Santi Pietro e Paolo Apostoli

29 Giugno 2021

Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.(messa mattino e sera)

 

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-19)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

PRIMA LETTURADagli Atti degli Apostoli(At 12,1-11)

In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione.
Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui.
Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».

Salmo 33.
Il Signore mi ha liberato da ogni paura. R..

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. strong>R.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.R.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.R.

’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.R.

SECONDA LETTURA Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo (2Tm 4,6-8.17-18).

Figlio mio, io sto già per essere versato in offerta ed è giunto il momento che io lasci questa vita. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore, il giudice giusto, mi consegnerà in quel giorno; non solo a me, ma anche a tutti coloro che hanno atteso con amore la sua manifestazione.
Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché io potessi portare a compimento l’annuncio del Vangelo e tutte le genti lo ascoltassero: e così fui liberato dalla bocca del leone.
Il Signore mi libererà da ogni male e mi porterà in salvo nei cieli, nel suo regno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“L’uomo vivente è gloria di Dio; vita dell’uomo è la visione di Dio.
Dal «Trattato contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo

« La gloria di Dio dà la vita; perciò coloro che vedono Dio ricevono la vita. E per questo colui che è inintelligibile, incomprensibile e invisibile, si rende visibile, comprensibile e intelligibile dagli uomini, per dare la vita a coloro che lo comprendono e vedono. È impossibile vivere se non si è ricevuta la vita, ma la vita non si ha che con la partecipazione all’essere divino. Orbene tale partecipazione consiste nel vedere Dio e godere della sua bontà.
Gli uomini dunque vedranno Dio per vivere, e verranno resi immortali e divini in forza della visione di Dio. Questo, come ho detto prima, era stato rivelato dai profeti in figura, che cioè Dio sarebbe stato visto dagli uomini che portano il suo Spirito e attendono sempre la sua venuta. Così Mosè afferma nel Deuteronomio: Oggi abbiamo visto che Dio può parlare con l’uomo e l’uomo aver la vita (cfr. Dt 5, 24).
Colui che opera tutto in tutti nella sua grandezza e potenza, è invisibile e indescrivibile a tutti gli esseri da lui creati, non resta però sconosciuto; tutti infatti, per mezzo del suo Verbo, imparano che il Padre è unico Dio, che contiene tutte le cose e dà a tutte l’esistenza, come sta scritto nel vangelo: «Dio nessuno lo ha mai visto; proprio il Figlio Unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato» (Gv 1, 18).
Fin dal principio dunque il Figlio è il rivelatore del Padre, perché fin dal principio è con il Padre e ha mostrato al genere umano nel tempo più opportuno le visioni profetiche, la diversità dei carismi, i ministeri e la glorificazione del Padre secondo un disegno tutto ordine e armonia. E dove c’è ordine c’è anche armonia, e dove c’è armonia c’è anche tempo giusto, e dove c’è tempo giusto c’è anche beneficio.
Per questo il Verbo si è fatto dispensatore della grazia del Padre per l’utilità degli uomini, in favore dei quali ha ordinato tutta l’«economia» della salvezza, mostrando Dio agli uomini e presentando l’uomo a Dio. Ha salvaguardato però l’invisibilità del Padre, perché l’uomo non disprezzi Dio e abbia sempre qualcosa a cui tendere. Al tempo stesso ha reso visibile Dio agli uomini con molti interventi provvidenziali, perché l’uomo non venisse privato completamente di Dio, e cadesse così nel suo nulla, perché l’uomo vivente è gloria di Dio e vita dell’uomo è la visione di Dio. Se infatti la rivelazione di Dio attraverso il creato dà la vita a tutti gli esseri che si trovano sulla terra, molto più la rivelazione del Padre che avviene tramite il Verbo è causa di vita per coloro che vedono Dio.

Trascrizione dell’Omelia.

