XXIX Domenica T.O.

Anno Liturgico A
18 Ottobre 2026

Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.-XXIX Domenica T.O.

 

MESSA DEL GIORNO – LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,15-21)

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore.

PRIMA LETTURADal libro del profeta Isaìa (Is 45,1.4-6)

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».

Parola di Dio.

Dal Salmo Sal 95 (96) .
La vigna del Signore è la casa d’Israele. R..

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie. R

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli. R.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri. R.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.R.

SECONDA LETTURA Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (1Ts 1,1-5b)

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

Parola di Dio.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

“Le aspirazioni del cuore, anima della preghiera”.
Dalla «Regola pastorale» di san Gregorio Magno, papa

Quando preghiamo non dobbiamo mai perderci in tante considerazioni, cercando di sapere che cosa dobbiamo chiedere e temendo di non riuscire a pregare come si conviene. Perché non diciamo piuttosto col salmista: «Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore e ammirare il suo santuario»? (Sal 26, 4). Ivi infatti non c’è successione di giorni come se ogni giorno dovesse arrivare e poi passare. L’inizio dell’uno non segna la fine dell’altro, perché vi si trovano presenti tutti contemporaneamente. La vita, alla quale quei giorni appartengono, non conosce tramonto.
Per conseguire questa vita beata, la stessa vera Vita in persona ci ha insegnato a pregare, non con molte parole, come se fossimo tanto più facilmente esauditi, quanto più siamo prolissi. Nella preghiera infatti ci rivolgiamo a colui che, come dice il Signore medesimo, già sa quello che ci è necessario, prima ancora che glielo chiediamo (cfr. Mt 6, 7-8).
Potrebbe sembrare strano che Dio ci comandi di fargli delle richieste quando egli conosce, prima ancora che glielo domandiamo, quello che ci è necessario. Dobbiamo però riflettere che a lui non importa tanto la manifestazione del nostro desiderio, cosa che egli conosce molto bene, ma piuttosto che questo desiderio si ravvivi in noi mediante la domanda perché possiamo ottenere ciò che egli è già disposto a concederci. Questo dono, infatti, è assai grande, mentre noi siamo tanto piccoli e limitati per accoglierlo. Perciò ci vien detto: «Aprite anche voi il vostro cuore! Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli» (2 Cor 6, 13-14).
Il dono è davvero grande, tanto che né occhio mai vide, perché non è colore; né orecchio mai udì, perché non è suono; né mai è entrato in cuore d’uomo (cfr. 1 Cor 2, 9), perché è là che il cuore dell’uomo deve entrare. Lo riceveremo con tanta maggiore capacità, quanto più salda sarà la nostra fede, più ferma la nostra speranza, più ardente il nostro desiderio.
Noi dunque preghiamo sempre in questa stessa fede, speranza e carità, con desiderio ininterrotto.
Ma in certe ore e in determinate circostanze, ci rivolgiamo a Dio anche con le parole, perché, mediante questi segni, possiamo stimolare noi stessi e insieme renderci conto di quanto abbiamo progredito nelle sante aspirazioni, spronandoci con maggiore ardore a intensificarle. Quanto più vivo, infatti, sarà il desiderio, tanto più ricco sarà l’effetto. E perciò, che altro vogliono dire le parole dell’Apostolo: «Pregate incessantemente» (1 Ts 5, 17) se non questo: Desiderate, senza stancarvi, da colui che solo può concederla quella vita beata, che niente varrebbe se non fosse eterna?

Trascrizione dell’Omelia.

