VI Domenica di Pasqua

Anno liturgico B
06 maggio 2018

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

LETTURE: Vangelo, Prima lettura e Seconda lettura

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,9-17).

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

PRIMA LETTURA – Dagli Atti degli Apostoli (At 10,25-27.34-35.44-48)

Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».
Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.
Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.

Salmo responsoriale Salmo 97.
R.Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia..

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.R.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!R.

SECONDA LETTURA Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo (1Gv 4,7-10).

Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

LA LETTURA DEI PADRI: per continuare a pregare

Dio va amato per se stesso e il prossimo per Dio.
Sant’Agostino, vescovo
(Disc. 336,2)

Amiamo, amiamo in dedizione spontanea: è Dio infatti che amiamo, niente troviamo che sia da preferirsi a lui. Amiamo lui per se stesso e noi in lui, sempre però a motivo di lui. Ama l’amico di amore sincero colui che ama Dio nell’amico, o in quanto Dio è nell’amico o perché Dio sia nell’amico. Ecco l’affetto autentico; se il nostro amore tende ad altro fine, è un odiare il nostro, più che un amore. Infatti su chi riversa il suo odio chi ama il male (Sal 10, 6)? sul suo vicino forse o la sua vicina? Si atterrisca: odia l’anima sua (Sal 10, 6). Amare il male è odiare l’anima. Per contro, dunque, odio al male è amore dell’anima. Odiate il male voi che amate il Signore(Sal 96, 10). Buono è Dio, quel che ami è male, e te stesso ti ami cattivo: come ami Dio se continui ad amare quel che Dio odia? Hai udito infatti che Dio ci ha amato 1 (Gv 4, 10), ed è vero, ci ha amato; se riflettiamo quali ci abbia amato, ci copriamo di rossore. Se non ne proviamo vergogna, è appunto perché, amandoci tali, fece sì che non fossimo tali. Ci vergogniamo al ricordo dei nostri trascorsi, ci rallegra la speranza di quel che ci attende. Perché mai dobbiamo arrossire di quel che siamo stati e non piuttosto aprirci alla fiducia per essere stati salvati nella speranza? Abbiamo infine ascoltato: Accostatevi a lui e sarete illuminati e i vostri volti non arrossiranno (Sal 33, 6). Se dovesse eclissarsi la luce, ricadi nella confusione. Accostatevi a lui e sarete illuminati. Egli è dunque la luce, noi tenebre senza di lui. Se proverai a sottrarti alla luce, resterai nelle tenebre tue proprie; se invece ti sarai accostato, sarai illuminato da una luce non tua: Un tempo eravate tenebre, dice l’Apostolo ai convertiti: ora invece siete luce nel Signore (Ef 5, 8). Ne segue che, se luce nel Signore, le tenebre sono prive della presenza del Signore. D’altra parte, se la luce è nel Signore e le tenebre sono prive della presenza del Signore, accostatevi a lui e sarete illuminati.