Era cresciuto Pietro gradualmente, da quel lago di Galilea in cui aveva detto a Gesù: “Allontanati da me perché sono un peccatore” era cresciuto gradualmente nel tempo in cui ha accompagnato Gesù nella sua predicazione, guardando i prodigi che faceva, ascoltando il suo insegnamento, aveva intuito quello che in questo brano del Vangelo di Matteo è riportato, cioè in un momento in cui si ritirano presso il Giordano alla domanda: “Chi sono io secondo la gente?” e poi: “Secondo voi?”, Pietro subito dirà: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” una espressione inconcepibile per un galileo, un pescatore, ma soprattutto per un ebreo, perché? Perché dire ad un uomo: “Tu sei il Santo di Dio, tu sei il Messia” vuol dire riconoscere e vedere aspetti che non sono proprio visibili, comunque chi aveva la scienza e l’intelligenza al tempo di Gesù e conosceva anche la Legge, le Scritture ed i Profeti, questa franchezza non ce l’ha avuta, questa intuizione della messianicità del Figlio di Dio, non l’ha avuta, tant’è che lo hanno ucciso. E Pietro, pure lui in qualche modo lo ha ucciso, perché in quell’unico momento, così importante in cui a quell’uomo era richiesto sulla sua conoscenza del Figlio di Dio, invece di dire le parole che ha detto in questo brano qua, ha detto: “Io non lo conosco, non conosco quell’uomo”, ma tu capisci? Non lo giudichiamo, però entriamo in quel dramma, perché il dramma di Pietro così eclatante, così terribile, così sconvolgente per la sua povera vita, è anche il dramma tuo; perché anche tu professi la fede nel Figlio di Dio, la professi a Messa la Domenica dicendo il “Credo” e anche oggi, la professi nella preghiera, la professi in tante occasioni, in cui senti la devozione crescere e alimentarsi dentro la tua vita, però poi, proprio quando fai i conti con la vita, quando la vita ti mette con le spalle al muro come quella donna e quell’altro che passava hanno fatto con Pietro quella notte terribile della condanna di Gesù, anche tu dici: “Ma io come faccio, non conosco quell’uomo” cioè: “Non riesco a fidarmi di questa parola fino in fondo, non riesco a vivere di questa parola che pure ho detto di volere seguire e praticare tutte le volte che ho avuto la possibilità di farlo”. È il suo dramma ed il tuo dramma, Gesù scioglie il dramma di Pietro, Dio scioglie il dramma di Pietro quando nel momento della condanna di Gesù, all’inizio della preghiera del mattino, alla benedizione che comincia col canto del gallo, proprio al canto del gallo Pietro si ricorda di quello che Gesù gli aveva detto. Dunque che cosa fa Pietro? Fa un’esperienza di liberazione da un carcere, la liberazione da un carcere che la sua paura gli aveva costruito ..come te. Come te che soffri per i carceri che tu hai costruito, che vivi la tua vita dentro gabbie dorate che tu hai edificato e non sai mai chi riuscirà a tirarti fuori, il terapeuta per carità, lui magari ci riesce oppure il padre spirituale, magari, se avessi la possibilità anche di chiedere quello che è buono anziché.. Dunque un’esperienza di liberazione che poi, abbiamo ascoltato oggi negli Atti degli Apostoli, gli Atti degli Apostoli appunto riportano anche questo episodio, in cui lui veramente era stato messo in carcere e sperimenta la liberazione da parte di Dio. E noi ci abbiamo creduto così tanto a questa liberazione di Pietro, abbiamo capito così bene che Dio veramente gli avrebbe dato in Cristo le chiavi del regno per aprire e per chiudere, per far entrare e per far uscire, che liberandolo dal carcere anche noi abbiamo detto nel Salmo: “Benedetto il Signore che libera i suoi amici”. Dunque la chiesa sulla quale fonda la fede di Pietro, quella pietra che diceva Gesù lì al Giordano, è questa: la consapevolezza di essere liberati da ogni pericolo e a nostra volta, proprio nella fede in Cristo, di liberare il mondo da ogni pericolo, da ogni gabbia, da ogni carcere che gli uomini si costruiscono improvvidamente e soffrono. E sapete le carceri non sono fatte di sbarre di ferro, sono fatte di relazioni sbagliate, di matrimoni non costruiti sulla pietra angolare, di cose che noi abbiamo avviato senza rendercene conto e purtroppo ne paghiamo le spese e abbiamo sempre la sensazione che nessuno può aiutarci. Dunque ha affidato a Pietro queste chiavi, alla chiesa questa possibilità di liberare dal peso le nostre spalle e, attraverso di noi, le spalle del nostro prossimo, questa è una vocazione per noi e noi oggi questo celebriamo in Pietro. E poi Paolo, intelligente, colto, parla il greco, conosce la Scrittura è un fariseo, con una forza incredibile troverà il modo di opporsi anche duramente a Pietro, noi ce li immaginiamo sempre che come due compagnucci questi due se ne vanno qua e là parlando di Gesù come no ci immaginiamo l’evangelizzazione, in realtà questi sono entrati in conflitto, profondo e quando Paolo va finalmente a Gerusalemme a parlare con Pietro, Giacomo e Giovanni dice: “Ritenuti le colonne” lo dice ironicamente, “questi superapostoli”, “Io gli ho detto a questi che io andrò dai gentili, perché questo ho capito della predicazione di Gesù, questo Egli ha fatto con me, questo ho capito dalla Torah, questo ho capito dai profeti”. Non è un momento molto difficile, passeranno solo quindici giorni più o meno insieme, credo che li veda due o tre volte in tutto. E poi Paolo, con la sua intelligenza, auspica da Dio un dono per tutti i cristiani, lo dice auspicando questo: “Possa Dio donarvi uno spirito di conoscenza, di penetrazione del mistero di Cristo, perché possiate conoscere l’altezza, la profondità, la larghezza, le dimensioni di questo mistero e vivere dentro questo mistero”, capisci allora? Una chiave per essere liberati e liberare, un’intelligenza per penetrare la volontà di Dio. Adesso cristiano, davanti a questi apostoli e davanti a questa martyria così potente e così grande, vieni ancora a dire che è troppo difficile, che non si capisce, che è troppo non so cosa. Paolo sarà stato pure dotto ed erudito, ma Pietro non era nessuno, era meno di te, era meno di te! Un pescatore, non era un dottore della Sorbona, eppure dentro queste coordinate e dentro le coordinate di tutti gli apostoli che si riconoscono in loro, coordinate direi molto paradossali, perché se andate a vedere quella schiera di gente erano proprio .. c’era pure il traditore figuriamoci, dentro questa impossibilità della natura umana, si ritraduce di nuovo la possibilità della natura divina. E loro, nella loro debolezza, in cammino verso la santità ed il martirio, hanno dimostrato al mondo che l’incarnazione del Verbo può essere vissuta in tutte le condizioni di vita. Loro non erano uomini che guardavano all’ideale, loro si sono lasciati provocare e scandalizzare dal reale, vi hanno sempre visto, vi hanno sempre scorto con grande devozione la presenza dello Spirito Santo, questo, questa festa conceda anche a te. Sia lodato Gesù Cristo.

