I Domenica di Quaresima

Anno Liturgico B
21 Febbraio 2021

Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli.

 

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,12-15)

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

PRIMA LETTURADal libro della Gènesi (Gen 9,8-15)

Dio disse a Noè e ai suoi figli con lui: «Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti dopo di voi, con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e animali selvatici, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca, con tutti gli animali della terra. Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutta alcuna carne dalle acque del diluvio, né il diluvio devasterà più la terra».
Dio disse:
«Questo è il segno dell’alleanza,
che io pongo tra me e voi
e ogni essere vivente che è con voi,
per tutte le generazioni future.
Pongo il mio arco sulle nubi,
perché sia il segno dell’alleanza
tra me e la terra.
Quando ammasserò le nubi sulla terra
e apparirà l’arco sulle nubi,
ricorderò la mia alleanza
che è tra me e voi
e ogni essere che vive in ogni carne,
e non ci saranno più le acque per il diluvio,
per distruggere ogni carne».

Salmo 24.
Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà. R..

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza. R.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore. R.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.R.

SECONDA LETTURA Dalla prima lettera di san Pietro apostolo (1Pt 3,18-22).

Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l’annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua.
Quest’acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“In Cristo siamo stati tentati e in lui abbiamo vinto il diavolo”.
Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo.

«Ascolta, o Dio, il mio grido, sii attento alla mia preghiera» (Sal 60, 1). Chi è colui che parla? Sembrerebbe una persona sola. Ma osserva bene se si tratta davvero di una persona sola. Dice infatti: «Dai confini della terra io t’invoco; mentre il mio cuore è angosciato» (Sal 60, 2).
Dunque non si tratta già di un solo individuo: ma, in tanto sembra uno, in quanto uno solo è Cristo, di cui noi tutti siamo membra. Una persona sola, infatti, come potrebbe gridare dai confini della terra? Dai confini della terra non grida se non quella eredità, di cui fu detto al Figlio stesso: «Chiedi a me, ti darò in possesso le genti e in dominio i confini della terra» (Sal 2, 8).
Dunque, è questo possesso di Cristo, quest’eredità di Cristo, questo corpo di Cristo, quest’unica Chiesa di Cristo, quest’unità, che noi tutti formiamo e siamo, che grida dai confini della terra.
E che cosa grida? Quanto ho detto sopra: «Ascolta, o Dio, il mio grido, sii attento alla mia preghiera; dai confini della terra io t’invoco». Cioè, quanto ho gridato a te, l’ho gridato dai confini della terra: ossia da ogni luogo.
Ma, perché ho gridato questo? Perché il mio cuore è in angoscia. Mostra di trovarsi fra tutte le genti, su tutta la terra non in grande gloria, ma in mezzo a grandi prove.
Infatti la nostra vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove e il nostro progresso si compie attraverso la tentazione. Nessuno può conoscere se stesso, se non è tentato, né può essere coronato senza aver vinto, né può vincere senza combattere; ma il combattimento suppone un nemico, una prova.
Pertanto si trova in angoscia colui che grida dai confini della terra, ma tuttavia non viene abbandonato. Poiché il Signore volle prefigurare noi, che siamo il suo corpo mistico, nelle vicende del suo corpo reale, nel quale egli morì, risuscitò e salì al cielo. In tal modo anche le membra possono sperare di giungere là dove il Capo le ha precedute.
Dunque egli ci ha come trasfigurati in sé, quando volle essere tentato da Satana. Leggevamo ora nel vangelo che il Signore Gesù era tentato dal diavolo nel deserto. Precisamente Cristo fu tentato dal diavolo, ma in Cristo eri tentato anche tu. Perché Cristo prese da te la sua carne, ma da sé la tua salvezza, da te la morte, da sé la tua vita, da te l’umiliazione, da sé la tua gloria, dunque prese da te la sua tentazione, da sé la tua vittoria.
Se siamo stati tentati in lui, sarà proprio in lui che vinceremo il diavolo. Tu fermi la tua attenzione al fatto che Cristo fu tentato; perché non consideri che egli ha anche vinto? Fosti tu ad essere tentato in lui, ma riconosci anche che in lui tu sei vincitore. Egli avrebbe potuto tener lontano da sé il diavolo; ma, se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere, quando sei tentato.

Trascrizione dell’Omelia.

