Parola Chiave

Salmo 22

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

Ancora il Regno dei cieli è il tema centrale della Messa di questa domenica, che, nel brano di Isaia e nel Vangelo di Matteo, intende rispondere a una domanda fondamentale: cosa sarà il Regno di Dio? A chi è destinato e chi potrà entrarci? La risposta è nella parabola di Matteo, in cui si afferma anzitutto che il Regno di Dio sarà la festa di nozze del Figlio di Dio, a cui gli uomini sono chiamati. I primi invitati, però, rispondono con un secco rifiuto; inoltre, maltrattano e uccidono i messaggeri che recano loro l'invito. Dio quindi li abbandona alle loro scelte negative e malvage. L'invito ora viene rivolto a tutti gli uomini, lungo tutte le strade del mondo, sia ai buoni che ai cattivi. Resta però una condizione: gli invitati devono presentarsi alla festa con l'abito adatto, altrimenti ne saranno esclusi. L'omelia può essere ascoltata sul canale youtube della Scuola di preghiera all'indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=6QWeaFcLPj8
Trascrizione
11
Ottobre 2020

Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

La festa delle nozze è capace di strapparci al dramma della solitudine che ha nella morte la sua ultima uscita. Diversa è la morte del Figlio. La sua croce ha portato le nozze tra Dio e l'umanità. Solo un amore così forte da dare la vita è capace di vincere la morte e di apparecchiare il banchetto nuziale. Per l'assenza dei primi invitati il re convoca altri che non erano stati chiamati. Non conta che siano "buoni o cattivi"; importa che accettino l'invito, che "entrino", anche all'ultima ora. Il segno di questa adesione alle nozze del Figlio è proprio l'abito nuziale, l'essere "rivestiti di Cristo". Non indossarlo è rifiutare il dono.
Trascrizione
15
Ottobre 2017

Io sono la porta delle pecore

Il pastore buono è quello vero ed entra dalla porta. Immagine semplicissima per dire che rapporto corre tra il Figlio e il Padre e che il Vangelo di Giovanni descrive: il Figlio è mandato dal Padre, non dice e non fa nulla se non ciò che sente e vede dal Padre, è rivolto verso di lui, vive per lui, è amato da lui; non prende nulla da sé, ma riceve tutto dal Padre. Allora questa porta che immette nel recinto delle pecore è l'obbedienza del Figlio al Padre per portarne a termine la volontà fino alla croce. Nei sinottici il pastore riporta all'ovile la pecora perduta; qui invece porta fuori le pecore dal recinto, quasi come se le liberasse. Il termine "recinto" nelle Scritture indica il cortile del Tempio di Gerusalemme. Sembra di capire che è finito il tempo di stare in quel "recinto" e inizia il grande viaggio dietro al Pastore, verso la Casa del Padre.
Trascrizione
07
Maggio 2017

Andò, si lavò e tornò che ci vedeva. (Messa del mattino e vespertina)

La guarigione del cieco è anche simbolo del Battesimo e come il cieco acquista la luce nell'acqua dell'Inviato così il battezzato acquista la luce nell'acqua del Battesimo. Le dispute che seguono la guarigione (perché ci vede? Chi l'ha guarito?) corrispondono alla domanda della fede: chi ci salva? Il Battesimo esige la consapevolezza di chi è Gesù. Anche il cieco pian piano si rende conto di chi ha operato la guarigione e solo alla fine capisce veramente cosa gli è accaduto. Nel cieco è presente la condizione dell'intero genere umano avvolto dalle tenebre che sono la condizione nella quale il Signore incontra la nostra vicenda e la risana con la sua potenza di salvezza. La polvere dell'uomo s'incontra con la saliva del Figlio di Dio.
Trascrizione
26
Marzo 2017
Te Deum // Musica Sacra
  1. Te Deum // Musica Sacra
  2. Preghiera di Gesù // Musica Sacra
  3. Isusova Molitva // Musica Sacra
  4. Agni Parthene // Musica Sacra