Messa della sera

 
Trascrizione dell’Omelia.

La narrazione che abbiamo ascoltato nella Prima Lettura dagli Atti degli Apostoli, quella che riguarda la liberazione di Pietro, ci mostra un itinerario graduale, dall’incarcerazione, al momento in cui è legato dentro la prigione, finalmente quando l’angelo del Signore lo desta e poi gradualmente trova tutte le porte aperte, fino alla possibilità di uscir fuori insieme agli altri che erano con lui. Questa liberazione graduale di Pietro, sembra raccontare una liberazione interiore che questo apostolo ha vissuto da quando quel giorno sul lago della Galilea, di fronte alla pesca miracolosa, aveva detto a Gesù: “No guarda, stai lontano, io sono un peccatore, non sono degno, non sono adatto a queste cose che tu stai facendo, non sono in grado”, chi era Gesù per Pietro in quel momento? Boh, un taumaturgo, un uomo che fa prodigi? Poteva aderire o non aderire, lui scelse in quel momento di non voler aderire. È uno che come te avrebbe detto: “Signore, ma se dico di si, tu dove mi porti? Io non sono adatto, non ce la farei, lasciami stare, allontanati da me, sono peccatore” pensa un po’ che preghiera al contrario: “Allontanati da me”. Poi finalmente la sequela, un tempo in cui Pietro gradualmente, ricordatelo questo avverbio “gradualmente” perché il demonio ne usa sempre un altro, sempre ti dice: “subito la conversione”, perché lo sa che subito non ce la fai. Gradualmente Pietro si incammina in questo itinerario che non durerà forse molto, non i tre anni che tutti noi pensiamo, forse un po’ di meno, ma vede delle cose, sente degli insegnamenti, non abituato con le orecchie dell’anima ad ascoltare delle cose così eccelse, lui che stava in Galilea così lontano dalle cose di Gerusalemme, in mezzo quasi ad una realtà pagana, sente questo insegnamento e si lascia catturare, vede che l’autorevolezza di costui va oltre quella dei rabbini, dei sacerdoti, insomma di tutta quella gente che aveva in mano le logiche della Torah. Poi finalmente, in qualche occasione come questa, vicino al Giordano, Gesù dice agli apostoli: “Ma avete capito chi sono? che dice la gente?”, “Ma forse questo, forse quello ..”, “Ma voi a che punto state, cosa avete compreso di me?”, sarebbe interessante che questa domanda la facesse anche a te, chissà cosa diresti, che Gesù è il tuo amore, che Gesù è grande, è l’amico tuo, non lo so che diresti. Però quando Gesù dice che bisogna andare a soffrire a Gerusalemme, Pietro e tu pure dici: “No, sofferenza no, noi vogliamo una fede che ci dà la pace, la gioia e i girotondi, niente sofferenza, anzi quella levacela” e così dice Pietro dopo, prima alla domanda: “Chi sono per voi?”, Pietro subito, ha capito, ormai ha compreso, lo può dire, può osare, può dire: “Tu sei il Cristo, tu sei il Messia, il Santo di Dio!”, wow! davanti allo stupore di tutti che dicono: “Ma che sta dicendo Pietro ma sarà veramente così?” e Gesù con autorevolezza, come lo abbiamo visto agire in tante occasioni: “Beato te Pietro perché non te l’ha detto né la tradizione che porti, neanche la tua intelligenza che insomma è quella che è .. fai il pescatore, ma è il Padre che ti ha suggerito questo. Allora io dico che su questa fede, sulla fede della mia messianicità, io costruirò una chiesa, una chiesa che si fiderà sempre dell’aiuto di Dio, anche in momenti drammatici e bui della storia, ti darò le chiavi del regno dei cieli quello che aprirai .., quello che chiuderai ..”, chissà se Pietro si è ricordato quella notte quando l’angelo lo ha liberato gradualmente dalla prigione, che con quelle chiavi, con le chiavi della fede e dell’affidamento