XV Domenica T.O.

Anno Liturgico B
11 Luglio 2021

Prese a mandarli.

 

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,7-13)

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

PRIMA LETTURADal libro del profeta Amos (Am 7,12-15)

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno».
Amos rispose ad Amasìa e disse:
«Non ero profeta né figlio di profeta;
ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro.
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo il gregge.
Il Signore mi disse:
Va’, profetizza al mio popolo Israele».

Salmo 84.
Mostraci, Signore, la tua misericordia. R..

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra. .

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.R.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.R.

SECONDA LETTURA Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (Ef 1,3-14).

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Catechesi dei riti pre-battesimali”.
Inizio del trattato «Sui misteri» di sant’Ambrogio, vescovo

Ogni giorno abbiamo tenuto un discorso su temi morali mentre si leggevano o le gesta dei patriarchi o gli insegnamenti dei Proverbi, perché, modellati e ammaestrati da essi, vi abituaste a entrare nelle vie degli antichi, a percorrere la loro strada e a obbedire agli oracoli divini, cosicché rinnovati dal battesimo teneste quella condotta che si addice ai battezzati.
Ora è venuto il tempo di parlare dei misteri e di spiegare la natura dei sacramenti. Se lo avessi fatto prima del battesimo ai non iniziati, avrei piuttosto tradito che spiegato questa dottrina. C’è anche da aggiungere che la luce dei misteri riesce più penetrante se colpisce di sorpresa, anziché arrivare dopo le prime avvisaglie di qualche sommaria trattazione previa.
Aprite dunque gli orecchi e gustate le armonie della vita eterna infuse in voi dal dono dei sacramenti. Ve lo abbiamo significato, quando celebrando il mistero dell’apertura degli orecchi vi dicevamo: «Effatà, cioè: Apriti!» (Mc 7, 34), perché ciascuno di voi, che stava per accostarsi alla grazia, capisse su che cosa sarebbe stato interrogato e si ricordasse che cosa dovesse rispondere. Cristo, nel vangelo, come leggiamo, ha celebrato questo mistero quando ha curato il sordomuto.
Successivamente ti è stato spalancato il Santo dei Santi, sei entrato nel sacrario della rigenerazione. Ricorda ciò che ti è stato domandato, rifletti su ciò che hai riposto. Hai rinunziato al diavolo e alle sue opere, al mondo, alla sua dissolutezza e ai suoi piaceri. La tua parola è custodita non in una tomba di morti, bensì nel libro dei viventi. Presso il fonte tu hai visto il levita, hai visto il sacerdote, hai visto il sommo sacerdote. Non badare all’esterno della persona, ma al carisma del ministero sacro. E` alla presenza di angeli che tu hai parlato, com’è scritto: Le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l’istruzione, perché egli è l’angelo del Signore degli eserciti (cfr. Ml 2, 7). Non si può sbagliare, non si può negare. E’ un angelo colui che annunzia il regno di Cristo, colui che annunzia la vita eterna. Devi giudicarlo non dall’apparenza, ma dalla funzione. Rifletti a ciò che ti ha dato, pondera l’importanza del suo compito, riconosci che cosa egli fa.
Entrato dunque per vedere il tuo avversario, al quale si suppone che tu abbia rinunziato con la bocca, ti volgi verso l’oriente: perché chi rinunzia al diavolo si rivolge verso Cristo, lo guarda diritto in faccia.

Trascrizione dell’Omelia.

