Messa di ringraziamento

Martedì della XIII settimana del T.O. Anno Liturgico A
30 Giugno 2020

Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

 

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,23-27)

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

PRIMA LETTURA Dal libro del profeta Amos (Am 3,1-8;4,11-12)

Ascoltate questa parola,
che il Signore ha detto riguardo a voi,
figli d’Israele,
e riguardo a tutta la stirpe
che ho fatto salire dall’Egitto:
«Soltanto voi ho conosciuto
tra tutte le stirpi della terra;
perciò io vi farò scontare
tutte le vostre colpe.
Camminano forse due uomini insieme,
senza essersi messi d’accordo?
Ruggisce forse il leone nella foresta,
se non ha qualche preda?
Il leoncello manda un grido dalla sua tana,
se non ha preso nulla?
Si precipita forse un uccello a terra in una trappola,
senza che vi sia un’esca?
Scatta forse la trappola dal suolo,
se non ha preso qualche cosa?
Risuona forse il corno nella città,
senza che il popolo si metta in allarme?
Avviene forse nella città una sventura,
che non sia causata dal Signore?
In verità, il Signore non fa cosa alcuna
senza aver rivelato il suo piano
ai suoi servitori, i profeti.
Ruggisce il leone:
chi non tremerà?
Il Signore Dio ha parlato:
chi non profeterà?
Vi ho travolti
come Dio aveva travolto Sòdoma e Gomorra,
eravate come un tizzone
strappato da un incendio;
ma non siete ritornati a me».
Oracolo del Signore.
Perciò ti tratterò così, Israele!
Poiché questo devo fare di te:
prepàrati all’incontro con il tuo Dio, o Israele!

Salmo 5.
Guidami Signore, nella tua giustizia. R..

Tu non sei un Dio che gode del male,
non è tuo ospite il malvagio;
gli stolti non resistono al tuo sguardo. R.

Tu hai in odio tutti i malfattori,
tu distruggi chi dice menzogne.
Sanguinari e ingannatori, il Signore li detesta. R.

Io, invece, per il tuo grande amore,
entro nella tua casa;
mi prostro verso il tuo tempio santo
nel tuo timore.R.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Noi predichiamo Cristo a tutta la terra”.
Dai «Discorsi» di Paolo VI, papa

«Guai a me se non predicassi il Vangelo!» (1 Cor 9, 16). Io sono mandato da lui, da Cristo stesso per questo. Io sono apostolo, io sono testimone. Quanto più è lontana la meta, quanto più difficile è la mia missione, tanto più urgente è l’amore che a ciò mi spinge. Io devo confessare il suo nome: Gesù è il Cristo, Figlio di Dio vivo (cfr. Mt 16, 16). Egli è il rivelatore di Dio invisibile, è il primogenito d’ogni creatura (cfr. Col 1, 15). È il fondamento d’ogni cosa (cfr. Col 1, 12). Egli è il Maestro dell’umanità, e il Redentore. Egli è nato, è morto, è risorto per noi. Egli è il centro della storia e del mondo. Egli è colui che ci conosce e che ci ama. Egli è il compagno e l’amico della nostra vita. Egli è l’uomo del dolore e della speranza. È colui che deve venire e che deve un giorno essere il nostro giudice e, come noi speriamo, la pienezza eterna della nostra esistenza, la nostra felicità. Io non finirei più di parlare di lui. Egli è la luce, è la verità, anzi egli è «la via, la verità, la vita» (Gv 14, 6). Egli è il pane, la fonte d’acqua viva per la nostra fame e per la nostra sete, egli è il pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello. Come noi, e più di noi, egli è stato piccolo, povero, umiliato, lavoratore e paziente nella sofferenza. Per noi egli ha parlato, ha compiuto miracoli, ha fondato un regno nuovo, dove i poveri sono beati, dove la pace è principio di convivenza, dove i puri di cuore e i piangenti sono esaltati e consolati, dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati, dove i peccatori possono essere perdonati, dove tutti sono fratelli.
Gesù Cristo: voi ne avete sentito parlare, anzi voi, la maggior parte certamente, siete già suoi, siete cristiani. Ebbene, a voi cristiani io ripeto il suo nome, a tutti io lo annunzio: Gesù Cristo è il principio e la fine; l’alfa e l’omega. Egli è il re del nuovo mondo. Egli è il segreto della storia. Egli è la chiave dei nostri destini. Egli è il mediatore, il ponte fra la terra e il cielo; egli è per antonomasia il Figlio dell’uomo, perché egli è il Figlio di Dio, eterno, infinito; è il Figlio di Maria, la benedetta fra tutte le donne, sua madre nella carne, madre nostra nella partecipazione allo Spirito del Corpo mistico.
Gesù Cristo! Ricordate: questo è il nostro perenne annunzio, è la voce che noi facciamo risuonare per tutta la terra, e per tutti i secoli dei secoli.

