Parola Chiave

Salmo 145

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

L'eco delle opere di Gesù arriva in fondo al carcere dove sta Giovanni che, attraverso i suoi, pone la domanda che contiene tutta l'attesa del popolo di Dio: sei tu quello che viene? La risposta di Gesù al grande profeta è essa stessa profetica perché indica il luogo dove riconoscere l'avveramento delle promesse messianiche. Purché non ci si scandalizza di lui, della sua croce, della debolezza dei suoi ministri, della piccolezza dei figli del Padre.
Trascrizione
15
Dicembre 2019

Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

Gesù parla ancora ai farisei che si sentono più volte chiamati in causa perché "erano attaccati al denaro" e perciò "si beffavano" di lui. In questa pagina sono rappresentati dal ricco e sono descritti come coloro che non ascoltano Mosè e i Profeti e neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi. Il loro è come un adulterio, solo che al posto di una donna c'è il denaro. La fede cristiana non è una teoria economica, ma una visione della realtà e Dio non è lontano, ma presente in mezzo a noi, al punto di realizzare l'evento più forte verso ogni coscienza.
Trascrizione
29
Settembre 2019

Questa vedova, nella sua povertà, ha dato tutto quello che aveva.

Gesù rimprovera gli scribi e i dottori della Legge non per questioni morali ma perché, nei loro atteggiamenti e scelte, essi fanno festa ai poteri del mondo, non a Dio. Una colpa teologica, dunque, perché non hanno nulla in comune con il comportamento del Figlio di Dio in mezzo a noi. Le colpe gravi degli scribi non sono le vesti che indossano, i saluti e i primi posti che pretendono, ma il dominio sulle persone deboli ("divorano le case delle vedove"), la falsità di preghiere reclamizzate ("pregano a lungo per farsi vedere").
Trascrizione
11
Novembre 2018

Fa udire i sordi e fa parlare i muti.

Gesù allontana il sordomutodalla folla, in disparte; gli mette le dita negli orecchi e gli tocca la lingua con la sua saliva. L'orecchio finalmente si apre all'ascolto e la lingua canta la lode a Dio con ciò che esce dalla bocca del Figlio di Dio che, guardando su al cielo, sospira il comando dello Spirito: Effatà! Apriti! La potenza è nel gesto e nella Parola. In ogni miracolo di Gesù l'azione è compagna della voce. Nel segno si manifesta la volontà del Padre, nella parola l'energia del Figlio. Non sono due realtà diverse, perché il Padre e il Figlio vogliono la stessa cosa perché sono una sola cosa. Il dono dello Spirito viene sempre quando il Padre fa il suo segno per mano del Figlio ed il Figlio dice la sua parola con gli occhi rivolti al Padre. Si riapre l'udito e si scioglie la lingua: il sordomuto parla correttamente. Non serve raccontarlo in giro, perché il dono della parola è per dar lode a Dio. Eppure quanto più Gesù raccomanda il Silenzio, tanto più la voce si diffondeva. Come la parola sovrabbonda, così è della pienezza del cuore; il bene è incontenibile, si diffonde da solo. E qui è lo Spirito a straripare.
Trascrizione
09
Settembre 2018

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

Sei tu? La domanda di Giovani è "LA" domanda alla quale Gesù non solo risponde, ma lo fa col criterio delle risposte sicure, il metodo dei fatti, dei segni visibili e tangibili, quelli dell'esperienza personale. Si crede per aver sentito; ancor più per aver visto e provato. E questa è la testimonianza più efficace anche per comunicare il Vangelo.
11
Dicembre 2016
Te Deum // Musica Sacra
  1. Te Deum // Musica Sacra
  2. Preghiera di Gesù // Musica Sacra
  3. Isusova Molitva // Musica Sacra
  4. Agni Parthene // Musica Sacra