Santissima Trinità

Anno Liturgico B
30 Maggio 2021

Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.(Messa del mattino e della sera)

 

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

PRIMA LETTURADal libro del Deuteronòmio (Dt 4,32-34.39-40)

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Interroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra e da un’estremità all’altra dei cieli, vi fu mai cosa grande come questa e si udì mai cosa simile a questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco, come l’hai udita tu, e che rimanesse vivo?
O ha mai tentato un dio di andare a scegliersi una nazione in mezzo a un’altra con prove, segni, prodigi e battaglie, con mano potente e braccio teso e grandi terrori, come fece per voi il Signore, vostro Dio, in Egitto, sotto i tuoi occhi?
Sappi dunque oggi e medita bene nel tuo cuore che il Signore è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra: non ve n’è altro.
Osserva dunque le sue leggi e i suoi comandi che oggi ti do, perché sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre».

Salmo 32.
Beato il popolo scelto dal Signore.R..

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. strong>R.

Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.
Perché egli parlò e tutto fu creato,
comandò e tutto fu compiuto. R.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo. R.

SECONDA LETTURA Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani. (Rm 8,14-17).

Fratelli, tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Luce, splendore e grazia della Trinità”.
Dalle «Lettere» di sant’Atanasio, vescovo

Non sarebbe cosa inutile ricercare l’antica tradizione, la dottrina e la fede della Chiesa cattolica, quella s’intende che il Signore ci ha insegnato, che gli apostoli hanno predicato, che i padri hanno conservato. Su di essa infatti si fonda la Chiesa, dalla quale, se qualcuno si sarà allontanato, per nessuna ragione potrà essere cristiano, né venir chiamato tale.
La nostra fede è questa: la Trinità santa e perfetta è quella che è distinta nel Padre e nel Figlio e nello Spirito Santo, e non ha nulla di estraneo o di aggiunto dal di fuori, né risulta costituita del Creatore e di realtà create, ma è tutta potenza creatrice e forza operativa. Una è la sua natura, identica a se stessa. Uno è il principio attivo e una l’operazione. Infatti il Padre compie ogni cosa per mezzo del Verbo nello Spirito Santo e, in questo modo, è mantenuta intatta l’unità della santa Trinità. Perciò nella Chiesa viene annunziato un solo Dio che è al di sopra di ogni cosa, agisce per tutto ed è in tutte le cose (cfr. Ef 4, 6). E’ al di sopra di ogni cosa ovviamente come Padre, come principio e origine. Agisce per tutto, certo per mezzo del Verbo. Infine opera in tutte le cose nello Spirito Santo. L’apostolo Paolo, allorché scrive ai Corinzi sulle realtà spirituali, riconduce tutte le cose ad un solo Dio Padre come al principio, in questo modo: «Vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; e vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti» (1 Cor 12, 4-6).Quelle cose infatti che lo Spirito distribuisce ai singoli, sono date dal Padre per mezzo del Verbo. In verità tutte le cose che sono del Padre sono pure del Figlio. Onde quelle cose che sono concesse dal Figlio nello Spirito sono veri doni del Padre. Parimenti quando lo Spirito è in noi, è anche in noi il Verbo dal quale lo riceviamo, e nel Verbo vi è anche il Padre, e così si realizza quanto è detto: «Verremo io e il Padre e prenderemo dimora presso di lui» (Gv 14, 23). Dove infatti vi è la luce, là vi è anche lo splendore; e dove vi è lo splendore, ivi c’è parimenti la sua efficacia e la sua splendida grazia. Questa stessa cosa insegna Paolo nella seconda lettera ai Corinzi, con queste parole: «La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2 Cor 13, 13). Infatti la grazia è il dono che viene dato nella Trinità, è concesso dal Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo. Come dal Padre per mezzo del Figlio viene data la grazia, così in noi non può avvenire la partecipazione del dono se non nello Spirito Santo. E allora, resi partecipi di esso, noi abbiamo l’amore del Padre, la grazia del Figlio e la comunione dello stesso Spirito.

Trascrizione dell’Omelia.