Trascrizione dell’Omelia

Quando nella Chiesa si legge questa parola, tutti i diavoli si arrabbiano e invece di andarsene vengono, si mettono vicini a tutti i fedeli e subito cominciano a suggerire le obiezioni contro questa parola dicendo: “Dimmi tu e tu e tu e tu, riesci ad amare?”, tu dici: “Mah, è quello che vorrei”, “Sei sicuro?”, “Beh, non lo so, penso di si”, allora ti mette davanti l’immagine di un persona che non puoi amare e tu dici: “No, non ci riesco” e in questo modo ti cattura lo spirito che porti, non lo Spirito Santo, tenta di catturare il tuo spirito, quello dell’uomo, quello che ti è stato dato quando sei nato, quello che è legato alla tua vita, la tua anima, che ha la capacità di riscattare il tuo corpo se ascolta lo Spirito di Dio. Noi siamo fatti così, sapete? Abbiamo uno spirito dell’uomo, quello per cui San Paolo dice: “Lo Spirito di Dio attesta al nostro spirito che siamo figli”, quindi c’è uno Spirito di Dio e uno spirito dell’uomo, ma questo spirito dell’uomo si è messo da parte in qualche modo, quando è arrivato questo pensiero a dire: “Tu non puoi amare! Tu non hai amato, ti ricordi? In quella circostanza, in quella ed in quella, sei incapace”; allora che cosa ti stanno mettendo davanti? Una legge impossibile .. “Eh vabbè ma prima o poi chissà, magari ..” e invece c’è una chiave per capire di che si sta parlando in questo Vangelo ed io so che quando tu l’avrai capita questa cosa, quei demoni se ne andranno e tu sarai libero di entrare in una legge nuova. Proviamo a tradurla insieme, dice Gesù in questo brano, siamo al capitolo XV nell’Ultima Cena, già a parlato della vite e dei tralci, sta per dire che cosa vuole fare e soprattutto sta per annunciare il fatto che lui di darà lo Spirito, lo Spirito Santo che ha la capacità di raccontarci tutto quello che lui ci ha detto. Allora dice: “Come il Padre ha amato me anche io ho amato voi, voi rimanete nel mio amore, se osservate i miei comandamenti rimarrete nel mio amore come io ho osservato i comandamenti” traduciamo questa espressione, per noi i comandamenti sono Legge, sono precetti da mettere in pratica, quelli che non riusciamo a fare; ma i comandamenti nella Bibbia non sono i precetti, sono le parole, le parole! Allora dice Gesù: “Io ho ascoltato delle parole dal Padre perché lo guardavo il Padre e lo guardo sempre, e quando lo guardo lo conosco ed Egli mi conosce ed io penetro i suoi pensieri e lui penetra i miei pensieri e le sue parole sono le mie parole”, perché tu capisca direbbe Gesù: “Non sono forse io il Verbo del Padre? Se io sono la parola del Padre vuol dire che tutte le parole del Padre mi appartengono ed io sono tutte le parole del Padre; questa possibilità di essere Io Stesso il Verbo del Padre, questo mi fa conoscere e amare il Padre”. Allora dice Gesù: “Come io osservo” cioè: “Come io vivo questo amore del Padre che è conoscenza dei suoi pensieri e possesso della sua parola, così anche voi se ascoltate queste parole e le mettete in pratica, crescerete in questa sapienza e crescendo in questa sapienza (attenzione), il Padre si donerà a voi, totalmente si donerà” e questo tu cristiano penso che lo sappia abbastanza bene, tant’è che ti vieni a “fare la Comunione”, cioè vieni ad assumere il corpo di Cristo come è, tutto ciò che il Padre vuole darti, tutto ciò che gli appartiene, il corpo di Cristo è la santità di Dio, non è questo che vieni a prendere? Non è questo che vieni ad assumere come se fosse tutto Dio? Dice: “Come il Padre ha amato me, rimanete nel mio amore”, questo non è un imperativo: “Rimanete nel mio amore!”, no,è “Rimanete nel mio amore questo è l’amore, l’amore è conoscere le parole del Padre ed osservarle”, ma andiamo avanti: “Questo è il mio comandamento che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi, nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”, quando noi ascoltiamo questo: “Dare la vita per i propri amici” ci immaginiamo quello che Gesù ha fatto, cioè che si è fatto uccidere per i suoi amici, “Dare la vita” per noi vuol dire questo, ma in Gesù “Dare la vita” è di più, in Gesù “Dare la vita” è dare la vita divina, egli si fa uccidere perché gli uomini abbiano la vita divina che non avrebbero meritato per il peccato. L’espiazione che Gesù compie sulla croce, apre uno squarcio nel cielo e quello che appartiene a Dio finalmente appartiene agli uomini, cioè la Vita Divina. Ora guardate bene, ma questa Vita Divina che Gesù ci ha conquistato come si chiama? Te lo ricordi cristiano? Si chiama Spirito Santo, egli è la Vita Divina. Dunque la morte e la resurrezione di Cristo, ci ottiene lo Spirito Santo, lo Spirito Santo è la Vita Divina, questa si vuole comunicare a noi e vuole restare con noi e ci è stata già data, per questo Gesù dice: “Rimanete nel mio amore, ci state già nel mio amore perché lo Spirito già abita in voi, già suggerisce al vostro spirito le cose di Dio, già indica al vostro cuore, ai pensieri che portate dentro, il progetto di Dio e vi abilita anche a metterlo in pratica, lo Spirito di Dio”. Ora attenzione, facciamo anche il terzo passaggio così ci capiamo bene, ma lo Spirito di Dio, chi è tra il Padre ed il Figlio? Non è forse l’amore? Non è forse l’amore come relazione? Allora quella relazione di conoscenza: “Le tue parole sono Io, le mie parole sei Tu, Io e te ci conosciamo perfettamente, questa