Quarant’anni rimane Israele nel deserto per diventare un uomo nuovo, cioè per diventare un figlio di Dio degno delle promesse che Dio ha fatto fin da Adamo. E come ci sta Israele nel deserto? Come Adamo, cioè ci sta con le sue difficoltà, i suoi giudizi, con i suoi sospetti, con le sue battute d’arresto, insomma ci sta tanto tempo proprio perché ci vuole una generazione intera prima che un cuore nuovo sia pronto per il Signore. Ma Gesù quando entra nel deserto, nei suoi quaranta giorni, solo imitando la sorte dell’uomo che per questo deserto è passato, non dubita e non sospetta contro il Padre per quello che capita, dice il Vangelo di Marco che fu lo Spirito a portarcelo subito dopo il battesimo, ve lo ricordate? Esce dalle acque del battesimo, lo Spirito Santo discende su di lui e lo Spirito Santo subito dopo lo porta nel deserto, vi rimane quaranta giorni tentato da satana e dice: “Stava con le fiere e gli angeli lo servivano”, forse a noi ci spaventa un po’ che stava con le fiere, ma chi stava con le fiere? Quale uomo gli era stata messo davanti tutte le bestie, tutta la creazione, perché desse un nome a tutte le cose e perché le mettesse in relazione tra loro? Non era forse Adamo? E Adamo non aveva mancato a questa sua vocazione così grande che veniva direttamente da Dio appena l’aveva creato? Ebbene, l’Uomo nuovo Gesù Cristo invece, sta in mezzo alle fiere non come uno che ha paura delle fiere o che dubita nei confronti dell’amore di Dio, ma uno che si mette di nuovo a riconciliare a sé tutte le cose. E questo è il piano di Dio, diceva la Colletta all’inizio, che noi chiediamo al Signore, chiediamo al Padre, che ci faccia conoscere in questo tempo il mistero di Cristo e noi entriamo in questo tempo proprio per conoscere questo mistero di Cristo. Ora, per capire bene questa cosa, guardiamo un po’ come ci comporteremmo noi. Se prendiamo un uomo, un cristiano medio, se prega perché prega? Per i fatti suoi, per le cose di cui ha bisogno. Un cristiano un po’ meglio non prega solo per sé, prega pure per gli altri, prega pure per quelli che gli chiedono di pregare, per quelli che stanno male, per quelli che stanno in difficoltà. Un cristiano un po’ più portato a compimento, non voglio dire perfetto perché non mi piace, ma portato un po’ più a compimento, che cosa fa? Prega pure per quelli che gli hanno fatto del male. Beh è una cosa grande questa. Dunque un cristiano gradualmente comprende, capisce e secondo quello che capisce si adegua, capisce il mistero di Cristo e cerca di assumerlo anche lui. Noi non imitiamo Gesù nelle cose che fa, saremmo matti, andremmo al manicomio, noi invece aderiamo alla volontà di Gesù, secondo quello che abbiamo conosciuto di lui, secondo quello che lo Spirito ci permette di fare, perché? Per avere lo Spirito del Signore, questo è il nostro obiettivo. Ma l’obiettivo di Gesù qual’era? Lui aveva lo Spirito del Signore, per quale motivo si è incarnato, per quale motivo si è sottoposto a questo lungo periodo prima di entrare nel ministero pubblico per riparlare agli uomini, di guarire i malati, eccetera, perché è entrato in questo combattimento anche con satana che lo tenta? Perché Egli si sta preparando, si sta preparando per la sua ora, per il momento in cui tornerà al Padre alla fine di questa parabola salvifica che è venuto ad inaugurare, con una adesione completa e piena. Quel cristiano medio di cui parlavamo prima, quando arriva alla fine che cosa dice? Beh spera di entrare in paradiso, magari incrocia pure le dita, spera di non andare in purgatorio o di starci poco tempo, insomma un cristiano medio pensa spesso a come essere gradito a Dio nella speranza che Dio lo ascolti. Qual è invece l’obiettivo del Figlio di Dio? L’obiettivo del Figlio di Dio è quello di far entrare tutti in questa speranza, tutti nella fede, tutti nella carità cioè nella comunione piena con il Padre. Allora se noi vogliamo entrare in questo tempo già da questa prima Domenica di Quaresima, quale sarebbe il nostro obiettivo nella misura dell’obiettivo di Gesù Cristo, del Figlio di Dio? Arrivare con lui fino al nostro Getsemani, per dire al Padre: “Padre, prendi pure me, ma questi risparmiali”, come Gesù che dice: “Non versare il calice del giudizio finale, prendi il calice del mio sangue, ma quello che devono bere loro e tutti gli empi della terra, quello risparmialo, allontanalo, se tu puoi allontanalo, divarica questo tempo, fa passare la tua chiesa, fa passare gli uomini per questa speranza, non dire l’ultima parola”, sarà lui, proprio lui, il giorno dopo sulla croce a dire: “Tutto è compiuto” e allora si sarebbero scatenate tutte le schiere celesti e invece no, ancora un tempo per noi, ancora quaranta giorni per noi per dire anche noi con lui: “Fa di noi quello che hai stabilito, fa di noi ciò che ti piace, sia fatta la tua volontà, proprio come in cielo, così anche in terra, noi crediamo che questa volontà è buona per il genere umano. E se abbiamo qualche dubbio, e se abbiamo qualche ritrosia, e se qualche cosa ci mette ancora paura, tu proprio in questo tempo dacci la forza perché noi sappiamo che ogni distrazione viene dal maligno, che non ha conosciuto il tuo amore, che non ha gradito la tua predilezione per l’uomo che è un peccatore e debole e allora se ne sta là a ricordarci sempre che non siamo niente, che non siamo adatti, che non siamo amabili, che non è giusto salvarci perché siamo una genia di ribelli: Egli lo sa eppure ci ha prediletto”! Dice il Salmo, sia sulle tue labbra in questo tempo: “O Signore nostro Dio quanto è grande il tuo nome su tutta la terra, se guardo il cielo opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate, ma che cos’è l’uomo perché te ne curi? Eppure tu l’hai fatto poco meno degli angeli, lo hai coronato di gloria e di onore” ecco, questo è l’obiettivo della tua ricerca in questo tempo, cercare dove il Signore ha riposto, al centro della tua vita, questo mistero della gloria, nascosto sotto un cumulo di sospetti, forse di peccati, forse di mediocrità, ognuno conosce la propria vita, io parlo per la mia e ce ne ho abbastanza, sotto questo cumulo di cose che non sono secondo Dio, c’è una sorgente di gloria che chiede di essere conosciuta, che deve essere fatta emergere perché tutti gli uomini possano conoscerla e possano salvarsi. Questa è la nostra vocazione cari cristiani, noi non facciamo la Quaresima per noi stessi, ma per un mondo che aspetta di essere incontrato, di essere liberato dalle tentazioni, liberato dalle accuse del demonio e vivere finalmente libero, libero! Questa libertà è l’oggetto del nostro desiderio. Sia lodato Gesù Cristo.

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