Questa finale di Matteo invece di chiudere la predicazione di Gesù e la sua amicizia con i suoi discepoli, gli apostoli, apre una prospettiva grandissima, perché? Perché è mandato l’invio ad ammaestrare tutti e dice Gesù: “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito”, dunque a chi avesse ancora il sospetto, come pensano spesso altre religioni, che la Trinità sia un politeismo, si accorgerà presto invece questa è la volontà di Cristo e unifica in Sé ogni cosa. Siccome però potremo anche dire che la nostra mente non ci aiuta a capire queste cose, allora entriamoci da un’altra parte, entriamoci dalla parre dello Spirito per l’appunto, che è lui che convince il mondo quanto al peccato, la giustizia e al giudizio, ma convince anche il nostro cuore e la nostra mente, alla comprensione del mistero. Allora ci entreremo per una via di contemplazione, per una via mistica e io credo che se la chiesa ha pensato di offrircela, la devozione alla Trinità Santissima, dopo la Pentecoste, è perché senza la Pentecoste nessuno può attingere a questo mistero: non è un mistero ragionevole solamente, è un mistero che si può contemplare e adesso andiamo a guardare. Mi dispiace che non siano state scelte per questa Eucarestia altre letture, una in particolare, la Seconda Lettera ai Corinzi, che dice che il mistero nascosto dai secoli noi lo abbiamo conosciuto, un mistero che la mente umana non ha la capacità di comprendere. Quando diciamo questo? Quando vediamo la realtà creata ci accorgiamo che è molteplice, che è ricca, che è piena di cose meravigliose, la scienza ancora investiga e trova ancora, ancora e ancora, e anche quando incontra la contraddizione della malattia, quella che noi abbiamo vissuto in questo anno di pandemia, anche quando incontra la contraddizione la scienza ancora penetra. Il Libro della Sapienza dice che questa scienza, in realtà ci è data dalla sapienza di Dio, quella stessa sapienza che ha permesso a tutte le cose di essere create, chiamate all’esistenza ed essere messe in relazione dall’intelligenza e dall’umiltà dell’uomo. Dunque la scienza così procede e scopre sempre cose nuove, guai a quello che prendesse la scienza per dire: “Ci ha detto già abbastanza, non può dirci di più, ci fidiamo di questo e basta”, se la scienza ci apre ad una conoscenza ulteriore, vuol dire che la finalità della scienza non è quella di pesare la materia ma di .. vi scandalizzo con questo, ma di incontrare lo Spirito, quello stesso Spirito che presiedeva alla creazione, che aleggiava sulle acque informi all’inizio del progetto di Dio. E questa sapienza, diranno le altre filosofie, diranno gli altri modi di pensare, questa sapienza te la devi conquistare andandotela a cercare con difficoltà, impegnandoti molto con la mente, conoscendo molte cose, forse studiando molto, così sono le sapienze del modo, sono cose che si possono attingere con sforzo, con fatica e non tutti ci arrivano.. No! non è questa la sapienza di cui parliamo noi, questa sapienza nascosta ha potuto manifestarsi a noi sai perché? Perché tu hai, anche nella tua semplicità pure nel tuo peccato, tu hai una sede per questa sapienza, tu hai un luogo che è fatto apposta per attingere a questa sapienza. Si, dirai che non te ne sei accorto, che la vita, che i pensieri, le preoccupazioni, pensa quello che vuoi, ma una cosa la devi confessare però, hai una nostalgia che non è quella del passato, hai una nostalgia paradossale del futuro, hai una nostalgia di qualcosa che non hai mai visto, che non hai mai conosciuto, eppure questa nostalgia brucia all’interno della tua vita ed evoca costantemente la possibilità di incontrare, come direbbe qualcuno, l’Inatteso, cioè di incontrare uno che è diverso dalle immagini che hai ricevuto, che è diverso dalle idee che la gente si è fatta, uno che è sempre sorprendente. E sai perché è sorprendente? Perché portando in se qualcosa di Dio, Dio Egli Stesso, porta pure la tua faccia, dunque quando lo incontri sei sorpreso da questa presenza. Hai capito che questo desiderio del cielo non è desiderio di angioletti e di non so che, di spiriti puri, questo desiderio del cielo è calato nella realtà dell’uomo e un Dio Uomo è venuto a raccontarcelo per dire a ciascuno: “Fermati, guarda, che cosa porti dentro? Hai la malattia? Te la tolgo. Hai un problema? Te lo tolgo. Non riesci a vedere? Ti do la vista. Non hai mai visto? Io ti creo gli occhi per vedere”, per vedere che? I soli che girano? No, per vedere un amore di Dio che tutte le volte che ti raggiunge, risuona con una corda profonda che tu possiedi, capisci? Tu la possiedi! Sai cosa vuol dire? E qua ti scandalizzo ancora, tu possiedi Dio! Tu possiedi Dio! Non sto esagerando sai? Se esagerassi allora ditemi voi con quale animo potrei