XV Domenica del Tempo Ordinario

Anno Liturgico B
15 luglio 2018

Prese a mandarli.

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,7-13).

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

PRIMA LETTURA – Dal libro del profeta Amos (Ez 2,2-5)

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno».
Amos rispose ad Amasìa e disse:
«Non ero profeta né figlio di profeta;
ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro.
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo il gregge.
Il Signore mi disse:
Va’, profetizza al mio popolo Israele».

Salmo responsoriale Salmo 84.
R.Mostraci, Signore, la tua misericordia..

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra. R.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. R.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. R.

SECONDA LETTURA Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (Ef 1,3-14).

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.
In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

Catechesi dei riti pre-battesimali
Inizio del trattato «Sui misteri» di sant’Ambrogio, vescovo

Ogni giorno abbiamo tenuto un discorso su temi morali mentre si leggevano o le gesta dei patriarchi o gli insegnamenti dei Proverbi, perché, modellati e ammaestrati da essi, vi abituaste a entrare nelle vie degli antichi, a percorrere la loro strada e a obbedire agli oracoli divini, cosicché rinnovati dal battesimo teneste quella condotta che si addice ai battezzati.
Ora è venuto il tempo di parlare dei misteri e di spiegare la natura dei sacramenti. Se lo avessi fatto prima del battesimo ai non iniziati, avrei piuttosto tradito che spiegato questa dottrina. C’è anche da aggiungere che la luce dei misteri riesce più penetrante se colpisce di sorpresa, anziché arrivare dopo le prime avvisaglie di qualche sommaria trattazione previa.
Aprite dunque gli orecchi e gustate le armonie della vita eterna infuse in voi dal dono dei sacramenti. Ve lo abbiamo significato, quando celebrando il mistero dell’apertura degli orecchi vi dicevamo: «Effatà, cioè: Apriti!», perché ciascuno di voi, che stava per accostarsi alla grazia, capisse su che cosa sarebbe stato interrogato e si ricordasse che cosa dovesse rispondere. Cristo, nel vangelo, come leggiamo, ha celebrato questo mistero quando ha curato il sordomuto.
Successivamente ti è stato spalancato il Santo dei Santi, sei entrato nel sacrario della rigenerazione. Ricorda ciò che ti è stato domandato, rifletti su ciò che hai riposto. Hai rinunziato al diavolo e alle sue opere, al mondo, alla sua dissolutezza e ai suoi piaceri. La tua parola è custodita non in una tomba di morti, bensì nel libro dei viventi. Presso il fonte tu hai visto il levita, hai visto il sacerdote, hai visto il sommo sacerdote. Non badare all’esterno della persona, ma al carisma del ministero sacro. E` alla presenza di angeli che tu hai parlato, com’è scritto: Le labbra del sacerdote devono custodire la scienza e dalla sua bocca si ricerca l’istruzione, perché egli è l’angelo del Signore degli eserciti. Non si può sbagliare, non si può negare. E’ un angelo colui che annunzia il regno di Cristo, colui che annunzia la vita eterna. Devi giudicarlo non dall’apparenza, ma dalla funzione. Rifletti a ciò che ti ha dato, pondera l’importanza del suo compito, riconosci che cosa egli fa.
Entrato dunque per vedere il tuo avversario, al quale si suppone che tu abbia rinunziato con la bocca, ti volgi verso l’oriente: perché chi rinunzia al diavolo si rivolge verso Cristo, lo guarda diritto in faccia.

