Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.
MESSA DEL GIORNO – LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,37-42)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.
E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”.
Parola del Signore.
PRIMA LETTURADal secondo libro dei Re (2Re 4,8-11.14-16a)
Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: “Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare”.
Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e si coricò. Eliseo chiese a Giezi il suo servo: “Che cosa si può fare per questa donna?”. Il servo disse: “Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio”. Eliseo disse: “Chiamala!”. La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: “L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio”.
Parola di Dio.
Dal Salmo Sal 88 (89) .
Canterò per sempre l’amore del Signore. R..
Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R.
Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele. R.
SECONDA LETTURA Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 6,3-4.8-11)
Fratelli, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui.
Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio.
Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.
Parola di Dio.
LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare
“Noi predichiamo Cristo a tutta la terra”.
Dai «Discorsi» di Paolo VI, papa.
«Guai a me se non predicassi il Vangelo!» (1 Cor 9, 16). Io sono mandato da lui, da Cristo stesso per questo. Io sono apostolo, io sono testimone. Quanto più è lontana la meta, quanto più difficile è la mia missione, tanto più urgente è l’amore che a ciò mi spinge. Io devo confessare il suo nome: Gesù è il Cristo, Figlio di Dio vivo (cfr. Mt 16, 16). Egli è il rivelatore di Dio invisibile, è il primogenito d’ogni creatura (cfr. Col 1, 15). È il fondamento d’ogni cosa (cfr. Col 1, 12). Egli è il Maestro dell’umanità, e il Redentore. Egli è nato, è morto, è risorto per noi. Egli è il centro della storia e del mondo. Egli è colui che ci conosce e che ci ama. Egli è il compagno e l’amico della nostra vita. Egli è l’uomo del dolore e della speranza. È colui che deve venire e che deve un giorno essere il nostro giudice e, come noi speriamo, la pienezza eterna della nostra esistenza, la nostra felicità. Io non finirei più di parlare di lui. Egli è la luce, è la verità, anzi egli è «la via, la verità, la vita» (Gv 14, 6). Egli è il pane, la fonte d’acqua viva per la nostra fame e per la nostra sete, egli è il pastore, la nostra guida, il nostro esempio, il nostro conforto, il nostro fratello. Come noi, e più di noi, egli è stato piccolo, povero, umiliato, lavoratore e paziente nella sofferenza. Per noi egli ha parlato, ha compiuto miracoli, ha fondato un regno nuovo, dove i poveri sono beati, dove la pace è principio di convivenza, dove i puri di cuore e i piangenti sono esaltati e consolati, dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati, dove i peccatori possono essere perdonati, dove tutti sono fratelli.
Gesù Cristo: voi ne avete sentito parlare, anzi voi, la maggior parte certamente, siete già suoi, siete cristiani. Ebbene, a voi cristiani io ripeto il suo nome, a tutti io lo annunzio: Gesù Cristo è il principio e la fine; l’alfa e l’omega. Egli è il re del nuovo mondo. Egli è il segreto della storia. Egli è la chiave dei nostri destini. Egli è il mediatore, il ponte fra la terra e il cielo; egli è per antonomasia il Figlio dell’uomo, perché egli è il Figlio di Dio, eterno, infinito; è il Figlio di Maria, la benedetta fra tutte le donne, sua madre nella carne, madre nostra nella partecipazione allo Spirito del Corpo mistico.
Gesù Cristo! Ricordate: questo è il nostro perenne annunzio, è la voce che noi facciamo risuonare per tutta la terra, e per tutti i secoli dei secoli.
Trascrizione dell’Omelia.
Aveva appena detto a quella gente che lo ascoltava che lui “non era venuto a portare la pace sulla terra” e questo già ci potrebbe scandalizzare, perché noi ci immaginiamo tutt’altro, “ma la spada”, intendendo per la spada qualcosa che distingue, che dirime, qualche volta mette anche contro e dice: “La spada tra padre e figlio, tra madre e figlia” … insomma un qualcosa che mette non in pace. Ma questa spada, come la vuoi intendere? come qualcosa che genera il male? La spada a doppio taglio di cui parla la Lettera agli Ebrei non è forse la parola di Dio che ha il potere di penetrare nelle midolla, nelle giunture, cioè in quelle realtà che apparentemente sono congiunte e di fatto non sempre lo sono, che te lo devo dire? Non c’è congiunzione tra padre e figlio, tra madre e figlia, eccetera, eccetera? Certo, una congiunzione quasi naturale diremmo, sono nati dai loro genitori, certo che c’è. E dimmi un po’, quando muore mamma o papà, che succede tra i fratelli? Che saltano tutte le congiunture. Allora c’è qualcosa di falso in questa immagine così meravigliosa che noi abbiamo della famiglia, non della famiglia, perché la famiglia è altro, i figli sono partoriti nel dolore, sono allevati e fatti crescere nella fatica dei genitori, dunque la famiglia è qualcos’altro, ma qua l’accento