darvi tra poco il corpo di Cristo? a chi va il copro di Cristo? e qua no va a tutte quelle sciocchezze, nelle mani, non nelle mani, solo nelle mani, solo nella bocca e tutte quelle cose inutili, faziose! Il corpo di Cristo raggiunge te, raggiunge te e se tu sei disposto ad entrare in relazione con lui veramente, Egli ti mostrerà l’Amore Trinitario, quell’Amore Trinitario, quella relazione che è di Dio, che è scritta pure come una cifra profonda nel tuo essere e che desidera finalmente ricostruirsi. Dice san Paolo, in quella Lettera ai Corinzi: “Ma il mondo questa cosa non l’ha conosciuta” tu gli parli di queste cose e il modo non capisce, ride pure quando gliele dici. È vero, però il mondo sta ancora facendo una lotta improvvida, ancora è diviso, ancora sta facendo rivoluzioni, ancora odia, si vendica, sfrutta, prevarica, con tutti i mezzi che ha. Ci guarda sbeffeggiandoci, ci guarda beffardamente perché ci chiama così, idolatri, chi lo sa, fantasiosi, non la capisce, però vive in questa difficoltà. Noi no, anche se andiamo incontro a tante difficoltà personali, relazionali con gli altri, il desiderio di ricostruire l’unità lo portiamo dentro, è più forte di ogni odio, è più forte di ogni rancore, pure se tu fossi completamente ferito, portato via da un qualcosa che ti ha fatto male, rimane in te il desiderio di riparare, di ricostruire, di guarire, di guardare al cielo con cuore riconciliato. Ed è per questo che noi quando andiamo in chiesa, entriamo dispersi, entriamo con le nostre paure, le nostre difficoltà, tutte le nostre frammentazioni, come entriamo troviamo una porta che guarda al Padre, vede il Figlio e possiede lo Spirito e questa porta ci ricorda subito chi siamo, subito! Che non siamo gente qualsiasi, ci ricorda che noi portiamo l’amore di Dio. E questo amore di Dio non è né uno scudetto, né un punto qualità, quest’amore di Dio come ci raggiunge subito desidera metterci in relazione, è questo che guarisce il mondo, questo! Allora io vorrei dirti cristiano, siccome è questo che guarisce il mondo, non ti mettere a fare le guerre con nessuno, ma neanche le guerre di religione, perché chi fa le guerre di religione oggi, è un fazioso, guarda i propri interessi, non ha la fede nell’Amore Trinitario, solo vuole lottare con qualcuno. Porta con te la mitezza, la pace, il senso di giustizia, l’amore profondo, la delicatezza, che la Sapienza incarnata consegna alla tua vita. E gli altri? E gli altri lo vedranno, forse non lo vedranno questa generazione, ma lo sperimenteranno. E noi questo tesoro diamo ai figli, non la morale, si sono stufati di sentire i nostri moralismi, poi alla fine pure noi non è che siamo .. si sono stufati, non vengono più a Messa per sentire moralismi, vogliono sapere che cosa portano dentro e come mai quel desiderio irrefrenabile, che qualche volta li porta al male, come mai pure nel male non è mai compiuto e desidera ancora evocare il bene in qualche modo, anche scimmiottandolo. Non sarai tu a dirglielo perché? Non dirai tu ai tuoi figli, ai tuoi nipoti, questo desiderio non è un desiderio di piacere, questo desiderio è un desiderio di Bene. Il mondo andrà per la sua strada, il mondo farà le sue scelte, lo farà pensando di esaltare la libertà, tu guardalo, guardalo con pazienza, noi siamo nella purificazione cari fratelli, guardalo senza giudicarlo, non aver paura, dice san Paolo nella Lettera ai Romani, stamattina lo abbiamo ascoltato: “Noi non abbiamo ricevuto uno spirito da schiavi” per restare nella paura e fare la lotta contro tutti, come fanno i paurosi, “noi abbiamo ricevuto uno Spirito di figli” e allora se abbiamo ricevuto uno Spirito di figli comportiamoci da figli, liberi! Questo mondo ci viene contro con le sue leggi? E noi sopporteremo per Cristo, perché sappiamo che Dio ci ha amato quando eravamo peccatori. Forse la cosa che ci fa più paura non è che il mondo si prenda qualche cosa in cui crediamo, ma che ci metta in difficoltà e ci faccia rientrare nel martirio. Ma il martirio è esattamente quello che tu mangi tutte le volte che vieni a Messa, il sangue di Cristo e quello dei martiri, è quello che dà vita alla tua vita, ricordatelo questo. E se la chiesa sarà martire, che sia martire, ma per il Signore e per l’amore e per la riconciliazione, non per i partiti politici, per le fazioni o non so cosa. Chiusa la parentesi di una polemica che forse non ci voleva, torniamo a respirare la bellezza di questo mistero, oggi ti è donato, quello della Trinità, oggi ti è regalato e lo Spirito comincia da oggi ad insegnare al tuo spirito chi sei veramente e dove stai andando, perciò abbi pazienza, gradualmente accogli finché Dio non voglia manifestare la sua volontà sulla tua vita a lode e gloria del suo nome. Sia lodato Gesù Cristo.