Trascrizione dell’Omelia

Quando i discepoli, gli apostoli, dopo la Pentecoste, si recheranno ad annunziare la “buona notizia” del Regno, aiutati dalla forza dello Spirito infuso loro proprio dopo il giorno di Pentecoste, ma soprattutto dopo aver fatto esperienza della resurrezione di Gesù, della sua passione e morte, sanno cosa devono raccontare alle persone, devono dare fiducia agli uomini dicendo loro che c’è la resurrezione, che Gesù è risorto, se è risorto lui primizia di quelli che sono morti, come dice Paolo (1Cor 15,20), chiunque ascolterà questo annuncio anche resusciterà. Ma in questo caso, quando Marco ci racconta questo fatto, è Gesù che li manda a due a due, dunque la resurrezione non è ancora accaduta, né è accaduta la Pentecoste ovviamente, ma allora che cosa andranno a dire questi in giro? Era stato preceduto questo Vangelo da un altro, lo abbiamo ascoltato Domenica scorsa, che diceva che Gesù si commosse a vedere tante folle sperdute, senza pastore, dunque visitando i villaggi della Palestina aveva voluto consolare queste persone, ed è proprio per questo che manda a due a due i discepoli, a consolarli. E vediamo un po’, che cosa diranno loro per consolarli? Qual è l’oggetto di questa predicazione? Qual è l’annuncio che viene loro affidato? Li invia a due a due perché l’uno confermi l’altro nella cosa che stanno dicendo, cioè perché concordino, come si usava nei tribunali ebraici quando bastavano due testimoni per accertare la veridicità di un fatto. Voi direte: “Che cosa dovranno dire questi?”, guardate che è importante perché se hai capito quello che devono dire loro, che ancora non hanno vissuto la passione, morte e resurrezione di Gesù, né la Pentecoste, forse è la volta buona che capisci anche che cosa devi dire te, qual è l’oggetto dell’annuncio che sei chiamato tu a dare. Tu dici: “Ma io so della passione, morte e resurrezione, so della Pentecoste”, si lo sai ma forse ancora non sei entrato in questa esperienza. Beh te lo dico io qual è la cosa, è contenuta nella Seconda Lettura, nell’ “Inno agli Efesini” che noi abbiamo ascoltato e che come una cantilena abbiamo deciso di non sentire, di non capire, tanto sono cose che non si capiscono, dice: “Benedetto sia Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo che ci ha benedetto con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo, in lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati al suo cospetto, predestinandoci ad essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà”, qual è allora l’oggetto della predicazione? Raccontare agli uomini in qualsiasi circostanza esistenziale si trovino, che possiedono una caparra di Dio, qualcosa che è di Dio; una caparra che è già promessa dell’acquisizione di qualcosa, non si sa bene ancora cosa, forse non lo vedi ancora, ma questa caparra ti è stata donata è già presso di te. Allora l’oggetto dell’annuncio è dire agli uomini che sono pronti a ricevere la totalità del dono, la caparra è solo un anticipo lo sai come funzionano queste cose no? È solo l’anticipo. Ora attenzione, che pubblico troveremo quando facciamo questo annuncio? Troveremo un pubblico che sta veramente in attesa, che sta soffrendo, che è oppresso da qualche problema, da qualche difficoltà, forse lotta con la morte, una malattia, una separazione, qualche cosa. Se questi problemi non avranno invaso tutta l’interiorità di costui, sapere che c’è già qualcosa che appartiene a Dio e che è chiamata a germogliare e a conquistare tutto quello che ci appartiene, forse li consolerà. Per farti capire cosa vuol dire te lo dico in negativo, così capisci bene, perché certe cose si capiscono meglio quando sono dette peggio. Allora, per farti capire, se vai dal dottore e il dottore ti dice: “Guardi lei ha l’inizio d una malattia mortale”, tu che capsici? Che da lì a poco tempo questa malattia evolverà e tu morirai, giusto? Dunque ti preoccupi, giustamente, perché sai quale sarà l’esito di questa malattia. Ora invece viene uno a dirti: “Tu sei ammalato di eternità, ti è stata già donata questa infezione, già si è impossessata di te, già vive dentro di te questa infezione di vita eterna”, tu che cosa capisci? Che anche se non sai cosa fare, anche se non capisci ancora di che si tratta, sai che sei investito da un progetto che non appartiene a te e che forse non dipende neanche da te, perché sai, se sei ammalato forse può dipendere da te che tu viva un po’ meglio la tua malattia ma quella va avanti per conto suo. E anche la grazia e anche il dono di grazia va avanti per conto suo, a te è chiesto semmai di assecondarlo, di seguirlo, di vedere come germoglia, dove ti porta, che cosa illumina, che cosa accende al centro della tua vita, quello è destinato alla vita eterna è destinato alla gloria. Allora qual è l’oggetto dell’annuncio? Raccontare agli uomini che c’è già questa cosa all’interno della loro esistenza, che postula la vita terna. Alcuni faranno i beffardi e diranno: “No, sono sicuro di no, perché muoiono i bambini e perché quello e perché quell’altro”, questi sono i beffardi, a questi fate come Gesù dice ai discepoli, scuotete la polvere dai piedi, non fate scene davanti alla gente ma lasciate che la logica stolta, come la polvere che se la porta via il vento, rimanga con loro, rifiutate la logica di questo mondo! Che è beffarda, che è presuntuosa, che è vana, che non ti aiuta mai, lo sai anche te, ti ha dato sempre consigli che poi non sono stati buoni per vivere. Rifiutala! Senza paura, scuotila a testimonianza per loro. Ma se trovi un “figlio della pace”, disposto ad accogliere questo annuncio e ad attendere che questo si sviluppi e cresca e che produca il frutto per il quale è stato donato, cioè la vita eterna per te e anche per gli altri, se troverai un “figlio della pace”, resta con lui, aprilo alla speranza che tutto questo si verifichi, tutto questo è stato già promesso, è stato già acquistato. Ora amici, quale sarà la forza di questo annuncio? Solo raccontare queste cose? No, sta scritto: “Date ragione della speranza che è in voi” cioè mostrate concretamente che voi a questo ci credete, cioè vivete secondo questa logica non secondo la logica del mondo, non abbiate più paura di questo, abbandonate la logica del mondo! Ma voi vedrete con i vostri occhi che la logica del mondo non funziona, lo vedrete con i vostri occhi, perché tutte le logiche che questo mondo sta scegliendo per interpretarsi e per risolvere apparentemente i problemi, si ritorceranno contro chi li ha pensati e si mostreranno come un pugno di mosche. Quel giorno cristiano svegliati, quel giorno ricordati che ti è stato annunciato, quel giorno tieni a mente che Dio aveva disposto in modo diverso e non secondo la durezza del cuore di certi uomini presuntuosi. Quando vedrai questo torna umilmente alla fede, torna umilmente alla fiducia in Dio e non odiare più. E se non mi hai ancora capito, non escludere più, non giudicare più, non creare più barriere, il tuo cuore sia un luogo di accoglienza e tu sarai accolto presso le dimore eterne. Sia lodato Gesù Cristo.

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