Trascrizione dell’Omelia.

Chissà magari un popolo di complottasti penserebbe che questa parola l’abbiamo scelta apposta, invece no, questa parola ci stava aspettando, peraltro questa data è anche molto tarda per celebrare questa Eucarestia, chi poteva immaginare che parola avremmo trovato? Ma una parola terribile di Amos, che ci sveglia tutti per dire: “Ma insomma, ma sapete interpretare le cose si o no?”, che state a cincischiare, non lo dice Amos questo lo dico io, che state a cincischiare su come si dà la Comunione, questo, quell’altro, che cosa indegna .. ma li sapete leggere i segni dei tempi si o no? Dice Amos: “Se il leone ruggisce ..” eh, e poi questo Vangelo meraviglioso che ci sfila dalle spalle la paura. Vediamo un po’ come abbiamo attraversato questo anno, beh vi ricordate? Abbiamo cominciato qua a Settembre scorso, qua per la prima volta alla “Grotta della Rivelazione” abbiamo finalmente strappato questo Libro dalle mani della Vergine, non c’eravamo mai accorti, forse non l’avevamo capito, abbiamo fatto la scrutatio, abbiamo parlato della parola di Dio, ma che questo Libro potesse essere la rivelazione cioè l’Apocalisse, abbiamo cominciato a dircelo proprio a Settembre scorso. E sapete, l’Apocalisse è proprio una rivelazione, una rivelazione sui tempi ultimi ma anche una rivelazione per questi tempi che questa parola attraversa, chi la scrisse a suo tempo mica pensava alla fine del mondo, pensava a quello che accadeva, pensava alle persecuzioni a Roma, pensava al dolore delle persone che si erano convertite e che stavano subendo tanti guai, tante difficoltà da parte delle autorità, gente che soffriva e dunque aveva messo nelle mani di questa chiesa nascente un’arma, l’arma della speranza che ha la capacità di germogliare proprio in quelle circostanze in cui invece proprio quella speranza sembrerebbe venir meno. Perché sapete, una persecuzione è un po’ peggio del Covid, un po’ peggio .. però sa visto che noi quello non lo conosciamo allora facciamo un po’ un ripasso con questa pandemia. Dunque cominciammo così e ci prospettammo il nascere di un pensiero nuovo, di un desiderio nuovo, di un cammino nuovo, ci siamo dette cose forti quella sera, pensando no anche chissà quasi incoscientemente pensando che Dio una parola la dicesse .. e l’ha detta, l’ha detta perché mentre noi dormivamo tra gli ovili (Sal 67,14) già le cose cominciavano a camminare. Poi finalmente abbiamo cominciato l’anno, quello solare, quello che è cominciato a Gennaio e abbiamo avute delle cose, inaspettatamente una visita del Cardinale Vicario che ci ha consolato, che ci ha messo davanti delle prospettive, che tra poco, tra qualche mese vedrete attuarsi e anche qua intorno le cose cambieranno, non sappiamo come, io non l’ho capito, però cambieranno e sapete i cambiamenti sono sempre forieri di speranza e anche .. sono crinali, sono momenti di discernimento, di prova anche, che ci aiutano a tenere le cose che contano e a lasciare andare quelle che forse non erano più adeguate. comunque questo accadrà, sarà uno dei segni di questa rivelazione, che tutti quanti noi auspicavamo. Poi c’è stata nella metà del mese di Gennaio la Professione di Giulia, anche questo ha dato un tocco nuovo ad un cammino che dovrà aprirsi in qualche modo, la dimensione vocazionale, legata alla Scuola di Preghiera, che è aperta eh, non è nata