Messa della sera

 
Trascrizione dell’Omelia.

“Un mistero nascosto dai secoli” così è definito il mistero Trinitario, la chiesa poi ne ha evidenziato poi anche una dimensione descrittiva, stabile, un dogma insomma a cui tutti siamo tenuti a credere. Ma quando la teologia riflette sul mistero trinitario, dobbiamo dirlo, usa una terminologia e dei ragionamenti che voi direste sono un po’ difficili, non sono un po’ difficili, sono molto difficili e tuttavia portano in sé una semplicità che ci sconcerta, che ci disarma, che alimenta in noi anche un desiderio nuovo di relazionarci con questo mistero. Beh, san Paolo, in questa Lettera ai Romani, il bellissimo capitolo 8 della Lettera ai Romani, in cui riflette sulla presenza dello Spirito e sulla sua azione, ci mette davanti una prima evidenza davanti alla quale penso tutti noi possiamo consentire, dice che quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio, cioè quelli che guardano le cose della storia, non solo in modo meccanico e che ne so io, come diciamo noi qualche volta con un po’ di presunzione, scientifico, ma si accorgono che nella storia è nascosto un segreto, un segreto desiderio di relazione, costoro sanno di non essere guidati solo dall’evidenza dei fatti, ma sanno di essere anche sostenuti, o spinti addirittura dall’interno, da qualcosa che è più grande, che trascende, come si suol dire. E dice san Paolo: “Nella fattispecie voi non solo avete ricevuto la possibilità di riconoscere questa relazione, se siete figli è chiaro che avete un Padre, dunque capite che la relazione sta al centro della vostra ricerca e alla fine dei vostri sforzi, ma voi, ve lo annuncio, avete ricevuto uno Spirito di figli adottivi e questo Spirito non vi permette di tornare nella paura dove stavate prima, nel buio, nella realtà oscura dentro la quale giudicavate male le cose, avevate paura di ogni evento, di ogni fatto, prima di tutto della morte. Questo Spirito che vi è stato donato, vi dà la possibilità di chiamare Dio: “Padre”. E’ questo il grande mistero, abbiamo ricevuto non uno spirito da schiavi come tutte le religiosità naturali, abbiamo ricevuto uno Spirito di figli, ma chi ce lo ha detto che questo era uno Spirito di figli? C’era bisogno che un Figlio venisse fino a noi e ci guardasse e ci convincesse con gli occhi di un uomo come noi che noi vedessimo in lui non solo l’affezione, la disponibilità, la dolcezza di cuore dell’altro che sempre desideriamo incontrare, ma che vi vedessimo anche il perdono dei nostri peccati, il sostegno delle nostre infermità, la parola certa nei momenti di oscurità della vita. E se questo non fosse bastato, questo Figlio che ci ha guardato con quello sguardo di cui dicevamo, ci ha fatto comprendere che la nostra vocazione ad avere una relazione è più alta di quello che pensavamo, non basta la relazione che tu vorresti avere con il tuo vicino, con il tuo prossimo, qualche volta anche solo per sfruttarlo, per usarlo a tuo piacimento, no, questa relazione ti permette di amare l’inamabile, ti permette di sostenere la debolezza di chi hai intorno perché capisci che ha bisogno di te, Costui quando ci ha aperto il cuore ci ha fatto conoscere che chi lo ha mandato ci ha amato quando eravamo peccatori. Dunque chi lo ha mandato, suo Padre, ci ha conosciuto dentro le difficoltà della nostra vita, dentro le incongruenze, quelle che generalmente noi nascondiamo, lui le conosce e conoscendole non si è approfittato di questo. Ci ha mandato una logica comprensibile, il volto del suo Figlio e noi quando lo abbiamo incontrato abbiamo detto: “Ma questo è semplice, Costui ci ama, se ci ama vuol dire che c’è qualcosa in noi che è degno di essere amato” e ci ha fatto conoscere che questo “qualcosa in noi” che è degno di essere amato, non viene da noi, viene da chi ci ha chiamato all’esistenza, allora sta a vedere