Ad un primo impatto forse solo letterale, questo piccolo brano del Vangelo di Marco, sembra dettare le regole per l’annuncio del Vangelo a tutti, bisogna andare a due, senza due tuniche, etc., etc., ma insomma certamente non è per questo che la chiesa si sofferma in una Domenica a ragionare sulle condizioni, anche esteriori, di chi va a predicare. No, qua c’è in sintesi, in poche parole molto semplici, qual è il piano di Dio per l’umanità in ordine al peccato che l’umanità ha commesso. E guardiamo bene insieme quali sono i dettagli attraverso i quali Marco descrive questo mandato che Gesù dà ai Dodici. Li ha scelti come Dodici, innanzitutto Gesù chiamò i Dodici perché nella sua mente c’è il desiderio di ricostruire un popolo di Israele fondato su una logica di dodici tribù, così come era uscito dall’Egitto, come sarebbe dovuto entrare nella Terra Promessa. E’ una categoria, un modo di pensare, dodici per dire: “Ricominciamo dall’inizio, non erano dodici? Bene, dodici apostoli”. E li manda a due a due, perché a due a due? Non certo perché uno sa leggere e l’altro sa scrivere, li manda a due a due perché in due ci dicono subito una cosa, un accordo tra loro e un accordo tra loro in ordine a qualcosa da compiere, da fare in mezzo agli uomini, un accordo rimanda subito all’analogato principale di ogni accordo che è la relazione. Due persone che vanno ad annunciare, la prima cosa che mostrano agli occhi degli uomini è che sono in relazione, perché? Perché la storia era cominciata così, la storia, così pensa l’autore biblico che racconta la storia di Adamo ed Eva come due che potendosi relazionare invece si sono divisi, separati, si sono messi in contrasto e hanno dato a tutte le generazioni questo input di contrasto, di paradosso che ha attraversato tutta l’umanità. Dunque gli uomini sappiano che qualsiasi cosa viene data loro, viene data dentro la relazione, perché questi uomini non cercano un individuo che cammina per la strada come, se vi ricordate, negli anni ’70 succedeva pure a Roma, c’erano gruppetti più o meno variopinti che ti fermavano, ti vendevano qual cosetta e ti parlavano di un dio che non hai mai conosciuto tutto blu ..no, questa non è un’indicazione culturale: “Devi credere ad un dio che diciamo noi”, no, è come se dicessero: “Guarda, noi siamo in comunione, noi siamo in relazione, anche voi rientrate in relazione e ricominciate da qua a conoscere Dio, come un Dio che ama, se ama vuol dire che ha sempre dinanzi a Sé qualcuno da amare”. Dunque mandandoli a due a due per ricostruire la famiglia umana, dà anche loro il potere sugli spiriti immondi, noi subito ci immaginiamo tutti esorcismi di qua e di là, “sugli spiriti immondi” cioè su quei pensieri negativi che investono la famiglia umana e la dividono e la separano, quei pensieri viziosi che entrano anche nella tua vita e che mettono confusione fra la tua decisione e la tua volontà. Quella divisione che ti fa pensare il bene e ti fa agire male, quella divisione che porti sempre con te. Dunque abbiamo davanti a noi il desiderio di Dio, per mezzo di Cristo, di ricostruire la comunione, due persone, fuori gli spiriti immondi, i pensieri negativi, che fanno lotta all’amore tra le persone e finalmente l’autorevolezza, dice: “Ordinò loro che oltre al bastone non prendessero nulla”, il bastone fa riferimento a quello che Mosè, vi ricordate? ha usato per fare i prodigi di Dio, vedano quelli che accolgono questi mandati, che questi vengono con un’autorità, con una forza, che è la stessa che ha costruito la storia di questo popolo. E poi, non prendano nulla: “Né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa” , anche questo no? noi possiamo pure fare tutti gli elogi della povertà ma poi alla fine, ve lo dico da francescano, la storia degli ordini pauperistici, ha conosciuto dieci milioni di riforme perché non basta mai la povertà, dopo si ricomincia sempre con la ricchezza, sempre! Noi abbiamo da parte nostra padre Kolbe e possiamo dirlo, pur usando mezzi ricchissimi, ha mantenuto una povertà personale evidente: questo distacco è quello che ci è richiesto. Ma lasciamo per adesso da parte i discorsi sulla povertà esteriore e guardiamo la situazione di questi uomini che vanno a trovare altri uomini in relazione “senza