con Giulia e con Giulia muore, è aperta e tutti noi auspichiamo che questa possa essere una parola buona per questo tempo della chiesa. Poi c’è stato l’invito inatteso in Inghilterra, dove abbiamo parlato del Padre Nostro, abbiamo parlato del Padre Nostro al rovescio agli inglesi, che già lo dovevano conoscere perché proprio là era nata questa idea nella mente del Metropolita di Sourozh che è Anthony Bloom, quello di cui voi avete letto il libro, molti di voi hanno letto, siamo andati al cimitero di Kensington a fare visita a questa tomba ed io ho sentito una emozione profonda, mai mi è capitato così, per questa unione, questo desiderio di dare alla chiesa una linfa nuova che parta dalla tradizione, ma non dalla tradizione di quelle scemenze che si fanno, no, dalla tradizione dei padri, dalla tradizione dei padri quella che non disdegna tutte le forme ma che porta con sé lo spirito e la forza del Vangelo. Abbiamo appena, appena fatto in tempo a tornare e già ci siamo dovuti chiudere e per me è stata una esperienza incredibile perché finalmente ho potuto restare a lottare con i miei demoni, con le mie difficoltà personali, con le mie paure, a metà di questo cammino incerto, la reclusione coatta, perché tutte le reclusioni poi sono coatte, mi ha messo nelle condizioni di rivedere tante cose, di leggere di più, di pregare forse anche di più, ma anche di lottare di più. Mia moglie mi è stata tolta per un po’, si è allontanata per un po’ per lo meno visibilmente, mia moglie, non fate quella faccia, è la Scuola di Preghiera mia moglie, cioè quella prospettiva che il Signore ha concesso alla mia vita per guardare alla chiesa, è una porziuncola vi ricordate? l’abbiamo detto tante volte, però è la mia porziuncola, quella che io condivido con lo Spirito di Dio. E allora là è nata un’altra intuizione, chi l’avrebbe detto, io proprio no, quella cioè di varcare le soglie in qualche modo, col desiderio di far compagnia a chi era solo e abbiamo cominciato a parlare un linguaggio che non conoscevamo, non quello delle catechesi ma della possibilità di entrare nelle case, dove generalmente la Scuola di Preghiera non entra, la Scuola di Preghiera rimane là, .. noi veniamo, ascoltiamo, usciamo, dimentichiamo e viviamo i fatti nostri. E invece stavolta siamo stati quasi, quasi, invitati, fortemente invitati, a ricordarci pure là, pure a casa, pure in mezzo a queste immense solitudini impreviste, a ricordarci una parola, una parola che ci ha fatto compagnia in tanti momenti, che sta sempre lì accovacciata alla porta della nostra casa come la sapienza, quella sapienza per la quale chi si alza di buon mattino la trova pronta (Sap 6,14). E questo ci ha fatto, io credo non lo so poi lo dite voi, ci ha fatto conoscere forse anche in un modo nuovo, perché sai altro è stare tutti insieme lì con la lavagna, tutte le battute, le barzellette, le cose ed un conto è stare un 45 minuti, 50 minuti, un’ora a spron battuto su un tema che io qualche volta non sapevo proprio da che parte parare ed in qualche modo ci siamo incontrati. Abbiamo imparato una tecnica nuova, è come se ci avessero .., sapete, forse non è bello fare questo esempio ma mi ricordo una donna, un architetto ebrea, che ci fece l’illustrazione del museo e della sinagoga del Tempio Maggiore e raccontando le cose della sua infanzia ci disse che la Domenica pomeriggio, ad