non è tanto, perché tu capisci, no? Che non si può odiare il padre, non si può odiare la madre, come dice questo Vangelo, pure Gesù ha detto che: “Chi non odia il padre e la madre … chi ama il padre, il fratello e i figli più di me non è degno di me”, ma di che sta parlando? Veramente è così esclusiva la predicazione di Gesù, le condizioni per seguire Gesù? Ma l’accento qua è su una espressione e’ quando dice: “Chi accoglie un profeta, per chi è un profeta avrà la ricompensa del profeta”, questo è in gioco. Qua per profeta non si intende uno che fa le profezie, che dice cose meravigliose, qua per profeta si intende qualcuno che ti dà la possibilità di conoscere la volontà di Dio e la volontà di Dio, te lo dico, non la puoi comprendere, non la capisci, ti mette in difficoltà perché non la conosci, dunque se tu volessi conoscere la volontà di Dio devi metterti alla scuola della parola di Dio, che è espressione della sua volontà. E questa parola prima o poi ti obbligherebbe a cambiare il tuo modo di pensare, il modo di pensare nelle relazioni familiari, normali, quelle di cui parlava anche il Vangelo oggi, è un modo di pensare del mondo: “Meglio che fai così” “no,no, sta attento là”, tutti i consigli, tutte le logiche che sembrano buone ma di fatto poi non pagano. La logica che Gesù ha inaugurato per noi non è comprensibile, tu ti dici cristiano, ti sai cristiano, ma l’idea di entrare in un Triduo Pasquale di passione e morte per la resurrezione ti spaventa. Ti spaventa così tanto, te lo dico, che tu la resurrezione non te l’immagini e non la credi, la speri, qualcosa succederà, non te l’immagini e non la credi perché non hai mai capito che cos’è la passione e la morte, perché consideri la passione e la morte una sconfitta, se le cose ti vanno male nella vita lo racconti a tutti, come una sconfitta, come un fallimento, uno se sa che sei cristiano ti direbbe: “Ma scusami, allora la tua fede, la tua fiducia in chi l’hai riposta? Se ti lamenti delle cose che accadono allora che sapienza hai? Che scuola segui? Che modo di pensare hai sposato? perché questo è fallimentare”. E tu fai in modo di tenerti fuori dalla possibilità di entrare nella passione e di entrare nella morte, anzi fai proprio gesti contro ogni cosa che … dunque la resurrezione sarebbe il terzo passaggio di una logica che non esiste. Ora se tu vuoi intendere la bontà di questa logica bisogna che ti metti alla scuola dello Spirito Santo, per farlo certe altre relazioni devi metterle da parte, ma non le relazioni con mamma e papà o con tua nonna, quello che devi mettere da parte è un modo di pensare, un modo di pensare che tende sempre a metterti a riparo dalla difficoltà, a riparo dal Triduo Pasquale, cioè dalla passione e morte per la resurrezione. Tutte le raccomandazioni che hai ricevuto fin da piccolo su quello che devi fare e non devi fare, mai motivate da una finalità autentica, ma solo per essere educato, per non comportarti male, per non fare brutta figura, tutta quella roba che non ha niente a che vedere con il Vangelo, formalismi che non pagano perché oggi questa generazione li ha scartati tutti. Invece la sapienza che viene da Dio, quella che si è incarnata, che ci è venuta incontro, che ha parlato il nostro linguaggio, che ha subito la riprovazione e la passione e la morte per amor nostro, è una sapienza inedita, una sapienza nuova, una sapienza che tu se non la conosci presto, finirai i tuoi giorni senza speranza. Da questo ti mette in guardia. Allora dice: “Sappilo, che chi a questa parola avrà dato credito anche un poco” … ma vi ricordate quando lui era andato a parlare alla sinagoga della sua città, di Nazareth, aveva aperto il rotolo di Isaia, aveva detto: “Questa parola oggi si compie”, quelli si sono guardati e hanno detto: “Oggi? Ma chi è questo? Ma chi si crede di essere?” e non sei forse tu uguale? Senti questa parola e dici: “Ah, bella, bella, però non e’ che l’ho capita tanto, e poi che proprio oggi la devo capire?” no, lunedì, martedì, quando vuoi, un altro giorno … quanti giorni hai? Di quanti giorni disponi? Quanto tempo hai nelle tue mani perché tu possa dire qualcosa di sensato sulla tua vita, che tu possa veramente cercare Dio? E se invece questa parola tu la ritieni qualcosa che ha il potere di fare quello che dice: “E’ come chi dà da bere un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un discepolo”, cioè perché è un canale di grazia, di salvezza: “Io vi dico, non perderà la sua ricompensa”, quando? Nel mondo a venire? No, non la perde adesso. Se tu la parola l’ascolti, la fai abitare dentro la tua vita e ti studi anche di metterla in pratica, la ricompensa te la dà oggi! Perché la ricompensa che tu attendi è la presenza di Dio in te, non solo, perché quella la sai, diciamo, ma anche la possibilità di accorgerti che c’è questa presenza di Dio in te e questo è meglio di saperlo. Sai, sapere che stai bene di salute è una bella cosa, ma sentirti bene e in salute è un’altra cosa, che dici? Beh, lo Spirito Santo ti accompagni dentro questo apparentemente intrigato messaggio che hai ascoltato e ti aiuti a fare spazio alla grazia di Dio. Sia lodato Gesù Cristo.