che Costui viene come un “Buon Pastore”, viene come uno che viene a riprendersi il suo e riprendendo noi in questo ovile, ci arricchisce delle sue grazie. Per questo Paolo diceva, in quel brano che abbiamo ascoltato, che la presenza di questo Spirito ci fa capire che siamo eredi di Dio, tu hai capito? Eredi di Dio! Oh, ma tu ce l’avrai un’idea dell’eredità no? Anche che l’eredità non l’hai avuta, ce l’hai, combatti con tua cognata sempre per questa eredità no? Lo sai che c’è un’eredità e l’eredità che cosa ti consegna? Quello che era di tuo padre o di tuo nonno e quando te lo consegna, se è una ricchezza ingente, come diventi tu? Ricco come tuo nonno. Ebbene sappi che questo Figlio ci ha fatto ereditare nello Spirito di Dio che cosa? La divinità! E dice Paolo che noi siamo diventati eredi di Dio e coeredi di Cristo, coeredi di Cristo! Ma ce l’avrai al centro della tua esistenza, un languore così forte, una nostalgia così irriducibile che ti fa capire che tu non pensi alla vita dopo la morte perché hai bisogno di credere in qualche cosa, ma che questo desiderio affonda le radici dentro la tua stessa realtà umana. Ebbene uno è venuto a dirti come si chiama, questa si chiama figliolanza, tu sei fatto per la relazione e non hai pace finché questa relazione non la ricostruisci. E perché tu possa imparare che cos’è questa relazione incomprensibile tra il Padre, il Figlio e lo Spirito, prima ancora che venga la teologia o la filosofia a dirtelo, hai una scuola davanti ai tuoi occhi, hai la famiglia, hai il tuo prossimo, hai la società, hai il mondo in cui sei chiamato ad agire da figlio e non da padrone. Per questo Gesù in questo brano di Matteo guardate, con semplicità proprio, in poche righe dice, dopo che stavano là a decidere: “Ma sarà lui o non sarà lui? Perché era morto, si è risorto, non si capisce, non si riconosce”, perché tu lo riconosci sempre Gesù nella storia che vivi? No! Lo sai chi è, te l’hanno detto, te l’hanno raccontato, più o meno te ne sei fatta un’immagine, forse hai l’immaginetta di Gesù misericordioso, poi esci fuori nel mondo vedi il tuo prossimo non ha questi tratti e lo odi, lo disprezzi e lo allontani, come fai a ricordarti che è figlio di Dio pure lui!? Gesù passa sopra a questo dubbio degli apostoli che dubitavano e si avvicina, dice: “Gesù avvicinatosi” .. come si è avvicinato quando è disceso dal Padre per venirci ad accogliere, dicendo: “Sappiatelo, mi è stato dato potere in cielo ed in terra, tutte le cose difficili di lassù io le ho tradotte nella semplicità dei vostri sguardi, tutti i vostri desideri che non capite io li ho riportati davanti al Padre”, dunque non c’è più niente che sia escluso da questo amore. “Dunque” dice Gesù: “Andate e ammaestrate tutte le nazioni battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”, sai che cosa vuol dire? Vuol dire che dovunque vai tu riporti la relazione Trinitaria come logica della relazione tra gli uomini, li battezzi nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo non solo perché fai il sacramento, ma perché gli ricordi che tutto quello che portano dentro, appartiene a Dio e in Dio troverà la sua gioia e la sua felicità. Tu vai con questo schema nel cuore e nella mente e tutti sappiano che la relazione salva il mondo, la relazione viene da Dio, per gli uomini è una ricchezza e un dramma, tu insegna agli uomini a vivere secondo questa relazione, troveranno il Padre perché lo Spirito gli è stato già consegnato, lo vedranno negli occhi del Figlio, quindi negli occhi di ogni uomo, perché là il Padre desidera manifestarsi. E dopo aver detto questo, andandosene da loro, tornando in cielo dal Padre, dice: “Io però resterò con voi in ogni tempo, fino alla fine”, anche con te resterà, fino alla fine, nella tua vita e alla fine della storia, finché Dio non sia tutto in tutti. Sia lodato Gesù Cristo.