a lui, Dio lo aveva pian piano portato fuori, strappato dalla condanna degli uomini. Chissà se ci credi tu che tra poco dirai tutti gli articoli del “Credo”, che Dio può portarti gradualmente dalla prigione che ti sei costruito con le tue poche convinzioni, con le tue moltissime paure, con le memorie delle tue sofferenze, quella prigione di pensieri negativi che non guardano mai in alto verso il cielo, chissà se ci credi tu che una operazione graduale Dio sta facendo nella tua vita e ti dà le chiavi nella Sacra Scrittura, nell’Eucarestia, nella preghiera, per entrare, per uscire anzi, per essere libero. Se tu ne fossi convinto, se tu l’avessi sperimentato sai cosa faresti? Con queste chiavi scioglieresti i legami iniqui della gente che sta fuori, aiuteresti gli altri a liberarsi, invece li giudichi mettendoli in prigione nelle tue convinzioni o delle te paure, chissà? Capisci qual è la rivoluzione che comincia a bruciare nel cuore di Pietro? Un cammino graduale che poi si arresta inevitabilmente, inesorabilmente, proprio nel momento, lo possiamo dire che serviva di più, la notte in cui stanno giudicando Gesù al sinedrio e lui che l’aveva seguito, di fronte ad una sguattera, a uno che passava, ha detto: “No, no, io non lo conosco, non conosco quell’uomo!”, lo dice con rabbia per tre volte. È come te, come me, che sta qua e ascolta, che capisce, comprende, poi esce fuori e dopo aver detto: “Credo in un solo Dio” e tutto il resto, fuori di qua, di fronte a poche cose, di fronte a una scelta, di fronte ad una persona che incontri, già non credi più niente: “No, no, vabbè in chiesa è in chiesa e la vita è la vita” e così lo tradisci ancora. E Gesù ancora nella preghiera ti ricorda, quando si alza al mattino Pietro, al canto del gallo comincerebbe a dire: “Benedetto sei tu Signore re del cielo che hai dato al gallo il discernimento tra le tenebre e la luce ..al gallo e a me no? E io non ti ho riconosciuto ed io ti ho rinnegato!” , nella preghiera lo prende, lo accoglie e ancora una volta lo libera, ancora una volta lo libera! Capisci quanto è importante questo dono delle chiavi? Importantissimo! Affidato alla chiesa, affidato a noi. Dunque lui, il liberatore, o meglio, colui che ha seguito il liberatore ed ha in mano il potere di fare ugualmente e forse anche più. E poi Paolo dall’altra parte, quello che ha detto: “Possa il Signore concedervi un dono di intelligenza e di conoscenza del mistero di Cristo perché possiate penetrare questa sapienza e guardare qual è il mistero nascosto dai secoli eterni”, che grande mediazione che fa Paolo per la tua intelligenza, dicendo, lui che aveva rinunciato alla certezza della Legge, alle certezze della Torah, che era andato da Pietro pensa, a litigare con Pietro, quindici giorni è rimasto presso di lui, l’ha visto due o tre volte, gli ha detto: “Io predico ai non circoncisi, predico ai pagani, non mi interessa niente quello che pensi tu!”, con tanta forza, con tanto coraggio, pensa un po’, lui che i cristiani li aveva perseguitati. Capisci che strana economia è questa? Capisci come si declina questa fede? Metti da parte tutti i santini, tutte le immaginette belle che portavi ed entra con coraggio in questa offerta che è liberante per te, che è liberante per gli altri, che restituisce anche a questi due uomini, che proprio da queste parti hanno versato il loro sangue, almeno a Roma, sicuramente Paolo qua sotto, a questi uomini restituisci la vera dignità, la vera identità che li ha connotati, quella che ha la capacità di restituire al mondo la speranza e di farlo vivere nella carità per sempre. Sia lodato Gesù Cristo.