conoscenza è la nostra relazione, questa relazione alla pari è Amore, questo Amore non è fatto solo per rimane re tra noi, ma per comunicarsi a quelli che noi abbiamo amato, cioè agli uomini; dunque Io vado, conquisto questo dono per loro, glielo lascio come una caparra finché anche essi non crescano in questo Amore verso di te”. Allora di fronte a questo panorama in cui l’amore non è più un sentimento, quello che pensavi tu no? “Eh ma io non riesco ad amare, quella persona mi è antipatica, perché dovrei amarla?”, non è un sentimento! Allora restituito l’Amore alla sua natura cioè alla sua natura di Vita Divina, rimesso a posto questo concetto, l’Amore è la Vita Divina del Padre che si comunica agli uomini grazie alla carne che il Figlio ha assunto e alla sua morte e risurrezione, allora il nostro amore, quello che ci mette nelle condizioni di relazionarci, è lo Spirito. Per questo Gesù dice: “Tutto quello che ho udito dal Padre ve l’ho fatto conoscere, questo Spirito ve lo ricorda”, addirittura: “Se voi entrate dentro questa relazione con il Padre tutto quello che chiederete al Padre, come Io chiedo al Padre, tutto questo vi sarà dato”, che vi sarà dato? La Vita Divina. Vuoi qualcosa di più? Veramente volevi qualcosa di più? Vuoi qualcosa di più ora e non la Vita Divina? Cosa vuoi? Più salute, più bellezza, più giovinezza, più soldi, più sicurezza, più che cosa? C’è qualcosa che è più della Vita Divina? Ma è più della Vita Divina se tu questa Vita Divina non l’hai mai conosciuta, è chiaro che ogni cosa è di più se tu non l’hai conosciuta, e allora conoscila .. e allora conoscila. Allora guarda, adesso andiamo a rileggere qualcosa di più di quello che abbiamo ascoltato della Prima e Seconda Lettura. La Prima Lettura è quell’episodio in cui Cornelio questo centurione romano simpatizzante delle cose degli ebrei, si era avvicinato a Pietro e Pietro finalmente gli palesa qual è la sua relazione con Dio ed ad un certo punto succede un fatto, quando Pietro invoca Dio lo Spirito scende sui circoncisi, gli ebrei che erano convertiti ed anche su questi pagani e Pietro si accorge e gli altri si accorgono che lo Spirito è sceso. Vediamo un po’, perché se ne sono accorti? Perché questi hanno cominciato a fare i matti? No, se ne accorge perché hanno parole di sapienza, perché hanno avuto anche loro le parole di sapienza che il Padre attraverso il Figlio dona agli uomini. Allora guarda, hai capito che cos’è questo amore? È il dono dello Spirito in te che ti permette di vedere come lo Spirito agisce anche nel tuo prossimo. Adesso facciamo un esempio concreto, viene il mio prossimo, questo mio prossimo è il mio nemico, è la persona che mi odia e mi giudica ed è la persona di cui ho un po’ paura e un po’ rabbia, come faccio ad amarlo? Lascerò perdere ogni sentimento, lo guarderò e dirò: “Signore manda il tuo Spirito che riempia il cuore di costui e lo volga in pace verso di me e mentre fai questo volgi anche il mio cuore in pace verso di lui”, allora ti accorgerai che in questa attesa graduale lo Spirito opererà nel tuo cuore e nel suo cuore, forse non diventerete mai amici, ma da quel giorno diventate fratelli: un consorzio nel quale Dio manderà il suo Spirito e il suo Spirito porterà questa relazione alla verità tutta intera. Tu credi che questa sia una magia? Tu pensi che questa sia una prassi meccanica “tu fai così e allora succede così”? Entra in questa sapienza, conosci quella parola che ha chiamato all’esistenza il tuo prossimo e ricordati che anche tu sei stato chiamato con una parola e se queste parole appartengono a Dio, tu e Lui potete diventare una cosa sola, i sentimenti mettili da parte, quelli servono per fare le feste, “le festicciole”, guarda invece alla verità, quella brilla e urge nel cuore degli uomini, come una realtà vera e vivente, cioè come una Vita Divina. Dice allora Giovanni l’apostolo nella Seconda Lettura: “Chi non ama non ha conosciuto Dio perché Dio è amore”, chi non ama , chi non capisce questo, non ha lo Spirito, perché lo Spirito di Dio ti abilita a vedere che cosa c’è nel cuore del tuo prossimo e anche cosa c’è nel tuo, non ti spaventare, non ti spaventare neanche che si possa attuare questo compito. Dice ancora Giovanni: “In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi, che Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito perché noi avessimo la vita per mezzo di lui”, esattamente quello che abbiamo detto dall’inizio, Dio si è manifestato dandoci la Vita Divina! Tu pensavi che il cristianesimo fosse comportarsi bene, salutare la gente, fare il bravo, pagare le tasse, per carità pure quello, ma il cristianesimo è avere la Vita Divina e avere la Vita Divina, come dice San Francesco, è avere lo Spirito del Signore, Lui vive e se vive in noi, noi vivremo per sempre anche quando il nostro corpo si distenderà in pace nella tomba, perché la sua vita non può morire. Possa lo Spirito di Dio in questi giorni che ci prepariamo all’attesa della Pentecoste, portarvi alla conoscenza della verità tutta intera: applicatevi nella ricerca delle cose di Dio, entrate in questa relazione che non è studio, che non è conoscenza della mente, è apertura e accoglienza del cuore, accoglienza del suo desiderio di salvarci e amarci e di conservarci per la vita eterna. Sia lodato Gesù Cristo.

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