Nella visione un po’ divisa, scissa, del nostro modo di pensare alla storia, anche alla storia della salvezza, quando ascoltiamo questa pericope evangelica ci sembra di poter capire che un conto sono le cose di Dio e un altro conto sono quelle della storia, cioè di Cesare, quindi basta sapersi barcamenare. Ma non è questo il tema che questo Vangelo ci sta presentando, piuttosto un atteggiamento ipocrita certamente, divisivo anche, che questi discepoli dei farisei insieme agli erodiani, stanno usando per tentare, per mettere alla prova Gesù. Innanzitutto chi sono farisei ed erodiani? Sono due dei gruppi che c’erano a Gerusalemme al tempo in cui Gesù svolgeva la sua attività pubblica, insieme ai Sadducei e insieme ad altri che invece combattevano un po’, come gli Zeloti. Chi sono allora farisei ed erodiani? I farisei sono quelli che non fanno proprio capo al Tempio, anche se ci vanno pure loro, sono un gruppo di devoti legati alla Scrittura, alla Torà si ritrovano piuttosto nelle sinagoghe, le sinagoghe non sono le chiese, sono anche case private, insomma luoghi dove si può ricercare la volontà di Dio e trovare il modo per metterla in pratica meglio possibile. Dunque questi conoscevano bene la Scrittura, volevano sapere se questo Gesù, secondo gli insegnamenti pur autorevoli, accompagnati anche da prodigi, appartenesse o no a loro, cioè se fosse ortodosso o no, se fosse da considerarsi da seguire o no. Chi sono gli erodiani? Gli erodiani è un partito, sono legati alla realtà di Erode, Erode è un re, che non è neanche ebreo e che comunque sta facendo un favore ai Romani e i Romani lo fanno a lui perché lo mantengono, insomma un re fantoccio, era comunque un partito politico presente a Gerusalemme. Allora vanno per vedere: “Con chi stai tu?” e prendono a testimonianza anche questi erodiani, io non credo che farisei erodiani andassero d’accordo, proprio due realtà diverse, ma tentano Gesù secondo la sua posizione politica, vogliono sapere con chi sta, con chi si schiera. Questo è tipico di chi ha l’animo diviso e non sa mai discernere ciò che è buono e scegliere ciò che è secondo Dio, allora pone sempre domande provocatorie, lo vediamo anche ai nostri giorni. E dunque fanno questa domanda a Gesù, dicono: “Ma allora tu chi sei? Uno che ci dice che dobbiamo pagare il tributo a Cesare? Dobbiamo pagare le tasse?” e Gesù dice: “Vediamo un po’ … “ aveva compreso, “Ditemi quale moneta usate voi per fare queste cose?” e loro gli presentano un denaro che porta l’effigie di Cesare, a noi questo non dice molto ma a quell’epoca era importante. Vi ricordate quando Gesù entra nel Tempio e manda all’aria tutto? vi ricordate no? prima della sua passione. Tra tutti i banchi che c’erano ce n’era uno, ce ne erano diversi veramente ed erano i banchi dei cambia valute, te lo ricordi no? C’era un settore del Tempio in cui era possibile fare questi mercati, allora che succedeva con i cambia valute? Siccome nel Tempio poteva entrare solo il siclo del Tempio che non portava nessuna effigie di uomini o di animali, perché non potevano entrare le immagini là dove c’era il Tempio del Signore, allora, era una bella trovata questa, allora facevano il cambio … tu capisci che sul cambio poi ci guadagnavano evidentemente, facevano un po’ la cresta eccetera … come sempre, come succede dappertutto. Allora erano costretti a cambiare, se venivano i pagani, perché pure i pagani qualche volta i non ebrei salivano fino a un certo punto entravano in uno degli atri del Tempio non potevano entrare di più ma là dove entravano potevano fare un’offerta e dovevano farla col siclo del Tempio. Se tu vai a Gerusalemme oggi, ci andavi ieri perché oggi non ci va più nessuno purtroppo e pagavi con gli euro, prima ancora con i dollari, il resto te lo davano in shekel cioè la loro moneta, perché evidentemente questo per il cambio è sempre un guadagno. Dunque stanno ponendo a Gesù una domanda interessante: “Con chi stai tu? Perché noi adesso siamo costretti dai Romani a pagare il tributo e non ci piace, il tributo si paga al Tempio!” e Gesù gli dice: “Bene voi a chi obbedite al Tempio o a Cesare? Se obbedite a Cesare pagate Cesare, se obbedite al Tempio pagate Dio” e Dio come si paga, dimmelo un po’? Con la moneta? No, sta scritto nel Vangelo di Matteo, questi erano ebrei lo sapevano: “Amerai il Signore di Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze” e le forze sono anche le risorse e anche l’economia per carità cioè: “Amerai il Signore tuo Dio” ovvero lo ricercherai in ogni contesto, lo ricercherai con tutte le facoltà che ti sono state date. “Perché stai facendo questo? Stai cincischiando su questa donazione e stai chiedendo se bisogna dipendere pure da Romani? Ora chiudiamo la pagina della storia e apriamo quella della vita ma tu quando lo Spirito Santo ti suggerisce, ti spinge ad entrare nella preghiera a varcare la soglia degli atri del Signore, a cercare la sua volontà, dimmi, con quale animo rispondi? Con i ragionamenti del mondo, se ti conviene o no, se hai tempo o non hai tempo, se ti vergogni o non ti vergogni, oppure prontamente rispondi al Signore e permetti allo Spirito di darti quel discernimento necessario per fare scelte secondo Dio e non secondo la storia, dove ti metti? Che cosa dirai a Dio? Dirai: “Io vorrei seguirti però tengo famiglia, ho altre cose da fare”, oppure prontamente ti deciderai per Lui? Quante scuse metti tra te e la volontà di Dio? Quante volte dici: “La volontà di Dio? Si ma bisogna studiare, bisogna capirla, io non ho intelligenza”, non è vero! Perché l’intelligenza Dio te l’ha data, quella intelligenza profonda dello Spirito che ha la capacità di penetrare i segreti di Dio. E’ scritto: “Lo Spirito di Dio che conosce le profondità di Dio, proprio quello Spirito si incarica di parlare al tuo spirito” cioè alla tua capacità di capire le cose che riguardano la vita eterna. Un esempio? Ma tu il desiderio di vita eterna ce l’hai sì o no? Ce l’hai? E dillo no! Ma perché sai che cos’è la vita eterna? Non lo sai, però il desiderio ce l’hai. Bene, allora sappi la tua intelligenza non sa rappresentarsi la vita eterna, a quell’intelligenza noi non parliamo, ma il tuo spirito però evoca, con il desiderio, evoca la vita eterna a quello spirito noi parliamo e annunciamo anzi la resurrezione di Gesù che proprio questa vita eterna non l’ha inaugurata ma l’ha mostrata a tutti come possibile, possibile! Alla gente semplice, perfino ai peccatori, ai pubblicani, alle prostitute, non ha messo confini, caro che vieni con la moneta di Cesare a dire: “Eh ma sa, però tante cose, sa pure il mondo vuole la sua parte”, il mondo è morto con la sua parte! La fede in Dio invece è fatta per la vita eterna, preparati, disponiti a comprendere queste grandezze e segui il Signore e Lui che è autore e perfezionatore della fede, come dice la Lettera agli Ebrei, Lui ti schiuderà tutti i sentieri, gli itinerari importanti per l’esercizio della tua fede, della tua speranza e della tua carità. Sia lodato Gesù Cristo.

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