un certo punto, intorno al ’38 o giù di lì, i genitori decidevano di fare delle lunghissime passeggiate, avendo mangiato pochissimo a pranzo e facendo il passaporto a tutti con dei soldi dentro e questi non capivano, ma facevano queste lunghe passeggiate per abituarsi al giorno in cui, i genitori lo sapevano, passeggiate ne avrebbero dovute fare drammatiche, con pochi soldi se ce l’avevano e con poco mangiare. Forse anche noi siamo stati un po’ abituati in questo tempo a nutrirci così, a pizzichi e bocconi, di qualche cosa chissà in previsione di che, io oggi vorrei dare un nome all’oggetto che potremmo prevedere, non quello della disfatta, non quello della caduta, non quello della solitudine come tanti vogliono, sempre i menagrami che vogliono che la chiesa va a finire male, ma chissà, quello della martyria, della testimonianza, dell’annuncio, della profezia e lo diceva anche la parola no? Se senti tutti questi segni, tutte queste cose, perché te li manda Dio? Perché tu cominci a profetare, perché tu cominci a profetare, perché la parola non sia più per te uno scioglilingua, un foglietto dei baci perugina, ma una parola che gli altri stanno attendendo per vivere, beato te che gliela porti, benedetta la tua bocca che ha la possibilità di proferirla e se la bocca stesse zitta e parlassero le tue opere, beato ancora di più. Dunque ci stiamo dirigendo facendo l’interpretazione di quest’anno passato, verso il futuro? No, verso un presente destinato a prolungarsi, un presente che non è incerto per noi no, l’abbiamo visto, l’abbiamo sperimentato, ci siamo fatti anche un po’ i muscoli, non è incerto, è un presente abitato dallo Spirito di Dio, quello che ha dato senso alla nostra ricerca, quello che un giorno ci ha invitato ad ascoltare una parola, per carità non la migliore di tutti ma appena un po’ diversa da quella che eravamo abituati a sentire, una parola che piano, piano ci ha fatto incontrare, un seme di gloria è piantato al centro di questa speranza. Adesso questa esperienza non è che finisce, ma si ferma per un po’, come ripartiremo a settembre? Vorrei dirlo in ebraico, posso dirlo? “Boh”! questa è una parola arcaica, non lo so, non lo sappiamo, riprenderemo alla fine di Settembre, all’inizio di Settembre, metà Settembre, soprattutto dove? Come? chi lo sa? E chi lo sa? Una cosa sappiamo che anche se si levassero tempeste improvvise anche quelle che stiamo temendo, che tutto sarà ancora peggio, può darsi che sarà così, chi lo sa magari sarà anche così, ma noi entriamo con la nostra povera barca, con la nostra piccola chiesa, entriamo in questo mare in tempesta guidati dal gesto allocutorio del Cristo, ricordate una catechesi antica? Dal gesto allocutorio di Cristo che con la sua autorevolezza, la sua autorità calma i venti ed il mare. Se staremo vicino a lui, il mondo saprà qual è la nostra speranza, se ce ne staremo nascosti da qualche parte con paura, il mondo non capirà. Ma io spero che questa parola stasera invece ti scaldi il cuore e ti accenda un pensiero nuovo, non aver fretta di sapere che pensiero è, che cosa dice, dove porta, sappi che questo pensiero è fatto della carne del Risorto, è animato dallo Spirito di Dio ed ha come finalità la salvezza del mondo, beato te che a questo sei stato convocato. Sia lodato Gesù Cristo.

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