli: “Non avere paura”, non temerli tutti quelli (non temerli, io lo so chi sono, alcuni li conosco) “non temerli perché io sono con te per proteggerti” e ancora, questa però me la prendo io stasera questa parola, l’ultima parte di questa parola di Geremia che poi è un profeta che amo, quando Dio dice: “Ecco ti metto le mie parole sulla bocca, ecco io oggi ti costituisco sopra i popoli e sopra i regni, per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare”, lo scoprii nel cuore della mia esperienza di fede questo mandato, cioè quello di poter parlare se Dio mi parla, se Dio non mi parla io non ho molte parole da dire e poi molti di voi lo sanno e non ci credono, a me non piace parlare! Questo è stato un vestibolo, non vi annoiate stasera, tanto è l’ultima catechesi dell’anno. Poi dopo questo vestibolo finalmente si apre una porta, la apre Pietro colui che ha le chiavi in mano, apre questa porta della comprensione del mistero e dice a voi: “Carissimi, Gesù Cristo voi lo amate pur senza averlo visto e ora senza vederlo credete in lui, perciò esultate pure di gioia indicibile e gloriosa mentre conseguite ..” qua c’è scritto tra parentesi nella Scuola di Preghiera, “la meta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime” ed io aggiungo: “le vostre e soprattutto quelle degli altri”. “Su questa salvezza”, questa di cui noi parliamo sempre nelle catechesi, “indagarono e scrutarono (indagarono e scrutarono capisci?) i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata, cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro”, capisci? Una profezia, una parola sulla quale hanno indagato prima di noi molti per sapere a quali circostanze accennava lo Spirito di Cristo: ebbene queste sono le circostanze alle quali accennava lo Spirito di Cristo. La chiesa sempre ha sofferto molte difficoltà da parte di tutti, spesso all’esterno, ora anche all’interno! Lo sapete, due terzi dell’episcopato americano si è voltato contro il Sommo Pontefice in modo più o meno indiretto e tante altre cose che non stiamo qua a dire perché non ci interessa, avranno pure ottime istanze, ma non si va contro il Sommo Pontefice, mai! Per nessuna ragione! Sia chiaro. Queste sono le circostanze, perché? Perché mentre sembra incrinarsi una struttura, una modalità di pensare, una logica forse che ci sembrava secolare e irrinunciabile, nel frattempo e questa è una parola data alla Scuola di Preghiera due anni prima che la scuola nascesse: “Mentre voi dormite tra gli ovili splendono d’argento le ali della colomba, le sue piume di riflessi d’oro” è il Salmo 48, è una speranza infilata dentro l’abiezione della distruzione di Gerusalemme, della difficoltà, dell’esilio, dell’esodo, insomma di tutte le condizioni che Israele ha conosciuto, che la chiesa ha conosciuto. Mentre alcune strutture sembrano incrinarsi e cadere, nasce dalla base della chiesa un desiderio di comprensione, quello Spirito che ha permesso a quei padri di indagare, è stato donato abbondantemente a noi che passeggiando sulle pagine della Scrittura, sempre vi incontriamo una sapienza adeguata alla nostra capacità di accoglierla e di portare frutto al tempo opportuno. E dice Pietro: “Tutto questo fu rivelato a loro non per se stessi, ma per voi” per voi! Cioè per tutti quelli che ascoltando questa parola diranno: “Non aspetteremo un’altra generazione, siamo noi la generazione, se non ora quando!?” siamo noi questa generazione, ce ne possiamo prendere il carico, possiamo guardare con fiducia al tempo che viene, possiamo portare dentro di noi quella accensione d’amore che ha visitato tutte le epoche e che porta la chiesa verso il suo compimento. “Erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il Vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo” a quelli che si stessero raffreddando in questo momento in questo caldo afoso: “Ma non so, ma è proprio così? ma proprio a noi?”, allora Pietro dice in questo brano tutte cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo! Ti venga un po’ di gelosia nei confronti degli angeli, visto che gli angeli ce l’hanno nei confronti tuoi, che ascolti una parola declinata nella tua lingua, annunziata nelle tue possibilità, consegnata gratuitamente alla tua capacità di ritenerla, perché porti frutto al tempo opportuno. Questo agli angeli non è concesso … come è concesso a te! E allora se hai chiesto al Signore che la tua vita, forse sterile, forse vecchia, non lo so, che i tuoi intenti forse arenati in mille difficoltà dell’esistenza, tra i dolori e sofferenze, etc., se hai chiesto al Signore che da quella freddezza del grembo potesse germogliare una speranza nuova, la parola del Vangelo ti dice attraverso l’angelo, che Dio ha ascoltato la tua preghiera ed è stata esaudita e la tua moglie partorirà un figlio. La tua moglie, caro mio, è la tua vita che non è mai avvizzita, che per Dio non è mai venuta meno, che neanche il peccato ha potuto allontanare dal suo amore, perché è scritto: “Né persecuzione, né fame, né nudità, né il pericolo, né la spada, nulla ci può separare dall’amore di Dio in Cristo Gesù” e se c’è in te oggi in questo tempo anche uno spazio piccolo per la speranza in Cristo Gesù, questa parola certamente si realizzerà. Questa è la promessa che noi viviamo, che noi ci siamo raccontati in tutti questi anni, che pure quest’anno con un’intensità ancora nuova e diversa, abbiamo riproclamato per la salvezza del mondo, per la gloria di Dio. Amen.