pane né bisaccia”. Bene, viene uno a casa tua, non ha da mangiare, non ha niente per sé, viene all’ora di pranzo, cosa fai tu? Lo inviti, gli permetti di nutrirsi, dunque venire senza nessun preconcetto e senza nessuna cosa per me, vuol dire che entro nella tua capacità di essere ospitale ed entro in relazione con te, mi seggo a tavola con te, mangio quello che mangi tu, non tutto quello che hai ma insomma quello che mangi tu e finalmente ricostruiamo una realtà relazionale credibile, credibile ma anche semplice. Non è che io entro in casa di qualcuno e gli faccio la storia della teologia dalla resurrezione di Cristo fino alla fine, no, ma condivido con lui il dono che Dio ha fatto agli uomini, quello di potersi nutrire e nutrendosi insieme di potersi riconoscere come bisognosi della sua misericordia. E poi che non indossassero due tuniche e questa è la più bella di tutte, sapete perché? Perché due tuniche in quella mentalità, o meglio, la tunica ed il mantello in quella realtà in cui queste parole sono state dette, era un’identità! Cristiano se lo capissi cosa vuol dire questo, se tu capissi che cosa vuol dire andare incontro al mondo senza due identità che si fanno guerra, facendo finta di essere santo in un momento e poi fare i fatti tuoi in un altro. Se tu presentassi al mondo una realtà riconciliata, in fin dei conti che cos’è che ci rimprovera questo mondo? Quello di dire molte cose e di non farle mai, non è così? Allora andare non con due tuniche ma con una sola, vuol dire andare con un cuore unificato, con una volontà chiara, con una identità stabile, non traballando. Questo mondo non ha più bisogno di gente che parla molto e poi non si sa cosa dice. E poi finalmente, è Gesù che parla in questo brano di Marco e dice: “Poi, entrati in una casa”, cioè: “Entrati in questa relazione che si apre a voi, restateci fino a che non andate via da quel luogo e se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, scuotete la polvere”, sta dicendo: “Siete andati per ricostruire la relazione così come è in Dio, ricostruirla sulla terra aiutando gli uomini a vincere le seduzioni del maligno che dividono e li mettono gli uni contro gli altri, bene se questa generazione ha la possibilità di raccogliere questo richiamo all’unità, questo richiamo alla relazione, allora la pace scenda su di loro” cioè tutto torni ad essere equilibrato come Dio lo ha pensato fin dalle origini, ma se non è in grado di accettare questa logica, se non è in grado di capire che noi andiamo là a raccontargli che il Signore ha ricostruito, come dice Paolo nella Lettera agli Efesini, ha abbattuto il muro che era posto frammezzo per fare di nuovo un popolo solo, solido nelle relazioni, se non lo accettano, se sono di parte, se vanno gli uni contro gli altri, se giudicano, se mormorano, se si oppongono alla verità, allora lasciateli perdere, scrollate la polvere, la stessa polvere di cui siamo fatti tutti, per dire che senza questa speranza la nostra vita non ha alcun senso, non ha alcuna importanza, non ha alcun valore. E così questi partono, dice Marco e predicano che la gente si converta, si converta cioè non che diventi più buona, ma che ritorni, che ritorni a casa, a due a due in relazione a dire alla gente: “Dai, non litigare più, ritorna, torna a pregare il Signore, torna ad aprirti a questa grazia, Egli vuole fare di te una realtà stabile, soprattutto non aver più paura che qualcuno possa toglierti qualche cosa”. “Scacciavano demoni, ungevano gli infermi e li guarivano” facevano entrare nella salvezza tutti i lontani. E allora, alla fine di questa esposizione, anche tu che hai ascoltato, và e fai lo stesso! Và e fai lo stesso, fallo in questo tempo in cui magari non hai la possibilità di ritrovarti in questi luoghi dove sei abituato ad ascoltare delle parole, fa lo stesso ovunque vai, apri le braccia, non sto dicendo adesso di fare manifestazione di chissà poi quale entità, ma apri le braccia e la coscienza alle richieste di chi ti viene incontro e con un linguaggio che non metta in difficoltà nessuno, dì agli uomini che fidarsi di Dio è buono e che confidare in lui è salvezza e che sperare nei suoi doni è verità perfetta. Sia lodato Gesù Cristo.

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